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Speciale video on demand #5: previsioni di crescita per l’Europa

Secondo le stime presentate a Les Arcs European Film Festival, il consumo di film online è cresciuto del 60% nell’ultimo anno, raggiungendo un valore di oltre 300 milioni di euro. E le prospettive di sviluppo per il mercato europeo non sono ancora esaurite.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare nella panoramica che ha aperto il nostro  speciale video on demand, il mercato europeo del VOD appare ancora ben lontano da quella progressiva maturazione che ha caratterizzato il contesto statunitense, dove player quali Netflix e Hulu, insieme a colossi del web quali YouTube,  iTunes e Amazon, hanno contribuito a definire in modo ben più chiaro il valore e la struttura di un settore sempre più centrale nel consumo dei prodotti audiovisivi. In Europa, di contro, questi soggetti sono arrivati da poco e con una distribuzione piuttosto disomogenea. L’avvicinarsi della fine dell’anno è stata dunque l’occasione per tirare un po’ le somme e fare il punto sulla situazione di tale mercato.

I dati sul VOD europeo, riportati da Variety, sono stati esposti a Les Arcs European Film Festival, dove è emerso come il valore generato dalle piattaforme on demand in Rete sia cresciuto nel 2012 di ben il 60%, arrivando a toccare i 310 milioni di euro (410 milioni di dollari), due terzi dei quali raccolti solamente nel Regno Unito, Francia e Germania. Più contenuto, ma comunque consistente, l’incremento della spesa nel video on demand fruito tramite la forma più classica della pay-tv, che è salita del 20% fino a 861 milioni di dollari (stime di IHD Screen Digest).  Ancora impari perciò il confronto con gli Stati Uniti, dove i ricavi del VOD online sono stimati intorno ai 728,5 milioni di dollari, mentre quelli derivanti dai film consumati tramite pay-tv, superano abbondantemente il miliardo di dollari.

Se Italia e Spagna non detengono un ruolo centrale nella diffusione del nuovo modello, dipende da fattori infrastrutturali, come la carenza di banda, ma anche dalla minor penetrazione delle pay-tv nel contesto tradizionale del piccolo schermo. Tutta l’Europa, in realtà, se da una parte mostra ampi margini di crescita per il settore, dall’altra dovrà affrontare ostacoli non secondari. Finora, secondo i relatori di Les Arcs, il VOD è stato difatti terreno di conquista soprattutto per le big di Internet come Apple e Microsoft, mentre dei privati di dimensioni più ridotte che volessero arrischiarsi nel settore, dovrebbero scontrarsi con gli alti costi delle tecnologie necessarie a rendere disponibile e sicuro il servizio, ma soprattutto con la non esclusività dei diritti sui contenuti, che renderebbe loro abbastanza difficile il confronto con competitor di calibro internazionale. Uno degli scenari possibili, piuttosto, è che il video on demand europeo veda crescere in futuro l’attivissimo dei network non in chiaro, interessati a sviluppare la propria offerta sul cosiddetto “second screen”.

Di sicuro, sembrano ancora elevate le possibilità di espansione di un mercato in cui almeno la metà dei nuclei domestici deve guadagnare l’accesso alla banda larga, mentre molti impianti televisivi attendono ancora di diventare smart. Stando ai calcoli di IHS Screen Digest, per la precisione, c’è da aspettarsi un incremento del VOD online tra il 60% e il 70% in soli cinque anni, a fronte tuttavia di un parallelo e più rapido declino di DVD e Blu-ray, che dovrebbe essere di ben 60 punti percentuali entro il 2016.

In Francia, uno studio di Médiamétrie ha già messo bene in evidenza la crescita del popolo dei “VODiste”, che nel 2012 hanno raggiunto i 13,4 milioni di internauti, cioè il 31,4% di tutti francesi che navigano in Rete, contro il 21% registrato l’anno precedente. Il 13,4% di loro dichiara di aver consumato almeno un video on demand negli ultimi 6 mesi, mentre, al contrario della tendenza attualmente in atto negli Stati Uniti, la preferenza degli utenti sembra volgersi verso le singole transazioni piuttosto che verso gli abbonamenti mensili.  Nessun dubbio, invece, sulla centralità assoluta del noleggio rispetto all’acquisto. I servizi on demand sono più popolari ovviamente tra i giovani, mentre è interessare vedere quali sono le ragioni addotte dai “Non- VODiste”: in cima alla lista compare il costo dei contenuti, giudicato ancora troppo alto; in secondo luogo, sembra ancora forte la concorrenza esercitata delle altre forme di intrattenimento, in particolare tv e cinema. Tutto potrebbe cambiare tuttavia con l’arrivo anche in Francia dell’offerta VOD di Amazon, presente già in diverse realtà europee con LoveFilm, atteso secondo indiscrezioni  entro marzo del 2013 (il nostro articolo QUI) .

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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