You are here
Home > Analisi > Intervista a Marco Belardi

Intervista a Marco Belardi

L’amministratore delegato di Lotus Production e produttore di Gabriele Muccino e Paolo Genovese ci racconta i nuovi progetti della società…

Iniziamo parlando dei vostri progetti futuri…
Il primo, in ordine temporale, è il film di Gabriele Muccino Gli anni più belli, in sala dal 13 febbraio: una storia di amicizia e di amore che attraversa gli ultimi 40 anni di storia italiana raccontata attraverso le vicissitudini di 4 personaggi, interpretati da Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart ​e Claudio Santamaria​. Oltre ad essere uno dei film più riusciti di Gabriele, a mio parere, Gli anni più belli ha rappresentato per me l’occasione di lavorare anche con un mito della canzone italiana che, per la prima volta nella sua carriera, ha scritto un pezzo ad hoc per un film. Sto parlando di Claudio Baglioni, il cui pezzo, che si intitola appunto “Gli anni più belli”, diventerà sicuramente una hit. Attualmente è stato pubblicato un un teaser trailer del film che ha riscosso grande entusiasmo e, a partire dal nuovo anno, 01 distribution partirà con una importante campagna promozionale che comprenderà anche due anteprime esclusive a Roma e Milano.

Da circa un mese abbiamo terminato la produzione di The Land of Dreams, il film di esordio di Nicola Abbatangelo, una giovane rivelazione di soli 30 anni. Si tratta di un film in costume ambientato negli anni venti, interamente girato a Sofia negli Studios di Boyana dove abbiamo ricreato in teatro diverse location e avuto a disposizione un set in cui era ricostruito un intero quartiere di New York. Il film è girato in lingua inglese ma tutti i capireparto sono italiani, compreso il compositore, un italiano che vive e lavora a Los Angeles da dieci anni. L’intero progetto è stato per me una grande sfida ma sono molto felice dell’attuale risultato (al momento siamo al montaggio), che ha soddisfatto anche Rai Cinema. La fase di postproduzione sarà lunga, per cui prevediamo di uscire nel 2021.

A febbraio arriverà in sala e subito dopo sulla piattaforma TIM Vision anche il nuovo film di Vincenzo Marra, La volta buona, che vede protagonisti Massimo Ghini e Max Tortora, con il primo nei panni di un procuratore di calcio. E’ un film molto tenero e ricco di emozioni, con due personaggi sulla soglia del fallimento sia professionale che umano, che provano a riscattarsi scommettendo su un giovane fenomeno, che gli farà recuperare l’entusiasmo nei confronti del proprio lavoro e anche un po’ di umanità.

Da poche settimane abbiamo concluso le riprese di Supereroi di Paolo Genovese, interpretato da Alessandro Borghi e Jasmine Trinca. Un grande ritorno di Genovese, che farà commuovere milioni di spettatori con un film ricco di emozioni forti, un film sulla vita e sull’amore, sullo scorrere del tempo che trasforma le dinamiche della vita di una coppia. Anche questo arriverà in sala nel 2021.

Le produzioni in sviluppo per il nuovo anno prevedono una commedia corale, Matrimoni, scritta da Paolo Genovese e Paolo Costella e diretta da quest’ultimo. Le riprese inizieranno ad aprile/maggio. Inoltre, avremo un thriller diretto da un esordiente e un film drammatico per Netflix e Mediaset/RTI.

Per quanto riguarda la televisione, siamo in produzione a Milano con una serie tratta dal film Tutta colpa di Freud di Paolo Genovese. Una produzione Mediaset e Amazon con protagonista Claudio Bisio, diretta da Rolando Ravello con la supervisione creativa di Paolo Genovese. Per Canale 5, siamo impegnati con una miniserie su Alfredino Rampi, in onda nel 2021, e stiamo sviluppando una serie internazionale sulla saga della famiglia Gucci. Inoltre abbiamo in cantiere una serie su Profondo rosso di cui ho acquisito i diritti.

In generale, sto lavorando per sviluppare progetti su generi diversi da quelli da noi prodotti fino ad oggi, come ad esempio l’animazione e il family, per cercare di creare una library che accontenti un po’ tutti.

Nel 2019 la quota del cinema italiano scenderà sotto il 20%, la seconda volta in tre anni (in realtà, grazie all’impennata delle ultime settimane di dicembre, si è chiuso poco sopra il 20%, Ndr). E’ un segnale di una certa difficoltà nel rapporto con il pubblico o è solo un periodo sfortunato?
Io penso sempre che il problema sia dei produttori. Ormai fare cinema è diventato sempre più difficile, perché a casa il pubblico, grazie alle piattaforme, ha a disposizione una vasta gamma di prodotti tra cui scegliere e di cui può usufruire nei tempi e nelle modalità a ognuno più congeniali. Per spingere la gente ad uscire di casa e andare al cinema bisogna creare degli ‘eventi’. Anche ai tempi di Perfetti sconosciuti si diceva che il pubblico non andava più al cinema, così come è avvenuto prima dell’uscita di A casa tutti bene. Eppure con entrambi i film siamo riusciti a ottenere incassi nettamente superiori a quelli dei nostri concorrenti. Questo dimostra che se il film è forte, il pubblico va a vederlo.

Dunque, ripeto, il problema è nostro, di produttori, registi e sceneggiatori (ma soprattutto dei produttori!) che spesso non riusciamo a interpretare quello che vuole il pubblico cinematografico, che è sempre più difficile da conquistare. Io per primo ammetto di avere sbagliato e sicuramente continuerò a farlo, ma il mio sforzo è sempre teso a creare prodotti innovativi, originali e capaci di attirare l’attenzione di un pubblico sempre più critico. Inoltre, bisogna aggiungere che spesso il gusto degli addetti ai lavori non coincide con quello del grande pubblico per cui, piuttosto che realizzare film che incontrino il gradimento di pochi critici, il mio lavoro è volto a creare eventi capaci di emozionare un po’ tutti. Ma per far questo il cinema italiano ha bisogno di investimenti importanti (anche se mi rendo conto che non è semplice perché spesso il nostro cinema non è facilmente esportabile) in quanto per creare prodotti importanti e spettacolari, interpretati da bravi attori, servono soldi.

A proposito di investimenti, per chi lavora in produzione un capitolo importante sono i finanziamenti e in particolare il tax credit. Rispetto alle richieste notevoli, ci sono dei finanziamenti non sufficienti. Secondo te servono norme diverse?
Il tax credit è uno strumento fondamentale per noi produttori e il fatto che in questi anni non ci sia stata certezza sulla sua disponibilità è stato deleterio per tutti, soprattutto per i produttori più piccoli, per cui sarebbe importante fare chiarezza al più presto. Grazie al tax credit sono state realizzate tantissime produzioni, abbiamo creato del buon cinema e dato lavoro a tante persone. E non stiamo parlando solo di produttori, registi e grandi attori, come magari pensa il grande pubblico, ma anche di tanti tecnici e maestranze, senza dimenticare tutto l’indotto che genera il cinema. Senza il tax credit il cinema italiano non ha futuro. Non riuscirebbero a sopravvivere neanche le grandi produzioni come la nostra, dato che abbiamo dovuto anticipare parecchi soldi relativi ai tax credit di grosse produzioni come quella di Muccino, Genovese e delle nostre serie. Ormai questa situazione si è così tanto aggravata che lo Stato non può far altro che risarcire l’industria dei mancati apporti degli anni precedenti. Altrimenti, il rischio è di perdere credibilità anche agli occhi dei player stranieri che, con tanta fatica, siamo riusciti a riportare in Italia dopo tanti anni di duro lavoro. Gli americani se non hanno certezze non verranno più e si perderà anche tanta promozione per il turismo. Sarebbe un peccato disperdere tutto questo solo per pochi soldi.

Hai citato diverse volte Netflix e Amazon nei vostri progetti. Come pensi che possano aiutare il cinema italiano?
Le piattaforme possono aiutare molto il nostro cinema attraverso le coproduzioni o attraverso la prevendita dei diritti. In generale, il loro ingresso sul mercato sta dando nuova linfa al nostro sistema produttivo, in quanto stanno creando nuovi sbocchi distributivi per grandi e piccoli produttori.

Lotus Produzioni fa parte di Leone Film Group. Puoi parlarcene meglio?
Da 5 anni la Lotus Production è stata acquisita al 100% da Leone Film Group, di cui io sono diventato socio, nonché amministratore delegato di Lotus. Non c’è dubbio che far parte di un gruppo così importante, stimato all’estero e affidabile come quello di Leone Film Group, ha rappresentato per me un grande vantaggio. Finora mi sono occupato di tutte le produzioni nazionali, ma da circa nove mesi mi sono preso in carico anche i progetti internazionali. Insieme a Raffaella Leone, stiamo portando avanti Colt di Stefano Sollima, da un’idea di Sergio Leone. Inoltre, ho preso un talent che è Barbara Petronio, l’editor responsabile delle serie televisive, mentre a breve apriremo un altro reparto per lo sviluppo di nuove idee.

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
Top