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A Netflix un terzo del traffico web degli USA, ma cresce YouTube

Se la fruizione di video online rappresenta un vettore per l’intero consumo di banda, i servizi di VOD, nelle loro varie forme, detengono un ruolo assolutamente centrale nell’esperienza che gli utenti fanno della Rete. A confermarlo è il consueto rapporto compilato dalla società americana Sandvine e dedicato ai “Global Internet Phenomena”, che vede nuovamente Netflix in prima linea per quanto riguarda il traffico downstream registrato negli USA nelle ore di punta. Stando al tale studio, infatti, il portale di streaming on demand ne assorbe quasi un terzo (32,3%), in crescita tra l’altro di ben 35 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno passato.

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YouTube: nascono ufficialmente i canali a pagamento

Come si rumoreggiava già da inizio anno, YouTube ha infine confermato e lanciato un programma pilota che prevede l’introduzione di un abbonamento, a costo modico, per 30 53 dei canali suoi partner. I prezzi previsti per l’iscrizione partono da soli 99 centesimi al mese fino ad arrivare a 7,99 dollari, mentre la cifra media richiesta agli utenti è di 2,99 dollari. I partner del portale coinvolti nell’iniziativa spaziano da quelli operanti nello sport come UFC, a enti non-profit tipo Sesame Workshop, fino a National Geographic e a studi cinematografici come Magnolia Pictures.

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NewFronts: YouTube rivela 6 miliardi di ore di streaming al mese, mentre DreamWorks acquista il canale AwesomenessTV

Come prevedibile, anche quest’anno YouTube è stato tra i protagonisti dei Digital Content NewFronts di New York, cioè gli incontri tra i maggiori hub video online e i potenziali inserzionisti interessati a investire nella nuova frontiera dell’intrattenimento domestico e mobile. Prima di tutto, l’evento è stato l’occasione per rivelare le nuove cifre del portale controllato da Google, che oltre su un miliardo di utenti unici può contare adesso anche su un consumo di 6 miliardi di ore di contenuti al mese, esattamente il doppio rispetto a quelle dichiarate lo scorso anno nello stesso consesso. Già nel 2012, d’altra parte, la fruizione di video da parte dei suoi utenti è aumentata complessivamente del 50% e il trend non sembra accennare ad arrestarsi, in particolare tra le fasce di popolazione più giovane. Secondo le stime dello stesso portale, nella categoria 18-34 anni il consumo dell’offerta video di YouTube supererebbe addirittura quello di qualsiasi network televisivo tradizionale, seppur di grande successo.

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Viacom Vs. YouTube: nessuna violazione del copyright per il portale video

Nella battaglia delle grandi media company contro la pirateria, a segnare un punto importante stavolta è stata YouTube, che ha infine prevalso nella contesa con il colosso dell’entertainment Viacom. Si è infatti conclusa con un niente di fatto la causa da un miliardo di dollari intentata da quest’ultimo contro il portale video di Google, citato in giudizio nel 2007 con l’imputazione di aver violato deliberatamente le norme statunitensi sul diritto d’autore, permettendo ai suoi utenti di uploadare contenuti non autorizzati.

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YouTube arriva al miliardo di utenti e presenta la “Generazione C”

Le ultime stime ufficiali parlavano di oltre 800 milioni di internauti attivi mensilmente, ieri invece l’hub video più famoso del mondo ha fatto sapere di aver superato la soglia psicologica del miliardo di utenti, specificando anche come si traduca in termini pratici questo traguardo. Un tale bacino di spettatori significa, prima di tutto, che quasi la metà di chi si connette a internet visita YouTube, e che l’audience mensile del portale è dieci volte quella di un Super Bowl (l’evento più importante della stagione televisiva americana).

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Web series, la fantascienza va online su Machinima: produce Ridley Scott

La fruizione di contenuti audiovisivi online è palesemente una delle tendenze più rilevanti in corso nel mercato dell’intrattenimento. Lo hanno confermato anche le ultime rilevazioni sull’audience americana di Nielsen, in cui è stata messa per la prima volta in particolare evidenza la crescita dei nuclei familiari a “Zero-TV”. Ecco perché assume sempre più centralità anche la produzione di contenuti originali, creati appositamente per il web e per il suo pubblico, spesso con un format seriale e con il coinvolgimento di nomi rilevanti dello showbiz tradizionale. Ultimo ad aggiungersi alla lista è quello del regista Ridley Scott, che con la sua società di produzione RSA lavorerà a una serie di corti di genere fantascientifico da trasmettere direttamente su Machinima, noto canale online di YouTube rivolto in via proprietaria agli appassionati di videogiochi.

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Film piratati su YouTube? Le major non reagiscono

Se la lotta alla pirateria è un cavallo di battaglia dell’industria creativa a livello internazionale, c’è un fronte su cui le major hollywoodiane sembrano aver abbassato la guardia, ed è quello di YouTube. A denunciarlo è stato il Wall Street Journal, notando come sul portale video di Google sia facile trovare, in modo assolutamente palese, versioni anche integrali di capolavori Disney come Biancaneve, Fantasia o Peter Pan, ma anche classici di studi come Sony, MGM o Warner Bros.

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YouTube: avanti col progetto dei canali a pagamento?

Se le inserzioni pubblicitarie rappresentano ormai una parte sempre più consistente del servizio e dell’esperienza offerta da YouTube, presto il noto portale video potrebbe virare verso nuove modalità di fruizione in grado di generare un ritorno garantito sia per il sito che per gli autori dei filmati caricati in Rete. Stando a quanto riportato dal magazine Ad Age, YouTube avrebbe infatti già cominciato a contattare un numero ristretto di canali per il lancio di servizi premium. Si tratterebbe per la precisione di abbonamenti a pagamento, dal costo compreso tra 1 e 5 dollari al mese, che dovrebbero col tempo estendersi anche a forme di pay-per-view da applicare agli eventi live e alle library. Secondo tali indiscrezioni, i primi fornitori a far esordire questo tipo di contenuti saranno le grandi media company con un seguito di utenti già ben consolidato, mentre per la tempistica sembra che i canali a pagamento saranno introdotti nel secondo trimestre dell’anno.

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YouTube cancella 2 miliardi di visualizzazioni dai canali musicali di Sony e Universal: sono dei fake?

Una guerra dei click si è scatenata in Rete, o più precisamente una controversia tra chi pensa che YouTube stia semplicemente riconteggiando le views dei suoi canali, e chi invece sostiene che il portale stia mettendo in atto una politica di controllo più severa nei confronti delle finte visualizzazioni e delle attività generate da account fake, o comunque pagati per “gonfiare” le performance dei video. A scatenare la questione, le drastiche “pulizie invernali” effettuate la settimana scorsa da Google nei confronti di alcuni canali YouTube, che non solo hanno fatto crollare il numero di visualizzazioni di etichette come Sony/BMG (che ha perso più di 850 milioni di visualizzazioni), Universal (meno un miliardo) o RCA Records (meno 159 milioni), ma hanno colpito anche artisti quali Michael Jackson, Chris Brown, Beyoncé e Avril Lavigne. Parallelamente, come ha sottolineato il sito The Daily Dot, molti utenti individuali hanno cominciato a ricevere delle notifiche per violazione dei termini di servizio del portale, in particolare di quelli descritti al punto 4 sezione H, riguardanti per l’appunto metodi automatici di aumento delle visualizzazioni. L’argomento sarebbe diventato anche il tema più discusso di un blog denominato Black Hat World, dove di solito vengono scambiati consigli su come ottenere risultati in maniera non proprio lecita nel campo delle attività di SEO.

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Il 2012 di YouTube: non solo Gangnam Style

Com’era facile prevedere, nell’anno che volge al termine YouTube è stato terreno di conquista per il fenomeno Gangnam Style. La performance del cantante sudcoreano PSY si è confermata infatti il top trending video del 2012, dopo aver battuto tutti i record già un mese fa guadagnandosi il titolo di contenuto più popolare di sempre con più di 825 milioni di visualizzazioni (ormai arrivate oltre i 970 milioni). Come ha ricordato però lo stesso portale di Google attraverso due post sul suo Blog, il 2012 è stato molto di più di questo per gli 800 milioni di utenti che hanno consumato 4 miliardi di ore di video al mese.

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