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L’alto costo della televisione

Le spese per dar vita a una serie aumentano sempre di più. C’è da preoccuparsi? In generale no, ma dipende da caso a caso…

Di serie televisive, se ne producono sempre di più. Non è quindi strano che i costi, come segnala questo articolo del Guardian, continuino ad aumentare. Tanto che ci si chiede quale sarà la prima serie a superare il ‘traguardo’ dei 20 milioni di dollari di media a episodio. Trovando probabilmente anche una risposta.

Ma andiamo con ordine. Non c’è dubbio che, in un panorama in cui ogni anno si producono centinaia di telefilm, vecchi e nuovi, per spiccare bisogna investire parecchio. A cominciare magari dagli attori, come per esempio Reese Witherspoon, segnalata dal Guardian come una delle più pagate. In effetti, ormai la televisione non è più fatta da interpreti che hanno fallito al cinema, ma il passaggio tra i due mezzi è decisamente più fluido e meno traumatico.

D’altro canto, i migliori in qualsiasi reparto (che siano scenografi, registi e, soprattutto, showrunner) non faticano certo a trovare lavoro e quindi possono permettersi di chiedere cifre importanti. Ecco che anche i costi riservati ai professionisti, prima ancora di arrivare sul set, sono forti.

E poi, le property. Amazon qualche mese fa ha comprato i diritti de Il Signore degli Anelli, con l’idea di dar vita a cinque/sei stagioni, con un investimento complessivo che potrebbe arrivare al miliardo di dollari (e quindi non sarebbe sorprendente che i 20 milioni medi a episodio fossero un traguardo raggiunto proprio da questo progetto). Funzionerà, considerando che abbiamo visto questa storia raccontata benissimo e con grande successo da Peter Jackson nel corso di tre film (sei, se considerate anche Lo Hobbit)? Difficile a dirsi.

Di sicuro, il discorso dell’inflazione dei budget dipende molto da caso a caso. Non ha senso porselo, per esempio, con Il trono di spade. La prossima stagione sarà composta probabilmente da episodi lunghi come un film e si tratta probabilmente della serie di maggiore successo nel mondo, che peraltro darà vita a degli spinoff. Le cifre che verranno spese, insomma, non devono in nessun modo preoccupare, anche semplicemente considerandole come un lancio per i progetti futuri legati a questo universo.

Diverso il discorso quando si punta su una serie nuova, non sapendo assolutamente come potrà andare. E’ il caso degli enormi investimenti fatti da Netflix su progetti molto ambiziosi e con registi importanti dietro, per esempio The Get Down e Sense 8, non a caso serie interrotte brutalmente (almeno, per quella delle sorelle Wachowski, avremo un film conclusivo).

Di sicuro, comunque, non c’è da preoccuparsi dell’inflazione. E’ una paranoia che abbiamo visto spesso nel mondo del cinema, per cui in alcuni periodi si temeva che i film costassero troppo. Peraltro, quando a spendere sono soggetti come Amazon, in cui l’aspetto promozionale di un’operazione è importante tanto quanto i risultati di ascolto, si può stare tranquilli…

Robert Bernocchi
E' stato Head of productions a Onemore Pictures e Data and Business Analyst at Cineguru.biz & BoxOffice.Ninja. In passato, responsabile marketing e acquisizioni presso Microcinema Distribuzione, marketing e acquisizioni presso MyMovies.
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