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Fast & Furious: in vista del traguardo, scopriamo quanto vale la saga

In attesa del nono capitolo, in arrivo in primavera 2021, ricapitoliamo il successo di un franchise che vale più in Cina che in USA

Il recente annuncio della chiusura della saga di Fast & Furious con i capitoli 10 e 11, entrambi diretti da Justin Lin, è arrivato in un anno che avrebbe dovuto vedere l’uscita del nono, rimandato a maggio 2021 per via della pandemia. Ma bisogna ammettere che l’annuncio era nell’aria: da tempo Vin Diesel parlava di una “trilogia finale”, che sarebbe dovuta iniziare con Fast & Furious 8. Non sarà una trilogia – i film alla fine saranno quattro – ma è abbastanza probabile che, essendo stati annunciati insieme, Fast & Furious 10 e 11 avranno anche una trama unica, una sorta di doppio film per dire addio a Toretto & Famiglia.

Questo non significa che Universal dirà anche addio a un marchio lucrativo come questo. Già la strada dello spin-off è stata tentata l’anno scorso con Hobbs & Shaw, film nato dall’esigenza di tenere un asset come Dwayne Johnson ma separarlo letteralmente da Vin Diesel: i due non si sopportano. Il film, diretto da un nome in ascesa come quello di David Leitch (Atomica Bionda, Deadpool 2), non ha completamente incontrato le aspettative: costato 200 milioni di dollari – il secondo budget più alto riservato a un film della saga – ne ha incassati 759 nel mondo. Per fare un paragone, Fast & Furious 8 ne è costati 250 e ha incassato 1,236 miliardi di dollari. È ovvio che l’assenza di Vin Diesel è stata un deterrente per una bella fetta del pubblico, con buona pace di The Rock e del suo protagonismo.

Incassi internazionali vs. incassi domestici

Il risultato di Fast & Furious 8 non è nemmeno il migliore della saga. Il primato spetta a Fast & Furious 7, che ha incassato nel 2015 oltre 1,5 miliardi a partire da un budget di 190 milioni. La classifica prosegue con Fast & Furious 6 (789 milioni), Fast & Furious 5 (630), Fast & Furious – Solo parti originali (363), Tokyo Drift (157), 2 Fast 2 Furious (236) e infine il Fast & Furious originale (206). In sostanza, a parte il picco del settimo episodio, mai più raggiunto, e lo spin-off, gli incassi sono cresciuti di episodio in episodio. Questo se prendiamo i dati internazionali.

Se invece guardiamo ai soli dati domestici, ovvero agli incassi americani, la musica cambia. Il primato spetta sempre a Fast & Furious 7 (353 milioni), seguito dal 6 (238). L’ottavo capitolo (il più costoso, lo ricordiamo) è terzo con 225 milioni, mentre Hobbs & Shaw è solamente quinto con 173 milioni. Molto meno del 210 di Fast & Furious 5, costato poco più della metà. È abbastanza evidente, insomma, che a livello domestico la saga è andata in calando negli ultimi anni.

Il successo in Cina

Ma quella di Fast & Furious è una serie che conta molto sui risultati esteri. Specialmente in Cina, un mercato sempre più importante, i film vanno molto bene. Nella classifica dei film esteri di maggior successo in Cina, troviamo al primo posto Avengers: Endgame, seguito da Fast & Furious 8 e Fast & Furious 7. Sono risultati indubbiamente importanti, anche se bisogna tenere conto del fatto che in Cina gli studios stranieri trattengono solo il 25% del loro box office, a differenza degli Stati Uniti (50%).

Resta il fatto che, film dopo film, la saga di Fast & Furious è diventata sempre più dipendente dai risultati internazionali. La percentuale di ricavi provenienti dai mercati esteri è cresciuta con ogni film, passando dal 30% di Fast & Furious all’81% di Fast & Furious 8. Insomma, il fatto che sia Fast & Furious 8 che Hobbs & Shaw siano stati tecnicamente dei flop in patria non ha avuto troppo peso nella decisione di proseguire. Ma probabilmente ha avuto almeno un po’ di peso nella decisione di chiudere.

Prospettive future

Come detto, la saga potrà sempre andare avanti con altri spin-off. I risultati di Hobbs & Shaw, bisogna ammetterlo, non sono incoraggianti in questo senso. Ma è anche vero che si tratta di un film con un target ben diverso rispetto alla saga madre, più un’avventura per famiglie nello spirito di The Rock che un blockbuster per grandi. Si parlava, tempo fa, di uno spin-off al femminile con il ritorno di Charlize Theron nel ruolo di Cipher. Se Universal iniziasse a ragionare su budget inferiori e riducesse le ambizioni, magari potrebbe ottenere comunque un buon ricavo in attesa che uno o più spin-off esplodano in nuovi successi.

Nel frattempo, compreremo i pop corn, ci rilasseremo come sempre sulla poltrona e ci godremo gli ultimi capitoli di una saga che, partendo da umili natali, ha finito per dominare il mondo.

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