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Cannes: Ornaghi pensa al tax credit. Tozzi lancia l’allarme su crisi Mediaset.

Il Governo anticipa: niente tagli alla cultura e rinnovo degli sgravi fiscali. Ma Anica e Mediaset si scontrano sull’investimento dell’emittente televisiva in film e fiction, mentre Medusa cancella una commedia a causa della crisi.

Nessun taglio alla cultura nell’agenda del Governo. È quanto annunciato dal titolare del Mibac, Lorenzo Ornaghi, intervenuto ieri al 65° Festival di Cannes in occasione del lancio del progetto Italia in luce, volto alla promozione del prodotto audiovisivo italiano all’estero. Secondo il ministro, è di fondamentale importanza dare stabilità alle misure di natura fiscale: nonostante la crisi, e pur mantenendo un certo distacco rispetto alla “politica degli annunci”, Ornaghi ha fatto capire agli operatori del settore che il Mibac considera come priorità il rinnovo del tax credit per un altro triennio. Un rinnovo che, tra l’altro, dovrebbe avvenire almeno un anno prima dallo scadere degli incentivi, fissato per fine 2013, in modo da dare certezze all’industria, anche se in un’ottica di “realismo” riguardo alle risorse disponibili.

Ma è proprio la stabilità che rischia di venir meno in questo momento nel cinema italiano: non solo il primo quadrimestre si è chiuso con un calo del 12,14% nelle presenze (contenuto anche grazie al “doping” degli Avengers), ma dalla kermesse francese arriva anche l’allarme del presidente dell’ANICA, Riccardo Tozzi, in merito al decremento nel numero di produzioni che rischia di essere innescato dai minori investimenti dei broadcaster, e soprattutto di Mediaset.

Un tema che Tozzi ci aveva già anticipato in un’intervista all’indomani della presentazione dei dati sull’andamento del mercato del cinema nel 2011, ma che torna alla ribalta anche a causa del perdurare delle perdite registrate negli utili e nella raccolta pubblicitaria del Biscione (in questo lancio Asca, i dati relativi alla prima trimestrale della società), e del primo stop imposto a uno dei progetti di Medusa, la commedia Tre uomini in buca 9 di Francesco Raniero Martinotti.

Il presidente dell’ANICA, in particolare, teme che dopo aver ridotto gli investimenti in fiction, la stessa sorte tocchi ai prodotti cinematografici del Gruppo, cioè uno dei più forti sul mercato. Più in generale, Tozzi ha fatto presente che nel 2012 “ci possiamo sognare” di raggiungere il numero di opere prodotte nel 2011, circa 150, e che il trend appare ancora peggiore per l’anno successivo. In merito alla Rai, le preoccupazioni riguardano invece solo la fiction, almeno per ora, per cui è previsto un taglio di 100 milioni.

Mediaset non ha fatto tardare la propria risposta: 335 milioni di euro è la cifra che l’azienda intende mettere sul piatto nel biennio 2012-2013 per l’audiovisivo, esclusi i programmi d’intrattenimento. Stando ai dati diffusi dal Gruppo, saranno 75 le serate di fiction prodotte da Mediaset nel 2012, che diventeranno 95 nell’anno successivo. Sono invece 23 i titoli italiani di Medusa già in cantiere, con un valore di oltre 100 milioni di euro.

Nonostante i numeri, sarebbero a rischio Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, le nuove pellicole di Ozpetek, Brizzi, Pieraccioni, Paolo Sorrentino, Paolo Genovese e l’opera prima di Angela Finocchiaro. Francesco Raniero Martinotti ha fatto sapere di essere tra i 70 firmatari di una lettera di protesta indirizzata a Piersilvio Berlusconi, e che dovrebbe partire a breve con l’intenzione di procurare una scossa sismica all’interno dell’industria. L’amministratore delegato di Medusa, Giampaolo Letta, da parte sua cerca di calmare le acque:

Vogliamo continuare a fare lo stesso numero di film ma la crisi è gravissima ed è vero che stiamo pensando di interrompere alcuni progetti, ma non parlerei di fermo come fa Riccardo Tozzi, per ora l’unico stop riguarda Martinotti. Certo, di fronte al drastico calo delle risorse pubblicitarie ci vuole una presa di coscienza da parte di tutti, occorre abbassare i costi di produzione, ridimensionare i cachet degli artisti. Se ci rendiamo conto di essere tutti nella stessa situazione, forse ce la possiamo fare. Bisogna abbassare i costi, lavorare con più flessibilità, far capire ai talenti che i compensi non sono quelli cui erano abituati. L’obiettivo è stesso numero di film, dieci l’anno, a costi inferiori”.

Nel frattempo, tuttavia, è tornata all’attacco anche l‘APT – Associazione produttori televisivi, secondo cui le cifre snocciolare da Mediaset non bastano a garantire le quote obbligatorie di investimento in prodotto indipendente, previste dalla normativa italiana (nonché europea).

 

Fonte: Screenweek, Asca, Primaonline

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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