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BitTorrent aggiunge l'opzione "paga ciò che vuoi" al suo VOD

L’esordio alla regia di David Ross, Hits, arriverà sul portale con una formula che consentirà agli utenti di corrispondere la cifra ritenuta più opportuna per la visione del film, e che sembra quasi mescolare crowdfunding e video on demand.

Continua il tentativo di BitTorrent di accreditarsi tra le destinazioni più innovative e vivaci per il consumo audiovisivo legale online. In occasione dell’uscita on demand di Hits, primo lungometraggio da regista dell’attore comico del serial Arrested Development David Cross, il portale aggiungerà ai suoi “pacchetti”, i BitTorrent Bundle, un’opzione che va  oltre la gratuità, il prezzo contenuto e il freemium, cioè la possibilità di pagare il prezzo ritenuto più opportuno da ciascun utente per la visione del film.

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La formula è stata battezzata intuitivamente “pay-what-you-want Bundle” (“pacchetto paga ciò che vuoi”) e rientra nella politica del portale di consentire ai creatori di contenuti massima flessibilità nello stabilire quali materiali mettere a disposizione del proprio seguito e a quale costo, perfino nullo per chi desideri utilizzare il servizio on demand a soli fini promozionali. Questa nuova soluzione però estende ulteriormente il concetto, arrivando a includere la discrezionalità del consumatore e avvicinandosi quasi a una forma di crowdfunding su modello Kickstarter, solo non ex-ante ma ex-post. L’idea sembra per altro adeguata a un certo tipo di prodotto di nicchia, basato sostanzialmente sul seguito che determinati artisti o titoli riescono a costruirsi in termini di fandom sul web.

In attesa di vedere i risultati del “pay-what-you-want Bundle”, è interessante dare un’occhiata alle stime di guadagno che un altro artista, stavolta in ambito musicale, potrebbe aver portato a casa decidendo di distribuire il suo album su BitTorrent piuttosto che attraverso i canali tradizionali. Parliamo di Thom Yorke, il cantante dei Radiohead che a settembre, scagliandosi ancora una volta contro le incrostazioni dell’industria mediatica, ha fatto debuttare il suo  lavoro da solista Tomorrow’s Modern Boxes sul portale on demand, per lungo tempo associato con la pirateria e in particolare con quella musicale. L’album di Yorke è stato il primo a esordire ufficialmente tramite Bundle e il risultato è stato massivo: in tre mesi ha registrato circa 4,4 milioni di download, tutti rigorosamente legali. Purtroppo la cifra comprende sia quelli delle canzoni a pagamento, rese disponibili al costo di appena 6 dollari, sia quelli dei materiali scaricabili gratuitamente come parte free del Bundle. Se tutti gli utenti avessero acquistato il disco, si tratterebbe di un ricavo impressionante di circa 20 milioni di dollari, già al netto della percentuale (ovviamente molto più bassa della media) che il portale detiene sui guadagni ottenuti tramite i Bundle.

Secondo gli osservatori del settore musicale  è improbabile che tutti i 4 e passa milioni di download abbiano generato un corrispettivo, tanto che secondo Billboard Yorke avrebbe guadagnato dall’operazione una cifra compresa tra 1 e 6 milioni di dollari. La performance apapre comunque incoraggiante per un servizio che stenta ancora a “rifarsi una verginità” con l’industria dell’entertainment, tanto da essere stato escluso da Sony dalle piattaforme su cui la commedia The Interview è uscita a Natale, in contemporanea con la sua distribuzione in sala.

 

Fonte: TechCrunch, GigaOM

 

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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