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Emmy Awards: Netflix si aggiudica il suo primo premio grazie al serial House of Cards

Gli Oscar della tv americana premiano David Fincher per la miglior regia di una serie drammatica, incoronando definitivamente il portale di video on demand quale nuovo player di primo piano nel mercato del piccolo schermo.

Sono passati un paio d’anni da quando Netflix ha lanciato per la prima volta la sua sfida ai network televisivi tradizionali. Ora però il servizio di streaming, leader statunitense nel video on demand ad abbonamento, entra ufficialmente nel settore dalla porta d’ingresso principale, o meglio dal tappeto rosso: il suo serial autoprodotto House of Cards, diretto da David Fincher e interpretato da una star del calibro di  Kevin Spacey, si è infatti aggiudicato uno dei maggiori riconoscimenti ai prestigiosi Emmy Awards, che ieri lo hanno premiato per la miglior regia di una serie drammatica.

Netflix House of Cards

Se è vero che il titolo aveva ottenuto molte più nomination di rilevo agli Oscar della tv statunitense, comprese quelle per i suoi interpreti principali, è altrettanto vero che, con questa vittoria, la produzione targata Netflix scavalca alcuni degli attuali pilastri del piccolo schermo USA, come Boardwalk Empire, Breaking Bad, Downton Abbey e Homeland. Secondo alcuni analisti si tratta dell’inizio di una nuova rinascita o di una nuova Golden Age del settore, paragonabile a quella avviata negli anni ’90 da emittenti quali HBO. Al pari di quanto successe all’epoca, anche il portale ha scardinato esplicitamente alcuni assetti consolidati del mercato, puntando sulla capacità del video on demand di proporre contenuti originali e di qualità, piuttosto che sul mero rilancio online delle library “stagionate” dei grandi broadcaster. Un po’ quello fecero per le Reti tradizionali serie quali I Soprano, Mad Men e la stessa Breaking Bad.

A cambiare non è poi solo la piattaforma ma lo stesso modello di fruizione, che rivoluziona il concetto e la pratica della serialità. Questo perché la caratteristica della programmazione originale di Netflix, non solo di House of Cards, è quella di essere offerta in modo simultaneo agli utenti, che possono decidere anche di consumarla in blocco, e più in generale di organizzare la visione delle diverse puntate in modo totalmente autonomo e flessibile, in base ai loro gusti ed esigenze. A ciò si lega anche il punto forse più controverso del nuovo modello, e cioè la mancanza di un adeguato sistema di rilevamento dell’audience, che per ovvie ragioni non potrà più essere legato come prima a fasce orarie e primetime. Tanto più che il portale di video on demand continua a non rilasciare dati sulle views ottenute dai suoi serial, non avendo inserzionisti cui rendere conto.

Secondo  Kevin Spacey, intervistato in occasione degli Emmy, l’inclusione del portale di streaming negli Oscar della tv rappresenta “un nuovo paradigma” per questo comparto dell’entertainment. Con la concorrenza tra i vari servizi di video on demand, Amazon in primis, “più compagnie si faranno avanti realizzando cose di questo tipo, saranno prodotte più serie, saranno ingaggiati più attori e ci sarà più lavoro da fare”.

 

Fonte: TechCrunch, The Hollywood Reporter

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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