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Netflix a Cuba (con o senza banda)

Netflix libre! Il servizio di video on demand si inserisce nel trend distensivo tra USA e la Repubblica caraibica, dando anche un chiaro segnale sui progetti di espansione globale da portare a termine entro il 2016.

Il leader americano del video on demand ad abbonamento (SVOD) ha seriamente intenzione di portare a termine la propria espansione globale entro il 2016 e, a scanso di dubbi, dopo l’annuncio della prossima apertura in Giappone ieri è arrivato quello decisamente meno scontato di uno “sbarco” a Cuba. per quanto Netflix vanti una lunga e consolidata presenza in America Latina, la mossa sembra avere poco di strategico considerando che al territorio mancano tutte le caratteristiche finora dichiarate fondamentali per l’inclusione all’interno delle aree coperte dal servizio, cioè un’ampia disponibilità di banda, l’abitudine ai pagamenti online e, in via preferenziale, un’industria audiovisiva forte.

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Diverse sono le stime di quanto sia arretrato lo stato di Internet nell’isola caraibica: secondo i dati 2013 della Telecommunication Union solo il 25,7% degli 11 milioni di cubani usa il web e solo il 12,7% delle case possiede una connessione. I pagamenti online, alquanto fondamentali per un operatore di video on demand, sono un ambito tutto da sviluppare, anche grazie alla distensione dei rapporti con gli USA e le nuove iniziative dei principali istituti di credito americani nella Repubblica cubana. Le condizioni dell roll-out, insomma, non sono proprio ottimali e vanno considerate di sicuro come un’eccezione dovuta al particolare ruolo internazionale ricoperto dal Paese e al significato, anche politico, di un’apertura a un distributore statunitense di contenuti online.

Ciononostante, secondo il responsabile dell’offerta di Netflix, Ted Sarandos, anche l’apertura a Cuba rientra nel piano di un’espansione che intende raggiungere dimensioni davvero capillari entro il 2016. Il servizio di SVOD, insomma, sembra pronto a rendersi disponibile anche in territori con mercati più ostici e prospettive di sviluppo meno attraenti, prima decisamente esclusi dai progetti della compagnia. I cubani hanno Netflix, “ora gli manca solo internet”, ha commentato Sarandos senza troppa ironia, specificando come, a livello di contenuti, l’operatore abbia già cominciato a comportarsi come player globale, ricercando accordi di respiro mondiale e non più area per area, come avvenuto finora. Anche per i prodotti originali, l’idea è soprattutto di puntare su serial come House of Cards e l’ultimo Marco Polo, capaci di attrarre un’audience internazionale.

Sembra dunque ormai certo che anche in Italia si possa attendere l’arrivo del servizio, ormai vera compagnia globale al pari di iTunes e altri colossi del web, resta solo da vedere con quali modalità ed eventuali partnership locali per affrontare le particolari condizioni del nostro mercato. Un campo da gioco ancora carente in termini di banda, caratterizzato dalla forte persistenza del consumo mediatico tradizionale, in forma di tv free generalista, e  reso già abbastanza saturo dalle piattaforme OTT di broadcaster quali Mediaset e Sky.

 

Fonte: The Wrap, CNET

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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