youtube movies

YouTube Movies arriva in Gran Bretagna con più di 1000 lungometraggi

Il noleggio di film direttamente da YouTube si espande e raggiunge le sponde europee del Regno Unito. Dopo l’arricchimento del catalogo USA annunciato a maggio e lo sbarco in Canada, anche l’Inghilterra si apre a YouTube Movies, come rende noto lo stesso portale video di Google in una nota pubblicata sul suo blog.

Tra i titoli già annunciati, alcune grandi produzioni recenti come The Dark Night e classici moderni quali Le Iene, il caustico Monty Python – Il senso della vita o Lock & Stock – Pazzi scatenati, di Guy Ritchie. Un occhio rivolto alla filmografia inglese, dunque, ma anche alle nuove uscite internazionali, assicura YouTube Movies, con film quali Hanna, Fast & Furious 5, Cappuccetto Rosso Sangue.

Tra le major coinvolte, riferisce a proposito The Guardian, compaiono Sony Pictures Home Entertainment UK, Warner Bros Home, Universal e Lionsgate, ma anche le case cinematografiche indipendenti Entertainment1, Revolver and Metrodome.

 

 

Le modalità di noleggio sono le stesse del servizio streaming offerto negli USA: gli utenti UK potranno affittare i film per un mese e completarne la visione entro 48 ore. Per quanto riguarda il prezzo, oltre ad alcuni contenuti gratuiti, il costo varierà dalle 3,49 sterline per i nuovi titoli fino alle 2,49 previste per quelli meno recenti, che secondo il quotidiano inglese costituirebbero la netta maggioranza. L’offerta inglese di YouTube Movies, spiega The Guardian, per ora sembra orientata soprattutto al catalogo, ma rappresenta comunque un ulteriore  passo in avanti nel settore del video on the demand e del cinema. Passo per altro preannunciato nel Rengo Unito, nell’agosto 2010, dall’apertura di una sezione del portale dedicata ai film, con titoli minori provenienti da Crackle, AmPopFilms, Saavn LLC, Centilian, Craze Productions, IndieFlix e dall’aggregatore video BlinkBox.

Tra i servizi aggiuntivi offerti da YouTube Movies ci saranno come sempre gli Extras, con un assortimento gratuito di dietro le quinte, clip, interviste, parodie e materiali di altro tipo provenienti dalla community del portale. Spazio anche alla tradizione, con l’offerta di alcune delle primissime pellicole prodotte in Inghilterra, che hanno fatto la storia del cinema e che ora, acclama YouTube, potranno finalmente entrare a far parte della “rivoluzione digitale”.

 

Fonte: YouTube, The Guardian

Copyright: continua la battaglia delle major contro Zediva, mentre in UK non passa il “fair use” sostenuto da Google

In un momento in cui l’offerta legale di film in streaming prende sempre più piede attraverso l’ascesa di Netflix ed altri sistemi di noleggio on line come YouTube Movies, continua ad essere controversa e sfumata la linea tra pirateria e VOD nella causa che vede contrapposti gli Studios americani al sito internet Zediva.

Lo scorso mese, le major Warner Bros, Disney, 20th Century Fox, Paramount e Universal hanno portato in tribunale la società californiana, reclamando il risarcimento danni e la chiusura del sito che chiede ai suoi utenti un contributo di 1.99 dollari per affittare film in primissima visione, cioè non ancora disponibili sulle principali piattaforme di vendita e noleggio sul web.

Un comportamento che assicura a Zediva un notevole vantaggio competitivo su Amazon, iTunes e la stessa Netflix, che ha già affrontato con molti degli Studios in causa la questione della “window” tra uscita in homevideo e uscita sul proprio catalogo, specialmente on line, stabilita per lo più a 28 giorni dalla release nei videostore.

Ora però Zediva - secondo quanto riferito da Wired - starebbe passando al contrattacco, negando l’accusa mossa dalla Motion Picture Association of America di aver infranto le regole sul copyright e richiedendo l’approvazione da parte del giudice della sua nuova tipologia di servizio.

La difesa sostiene infatti che l’offerta di Zediva consiste semplicemente nel rendere disponibili su richiesta i DVD acquistati all’ingrosso, vale a dire né più né meno di quello che fanno normalmente i videonoleggi, solo in versione digitale.

Un’ipotesi che se approvata dal punto di vista giudiziario, metterebbe con tutta probabilità a serio rischio il delicato equilibrio raggiunto tra l’industria cinematografica e il nascente business del video on demand via streaming. E che infatti viene scongiurata dalle major secondo cui il servizio messo in atto dal sito internet incriminato non può essere assimilabile all’home video in quanto costituirebbe proiezione pubblica dei film, seppure via web, e richiederebbe perciò una specifica licenza.

Intanto, sempre sul fronte del copyright, si registra in Gran Bretagna lo stop imposto dalla commissione indipendente appuntata dal Primo Ministro David Cameron, e presieduta da Ian Hargreaves, sul cosiddetto “fair use” della proprietà intellettuale su Internet, vale a dire un regime meno stringente di norme già previsto dal sistema giuridico americano e fortemente appoggiato da Google.

La notizia è apparsa su Hollywood Reporter, che sottolinea come la commissione, pur apportando una serie di proposte per la modifica delle attuali leggi inglesi sul copyright (tra cui la semplificazione, o “one-stop shop”, per l’ottenimento dei diritti sui contenuti digitali, e la rimozione delle restrizioni per le opere di natura parodistica), abbia dato parere negativo riguardo all’ipotesi di togliere ogni paletto all’utilizzo su Internet del materiale coperto da diritto d’autore, incassando ovviamente l’appoggio dell’associazione Directors U.K. e dell’intera industria culturale.

La palla passa ora al Governo britannico, ma il tema è di sicuro destinato a rimanere caldo, e non solo a Westminster.