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Box office 2022: dati negativi ma i cinema premium funzionano

L’andamento tra le diverse regioni e le città non è uniforme, al Nord e al Centro, come al Sud. Non c’è quindi un unico comune denominatore tra le diverse zone d’Italia se non che tutte le aree hanno sofferto rispetto al 2019. Ci sono alcune eccezioni legate alla presenza sul territorio di cinema di nuova generazione e particolarmente attrattivi

La sala Imax

Non si riesce a trovare un denominatore comune rispetto all’andamento del box office nel 2022 che si differenzia tra regione e regione e città e città. Il quadro è stato pesantemente negativo per tutte le aree geografiche e centri urbani ma non sono mancate situazioni in cui i numeri sono stati meno deficitari rispetto ad altre. Come si vedrà l’offerta di strutture di alta qualità tecnologica e ambientale è stata premiante con un paio di città molto virtuose. Per il resto la differenza l’hanno fatta l’abitudine più o meno maggiore della gente ad andare al cinema, la disponibilità economica e anche l’attrattività di alcuni titoli; ad esempio, la maggior forza di alcuni film di qualità usciti in autunno e rivolti al target più adulto, ha permesso ai cinema dei centri cittadini e alle loro piazze di recuperare qualche punto di percentuale sul 2019.

I numeri delle agenzie

I numeri generali del mercato del 2022, riportati il 10 gennaio durante la conferenza stampa Anica Anec, hanno evidenziato nel 2022 un box office di 306,6 milioni di euro, con un incremento dell’81% sul 2021, anno contrassegnato da almeno quattro mesi di chiusura dei cinema, e un -52% sul 2019 che aveva chiuso l’anno con 635,9 milioni di euro. Prendendo in considerazione i risultati Cinetel delle dodici agenzie, si notano risultati più o meno in linea con la media nazionale. È stata la Lombardia la meno penalizzata dai dati con un calo del 49% negli incassi rispetto al 2019. Più complicata la situazione in altre aree come Toscana e Sicilia (-54% per entrambe). Hanno sofferto in modo particolare le Marche (-57%) e la Campania (-58%) dove evidentemente il pubblico ha fatto più fatica a tornare al cinema; in Campania si è sentita molto la mancanza di un’offerta italiana accattivante a livello di cinema popolare e commedia.

Agenzie

Agenzie 2022 vs 2019

Le città principali

Ma come sono andati i numeri nelle città principali? Abbiamo preso in considerazione le prime venti piazze del 2022 e ne abbiamo paragonato i risultati rispetto al 2021 e al 2019; è soprattutto il confronto con l’ultimo anno pre pandemico l’aspetto più interessante per cercare di capire quali realtà si sono distanziate meno da un mercato che funzionava al 100%.

Le piazze che crescono maggiormente rispetto al 2021 sono state Bologna con un +113% e Cerro Maggiore (MI) con un +101%, dove si sente molto il buon rendimento del multiplex di The Space che è da sempre uno dei cinema di punta del circuito e molto attrattivo per il pubblico. Da segnalare anche il +98% di Marcon (VE) dove sta operando molto bene l’Uci Luxe. Passando ad analizzare il confronto con il 2019 – a parte Limena (PD) che perde il 63% del box office a causa della chiusura per ristrutturazione del multiplex The Space locale – in negativo oltre la media nazionale troviamo Napoli (-55%), Marcianise (CE, -55%), Parma (-53%), Bari (-53%) mentre Palermo rispecchia il dato generale con un -52%.

Andamento città

Il Nord e il Centro

Nella negatività dei numeri, ci sono comunque andamenti difformi all’interno delle diverse regioni. Prendiamo la Lombardia; se Milano cala del 46%, Brescia fa meglio con un -43% (dove si fa sentire la forte presenza del multiplex Oz de Il regno del cinema), Bergamo chiude con un -46% e Varese con un -42%. Peggio della media nazionale, Como (-55%), Mantova (-54%) e Cremona (-53%). C’è poi l’Emilia Romagna che presenta il capoluogo Bologna come una delle città migliori a livello nazionale, con un -41%. Si notano anche il -43% di Forlì e il -47% di Modena. Ma ci sono anche il -53% di Rimini e il -55% di Parma e Piacenza.  Passando alla Toscana, Firenze ha chiuso l’anno con un -50% mentre Livorno, Arezzo e Siena sono tra il -60/62%. Si “difende” Grosseto con un -48%. Un po’ più equilibrata la situazione nel Lazio con Roma che registra un saldo negativo del 48%, Frosinone del 50% e Latina del 58% mentre Viterbo sconta la chiusura dei suoi cinema, non essendoci dati registrati da Cinetel relativi al 2022.

Come è andato il Sud?

In un recente articolo abbiamo analizzato le difficoltà di queste regioni sui film di Natale. I dati relativi alle piazze principali sembrano indicare che il Sud abbia sofferto particolarmente, ma anche in questo caso i dati non sono uniformi. Salerno, ad esempio, ha perso il 63% sul 2019 ma ha scontato la chiusura del multiplex The Space locale per ristrutturazione che, una volta riaperto a dicembre, ha ripreso ad attrarre pubblico e a macinare incassi che sicuramente rilanceranno la città nel 2023. Crolla Messina con un -70%; Benevento ha chiuso il 2022 con un -62%, Reggio Calabria con un -61%, Cosenza con un -59%, Lamezia Terme con un -57% e Agrigento e Foggia con un -56%. Non mancano tuttavia piazze più virtuose pur nel dato negativo, come Surbo (LE), che ha una flessione del 45%, San Giovanni La Punta (CT) che perde il 44%, Casamassima (BA) con un -43% o Brindisi con -42%.

La forza dell’offerta premium

Quello che i dati Cinetel confermano in modo inequivocabile è che l’offerta di cinema premium di alta qualità, paga in termini di attrattività degli spettatori, anche in questo periodo difficile. Abbiamo visto, ad esempio, tra le prime venti piazze Azzano San Paolo (BG), dove opera l’Uci di Orio al Serio, calare del 43% sul 2019, molto al di sotto della media nazionale; va detto che questa piazza ha risentito sicuramente dell’apertura della multisala Arcadia di Stezzano, a pochi chilometri di distanza, senza la quale la performance sarebbe stata più significativa. Ancora meglio Marcon (VE), -30% grazie alle performance dell’Uci Luxe. Grazie alle recenti ristrutturazioni dei cinema The Space di Torri di Quartesolo (VI) e Quartucciu (CA), quelle piazze hanno chiuso l’anno con un -45% e un -37%. Molto bene Melzo (MI), dove l’Arcadia – grazie a un’offerta perfetta per la sala premium large format Energia – nel 2022 ha perso il 23% sul 2019. Ci sono però due casi per certi versi clamorosi: Sesto San Giovanni (MI) e Vicenza. Il comune alle porte di Milano, trainato in particolare dal multiplex Notorious  Experience, ha avuto solo una flessione del 5% sul 2019 quando la multisala, che allora si chiamava Skyline, non era ancora stata ristrutturata. C’è poi il caso della città veneta che durante la pandemia ha perso lo storico cinema Roma di 6 sale. A ottobre 2020 ha aperto però l’Uci Luxe Palladio di 5 schermi che sicuramente ha contribuito in modo determinante alla bella performance della piazza che ha avuto un calo minimo del 3% sul 2019.

Piazze premium

Da questi dati ne emerge un quadro nazionale molto articolato che è diverso da città a città, tra città e provincia e anche tra cinema e cinema. Un minimo comune denominatore non si può trovare se non che dove si è investito si sono contenute le perdite. Certo, questo non basta ma è comunque un indicatore positivo in un anno molto difficile.

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