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Dove sta andando il cinema italiano di genere?

I risultati di incasso dei film italiani di genere non sono stati esaltanti negli ultimi tempi. Analizziamo meglio la situazione...

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Come va il cinema italiano di genere? O, se lo vogliamo dire in altro modo, moriremo di commedie italiane (che in realtà non sono troppe, ma sicuramente ottengono una parte importante delle risorse a disposizione)?
Iniziamo, come sempre, dai fondamentali, ossia gli incassi. Questa l’infografica relativa agli incassi degli ultimi tre anni (cliccate qui per vedere la versione interattiva):

In rosso trovate i film del 2017, anche per capire meglio come è andata quest’anno (spoiler: non benissimo). Intanto, una prima cosa va sottolineata: l’enorme sforzo compiuto da Raicinema e 01 per produrre e poi distribuire al meglio questo tipo di prodotti. Qualche mese fa, Paolo Del Brocco lo aveva annunciato, anticipando che si era anche disposti a faticare un po’ negli incassi per creare comunque un Mercato e un pubblico che non si rivolgesse solo all’estero per vedere questo tipo di film.

Qualche mese dopo, bisogna dire che la strada è ancora in salita. Il dato migliore di questo periodo è senza dubbio La ragazza nella nebbia, che ha ormai superato i 3,2 milioni e chiuderà vicino ai 4 milioni (nella grafica ho ipotizzato 3,8M). E’ interessante perché, chiaramente, nonostante sia un prodotto di genere, si rivolge a un pubblico non di giovanissimi (e anche nel ritmo della narrazione, non è chiaramente un prodotto per adolescenti),

Importante anche il dato di Ammore e malavita, che ormai è vicino ai 1,5 milioni. Molto più problematici altri risultati. I dati di Addio fottuti musi verdi (l’incasso indicato è una stima di quello che potrebbe e dovrebbe essere il risultato finale approssimativo, circa 750.000 euro), Brutti e cattivi (530.642 euro), Monolith (353.516 euro), Falchi (339.669 euro) e I peggiori (245.719 euro) non fanno proprio pensare a un’enorme risposta di pubblico e a un bacino di utenza larghissimo. Discorso diverso per Gatta Cenerentola (inserito in questo elenco non tanto come cartone, ma soprattutto come noir), che ha ottenuto 394.106 euro, un risultato assolutamente discreto considerando che il prodotto aveva sicuramente pochi eguali nel nostro Paese.

Detto che, ovviamente, ogni film ha una sua storia (fatta di budget produttivi e promozionali spesso molto diversi tra loro), dopo sei mesi in cui sono usciti una quantità non indifferente di film di genere, alcune domande sorgono spontanee. Il nostro mercato non è in grado di accogliere un numero di prodotti italiani troppo elevato? O dipende soltanto dalla qualità/forza commerciale degli stessi?

Per rispondere, facciamo un passo indietro. Ci è stato detto per anni che sarebbe bastato produrre opere di genere, perché il pubblico non aspettava altro. Purtroppo, non è così semplice. Se infatti per le commedie italiane la strada è spianata (e spesso la qualità, anche semplicemente quella tecnica di realizzazione di un film, non è fondamentale), per i prodotti di genere la concorrenza di Hollywood è durissima. Non è facile infatti convincere il pubblico che una pellicola italiana thriller o pulp possa funzionare bene come un prodotto girato oltreoceano. Pregiudizio in parte sbagliato, ma che certo non si può eliminare nel giro di qualche mese.

In tutto questo, ritengo che, da parte di una certa critica, si sia stati fin troppo benevoli con alcuni prodotti, lanciati come se fossero il nuovo Lo chiamavano Jeeg Robot, mentre magari sarebbe meglio cercare di distinguere tra questi film. Anche perché, lo spettatore adolescente che prende una ‘fregatura’, magari si convince che è meglio continuare a non dare fiducia al cinema italiano (cosa che rischia di fare per i successivi 50 anni).

E tutto questo lo dico anche da persona che sta sviluppando, per la società di produzione con cui collabora, un progetto di genere (quindi, decisamente, non sono prevenuto). Spero, insomma, che riusciremo a creare un ambiente che permetta a tutti di avere le occasioni giuste per avere successo, non solo con le commedie…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi
Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

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