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Fibra ottica: Enel con Vodafone e Wind per portarla in 224 città

La società energetica pronta a portare Internet super-veloce nelle case di 7,5 milioni di famiglie, sfruttando l'infrastruttura di rete elettrica, ma il bando per le aree "a fallimento di mercato" partirà solo il 29 aprile.

È stata lanciata ufficialmente oggi, alla presenza del presidente del consiglio Matteo Renzi, la “roadmap” che dovrebbe colmare finalmente il gap italiano nella banda larga. Si tratta del piano Enel e dei suoi 2,5 miliardi di euro da investire per espandere la  penetrazione della fibra ottica nella nostra penisola a partire da Catania, Cagliari, Perugia, Bari e Venezia, per poi passare a Firenze, Genova, Napoli, Palermo e Padova ed arrivare infine a un totale di 224 città (7,5 milioni di famiglie). Sarà dunque la società energetica la protagonista di questa tappa fondamentale dell’agenda digitale del Governo: sfruttando l’infrastruttura elettrica, l’impresa energetica diffonderà la fibra nelle cosiddette aree A e B, quelle cioè in grado di garantire la redditività dell’investimento. L’operazione sarà condotta tramite un soggetto appositamente creato, Enel Open Fiber, per cui l’operatore sta cercando ancora un partner finanziario.

Per quanto riguarda i partner “tecnologici”, invece, a fianco dell’azienda guidata da Francesco Starace si trovano già in prima fila Vodafone e Wind, le prime telco che beneficeranno della capacità di trasmissione garantita dalla nuova rete FTTH. Parliamo della tecnologia “fiber to the home”, che consente velocità ben maggiori di quella FTTC, cioè della fibra fino agli armadi stradali, finora utilizzata dalla gran parte degli operatori. Vodafone ha apertamente dichiarato che migrerà tutti i suoi 2 milioni di utenti di rete fissa sulla fibra Enel, e lo stesso ci si attende da Wind, con conseguenze che potrebbero farsi sentire soprattutto sull’attuale leader dell’infrastruttura Telecom Italia.

I mercati e i sindacati temono che perdendo i suoi “affittuari”, l’ex-monopolista finisca in esubero sulla rete arrivando a tagliare fino a 15mila posti di lavoro. Stime tuttavia smentite dal colosso mediatico francese che controlla la telco, Vivendi (di cui si parla spesso ultimamene in relazione all’attesa acquisizione di Mediaset Premium). L’operatore non ha d’altra parte intenzione di dismettere il proprio piano di espansione nella fibra ottica, attualmente arrivato a coprire il 45% della popolazione con l’obiettivo ambizioso si arrivare all’84% entro il 2018. Di queste connessioni, tuttavia, solo il 20% saranno di tipo FTTH. In una posizione più o meno analoga si trova anche Fastweb, che però sta lavorando per migliorare la tecnologia “fino all’armadio” in modo da raddoppiare la sua velocità di connessione. Della fotografia del nuovo mercato della fibra fa poi parte la società Metroweb, fornitore di Milano, Bologna e Torino con l’ambizione di  raggiungere 10 nuove città entro il 2020.

Un’incognita riguarda ancora le cosiddette aree C e D, quelle cioè a fallimento di mercato, o per l’assenza totale di infrastruttura o per la presenza di un unico operatore che non garantisce tuttavia la copertura completa della zona.  Non si parla solo di piccoli Comuni isolati ma anche di pezzi di città importanti come Roma. Lì il Governo stanzierà 3,5 miliardi di euro, ma non è ancora definito un chiaro piano di intervento. L’asta per queste aree partirà infatti il 29 aprile, o Internet Day, giorno in cui si celebreranno i 30 anni dall’arrivo in Italia del www.

 

Fonte: Repubblica, Corsera

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
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