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Netflix: rating “senza senso” per il servizio di streaming, con buona pace di NBC

Ted Sarandos risponde all'emittente tv definendo "altamente inaccurate e senza senso" le sue stime riguardo all'audience dei Netflix Originals, confermando come il servizio di streaming non abbia bisogno di rating ma solo di andare incontro ai gusti dei suoi utenti.

Guerra aperta tra Netflix e le emittenti tv americane: presentando le date di uscita di alcuni dei suoi serial più attesi dei prossimi mesi, come la quarta stagione di Orange is the New Black (17 giugno 2016) o il francese Marseille (5 maggio 2016), il servizio di  streaming ha colto l’occasione per rispedire al mittente i calcoli diffusi dal popolare network NBC, volti a svelare l’effettiva audience raccolta dagli show originali della compagnia di SVOD (subscription video on demand). Non essendo finanziata dalla pubblicità ma dagli abbonamenti pagati dagli utenti, Netflix non ha mai diffuso i dati sulle views dei suoi contenuti, cioè il rating, come fanno invece normalmente le tv per vendere i loro spazi agli inserzionisti. Ciononostante, la settimana scorsa i vertici di NBC hanno diramato a sorpresa i risultati di uno studio da loro commissionato all’istituto di ricerca Symphony, con una stima degli spettatori realizzati dai serial trasmessi in streaming da portali on demand come Netflix e Amazon.

jessica jones

Basata su un campione di 15 mila utenti, l’inchiesta ha messo in luce come il programma di maggior successo nei mesi da settembre a novembre sia stato lo show targato Marvel Jessica Jones, con 4.8 milioni di spettatori medi per episodio nella fascia d’età che va dai 18 ai 49 anni, seguito da  Master of None con 3.9 milioni e da Narcos con un’audience di 3.2 milioni. Avrebbero performato peggio i prodotti Amazon, con titoli come Man in the High Castle visti in media da appena 2.1 milioni di americani adulti.

Numeri “altamente inaccurati” e soprattutto senza senso dal punto di vista delle piattaforme on demand, ha commentato ieri il responsabile dei contenuti di Netflix, Ted Sarandos, definendo addirittura “un mistero” la pubblicizzazione dello studio da parte di NBC. La stessa limitazione alla fascia demografica 18-49, ha spiegato il manager, non ha alcuna rilevanza per un servizio di streaming, trattandosi di un’informazione vecchio stampo, utile a chi compra spot in tv ma non a un portale che non solo punta a ogni tipo di utente, ma soprattutto ha un’audience globale di oltre 70 milioni di spettatori sparsi in 190 Paesi del mondo. A Netflix, ha specificato Sarandos, non importa che un episodio venga visto appena messo online, il mese dopo o quello successivo ancora: quello che conta è offrire agli abbonati contenuti che possano essere di loro interesse, se necessario anche puntando su prodotti di nicchia con audience più ristrette rispetto a  quelle dei broadcaster. Anche per questo motivo il servizio di streaming non rivela e non ha intenzione di rivelare i dati sulle views complessive dei suoi show, letteralmente “non comparabili” a quelli dei programmi tv monitorati da Nielsen. Agli azionisti, insomma, basti sapere che “da qualche parte nel mondo, ogni secondo che passa c’è qualcuno che sta premendo play su uno dei Netflix Originals“, mentre gli altri dati rimarranno appannaggio della compagnia che li userà per decidere in autonomia se rinnovare o meno la serie in questione.

Il messaggio si Sarandos è stato perciòcristallino: “Anche se fossero veri i dati di NBC sarebbero irrilevanti per il business di Netflix”. I vertici di NBC, dal canto loro, hanno usato i numeri come chiara difensiva rispetto alle paure sempre più diffuse sul cord-cutting, cioè la progressiva migrazione del pubblico dalla tv tradizionale allo streaming online. Basti pensare che uno dei programmi di punta della rete,l ‘NBC Sunday Night Football, domina la Top 10 della società di rilevazione, Nielsen, con un’audience settimanale di oltre 18 milioni di spettatori, ben al di sopra dunque dei numeri attribuiti alle piattaforme di video on demand. Allo stesso tempo, tuttavia, un attacco così aperto allo streaming lascia intendere la profonda pressione posta sulle emittenti dai nuovi canali di fruizione di cinema e tv. 

“Perché NBC usi le sue presentazioni per parlare del nostro rating è un mistero – ha provocato Sarandos – forse è perché non c’è niente di interessante da dire sul rating di NBC“. E quel che è peggio per broadcaster e pay-tv, è che potrebbe avere davvero ragione: appena il giorno precedente alla conferenza NBC, un’altra agenzia di Wall Street, Evercore ISI, ha rivisto a ribasso il prezzo delle azioni delle media company, stimando una perdita netta annuale di spettatori tv dell’1,1% da qui al 2020.

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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