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Trailer online: ancora nessuna tregua prossimamente sugli schermi

1.800 Euro all’anno, ma forse di più, il contributo chiesto dalla Siae ai siti internet che abbiano pubblicato anche un solo trailer cinematografico contenente musiche coperte da diritto d’autore. Sono i Piccoli diritti musicali, che rischiano di avere un effetto devastante sulla comunicazione dei film online.

Continua il braccio di ferro tra la Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) e internet, in particolare i siti che propongono trailer cinematografici e che rischiano di dover pagare 1.800 Euro l’anno solo per le musiche contenute nei video promozionali dei film (ovviamente se coperte da copyright). Ma la cifra potrebbe essere solo indicativa, poiché come già sottolineato da Cineguru, “1.800 Euro sono un acconto su quanto sarà effettivamente dovuto a fine anno, e il conto finale sarà fatto in proporzione al fatturato pubblicitario del sito”. Peggio ancora, il contributo ora richiesto dalla Società sarebbe addirittura retroattivo.

 

Stando all’intervista rilasciata a Punto Informatico da Stefania Ercolani, direttore dell’Ufficio Multimedialità della collecting company, non basterà infatti rimuovere o pubblicare i trailer muti per non incappare nel balzello. Tutti gli utilizzi finora accertati, secondo la Siae, dovranno comunque essere “saldati” e ogni contromisura da parte delle pagine web incriminate dovrà aspettare il 2012.

Un riassunto della situazione viene presentato anche dal Giornale dello Spettacolo, che prima di tutto fa chiarezza sulle richieste della Società posta a tutela del diritto d’autore. Quelli a cui si deve lo scontro sono i PDM (Piccoli Diritti Musicali), che solitamente nel settore cinema si quantificano in misura del 2,10% rispetto agli incassi netti  del film. Stando alla testata Agis, si tratterebbe dell’aliquota più elevata in Europa, grazie a cui la Siae intascherebbe ogni anno una cifra intorno ai 14 milioni di euro.  Per quanto riguarda i trailer su internet, esistono tuttavia già due accordi diversi in materia: uno stipulato tra la Società e Anica, e l’altro tra la Società e Agis. Il primo prevede il pagamento di un forfettario non troppo elevato, mentre il secondo, più interessante, stabilisce che non sono tenuti al versamento del contributo i siti degli esercenti che per la visione del trailer reindirizzano alla pagina web in cui sono stati originariamente pubblicati.

Ma in mancanza di associazioni di categoria capaci di rappresentare tutto il variegato mondo della stampa o del semplice buzz online, sembra ben più complicato pervenire a un equilibrio. Spiega un consulente Agis al Giornale dello Spettacolo, che quello di cui ci sarebbe bisogno in questo momento è “un confronto tra mandanti, mandataria e gli stessi destinatari, finalizzato a rivedere il mandato e i patti accessori che escluda dal pagamento o che renda economicamente sostenibile l’utilizzo dei trailer via internet. Così sarebbero realmente tutelati gli interessi economici di tutte le parti in gioco, e perché no, anche quelli della collettività indistinta degli spettatori cinematografici”.

 

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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