You are here
Home > Box Office > Box Office Italia > Box Office mondiale 2013: crescono USA, Cina e Corea, in calo gran parte dei mercati europei

Box Office mondiale 2013: crescono USA, Cina e Corea, in calo gran parte dei mercati europei

In Italia il fenomeno Zalone ha sostenuto un anno che doveva segnare una ripresa dopo i forti cali del 2012. Ma nel resto d’Europa il 2013 è stato caratterizzato da segni negativi, più o meno gravi. Nessuna battuta d’arresto invece per la Cina, con un +27% e 3 miliardi e mezzo di incasso.

In attesa che le associazioni di settore presentino ufficialmente i dati relativi al mercato italiano del cinema nel 2013, in un appuntamento con la stampa previsto per domani mattina, le cifre provenienti dagli altri Paesi del mondo permettono già di compiere una rapida panoramica su un anno particolarmente frastagliato al box office internazionale. Se, da un lato, si continua ad assistere al trend positivo degli USA, primo mercato a livello globale, e alla crescita irrefrenabile degli incassi cinesi, molti sono stati i Paesi europei a registrare cifre in negativo, compresa quella Francia cui spesso si guarda come termine di paragone per la performance delle sale italiane. Anche per Gran Bretagna e Germania si è trattato comunque di un anno a ribasso, che aumenta ancora la distanza tra il Vecchio Continente e lo sprint conosciuto da diversi botteghini asiatici.

incassi 2013 mondo

USA – 10,9 miliardi di dollari

Com’era chiaro già dal buon andamento della stagione estiva, il 2013 ha rappresentato un altro anno di crescita per il più importante mercato di cinema del mondo. Supportate anche da solidi risultati nel periodo natalizio, le sale statunitensi hanno chiuso l’annata a poco meno di 11 miliardi di dollari (per l’esattezza 10,92 miliardi), superando il record di 10,837 miliardi stabilito nel 2012. In leggerissimo calo invece le presenze, passate da 1,361 a 1,356 miliardi di biglietti, segno comunque della buona tenuta degli spettacoli a prezzo maggiorato. Non si tratta nel complesso di una crescita così strabiliante, se si considera che nel 2012 l’incremento del box office è stato oltre il 6% contro lo 0,8% attuale, ma sono cifre capaci di segnalare una rassicurante stabilità, che frena le preoccupazioni suscitate negli anni passati da qualche stagione in perdita dopo la frenesia a tre dimensioni del 2009.

hunger-games

Tra gli elementi degni di nota si segnala la stabilità nel numero di titoli che hanno superato i 100 milioni di incasso a livello nazionale (31), nonché la maggior presenza all’interno della top 10 di franchise  (7 per l’esattezza, contro i 6 dell’anno scorso) e di film di animazione (tre, cioè la produzione Disney Frozen, quella Pixar Monsters University e quella Universal Cattivissimo Me 2). In evidenza anche il ricambio di major con le maggiori quote di mercato: Warner ha dominato con una fetta di circa il 17%, seguita a stretto giro da Disney, poi da Universal e Sony, mentre Paramount è rimasta ancora una volta fuori dalla top 5 scalzata da Lionsgate e dalla sua “corazzata” Hunger Games, che tra l’altro si è da poco confermato il titolo del 2013 con il maggior incasso complessivo.  Problema condiviso anche oltreoceano, anche il 2013 ha visto infine il sovraffollamento di titoli forti nei periodi di maggior affluenza in sala, che negli USA corrispondono all’estate.

 

Cina – 3,53 miliardi di dollari

pacific_rim-wide-516x340

Se il 2012 è stato l’anno del “sorpasso”del Giappone quale secondo mercato cinematografico al mondo, per il box office cinese il 2013 ha rappresentato un anno di ulteriore, impressionante, espansione, in cui l’incasso complessivo è cresciuto del 27% attestandosi oltre i 3 miliardi e mezzo di dollari. Anche il parco sale continua la propria parabola ascendente: ne sono state aperte oltre 5 mila, per un totale di 18.200 schermi attualmente operativi.

A differenza di quanto accaduto nel 2012, tuttavia, il prodotto nazionale ha tenuto testa a quello hollywoodiano e nonostante i limiti meno stringenti all’importazione di pellicole straniere, la quota di mercato dei film cinesi si è attestata al 58,7%, mentre i relativi incassi sono aumentai di oltre il 54%. Gli unici tre stranieri a rientrare nella  top 10 annuale sono stati Iron Man 3, Pacific Rim e Gravity. Di contro, il numero di titoli realizzati è sceso da 745 a 638, di cui solo 45 hanno trovato sbocco sui mercati esteri. Le migliori performance del prodotto cinese, secondo gli analisti, sono da attribuire soprattutto a titoli a medio e basso budget che sono riusciti a far presa sui nuovi pubblici del Celeste Impero, in particolare i giovani e gli abitanti dei piccoli centri lontani dalle grandi metropoli.

 

Giappone

si alza il vento poster

Sempre più distanziato dalla Cina, il box office del Sol Levante sta diventando un terreno di gioco sempre più ostico per Hollywood. Se il livello di incassi rimane alto (oltre il miliardo e mezzo di dollari sommando il guadagno di tutti i film indicati su Box Office Mojo, ma il totale deve ancora essere rilasciato), la top 10 del 2013 è stata dominata dall’animazione, e in particolare quella di matrice nipponica. Il film di addio alla carriera del maestro Hayao Miyazaki, Si alza il vento, ha sbancato ogni concorrenza, con oltre 116 milioni di dollari guadagnati. A seguirlo, Monsters University con 89 milioni, la sorpresa Ted con 41,5 milioni e poi una sfilza di 6 titoli nazionali, tra cui Doraemon,  Detective ConanPokemon e Dragon Ball. Nel complesso, un mercato che sembra conoscere una profonda trasformazione rispetto ai primi anni 2000, quando il cinema statunitense dominava il botteghino come ora fa in altre aree dell’Estremo Oriente.

 

Regno Unito – 1,92 miliardi di dollari

CATTIVISSIMO ME 2

Orfano di Harry Potter e James Bond, riscaldato da un raro sole estivo, il botteghino inglese nel 2013 si è contratto di un punto percentuale, scendendo a 1,17 miliardi di sterline, pari a poco meno di 2 miliardi di dollari. La perdita non sarebbe così rilevante se non segnasse il primo calo in 10 anni e il più rilevante dal 1991. Si tratta comunque del quarto mercato al mondo,  che conta per il 6% del botteghino mondiale e per il 19% di quello europeo. I due migliori incassi dell’anno sono targati Universal e consistono in Cattivissimo Me 2 (77,9 milioni di dollari) e Les Miserables (66,8), seguiti da Iron Man 3 (60,8), il secondo Hobbit (56 milioni) e da un altro franchise come  Hunger Games: La Ragazza di Fuoco (53,3 milioni).

 

Francia – 1,6 miliardi di dollari

Les-Profs

Dopo il boom di un paio di anni fa, il mercato d’Oltralpe ha conosciuto nel 2013 una flessione considerevole, che ha portato il totale dei biglietti venduti a tornare sotto la soglia dei 200 milioni. Ovviamente si parla di incassi sempre considerevoli, pari a 1,2 miliardi di euro, ma  in calo di ben 5,3 punti percentuali rispetto al 2012. Anche la quota di prodotto nazionale, tradizionalmente la più alta in Europa, ha subito un brusco decremento, passando dal 40 al 33,3%, ovviamente a tutto vantaggio del cinema made in USA, che da parte sua è salito al 54%, con 150 milioni di incasso e quasi 104 milioni di spettatori. I primi film dell’anno sono stati Cattivissimo Me 2, Iron Man 3, Django Unchained e Gravity. Per trovare un film francese occorre scendere alla quinta posizione, dove si trova la commedia Les profs, che ha realizzato 32,4 milioni di dollari.

Anche a causa del ribasso conosciuto l’anno scorso, in Francia è in corso un acceso dibattito sul sistema di finanziamento pubblico al settore cinema, tra i più rilevanti e severamente regolamentati del Continente. Negli ultimi giorni, in particolare, ha visto la luce una proposta ministeriale per ridurre i costi di produzione dei film e aumentare la trasparenza dei contributi, con particolare riferimento ai cachet delle star locali.  Tra le altre proposte spiccano anche l’incentivazione degli investimenti privati, anche sotto forma di crowfunding, e la riduzione dell’Iva sui DVD dal 20% al 10%.

 

Corea del Sud – 1,47 miliardi di dollari

Miracle In Cell No 7

Oltre a sfornare spesso registi di talento, la piccola Corea del Sud costituisce un mercato vivace e molto più florido di quanto si possa immaginare. Quest’anno il botteghino ha visto aumentare del 9% i biglietti venduti, passati da 195 a 213 milioni, mentre gli incassi hanno visto un +7% che li ha portati a toccare 1,47 miliardi di dollari.  Per operare un paragone con l’Europa, si tratta di somme che superano del 13% quelle della Germania, nonostante la popolazione del Paese asiatico sia circa la metà. Anche per la Corea del Sud, ad ogni modo, vale la regola della forte quota di mercato nazionale, ormai vicina al 60%, con un record di 127 milioni di presenze per i soli film locali e 860 milioni di dollari di incasso. Tutto ciò nonostante il numero dei titoli stranieri sia cresciuto, passando da 451 a 707, su  un totale di 890 uscite cinematografiche complessive. Unico blockbuster statunitense in top 10 è stato Iron Man 3, mentre il podio è andato al mélo Miracle In Cell No. 7 e al fantasy Snowpiercer (che vanta un cast internazionale ed è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma).

 

Germania – 1,3 miliardi di dollari

fack-ju-goehte-540x304

 

Anche il 2013 del botteghino tedesco non è stato contrassegnato da un andamento positivo: gli incassi sono scesi del 2% attestandosi a 951 milioni di euro (1,3 miliardi di dollari), mentre i biglietti staccati sono diminuiti in misura addirittura maggiore, cioè del 4,7%, scendendo a 119 milioni. Parte di questo decremento è tuttavia attribuito dagli esperti al clima particolarmente mite della stagione estiva, che avrebbe sottratto fette rilevanti di pubblico. A dominare la classifica annuale è stato Lo Hobbit: la desolazione di Smaug, con 48 milioni di euro. Al secondo posto si è piazzata però la teen-comedy locale Fack Ju Goehte, con 42 milioni di euro e un numero di presenze anche superiore a quello del film di Jackson.

 

Spagna

los-croods-e1363828333530

 

Si attende ancora il resoconto ufficiale del 2013, ma le previsioni vedono nero: a causa dei tagli ai contributi pubblici e soprattutto dell’aumento dell’Iva sul costo di biglietto, le perdite attese sono nell’ordine del 16%, e questo in un mercato che si distingue per essere quasi sempre in coda rispetto alle altre big europee. Crisi, austherity e disoccupazione possono aver avuto un ruolo determinato, ma il boom di biglietti staccati durante la settimana promozionale della Festa del Cinema (modello di sconto importato l’anno scorso anche in Italia), ha spinto gli operatori ad accusare soprattutto le politiche governative, ritenute castranti per il comparto. Nel 2012, il box office aveva chiuso a poco meno di 780 milioni di dollari: se il trend negativo fosse confermato, scenderebbe a circa 655 milioni. Il primo film della top 10 è I Croods, targato Fox (18,5 milioni di dollari), seguito da Cattivvismo me 2 e World War Z.

Tornate a trovarci domani per le cifre ufficiali del box office italiano 2013.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
Top