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Esiste uno star system nel cinema italiano? No

Uno dei problemi della nostra industria, è la quasi totale assenza di star. Una realtà negata, ma decisamente evidente…

Cosa intendiamo per una star del cinema? Per quanto mi riguarda, è semplice. Non si tratta solo di popolarità (allora tanto varrebbe prendere i protagonisti dei reality, al di là delle loro qualità artistiche), ma soprattutto di aver creato un rapporto talmente forte con il pubblico, da riuscire a portarlo costantemente sui propri progetti. Esempio mondiale supremo: Leonardo DiCaprio in Revenant – Redivivo, film che sarebbe molto difficile da digerire per tanti spettatori, che però lo vedono lo stesso se c’è DiCaprio.

Ma voi mi direte, ci sono i re della comicità, come Zalone e Ficarra & Picone. Sì, vero, ma va detto che fanno film ogni 3-4 anni e soprattutto fanno solo i LORO film. Se un produttore li volesse per un suo titolo commerciale, non li otterrebbe (sì, lo so, Ficarra e Picone affiancheranno Toni Servillo nel nuovo film di Roberto Andò, ma stiamo parlando di un prodotto più d’essai, che speriamo funzioni bene). Verdone ormai sembra aver abbandonato il cinema per lavorare solo con Amazon Prime. Siani è decisamente in calo da diverso tempo.

E gli altri? Partiamo da un concetto semplice: i risultati. Questi sono gli incassi del cinema italiano negli ultimi due anni (la versione interattiva è qui):

Direi che è semplice, ci sono in questi due anni due sole star e si chiamano Luigi Calagna e Sofia Scalia, meglio noti come Luì e Sofì, insomma i Me contro te. Certo, anche loro fanno solo i loro film, ma almeno sono molto prolifici (tre film nel giro di poco più di due anni, con diverse chiusure dei cinema in mezzo, è quasi commovente).

Chi salverei? Ovviamente Paola Cortellesi, che anche con il sequel di Come un gatto in tangenziale ha dimostrato di dar sempre vita a incassi importanti. A mio avviso, lo ha dimostrato anche quando non è presente in un film (guardate la differenza di risultato tra La befana vien di notte e il suo recente prequel). Ma lo volete sapere dove penso che abbia veramente lasciato il segno al box office? Ci potrebbero essere risposte più facili, ma ritengo che sia stato in Figli, che grazie a lei ha ottenuto quasi 3,5 milioni di euro (a mio avviso, senza di lei avrebbe fatto decisamente meno).

Toni Servillo è sicuramente utile per un certo tipo di cinema (ma ovviamente è molto diverso se parliamo di Sorrentino o di Ariaferma), non solo per il botteghino italiano, ma perché traina le vendite estere.

Secondo me possiamo anche finire qui con gli attori ‘commercialmente’ rilevanti. Sul versante negativo, ci sono dei casi interessanti e perdonatemi se non faccio nomi precisi (altrimenti, sembra un attacco a qualcuno in particolare, quando il problema è molto più generale).

C’è chi considerava un attore quello più forte al botteghino in un particolare anno (tutt’altro che lontano). Adesso viene da un risultato decisamente brutto (e non è che prima avesse spostato il Mercato, anzi).

C’è un attore a cui si continuano a offrire ruoli da protagonista in commedie importanti. I risultati? Questi quelli dei suoi ultimi titoli, a mio avviso: Disastro – Disastro – Deludente (ma salvato in parte da un budget basso) – Deludente (visto l’importanza del progetto).

In generale, prendete qualsiasi interprete che ha fatto una commedia in questi due anni. A parte rari casi (Belli ciao, il già menzionato Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto), i dati non fanno proprio pensare che quelle ‘star’ comiche abbiano ancora il potere di portare gente al cinema (in alcuni casi, ci si può chiedere se mai lo hanno avuto).

In tutto questo, mi chiederete, ma le attrici? Ecco, io sinceramente non lo so. A parte la Cortellesi, che ottiene sempre ormai ruoli da protagonista assoluta, le altre attrici italiani (lo ribadisco per l’ennesima volta) possono al massimo sperare di essere coprotagoniste (ma fate attenzione, il punto di vista principale quasi sempre sarà quello del protagonista maschile).

Miriam Leone per esempio è una star? Potrebbe essere, ma sarò in grado di dirvelo dopo che le verrà cucito un film commerciale addosso e in cui sarà la protagonista assoluta (stile Cortellesi, per capirci). E Anna Foglietta? Che miracolo deve avvenire per vederla in un film tutto suo e che ha ambizioni forti al botteghino? Valentina Lodovini ha avuto un’occasione con Cambio tutto (purtroppo non uscito in sala e passato direttamente su Amazon Prime, quindi impossibile valutarla), ma all’orizzonte non mi pare sia impegnata con altri ruoli da protagonista assoluta.

Credo che, soprattutto per le attrici (ma anche per tanti attori maschi) viga una confusione tra causa ed effetto. Ho un progetto che penso sia importante e che possa essere molto commerciale? Lo devo offrire agli attori più in voga. Ecco che quindi va a quell’attore che viene da una striscia positiva (ma che quando deve sostenere quel progetto più complicato, non ci riesce e il film incassa pochissimo). Ma allora è la storia/progetto che è commerciale o è l’attore che la rende tale? Di solito, la prima che ho detto. E lo stesso discorso vale anche per progetti più d’essai: il grande regista di solito vuole il ‘grande’ attore, già premiato e famoso. A quel punto, è il valore dell’attore che porta la gente al cinema? Cambierebbe qualcosa con un bravo attore di teatro, sconosciuto alle masse?

D’altronde, perché questi attori italiani dovrebbero essere delle star? Quanti lavorano sulla comunicazione e riescono a essere stimolanti e divertenti come i grandi interpreti americani quando vanno ai late show? Ma è ovvio che, se l’idea è che una star è semplicemente molto ‘brava’ artisticamente, è evidente come un vero star system italiano non possa esistere.

Tutto questo potrebbe tranquillamente essere un problema solo dei settimanali e degli agenti/uffici stampa degli attori che li spingono, insomma un’illusione mediatica molto autoreferenziale. Purtroppo, diventa un problema industriale quando produttori e broadcaster si convincono che serva avere quella ‘star’ come protagonista del loro film. Creando un sistema in cui non solo i lavori importanti vengono affidati sempre al solito gruppo ristretto di attori (limitando anche la possibilità di crearle veramente, le star), ma anche totalmente avulso da analisi e risultati reali. Rilanciare il cinema italiano, che in questi due anni ha vissuto e sta vivendo una situazione veramente difficile, passa anche dalla creazione di un vero star system…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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