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Schermi di Qualità: 11 milioni di spettatori per il cinema che resiste alla crisi.

Confermati i risultati postivi del programma speciale del Mibac, che sostiene la programmazione in sala del prodotto italiano ed europeo di qualità, e a cui va una quota di mercato del 16,4%.

Il cinema italiano ed europeo di qualità sta affrontando meglio la presente congiuntura economica negativa, grazie al sostegno di un pubblico maggiormente fidelizzato che continua a fruirne anche in modo anticiclico. È quanto emerge dai dati definitivi (di quelli parziali avevamo già parlato in occasione di Venezia69) sulla VII edizione di Schermi di Qualità, il progetto speciale del Mibac volto a sostenere le sale impegnate nella programmazione di opere meno commerciali ma dall’alto valore artistico. Come rivelato dalla presentazione dei risultati, svolatasi ieri presso la sede della Direzione Generale Cinema del ministero, se nel 2012 il mercato cinematografico italiano ha visto calare dell’11,7% il numero di biglietti staccati, i risultati ottenuti dai cinema aderenti al progetto mostrano invece un segno positivo: sono state quasi 11 milioni le presenze registrate dagli Schermi di Qualità (nel periodo compreso tra gennaio e metà ottobre) pari al 16,4% dell’ammontare complessivo nazionale e in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Cifre che, secondo il Direttore Generale Cinema Nicola Borrelli, dimostrano l’efficacia di un programma che ha le peculiarità di coinvolgere l’intera filiera cinematografica, così come sottolineato anche da Paolo Protti, presidente dell’Agis e del Comitato di gestione di Schermi di Qualità:

“Questa unità di intenti, insieme all’intervento del Ministero e ovviamente all’impegno degli esercenti che vi aderiscono, ha consentito di fare del progetto un volano molto importante per il cinema italiano permettendogli di raggiungere negli ultimi anni quote di mercato estremamente elevate e, quindi, anche di recuperare in parte i finanziamenti pubblici erogati per la produzione dei film”.

Una delle caratteristiche fondamentali del programma, d’altra parte, è quella di favorire l’incontro del cinema italiano ed europeo di qualità, con gli schermi che costituiscono il suo luogo di fruizione ideale. Quest’anno, ad esempio, l’Orso d’Oro Cesare deve morire, dei fratelli Taviani, ha registrato negli schermi del progetto l’82,4% dei propri incassi, e percentuali analoghe riguardano anche titoli come Almanya o Sette opere di misericordia. Secondo lo studio presentato da Gianni Celata, docente dell’Università La Sapienza di Roma, insieme a Giulia Marinelli, gli Schermi di Qualità si sono dimostrati anche tra quelli con i risultati più stabili negli ultimi anni di incertezza economica, facendo capo a un tipo di film che, a differenza dei blockbuster, risente meno dell’andamento complessivo del box office, a sua volta analogo a quello del PIL. Uno studio condotto da Bruno Zambardino, ricercatore dell’Istituto di Economia dei Media Fondazione Rosselli, ha poi messo in luce le performance particolarmente interessanti delle opere prime e seconde in questo tipo di sale: delle 39 uscite sugli Schermi di Qualità quest’anno, infatti, molte vi hanno realizzato più del 50% del proprio incasso, anche grazie all’impegno degli esercenti che hanno creduto nei titoli consentendone una maggior tenuta.

La giornata di ieri, infine, è stata l’occasione per la consegna del primo Premio Schermi di Qualità, assegnato a Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, che riceverà dunque una particolare segnalazione presso gli esercenti aderenti al programma.

Alla VII edizione di Schermi di Qualità partecipano 792 schermi, di cui 248 sono monosale, 310 multisale da 2 a 4 schermi, 84 multisale da 5 a 7 schermi e 90 multiplex. Il contributo totale del Mibac consiste in 3 milioni di euro.

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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