Home > Distribuzione > Digitale > I giovani non vanno al cinema? E’ una bufala

I giovani non vanno al cinema? E’ una bufala

A detta di tanti ‘esperti’, i giovani non stanno più frequentando le sale cinematografiche. Vi mostriamo una ricerca che dimostra il contrario...

Da mesi (se non anni) continuiamo a sentire che i giovani (e gli adolescenti in particolare) ormai non vanno più al cinema. Di solito però queste ‘analisi’ non sono particolarmente elaborate e arrivano spesso nei convegni da addetti ai lavori che, per dimostrare questa tesi, citano il figlio o il nipote adolescente, che evidentemente dovrebbe rappresentare l’universo adolescenziale tutto. Ora, è assolutamente normale che, in un panorama che negli ultimi anni ha visto il trionfo di realtà come You Tube e i social media, tutto il pubblico (e in particolare i giovanissimi) si ritrovi con tante alternative alla visione di un film in sala. E consideriamo ovviamente che siamo un Paese con pochi giovani tout court, vista la nostra bassa natalità. Ma questo significa necessariamente che gli adolescenti – in senso assoluto – non vanno al cinema? Assolutamente no e per dimostrarlo, iniziamo da questa infografica (qui la versione interattiva):

Molto banalmente, i giovani sotto i 24 anni vanno ancora in massa al cinema, almeno una volta all’anno. Per capirci, se prendete 20 ragazzi (maschi e/o femmine) sotto i 24 anni, 17 di loro vanno al cinema. Il problema avviene dopo, con una disaffezione che cambia tra uomini e donne. Infatti, l’85% delle donne tra i 15 e i 24 anni vanno al cinema almeno una volta l’anno, mentre solo il 66% delle donne tra i 25 e i 34 anni fanno la stessa azione. Il calo tra gli uomini è più graduale, visto che si passa dall’85% tra i 15 e i 24 che va al cinema, al 74% tra i 25 e i 34, il 66% tra i 35 i 44 e così via. Particolarmente significativo il 31% delle donne tra i 55 e i 64 anni che vanno al cinema una volta l’anno, dato decisamente negativo. Insomma, vi pare possibile con questi dati che ci lamenti che i giovani non vanno al cinema e non si ‘attacchino’ i 50-60enni?

Detto questo, apriamo una parentesi su come sono stati ottenuti questi dati. Le stime derivano dal capitolo “Sala e salotto” dell’edizione 2016 di DigitalTRENDS, la ricerca multiclient sulle dotazioni tecnologiche e le opzioni di intrattenimento degli italiani che Ergo research realizza da 4 anni e di cui si sta completando in questi giorni l’edizione 2017. Il campione prevede la realizzazione di 4000 interviste per la rappresentazione dell’insieme degli italiani ultra-quindicenni e di ulteriori 3000 interviste per gli approfondimenti sul target dei fruitori di contenuti audiovisivi on demand (dalla catch up tv ai servizi SVOD come Netflix). La Ergo research (che ringraziamo per averci fornito queste informazioni), oltre a realizzare indagini di scenario con approccio olistico, supporta i player della filiera dell’audiovisivo con metodologie originali per il pre-test di film e serie tv, sia durante la fase realizzativa, sia in fase pre-lancio (MovieClinic).

Ma andiamo più in profondità con questa infografica (la versione interattiva la trovate qui):

Insomma, cosa ci dice questa infografica? Per chiarezza, spiegamola bene, così non ci sono equivoci. Come vedete, è divisa per fasce d’età, per valutare tre caratteristiche di quella fascia. In azzurro, trovate la percentuale che rappresenta quanto quella fascia d’età è presente in Italia (per fare un esempio, le persone tra 15 e 24 anni rappresentano l’11,3% della popolazione over 15). Questo è un riferimento importante, perché va paragonato agli altri due elementi: quanto questa fascia d’età impatta sul totale dei frequentatori di cinema (in questo caso, consideriamo tali chi va almeno una volta l’anno) e poi quanto impatta sul totale dei biglietti acquistati.

Facciamo qualche esempio in base all’infografica. Il pubblico tra i 15 e i 24 anni rappresenta l’11,3% della popolazione italiana, ma rappresenta il 19,6% dei moviegoer e il 20,5% dei biglietti acquistati (insomma, su 5 biglietti comprati materialmente da una persona, uno è acquistato da questa fascia d’età). Discorso simile per la fascia 25-34 anni: rappresentano il 12,9% degli over 15, ma sono il 18,5% dei frequentatori di cinema e acquistano il 22,9% dei biglietti. Insomma, chiaramente i giovani, rispetto alla loro presenza effettiva nella società italiana, vanno al cinema molto di più delle altre fasce d’età.

Ma in realtà, i dati sono ancora migliori per quanto riguarda i giovani e la loro frequentazione delle sale. In effetti, nell’ambito della ricerca citata (anche per ragioni legali, non si possono intervistare i ragazzini in modo diretto) si chiedeva in generale il numero di biglietti acquistati in 12 mesi. Il che vuol dire che, se un genitore porta il figlio tredicenne al cinema, i due biglietti acquistati vengono conteggiati al genitore. Questa infografica sotto (qui la versione interattiva) mostra invece le percentuali di chi utilizza effettivamente i biglietti acquistati:

Insomma, le prime cose che saltano agli occhi, è che, se sommiamo le prime tre fasce d’età, capiamo che le persone entro i 34 anni (che possiamo definire giovani, anche se è un’etichetta complicata nel nostro Paese) sono quelle che rappresentano la maggioranza dei biglietti utilizzati (per la precisione, il 52,3%). Inoltre, gli under 15 consumano più biglietti della fascia d’età 45-54 anni, che qualcuno forse ha sopravvalutato. Anche perché, come abbiamo visto, la fascia 45-54 anni rappresenta il 14,7% della popolazione italiana, mentre quella 15-24 solo l’11,3% e quella 25-34 anni il 12,9%.

Magari, state pensando che – al di là dei numeri assoluti – la percentuale di giovani che vanno al cinema sta diminuendo. In parte avreste ragione, ma in realtà molto meno delle altre tipologie di spettatori, come potete vedere sotto (qui la versione interattiva dell’infografica):

Insomma, nel 2013 i giovani tra i 15 e i 24 anni che andavano al cinema almeno una volta all’anno erano l’89%, mentre nel 2015 sono diventati l’85,1%. Ma altre fasce di età hanno avuto cali superiori. In effetti (e non è così evidente nell’infografica) il calo sul totale di quelle fasce è molto più forte quando le percentuali sono di base più basse. Facciamo un esempio per capirci. Prendiamo proprio il calo tra i 15 e i 24 anni. Se consideriamo 100 persone di quell’età che andavano al cinema nel 2013, la percentuale indicata ci fa capire che nel 2015 sono rimasti in 96 circa. Se prendiamo invece la fascia di età oltre i 64 anni, potremmo pensare che il calo del 4% sia identico a quello della fascia 15-24 anni. Tutt’altro, perché su quei numeri significa che si è perso quasi un quinto del pubblico, quindi fatti 100 gli over 64 che andavano al cinema nel 2013, ne rimangono nel 2015 circa 81. Fate gli stessi calcoli per le altre fasce d’età (a parte quella 35-44, l’unica in aumento) e vedrete che i giovani perdono molto meno rispetto al pubblico più stagionato.

A questo punto, dobbiamo fare due discorsi. Ci si lamenta sempre che il prezzo del biglietto impedisce ai giovani di andare al cinema. Ma allora perché, per esempio, chi ha tra i 55 e i 64 anni ci va così poco? Eppure, dovrebbe essere un’età perfetta, con una fascia di popolazione generalmente abbiente, ma che non ha ancora raggiunto un’età così elevata da avere problemi fisici e personali per andare al cinema. Insomma, ancora una volta si dimostra come la fissazione della nostra industria sul prezzo – e l’idea che trasmettiamo, ossia che sia troppo alto – sia sbagliata.

Ovviamente, tutti questi dati (fondati, come scritto, sulle ricerche di Ergo research con interviste a migliaia di persone selezionate in base a rigidi criteri di rappresentatività, non su quello che fanno i vostri figli e nipoti) portano a chiederci: perché si insiste a dire che i giovani non vanno al cinema? Da una parte, la superficialità di chi fa queste affermazioni solo osservando chi sta loro vicino (compreso il pubblico delle sale d’essai in cui vanno). Ma credo che ci sia un problema ideologico, perché parlare male dei giovani, raffigurandoli come superficiali e sempre incollati a un piccolo schermo e a chattare con gli amici, è una narrativa che piace tanto ai 50-60enni. Eppure, se proprio vogliamo giudicare le persone in base alle loro frequentazioni delle sale (ammesso e non concesso che una persona che va al cinema sia migliore di chi non ci va), pare proprio che gli ‘ignorantoni’ vadano cercati negli over 50…

Robert Bernocchi
Robert Bernocchi

Story editor & Data Analyst at Pepito Produzioni e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.

Top