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Sorrento 2013, intervista a Nicola Maccanico: il DG Warner per la meritocrazia e la trasparenza nel mercato del cinema

“Più riusciremo a fare squadra più riusciremo a dare valore alla nostra industria”, dice Maccanico, che vede nel digitale un’opportunità da cogliere insieme all’esercizio, anche nell’ottica di una valorizzazione del prodotto incentrata sulla qualità.

Alle Giornate Professionali di Cinema appena concluse a Sorrento, Warner Bros. ha ottenuto per il secondo anno consecutivo il Biglietto d’oro quale prima distribuzione italiana per numero di spettatori realizzati. Un traguardo da cui la major riparte con un listino ricco di grandi titoli e franchise come Lo Hobbit, The Amazing Spider-Man e 300, ma anche di cinema italiano e autori di rilevo quali Christopher Nolan e Clint  Eastwood. Ce lo ha illustrato in breve Nicola Maccanico, direttore generale di Warner Bros. Italia, cui abbiamo chiesto anche di approfondire  alcune tematiche affrontate nel corso della convention della major a Sorrento. Su tutte, le opportunità della digitalizzazione e la meritocrazia nel mercato cinematografico, intesa come possibilità di garantire maggior tenitura ai film che dimostrano di avere le potenzialità per intercettare il loro pubblico.

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Nicola Maccanico, può darci un bilancio di questo anno che si avvia alla conclusione?

Siamo molto soddisfatti: nel 2013 siamo riusciti a confermare i risultati ottenuti l’anno precedente e a dunque a posizionarci di nuovo quale primo distributore italiano. A Warner non era mai successo e quindi celebriamo anche il valore simbolico di questo raggiungimento, che va intestato a tutte le donne e gli uomini di Warner Bros. Negli ultimi quattro anni abbiamo sempre superato i 100 milioni al botteghino e realizzato in media 20 milioni di spettatori: questo dà il senso di come il nostro team sia riuscito a dare continuità e offrire una buona qualità di lavoro al marchio che rappresenta.

Può indicarci qualche highlight nel vostro ampio listino?

Abbiamo un anno con film italiani che possono darci tutti grandi soddisfazioni. Un Boss in Salotto di Luca Miniero, con cui inaugureremo il 2014 già il 1° gennaio, Una donna per amica di Giovanni Veronesi, con Fabio De Luigi nelle sale dal 27 febbraio, E fuori nevica di Vincenzo Salemme, che uscirà in autunno, sono tutti titoli su cui possiamo contare e crediamo fortemente che avranno un grande successo popolare. Messo da parte il cinema italiano, abbiamo anche un importantissimo e fondamentale prodotto americano, a partire da Lo Hobbit, con cui apriremo e chiuderemo l’anno, dato che sono in arrivo sia il secondo, sia il terzo episodio. È la franchise più importante al momento gestita da Warner e ci aspettiamo risultati straordinari anche perché, oggettivamente, il livello di qualità visuale, produttiva e di storytelling che ha raggiunto Peter Jackson è unica al mondo. Ad aprile tornerà il supereroe più amato dagli italiani, The Amazing Spider-Man, in questo secondo episodio del reboot cinematografico che tanto successo ha già avuto col primo film. Ci aspettiamo un riscontro anche più grande perché la storia è meravigliosa e il passaparola relativo al primo capitolo continua a funzionare. Non posso non citare in questo rapido excursus un maestro di cinema capace di coniugare qualità e risultati in maniera unica. Si tratta di Christopher Nolan con cui torneremo nei cinema il prossimo novembre con Interstellar, su cui la produzione sta mantenendo ancora un altissimo grado di segretezza, anche per quanto riguarda le comunicazioni verso il comparto distributivo.

A Sorrento ha auspicato che il 2014 diventi l’anno della meritocrazia cinematografica. Può spiegarci meglio questa esortazione?

È un messaggio semplice e forte dietro cui si celano però concetti più sofisticati. Il senso che volevo trasmettere, è che dobbiamo credere nel nostro prodotto, e per farlo in maniera effettiva dobbiamo pensare che trattarlo in materia meritocratica può dargli un valore. Per i distributori, questo significa lavorare sul posizionamento dei film in maniera proporzionale rispetto alle loro reali potenzialità, senza forzature sterili. Per l’esercizio, vuol dire premiare i titoli che hanno più possibilità rispetto al pubblico, difendere un titolo che funziona anche se subiscono pressioni per inserire un film nuovo. Anche per questo l’estate è fondamentale, perché abbiamo bisogno di allargare il numero di mesi nei quali programmiamo i nostri prodotti. Il tutto per riportare gli spettatori all’abitudine di scegliere anche film che sono in sala da un po’ di tempo. Ho la sensazione concreta che in Italia invece di resistere alla contrazione della tenuta dei titoli, abbiamo volontariamente favorito tale pericolosa evoluzione del mercato. Quindi parlare di meritocrazia cinematografica, per me, vuol dire credere che la qualità del prodotto che offriamo al pubblico fa la differenza sul nostro futuro.

Un altro tema importante per il mercato è quello della digitalizzazione, che tra l’altro rende più facile la programmazione di eventi come quello di Peppa Pig, che Warner porterà in sala per quattro date a gennaio. 

All’inizio il digitale è stato un potenziale risparmio, più per i distributori che per gli esercenti, e una potenziale opportunità grazie al 3D, ma ci siamo sempre mossi solo in ambiti finanziari. Adesso che stiamo arrivando a una completa digitalizzazione del mercato, questa tecnologia ha delle potenzialità positive per tutti noi, che però vanno colte affinché non rimangano appunto un’eventualità. La flessibilità, il fatto di potersi muovere rapidamente, di poter avere un accesso più semplice per posizionare i nostri contenuti, anche in maniera più varia, è un’opportunità che non dobbiamo perdere. Per valorizzarla al massimo serve però che ci sia collaborazione e trasparenza tra distribuzione ed esercizio. La qualità della nostra partnership farà sempre più la differenza perché viviamo già, e vivremo sempre di più, in un mondo in cui i confini sono meno segnati. Allora, visto che esistono maggiori margini di manovra, più riusciremo a fare squadra più riusciremo a dare valore alla nostra industria. Più cercheremo di fare i furbi l’uno con l’altro, più rimarremo invece ingessati in vecchi modelli e faremo fatica a cogliere opportunità come quella del digitale.

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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