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Lo stato dei media: cresce l'online, che traina l'advertising (anche in Italia)

Gli introiti pubblicitari digital continuano a crescere sia in USA che in Italia. Mentre il colosso della fibra Verizon si compra il noto portale AOL per 4,4 miliardi di dollari.

Lettori e introiti in calo per la carta stampata e meno spettatori anche per la tv via cavo, mentre i ricavi pubblicitari dell’online crescono in misura significativamente superiore rispetto a tutto il resto del comparto. Questa la fotografia dei mezzi di informazione negli USA scattata dal rapporto annuale State of the News Media 2015, stilato dal Pew Research Center e molto incentrato sui cambiamenti nell’audience, nella readership e negli investimenti assorbiti da ciascun canale. Quello che emerge dai trend dell’anno passato è la continua contrazione delle risorse a disposizione di giornali e riviste, diminuite del 4% fino a 19,9 miliardi dollari, cioè la metà dei livelli di 10 anni fa. Di contro, l’online continua il proprio boom, con un +18% nel fatturato ed entrate da advertising pari a 50,7 miliardi di dollari.

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I soli investimenti pubblicitari sul mobile sono aumentati del 78%, meno rispetto agli incrementi precedenti, ma abbastanza per portare il ramo a contare per il 37% di tutto il digital, in confronto alla fetta di “appena” il 25% detenuta nel 2013.

 

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Da notare tuttavia come solo una minima parte di tale introiti (3,5 miliardi, pari al 17%) vada alle versioni online dei giornali tradizionali. La maggior parte di questa cifra è assorbita infatti dai colossi della Silicon Valley e in particolare da Facebook, cui attualmente va un quarto di tutti i ricavi da pubblicità su display fisso e il 37% di quella su mobile. A seguire ci sono poi Google, Yahoo e AOL, che per altro è stata proprio oggi oggetto di acquisizione, per 4,4 miliardi di dollari, da parte del gigante della fibra Verizon. Una  conferma della sempre maggior integrazione verticale tra le grandi compagnie che operano nel cosiddetto infotainment.

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Volendo dare un piccolo sguardo all’Italia, le rilevazioni di Nielsen sul primo trimestre 2015 indicano un aumento degli introiti pari al 9% per il web advertising, in controtendenza rispetto alle cifre riscontrate nella tv (-2%), nei quotidiani e nei periodici (rispettivamente -6,9% e -3,9%) (-1,4% a marzo). Più in salute invece la radio che mette a segno un altro periodo positivo con un +6,2% di investimenti.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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