YouTube

Le abitudini degli spettatori secondo Google

Nel 2013 il 68% dei Nordamericani (statunitensi e canadesi) pari a 228,7 milioni di persone, sono andate almeno una volta al cinema  e l’11% di loro ci sono andati almeno una volta al mese (dati MPAA). Per scandagliare le ragioni che portano questo tipo di spettatori (e non i più assidui cinefili) a scegliere il film da vedere Google ha condotto recentemente uno studio con Millward Brown Digital (lo trovate integralmente QUI).

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Lucisano Media Group si rafforza su You Tube

Lucisano Media Group (che controlla la società di produzione e distribuzione cinematografica Italian International Film) ha stretto un accordo con Yam112003, player certificato da YouTube come Multi Channel Network, per il trattamento dei diritti audiovisivi su YouTube. L’accordo affermal a società in una nota «mira da un lato a riconoscere a LMG la possibilità di monetizzare le clip di proprie produzioni pubblicate sulla piattaforma da altri utenti, attraverso l’inserimento di contenuti pubblicitari, e dall’altro a proteggere dalla pirateria i contenuti di proprietà di Lucisano Media Group presenti sul portale»

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Video, Facebook vs YouTube: la sfida corre Fast and Furious

Dopo il clamore suscitato da iniziative come l’Ice Bucket Challenge, per il social network di Zuckerberg è arrivata l’ora di affilare le lame e mostrare ai “big spender” la forza promozionale della piattaforma in fatto di video. Se appare ormai chiaro come Facebook stia puntando a erodere il primato di YouTube in quanto destinazione per il consumo e il lancio di contenuti audiovisivi,  sembra che il debutto online del nuovo trailer di Fast and Furious 7 sia servito a evidenziare il potenziale di marketing per questo tipo di materiali.

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YouTube, 1 mld dal Content ID: quando monetizzare paga più che rimuovere

Chiunque si occupi di diritto d’autore online dovrebbe avere una certa familiarità col Content ID, il sistema che dal 2007 YouTube mette a disposizione delle industrie audiovisive per rintracciare gli sfruttamenti non autorizzati dei loro contenuti da parte degli utenti della piattaforma.  Uno strumento cui normalmente si pensa in relazione all’antipirateria e alla necessità dei produttori di rimuovere i materiali illegali dal web, ma che può avere un risvolto inatteso e fruttuoso per i detentori di diritti, cioè guadagnare dall’uso spontaneo che gli youtubers fanno dei loro materiali. A sottolinearlo è stato lo stesso portale di Google, che ha dichiarato il raggiungimento di un insolito traguardo: il pagamento di un miliardo di dollari ai partner che hanno scelto di sponsorizzare tramite advertising i contenuti trovati in questo modo piuttosto che chiederne la cancellazione.

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La tv del futuro? Si guarda su YouTube

Con l’espansione dei servizi di video on demand e la loro crescente offerta di intrattenimento, anche autoprodotto, ci si aspetterebbe che fosse qualche grande portale ad abbonamento la destinazione online preferita per vedere film e serie tv. Il podio del consumo video online, compreso quello di prodotti audiovisivi classici, va invece sempre a YouTube e alla sua abbondante offerta di contenuti, ormai molto più evoluti dei filmini amatoriali di cui è composto in larga parte lo user generated content. A sostenerlo è uno studio condotto dalla Frank N. Magid Associates su un campione di 2.400 intervistati per sondarne le abitudini di consumo online in materia di programmi televisivi e cinema. Ne è emerso come il 38% dei partecipanti sia abituato a guardare la tv su YouTube, contro il 33% di Netflix, l’appena 17% di Hulu (portale sostenuto dalle principali media company americane che combina un’offerta free con una a pagamento) e il 14% di Amazon Prime.

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IN BREVE 19/06/14 – YouTube a pagamento ma senza indie; web e cinema allo Shanghai Film Fest

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: YouTube davvero pronta al lancio di un servizio modello Spotify, ma non trova l’accordo con le etichette indipendenti; piattaforme di web video protagoniste al festival di una tavola rotonda al festiva Shanghai, che quest’anno si distingue anche per la massiccia presenza di titoli italiani.

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Viacom vs. YouTube: finisce ufficialmente il contenzioso cominciato nel 2007

Pace fatta tra Google e Viacom: la querelle che oppone da ben sette anni il colosso del web e la media company alla fine si è risolta non con una sentenza, bensì con un accordo i cui termini non sono stati rivelati, ma che è comunque  destinato a rimanere storico per quanto riguarda la protezione del copyright in Rete. L’intesa, secondo fonti vicine alle due società, non implicherà alcun esborso economico da parte di Big G, citata in giudizio dalla rivale per un miliardo di dollari a causa delle violazioni al diritto d’autore praticate su YouTube.

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Disney cresce in YouTube? La major in trattative per l’acquisto di Maker Studios

Se questa settimana Warner Bros ha compiuto un piccolo passo in avanti all’interno di YouTube, finanziando con 18 milioni di dollari il canale dedicato a videogiochi e webseries Machinima, un altro grande studio hollywoodiano potrebbe incrementare in modo sostanziale la propria presenza nel portale video di Google. Si tratta di The Walt Disney Company che, secondo diverse indiscrezioni, sarebbe in trattative per un investimento di almeno 500 milioni di dollari nel network Maker Studios. Un produttore e distributore di contenuti con 5,5 miliardi di visualizzazioni al mese e 380 milioni di iscritti, divisi tra i 50 mila canali che controlloa o gestisce per conto di partner sul primo hub video al mondo.

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IN BREVE 14/02/14 – YouTube a sostegno del copyright; Clone Wars su Netflix

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: sul Blog di Google Italia, il portale video tende la mano ai detentori dei diritti; la stagione finale della serie animata targata Star Wars approda nell’on demand di Netflix.

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Social Network showdown: Facebook sempre leader nel 2013, ma Instagram cresce più velocemente

Non ci sono state grandi scosse sul podio delle piattaforme social con il maggior numero di iscritti e utenti attivi. Come mette in luce il rapporto annuale della società di ricerca GlobalWebIndex, elaborato in base alle risposte di 170 internauti provenienti da 32 Paesi, nel 2013 Facebook si è confermato il “re” del settore, sia per quanto riguarda gli account, posseduti dall’83% degli intervistati,  sia per utenti attivi (49%) e per frequenza delle visite, con oltre il 56% delle persone che vi si connette più di una volta al giorno. Come già rilevato nel corso degli scorsi mesi, c’è stata negli ultimi due trimestri dell’anno una lieve riduzione nella quota di utenti attivi, scesa del 3%, ma il social network si conferma il più popolare in tutte le aree geografiche (a esclusione ovviamente della Cina) e dimostra una buona tenuta su tutte le fasce demografiche, nonostante il target più attivo si sia recentemente rilevato quello tra i 25 e i 34 anni e non più quello adolescenziale.

social network 2013 - account e utenti attivi

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