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HBO Now è realtà: ora in streaming su Apple TV

La svolta era stata ampiamente preannunciata nel corso degli scorsi mesi e ora è finalmente in azione: ha fatto ieri il proprio debutto online HBO Now, il servizio di video on demand afferente alla popolare pay-tv americana, ma sganciato dal possesso o meno di un abbonamento alla programmazione via cavo. Si tratta perciò di una vera...

La svolta era stata ampiamente preannunciata nel corso degli scorsi mesi e ora è finalmente in azione: ha fatto ieri il proprio debutto online HBO Now, il servizio di video on demand afferente alla popolare pay-tv americana, ma sganciato dal possesso o meno di un abbonamento alla programmazione via cavo. Si tratta perciò di una vera e propria offerta SVOD (subscription video on demand) cosiddetta “standalone” e pensata su misura per i cord cutters, ovvero gli utenti ormai migrati sulla più economica fruizione online di contenuti prima veicolati dai soli canali televisivi tradizionali. Per ora il servizio è disponibile -parliamo ovviamente degli USA – sotto forma di app per chi connette il piccolo schermo in rete attraverso Apple Tv o per i clienti della banda larga dell’operatore Cablevision.

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Il costo dell’abbonamento allo streaming di HBO Now, lanciato come promesso in tempo per il debutto della prossima stagione di Game of Thrones (12 aprile), è di 14,99 dollari al mese, anche se il servizio di SVOD entrerà presto a far parte di un pacchetto più ampio offerto da un altro  operatore OTT, Sling TV, ramo esclusivamente online del broadcaster satellitare Dish Network. Nel frattempo, anche un’altra emittente americana di primo piano come CBS ha rivelato un’offerta dedicata al web da appena 5,99 dollari al mese, fruibile attraverso uno dei marchi più popolari di set-top box e smartkey degli Stati Uniti come Roku.

Quello di HBO, tuttavia, è un passo che tutti definiscono a ragione come epocale: Deadline ha parlato addirittura di “fine del monopolio della pay-tv sulla programmazione in diretta, o quasi in diretta” della stessa emittente televisiva, riconoscendo così nel lungo rifiuto del broadcaster di essere accessibile a tutti gli utenti online, invece che ai soli clienti del cavo, una posizione dominante distorsiva del libero incontro di domanda e offerta. Dove per domanda si intende ovviamente la sempre minor propensione del pubblico a pagare un costo aggiuntivo per ci òche potrebbe vedere online a prezzi più moderati, nonché la sua tendenza a tradurre questo gap in livelli record di pirateria, soprattutto per serie molto popolari come GoT.

Quale sarà l’impatto di tale apertura sul pubblico online sarà da valutare nelle prossime settimane, mentre i servizi concorrenti di video on demand corrono già ai ripari con diverse strategie. Il colosso dell’eCommerce Amazon, ad esempio, ha da poco esteso il suo servizio SVOD, Prime, ai tablet Android, superando così la logica della sola promozione dei device proprietari quali Kindle Fire. Il suo portale di video on demand, tra l’altro, ha così guadagnato il vantaggio competitivo di essere l’unico ad abbonamento a risultare fruibile su dispositivi con sistema operativo Google anche in modalità offline.

Il contenuto, e l’utente che lo richiede, si sono confermati insomma ancora una volta sovrani dei cambiamenti in corso nell’assetto del mercato audiovisivo. 

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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