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Siae contro tutti: si mobilitano l’Anica, i distributori e i 100 Autori, ma è ancora scontro sulla licenza per pubblicare trailer online.

Preoccupazione espressa dalle principali categorie del mondo del cinema, dalla produzione alla distribuzione, passando per gli autori, sulla licenza che la Siae vuole imporre ai siti internet che pubblicano trailer contenenti musiche.

Continua a suon di botta e risposta quello che ormai quasi tutti hanno ribattezzato “il brutto film”, quello che vede contrapposte la Siae e Internet in materia di trailer e copyright. Oggi l’Espresso ha pubblicato la replica dell’avvocato Fulvio Sarzana, leader del movimento contro la delibera Agcom sul diritto d’autore, secondo cui “YouTube ha già stipulato un accordo con Siae, quindi per tutti i video pubblicati su quella piattaforma è già stata pagata una licenza. Ma se quello stesso video viene ri-pubblicato su un altro sito, i diritti vanno pagati una seconda volta. Insomma, il doppio diritto d’autore”.

 

Ma già in questi giorni hanno cominciato a mobilitarsi anche l’Anica, che ha espresso preoccupazione e dato la sua disponibilità a collaborare per aprire un “confronto costruttivo”  tra gli interessi in causa, e i 100 Autori, che giustamente si preoccupano di quei film a basso budget per cui spesso internet è il primo e indispensabile canale per raggiungere il proprio pubblico:

Fatta salva l’inderogabile necessità di affermare la cultura del diritto d’autore anche nel mondo della rete e di ribadire che qualunque sfruttamento delle opere va adeguatamente remunerato, 100autori ritiene importante tenere nel massimo conto il valore strettamente promozionale del trailer e il fatto che il web è oggi l’unico canale per la promozione anche di opere indipendenti che non possono contare sulle risorse necessarie per la promozione televisiva o sulla stampa”.

Riccardo Tozzi, presidente Anica e produttore di Cattleya, ha mantenuto una posizione moderata ma decisa: “A monte c’è già il pagamento per l’utilizzo delle musiche anche in fase di promozione dei film. Per queste ragioni, se ci deve essere un’integrazione economica, che sia minima e che non metta in difficoltà i siti di cinema che fanno circolare i trailer. E questo nell’interesse non solo del web ma anche dei produttori».

Più netto è stato l’avvocato Gallavotti, che ha detto all’Asca:

“Sembra che la Siae lamenti che l’utilizzo della musica nel trailer avvenga senza l’autorizzazione preventiva degli aventi diritto. Ora, la Siae sa bene che non è cosi: i produttori durante la realizzazione del film acquistano regolarmente i diritti di sincronizzazione delle musiche, sia originali che di repertorio, e l’acquisto solitamente comprende anche i c.d. diritti out of context, ossia i diritti di utilizzazione delle musiche del film anche non sincronizzate con le immagini, proprio per la loro utilizzazione nei trailer o attraverso altre forme di promozione”. L’accordo stipulato con Anica e Agis sul forfettario da pagare per proiettare i trailer nelle sale e pubblicarli sulle pagine web di case di produzione ed esercenti, secondo lo stesso avvocato, se in qualche modo legittima la pretesa della Società, dall’altra riconosce anche “le particolari finalità promozionali del trailer a beneficio dell’intero settore audiovisivo e in particolare della filiera cinematografica, la quale attraverso i biglietti della sala consente poi alla SIAE di raccogliere i c.d. Piccoli Diritti Musicali previsti dalla normativa, per importi assai rilevanti” (vedi anche il nostro articolo).

Ma la Siae obietta, sempre sulla stessa agenzia di stampa:  “‘L’avvocato Gallavotti che e’ un esperto del settore sa bene che il diritto di sincronizzazione copre la riproduzione della musica e l’abbinamento al film, ma non le fasi successive di sfruttamento. Secondo la legge e i contratti che su questa poggiano, la colonna sonora riceve un compenso separato per ogni tipo di utilizzazione in pubblico, sia essa in sala, in televisione o in rete”.

Sul tema si sono scontrati a distanza anche il Presidente della Siae, Gaetano Blandini, già Direttore Generale Cinema del Mibac, e Filippo Roviglioni, rappresentante dei distributori Anica, AD di 01 Distribution (che fa capo alla Rai) e, ironia della sorte, presidente della Fapav – Federazione Anti Pirateria Audiovisiva. In un’intervista rilasciata a Primissima, Roviglioni ha infatti sostenuto che:

“La Siae non si è mossa molto bene, sia per come è stata proposta e comunicata in modo univoco questa richiesta, mettendo in oggettiva difficoltà tutti coloro che l’hanno ricevuta, e oltretutto scegliendo il momento peggiore, tenuto conto delle difficoltà del settore, non ultimo anche un rallentamento del mercato, per esigere una sorta di tributo anche legittimo sotto il profilo del diritto d’autore, ma che a mio avviso andava preventivamente discusso sia con gli editori dei siti interessati che con la nostra associazione“.

Il timore è che il balzello vada a incidere in particolare sui trailer dei film per i giovani, quelli dei multiplex, che hanno sostenuto in modo decisivo il cinema in Italia in questi anni di crisi. E aggiunge anche: ” Si dovrebbe valutare che in certi luoghi e certe destinazioni non possano far scattare il presupposto impositivo”.

Dichiarazioni demagogiche, provocatorie ed inaccertabili” secondo il titolare della Siae Blandini, che a quanto riferito da Asca, si è rifiutato perfino di replicare al Presidente dei distributori Anica.

 

Fonti: l’Espresso, Anica, 100 Autori, Asca, Primissima

Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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