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Sostegno al cinema: a rischio nel Decreto Sviluppo “l’inutilizzato” tax shelter. In Francia tagli al CNC.

Si prospetta nella nuova manovra la "razionalizzazione" di tax credit e tax shelter, in particolare l'annullamento della seconda agevolazione descritta dal ministro Galan come "inutilizzata". Intanto in Francia le categorie del cinema si battono per mantenere intatti i proventi delle tasse di scopo che finanziano il CNC.

Appena alla fine della scorsa settimana l’Agis ha diffuso le proposte inviate a Governo e Parlamento per riformare il sostegno al settore dello spettacolo. Tra queste, e in particolare tra i punti rivolti all’esecutivo in modo da essere introdotti all’interno del Decreto Sviluppo, compariva in prima fila la conservazione del credito d’imposta e della detassazione degli utili per quanto riguarda il settore cinema. Eppure gli incentivi fiscali all’industria cinematografica sembravano dati per assodati dopo la lunga battaglia per il loro rinnovo triennale, vinta appena all’inizio di quest’anno. Ora non sembra più così, tanto che il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan ha parlato al Sole 24 Ore di una possibile “razionalizzazione” di tax credit e tax shelter.

Per quanto riguarda il credito d’imposta, l’obiettivo descritto da Galan al quotidiano economico è quello di aumentare le risorse a disposizione del FUS, per la fetta riguardante il cinema, attraverso l’iniezione nel Fondo unico per lo spettacolo delle eventuali eccedenze provenienti dal tax credit già previsto per il triennio 2011-2013. Lo confermano anche i lanci di agenzia secondo cui la misura sarebbe presente nella bozza ora all’esame del Consiglio dei Ministri, in cui si prevede che:

”le somme corrispondenti all’eventuale minor utilizzo degli stanziamenti per la copertura degli oneri relativi alla proroga delle agevolazioni fiscali per le attività cinematografiche sono annualmente riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali”.

Il dirottamento dovrebbe approdare appunto nei fondi ministeriali per il sostegno della produzione, della distribuzione e dell’esercizio cinematografico, quelle attività cioè regolate “dall’articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28″. Stando alla dichiarazioni rilasciate da Galan , la somma che si intende recuperare rispetto ai 90 milioni di euro già stanziati rispettivamente per i tre anni presi in considerazione, sarebbe di circa 25 milioni.

Sparirebbe invece dalla scena il tax shelter, cioè quel tipo di sgravio che permette di detrarre ai fini fiscali gli utili reinvestiti in cinema. Secondo quanto riferito dal quotidiano economico, infatti “l’agevolazione, per sua natura destinata a produrre effetti su utili che in questi anni non ci sono stati, è rimasta di fatto inutilizzata”. La notizia per ora non sembra aver allarmato troppo le categorie del settore, anche se stamattina Galan si è premurato di ribadire che non si tratta assolutamente di un’abrogazione. Quello contenuto nella bozza del Decreto Sviluppo sarebbe, stando alle dichiarazioni riportate dal Giornale dello Spettacolo:

“un pacchetto complessivo di norme sulla fiscalità sul settore dei beni e delle attività culturali che non prevede alcuna abolizione di incentivi fiscali al cinema e che non è stato portato ancora – come tutte le altre norme – all’attenzione del consiglio dei ministri”.

Più critica invece la situazione d’Oltralpe, dove a rischiare la decurtazione è niente meno che il CNC, il centro nazionale della cinematografia francese, da sempre modello ispiratore per il sostegno pubblico al settore in molti Paesi europei e in particolare in Italia, dove viene evocato a spron battuto soprattutto dagli autori. Finanziato da sempre attraverso una tassa di scopo imposta alle emittenti televisive private (pura utopia in Italia), alle sale e all’home video, ultimamente il CNC aveva aumentato le risorse a sua disposizione riuscendo a far imporre lo stesso meccanismo anche sui nuovi protagonisti dell’industria multimediale, in particolare i provider.

Il Governo francese, però, per far fronte all’onnipresente crisi, ha deciso di attingere a piene mani dal piatto ricco del fondo per la cinematografica, inserendo in Finanziaria un emendamento in cui fissa un tetto massimo per i proventi delle tasse di scopo, reindirizzando le eccedenze verso le casse dello Stato. Ora gli operatori sono sul piede di guerra, anche se il budget che l’esecutivo francese avrebbe previsto per il CNC corrisponderebbe alla cifra ragguardevole di 705 milioni di euro. Paese che vai, Finanziaria che trovi.

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Davide Dellacasa
Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
http://dd.screenweek.it
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