<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CineGuru &#187; Vod</title>
	<atom:link href="http://cineguru.screenweek.it/tag/vod/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://cineguru.screenweek.it</link>
	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 22:32:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>VOD: vince la commedia in rosa. Le Amiche della Sposa noleggiato quasi 5 milioni di volte.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/vod-vince-la-commedia-in-rosa-le-amiche-della-sposa-noleggiato-quasi-5-milioni-di-volte-3255</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/vod-vince-la-commedia-in-rosa-le-amiche-della-sposa-noleggiato-quasi-5-milioni-di-volte-3255#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[video on-demand]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3255</guid>
		<description><![CDATA[Il film di Paul Feig, con Kristen Wiig, sbanca anche le classifiche dell'on demand e porta a casa altri 40 milioni di dollari da aggiungere alle vendite delle copie su supporto fisico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il film più visto di sempre in <strong>video on demand</strong>? Ci si potrebbe immaginare qualche grande classico o qualche super-uscita degli anni passati. Magari <a href="http://www.screenweek.it/film/2984-Il-cavaliere-oscuro" target="_blank"><em>Il Cavaliere Oscuro</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22131-Transformers-3" target="_blank"><em>Transformers 3</em></a>, qualche<em> Harry Potter</em> o via dicendo. E invece no: secondo la società specializzata in analisi del mercato del <strong>VOD</strong>, <strong>Rentrak’s OnDemand Essentials</strong>, la corona va a una commedia, e non una di quelle adolescenziali che ci si aspetterebbe di veder scaricata in massa da un pubblico prevalentemente maschile in età non troppo avanzata. Il titolo in questione è infatti <em>Bridesmaids</em>, conosciuto in Italia con il nome di <a href="http://www.screenweek.it/film/24915-Le-amiche-della-sposa" target="_blank"><em>Le Amiche della Sposa</em></a>, risposta femminile alla comicità demenziale che è stata uno dei maggiori successi della passata stagione cinematografica per <strong>Universal</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3256" title="bridesmaids-movie-mccarty" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/bridesmaids-movie-mccarty.jpg" alt="" width="410" height="599" /><br />
<span id="more-3255"></span><br />
<br/><br />
Stando ai dati diffusi da <strong>Rentrak</strong>, il film diretto da <strong>Paul Feig</strong> è stato noleggiato <strong>4,8 milioni di volte in circa quattro mesi</strong>, battendo ogni record finora raggiunto nel settore dell&#8217;on demand. Ne deriverebbero<strong> 40 milioni di dollari</strong>, raccolti tra copie digitali, pay-per-view, noleggi effettuati in camere d&#8217;albergo e VOD online. Non è la prima volta, d&#8217;altra parte, che il film stupisce per i suoi risultati. Sarà forse per questa sua natura ibrida di commedia sentimentale e scatologica o per la firma &#8211; come sceneggiatrice e attrice protagonista &#8211; della star del <em>Saturday Night Live</em> <strong>Kristen Wiig</strong>, ma <em>Le Amiche della Sposa</em> ha costituito un vero e proprio &#8220;caso&#8221; cinematografico nel 2011, avendo raccolto al botteghino USA la cifra assolutamente inaspettata di <strong>169 milioni di dollari</strong> (288 in tutto il mondo). È poi seguito il buzz legato alla <strong>Awards Season</strong> e infine le nomination all&#8217;<strong>Oscar</strong>: ben due, una per la miglior attrice non protagonista <strong>Melissa McCarthy</strong> e un&#8217;altra per la sceneggiatura originale, scritta a quattro mani da <strong>Annie Mumulo</strong> e dalla stessa <strong>Wiig</strong>. Nel settore dell&#8217;home video, il titolo ha riscosso uguali consensi, con circa 100 milioni realizzati dalle vendite nei soli Stati Uniti e, come vi abbiamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/redbox-come-incide-la-finestra-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3168" target="_blank">anticipato a gennaio</a>, la conquista del &#8220;podio&#8221; tra i film più noleggiati presso i distributori <strong>Blockbuser Express</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/bridesmaids-biggest-vod-kristen-wiig-universal-288163" target="_blank"><em>Hollywood Reporter</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/vod-vince-la-commedia-in-rosa-le-amiche-della-sposa-noleggiato-quasi-5-milioni-di-volte-3255/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parte la serie di Netflix, Lilyhammer, ma il portale si rifiuta di rendere pubblico il numero di visualizzazioni.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/parte-la-serie-di-netflix-lilyhammer-ma-il-portale-si-rifiuta-di-rendere-pubblico-il-numero-di-visualizzazioni-3253</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/parte-la-serie-di-netflix-lilyhammer-ma-il-portale-si-rifiuta-di-rendere-pubblico-il-numero-di-visualizzazioni-3253#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>
		<category><![CDATA[Lilyhammer]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3253</guid>
		<description><![CDATA[Con la "messa in onda", o meglio in streaming, del suo primo serial, la compagnia compie un passo importante nella competizione con i grandi network. Ma si rifiuta di calcolare l'audience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In diretta concorrenza con le tv americane via cavo e con il servizio di streaming di <strong>HBO</strong>, <strong>Netflix</strong>  dovrà presto  affrontare anche il nuovo soggetto che nascerà dall&#8217;<strong>alleanza tra Verizon e RedBox</strong> (l&#8217;articolo <a title="Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD." href="http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247" target="_blank">qui</a>). Il portale <strong>VOD</strong> intanto lancia l&#8217;offensiva con la sua prima serie autoprodotta, <em>Lilyhammer</em>, ma si rifiuta di rilasciare i dati di ascolto perché non c&#8217;è alcun inserzionista cui rendere conto dell&#8217;audience.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3254" title="lilyhammer_netflix" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/lilyhammer_netflix.jpg" alt="" width="525" height="262" /><br />
<span id="more-3253"></span> Come abbiamo avuto <a title="2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?" href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159" target="_blank">già modo di sottolineare</a>, la mossa di mettere in programma <strong>contenuti originali</strong> è di fondamentale importanza per <strong>Netflix</strong>, sia al fine di affrancarsi dal &#8220;ricatto&#8221; delle major e dei network con cui vuole competere, sia per non restare indietro rispetto a soggetti come <strong>YouTube</strong>, che ha già <a title="E il mondo si chiede: YouTube diventerà una TV?" href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/e-il-mondo-si-chiede-youtube-diventera-una-tv-2822" target="_blank">lanciato la sfida</a> a tutta la tv tradizionale con la messa in produzione di propri canali tematici con nomi quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>. La compagnia guidata da <strong>Reed Hastings</strong> ha cominciato invece meno in pompa magna, con un semplice serial (il prodotto d&#8217;altra parte più gradito dai suoi utenti) dal titolo <em>Lilyhammer</em>, con protagonista l’attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di Bruce Springsteen <strong>Steven Van Zandt</strong>. I suoi otto episodi sono stati messi online tutti contemporaneamente a partire da lunedì, e ci si aspettava che <strong>Netflix</strong> comunicasse qualche dato sulle visualizzazioni, ma così non è stato.<br />
</br><br />
<em>&#8220;Alcuni iscritti lo hanno amato così tanto da aver già visto tutti e otto gli episodi&#8221;</em>, si è limitato a dichiarare <strong>Ted Sarandos</strong>, responsabile dei contenuti del portale VOD, ricordando altresì che<em> &#8220;Netflix ha oltre 23 milioni di utenti e tutti avranno la possibilità di scoprire Lilyhammer, non solo in questi giorni ma per gli anni a venire&#8221;</em>. Col tempo, continua Sarandos, <em>&#8220;altri membri ne verranno a conoscenza grazie al passaparola degli amici o ai suggerimenti del nostro motore di ricerca&#8221;</em>, per cui non avrebbe senso sbandierare i dati di ascolto. &#8220;<em>Il nostro obiettivo è di dare alle persone la possibilità di scegliere, in modo che possano godere di film e programmi tv nel modo che più preferiscono, un episodio alla volta, tutti insieme, in salotto o sull&#8217;iPad&#8221;</em>, senza contare &#8211; punto fondamentale &#8211; che non ci sono pubblicità all&#8217;interno della serie, per cui <strong>Netflix</strong><em> &#8220;non deve misurare l&#8217;audience per gli inserzionisti, deve solo offrire un grande spettacolo ai propri utenti&#8221;</em>.<br />
</br><br />
Ragionamento apparentemente impeccabile, ma resta il dubbio: se si fosse trattato di milioni di spettatori, siamo proprio sicuri che Ted Sarandos non avrebbe avuto nemmeno la tentazione di comunicarlo al mercato? Ad ogni modo, come riferisce lui stesso  in un <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">post</a> sul blog di <strong>Netflix</strong>, <em>Lilyhammer</em>, che parla dell&#8217;esilio in Norvegia di un pentito di mafia in fuga dal boss tradito, è in onda anche sulla <strong>tv norvegese</strong>, dove è alla sua terza settimana di programmazione. E lì, assicura il Chief Content Officer, il serial è <strong>un successo sensazionale</strong>, con 1,2 milioni di spettatori su una popolazione complessiva di 5 milioni di persone, il che ne fa in assoluto la serie più vista nella storia del Paese. Che <strong>Netflix</strong> abbia già trovato il prossimo mercato europeo (dopo Inghilterra e Irlanda) in cui lanciare il proprio servizio di streaming?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.thewrap.com/media/article/netflix-wont-release-ratings-lilyhammer-ted-sarandos-explains-35169" target="_blank">The Wrap</a>, <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">Netflix</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/parte-la-serie-di-netflix-lilyhammer-ma-il-portale-si-rifiuta-di-rendere-pubblico-il-numero-di-visualizzazioni-3253/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[OT]]></category>
		<category><![CDATA[home video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[RedBox]]></category>
		<category><![CDATA[Verizon]]></category>
		<category><![CDATA[video on-demand]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3247</guid>
		<description><![CDATA[Il provider e la catena di distributori automatici di DVD e Blu-ray si alleano per conquistare il mercato dello streaming e de noleggio per corrispondenza, finora capeggiato da Netflix. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indiscrezione era già trapelata a metà dicembre (il nostro articolo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-e-redbox-ruomors-sullalleanza-che-potrebbe-competere-con-lo-streaming-di-netflix-3031">qui</a>), ma ora è stato confermato da entrambi i soggetti interessati: il provider di Internet, tv e telefonia <strong>Verizon</strong> e i <strong>distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong> stanno mettendo a punto una partnership pronta a sfidare <strong>Netflix</strong> su entrambi i suoi segmenti di mercato: sia quello del <strong>video on demand</strong> che dell&#8217;<strong>home video</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3252" title="Redbox-Verizon" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Redbox-Verizon.jpg" alt="" width="597" height="337" /></p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-3247"></span></p>
<p>Se il CEO del celebre portale, <strong>Reed Hastings</strong>, continua a ribadire la volontà di affrancarsi dal business legato alle copie fisiche, sembra invece che la nuova<strong> joint venture</strong> intenda concentrarsi <strong>sia sullo streaming che sul noleggio per corrispondenza</strong>, con la differenza che per la restituzione i clienti potranno usare i <strong>chioschi di RedBox</strong> diffusi su tutto il territorio statunitense. Entrambi i servizi saranno ad abbonamento, ma nel comunicato stampa ufficiale le due compagnie hanno rimandato ulteriori dettagli (come prezzo, titoli disponibili e funzionamento delle sottoscrizioni) a data da definirsi. La partnership dovrebbe comunque diventare operativa nella seconda parte dell&#8217;anno e vedrà la creazione di un&#8217;apposita società da 450 milioni di dollari, detenuta al 65% da <strong>Verizon</strong>.<br />
<br/><br />
<em>&#8220;Se pensate all&#8217;esperienza che entrambe le parti portano alla joint venture, al potere dei due marchi, alla diffusione capillare dei distributori automatici, alla nostra presenza ovunque e in qualsiasi momento e all&#8217;impegno di entrambi nell&#8217;innovazione a vantaggio del consumatore, è chiaro come Verizon e RedBox costituiscano un&#8217;ottima squadra nel campo dell&#8217;entertainment&#8221;</em>, ha detto a proposito<strong> Bob Mudge</strong>, responsabile dell&#8217;area Consumer &amp; Mass Business Markets di <strong>Verizon</strong>. E la nuova partnership, secondo un&#8217;analisi citata da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em>Hollywood Reporter</em></a><em>,</em> potrebbe in effetti risultare estremamente concorrenziale non solo per <strong>Netflix</strong> ma anche per gli operatori via cavo e via satellite statunitensi, dovendo in teoria consentire  l&#8217;introduzione di pacchetti di servizi over-the-top difficilmente replicabili da altri competitor. <strong>Verizon</strong> è infatti un player rilevante non solo nel campo della banda larga e della telefonia, ma anche della <strong>connected tv</strong>, e ha <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/mtv-hbocnn-e-tanti-altri-canali-tv-su-xbox-360-2977">recentemente aumentato la propria offerta di canali</a> grazie a un accordo con la <strong>Xbox di Microsoft</strong>.<br />
<br/><br />
La sfida, quindi, si sposta un&#8217;altra volta sul piano dei contenuti. <em>&#8220;I consumatori fanno riferimento a RedBox per i film di nuova uscita, e questa alleanza ci permetterà di aumentare il valore aggiunto della nostra offerta con più contenuti e maggior flessibilità nei canali di fruizione&#8221;</em>, ha detto <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante dei chioschi, <strong>Coinstar</strong>. Ma è proprio questo il punto più controverso su cui si concentra l&#8217;attenzione degli analisti: è di pochi giorni fa la conferma definitiva che <strong>RedBox non rinnoverà l&#8217;intesa con Warner Bros</strong> dopo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166">la richiesta della major</a> di raddoppiare (56 giorni) la windows per l&#8217;uscita dei film in noleggio. Condizione finora accettata solo da <strong>Netflix</strong>, probabilmente proprio in virtù dell&#8217;intenzione di dismettere progressivamente il business non legato allo streaming. La notizia, comunque, ha fatto prevedere a molti tempi duri per i distributori automatici di DVD e Blu-ray, nel caso altri Studios dovessero allinearsi con la scelta di Warner.<br />
<br/><br />
Nati con il costo estremamente conveniente di 1 dollaro al giorno (prezzo solo lievemente aumentato a fine 2011), i chioschi dal tipico colore rosso sono infatti sempre stati osteggiati dalle major, che vi intravedono una svalutazione del proprio prodotto. Tanto che molte stanno cercando di virare piuttosto sul <strong>VOD</strong>, in particolare attraverso la sperimentazione di servizi premium a prezzo maggiorato (fronte su cui si scontrano però con l&#8217;opposizione degli esercenti). Difficile dunque prevedere come si inserirà la nuova joint venture in questo contesto, soprattutto finché non sarà definita la portata di un altro mercato nascente come quello delle tv connesse in Rete.<br />
<br/></p>
<p>Fonte:<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em> Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204662204577201343790367680.html?mod=googlenews_wsj"><em>Wall Street Journal</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook, da Abduction a Spartacus, piace sempre di più a Studios e TV.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/facebook-da-abduction-a-spartacus-piace-sempre-di-piu-a-studios-e-tv-2-3234</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/facebook-da-abduction-a-spartacus-piace-sempre-di-piu-a-studios-e-tv-2-3234#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Abduction]]></category>
		<category><![CDATA[day-and-date]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Lionsgate]]></category>
		<category><![CDATA[Milyoni]]></category>
		<category><![CDATA[Spartacus: Vengeance]]></category>
		<category><![CDATA[Starz]]></category>
		<category><![CDATA[streaming online]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3234</guid>
		<description><![CDATA[La serie di Starz e il film Lionsgate sbarcano sul social network in "day-and-date" con le release in tv e in home video, con risultati che fanno ipotizzare un ulteriore sviluppo del VOD social. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi abbiamo <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2967" target="_blank">già parlato</a> di come sempre più produzioni indipendenti trovino uno sbocco ideale nel <strong>VOD</strong>, sia online che tramite i canali della tv tradizionale, e in particolar modo nel VOD cosiddetto <em>day-and-date</em>, cioè reso disponibile agli utenti nello stesso giorno dell&#8217;uscita sul grande schermo. Bene, ora il fenomeno sembra in via di espansione anche su <strong>Facebook</strong>, il popolare social network che si prepara a sbarcare in Borsa, e che a tal fine ieri ha reso noto un dossier in cui si parla di quasi <strong>850 milioni di utenti</strong> mensili e di un fatturato vicino ai <strong>quattro miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3235" title="abduction-movie" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/abduction-movie.jpg" alt="" width="550" height="272" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3234"></span>Cifre roboanti a parte, in materia di film e più in generale di prodotti audiovisivi, non è la prima volta che entra in gioco la creatura di <strong>Mark Zuckerberg</strong>: è passato poco meno di un anno, infatti, da quando <strong>Warner Bros</strong> ha cominciato a usare <strong>Facebook</strong> per offrire alcuni dei propri titoli in <strong>streaming online</strong>, a partire da uno dei suoi più grandi successi degli ultimi anni, <em>Il Cavaliere Oscuro</em>. La novità sta dunque nel fatto che adesso il social network sia stato scelto dalla casa cinematografica <strong>Lionsgate</strong> e dalla tv premium <strong>Starz </strong>per lanciare due titoli in contemporanea rispettivamente all&#8217;uscita in home video e sul piccolo schermo. </p>
<p><strong>Starz</strong> ha addirittura anticipato di una settimana la trasmissione del primo episodio del suo serial peplum <em>Spartacus: Vengeance</em>, anche se in realtà più che un vero e proprio noleggio via <strong>Facebook</strong> si parla di un&#8217;anteprima a scopo promozionale. Il risultato però, come riporta <a href="http://www.homemediamagazine.com/streaming/facebook-adding-studio-friends-26255" target="_blank"><em>Home Media Magazine</em></a>, sembra essere stato comunque molto soddisfacente, con più spettatori di tutti quelli che avevano visto in digitale la prima stagione, <a href="http://www.episode39.it/shows/236-Spartacus-Gli-dei-dellarena" target="_blank"><em>Spartacus: Blood and Sand</em></a>, distribuita lungo ben tredici settimane. Secondo il vice presidente senior di <strong>Starz</strong>, <strong>Kelly Bumann</strong>, al successo dell&#8217;anteprima ha contribuito soprattutto la base di quasi due milioni e mezzo di fan che il telefilm ha su <strong>Facebook</strong>: <em>&#8220;Dar loro un assaggio è sicuramente servito, e abbiamo intenzione di rifarlo&#8221;</em>. <a href="http://www.screenweek.it/film/24121-Abduction-%E2%80%93-Riprenditi-la-tua-vita" target="_blank"><em>Abduction</em></a>, il thriller <strong>Lionsgate</strong> con la star di <em>Twilight</em> <strong>Taylor Lautner</strong>, è uscito sul social network a metà gennaio, in <em>day-and-date</em> con i dischi home video, e stando al vice presidente esecutivo del marketing dello studio cinematografico, <strong>Anne Parducci</strong>, è stato &#8220;<em>un buon inizio</em>&#8220;, grazie alla peculiarità di <strong>Facebook</strong>, che consente di <em>&#8220;vedere il film e interagire al contempo con gli amici, ed è solo l&#8217;inizio di una nuova concezione social con cui dobbiamo cominciare a confrontarci sin da adesso&#8221;</em>.<br />
<br/><br />
<em> &#8221;In teoria non c&#8217;è nessun motivo per cui Facebook non debba diventare un vero canale premium in futuro, in diretta concorrenza con Netflix o reti come Showtime&#8221;</em>, aggiunge l&#8217;analista del <strong>NPD Group</strong>, <strong>Russ Crupnick</strong>, secondo cui il fenomeno riceverà una spinta decisiva con la diffusione delle<strong> tv connesse a Internet</strong>. &#8220;<em>C&#8217;è un pubblico di massa che segue i talent sul social network, perciò l&#8217;opportunità di indirizzare i fan, per esempio, di Clooney o Claire Danes verso i loro film in uscita mostra dell&#8217;enorme potenziale&#8221;</em>. E questi sviluppi potrebbero non fermarsi ai prodotti cinematografici. Stando a <strong>Dean Alms</strong> di <strong>Milyoni</strong>, la società che ha sviluppato le pagine <strong>Facebook</strong> da cui fruire lo streaming di più di una dozzina tra major e distribuzioni indipendenti, a partire da questo mese i suoi utenti avranno a disposizione anche diverse serie tv. Ma c&#8217;è ancora riserbo su quali saranno i titoli che cominceranno a colonizzare l&#8217;universo social.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.homemediamagazine.com/streaming/facebook-adding-studio-friends-26255" target="_blank">Home Media Magazine</a>, <a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/facebook-files-5b-ipo-8th-anniversary-sits-4b-cash-35011" target="_blank">The Wrap</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/facebook-da-abduction-a-spartacus-piace-sempre-di-piu-a-studios-e-tv-2-3234/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix affronta la class action degli azionisti, ma è primato nel VOD.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-affronta-la-class-action-degli-azionisti-ma-e-primato-nel-vod-3217</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-affronta-la-class-action-degli-azionisti-ma-e-primato-nel-vod-3217#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[home video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[on demand]]></category>
		<category><![CDATA[Playstation Vita]]></category>
		<category><![CDATA[RedBox]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3217</guid>
		<description><![CDATA[Gli investitori citano in giudizio il management per la perdita di valore in Borsa, ma il titolo cresce grazi ai risultati di una ricerca NPD Group secondo cui la società detiene il 55% del mercato dello streaming on demand a pagamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può certo dire che sia un periodo tranquillo per <strong>Netflix</strong>: dall&#8217;apertura del servizio in <strong>Inghilterra e Irlanda</strong>, fino allo sbarco su <strong>Playstation Vita</strong> e alla nuova window imposta da <strong>Warner</strong> <strong>Bros</strong> per il noleggio dei suoi film in DVD e Blu-ray, la compagnia di Los Gatos ha vissuto un inizio anno decisamente movimentato. Partiamo dalle ultime notizie, cioè le <strong>dimissioni del Chief Marketing Officer</strong>, <strong>Leslie Kilgore</strong>, di cui ancora non si conosce il sostituto. La sua è la prima &#8220;testa&#8221; a cadere dopo un evento ben più rilevante, cioè la <strong>class action lanciata da un gruppo di azionisti</strong>, che evidentemente hanno deciso di non sottostare passivamente al crollo della società in Borsa causato dall&#8217;aumento dei prezzi partito a luglio e dalla decisione &#8211; poi abbandonata &#8211; di separare il business dello streaming da quello del noleggio per corrispondenza delle copie fisiche di film e serie tv. Il <strong>CEO Reed Hastings</strong>, non è un mistero, cerca da tempo ormai di spostare <strong>Netflix</strong> in via definitiva sul <strong>VOD</strong>, per competere con le grandi tv statunitensi, ma il processo si è dimostrato più lungo e complicato del previsto, e poco gradito ai consumatori americani ancora affezionati al noleggio per posta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1612" title="netflix_menu20100901.jpg" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/01/netflix_menu20100901.jpg" alt="" width="484" height="344" /><br />
<span id="more-3217"></span></p>
<p>Risultato? Nel clamoroso terzo trimestre del 2011 la compagnia ha perso quasi un milione di utenti e il valore delle sue azioni è passato da 300 a una media di 70-80 dollari, con ripercussioni evidenti sugli investitori. Ora alcuni di loro hanno citato in giudizio i vertici della società, accusandoli di aver trasmesso al mercato informazioni false e ingannevoli sulle proprie strategie e sui contratti firmati con gli Studios, in modo da gonfiare il prezzo delle azioni. Secondo il quadro disegnato dai sostenitori della class action, <strong>Netflix</strong> avrebbe saputo che molti degli accordi con i suoi fornitori di contenuti erano in scadenza e che avrebbe dovuto rinnovarli a prezzo ben più alto, e avrebbe perciò tentato di reperire liquidità in Borsa, salvo poi veder crollare il titolo una volta rivelate le intenzioni del management. Di certo non si tratta di una notizia positiva, ma per il momento <strong>Netflix</strong> l&#8217;ha superata senza un graffio: merito di una <strong>ricerca sul settore dell&#8217;home video</strong> e del <strong>VOD</strong> condotta da <strong>NPD Group</strong>, che ha rivelato come la compagnia di Los Gatos sia il<strong> leader assoluto dell&#8217;on demand a pagamento negli Stati Uniti</strong>. La sua quota di mercato avrebbe subito una flessione di quattro punti percentuali a causa dell&#8217;aumento del prezzo del servizio, ma si tratterebbe comunque di un passaggio<strong> dal 59 al 55%</strong>, che non intaccherebbe perciò il suo primato nello streaming di contenuti audiovisivi digitali. Anche la sua posizione nel settore del<strong> noleggio delle copie fisiche</strong> rimarrebbe <strong>stabile</strong> al 30% di un mercato la cui nuova leadership spetta invece a <strong>RedBox</strong>, descritta come il principale beneficiario della crisi delle videoteche.</p>
<p>Sempre la ricerca di <strong>NPD Group</strong> mette però in luce come il vero motore del cambiamento nel mercato dell&#8217;home video sia proprio  l&#8217;<strong>on demand</strong>, con sempre più consumatori intenti ad attrezzarsi per accedere ai servizi di streaming, e non stupisce che dopo la pubblicazione di questi dati, le azioni di <strong>Netflix</strong> siano tornate a salire superando nuovamente la soglia dei 100 dollari. In questo scenario, inoltre, appare meno critica sia la class action, sia il raddoppio della window imposto da <strong>Warner Bros</strong> per l&#8217;<strong>affitto di DVD e Blu-ray</strong>, che ora la compagnia di Los Gatos non potrà offrire in noleggio prima di 56 giorni dalla loro uscita per la vendita. <strong>Netflix</strong> si era guadagnata più di qualche biasimo per aver accettato queste condizioni, rifiutate con decisione da competitor come appunto <strong>RedBox</strong> e <strong>BlockBuster</strong>. L&#8217;alternativa sarebbe stata però acquistare a prezzo maggiorato i dischi da rivenditori autorizzati,andando a rinforzare le tesi di chi accusa la compagnia di pagare troppo i propri contenuti. E considerando quanto Hastings abbia sottolineato la minor importanza del noleggio per posta rispetto allo streaming, il nuovo accordo con Warner non sembra incoerente con la strategia perseguita fino ad ora. Che poi dia i suoi frutti, è da vedere: certamente, è questo il campo in cui <strong>Netflix</strong> viene inseguita dai concorrenti.</p>
<p>Il servizio di streaming dei grandi network, <strong>Hulu</strong>, ha infatti annunciato la produzione in proprio di una serie tv, dopo che <strong>Netflix</strong> ne ha messe in programma ben due originali e non acquistate dai broadcaster tradizionali. All&#8217;ultimo CES <strong>Netflix</strong> ha annunciato la partnership con <strong>Playstation Vita</strong>, e l&#8217;inglese <strong>LoveFilm</strong> ha risposto con un&#8217;app per la smart tv <strong>LG</strong>.  La società di <strong>Hastings</strong> continua dunque a essere un trend setter, la sfida sarà dimostrarsi all&#8217;altezza degli obiettivi preposti, cioè battere le emittenti come HBO e tutti gli altri competitor anticipandoli nella corsa al mercato del <strong>VOD</strong> e, probabilmente, delle <strong>tv connesse in Rete</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.thewrap.com/movies/article/netflix-shakes-marketing-team-34637">The Wrap</a></em>,  <a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-20/netflix-rises-5-after-report-on-market-share-los-angeles-mover.html"><em>The Business Week</em></a>, <a href="http://feedproxy.google.com/~r/slashfilm/~3/Mc9rg0TWMFM/"><em>SlashFilm</em> </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-affronta-la-class-action-degli-azionisti-ma-e-primato-nel-vod-3217/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Blu-ray: negli USA le vendite crescono del 20% e superano i due miliardi di dollari [aggiornato]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/blu-ray-negli-usa-le-vendite-crescono-del-20-e-superano-i-due-miliardi-di-dollari-3185</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/blu-ray-negli-usa-le-vendite-crescono-del-20-e-superano-i-due-miliardi-di-dollari-3185#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[DVD e Blu-ray]]></category>
		<category><![CDATA[home video]]></category>
		<category><![CDATA[UltraViolet]]></category>
		<category><![CDATA[video on-demand]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3185</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2011 le vendite dei Blu-ray segnano un +20%, ancora cali invece per il mercato complessivo dell'home video, sotto del 2%. Harry Potter il titolo più venduto dell'anno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anni che il mercato dell&#8217;<strong>home video</strong> subisce forti contrazioni, sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale, ma il 2011 potrebbe finalmente segnare un punto di svolta nel trend negativo. A renderlo noto è il <strong>DEG &#8211; Digital Entertainment Group</strong>, sorta di consorzio delle industrie americane del settore, che ieri ha rivelato i dati relativi all&#8217;ultima annata per <strong>DVD e Blu-ray</strong>, mettendo in luce una crescita evidente nel campo dell&#8217;alta definizione.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3186" title="blu-ray" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/blu-ray-1024x576.jpg" alt="" width="599" height="337" /><br />
<span id="more-3185"></span></p>
<p>Sostenuti non solo dalla diffusione degli apposti lettori ma anche da quella delle <strong>televisioni digitali in HD</strong>, le <strong>vendite dei Blu-ray</strong> hanno infatti conosciuto un<strong> incremento di 20 punti percentuali</strong> rispetto al 2010, superando per la prima volta la soglia dei <strong>due miliardi di dollari</strong>. Anche la spesa complessiva per il consumo domestico di prodotti audiovisivi avrebbe registrato un lieve incremento dell&#8217;1% nella seconda parte dell&#8221;anno, sorretta in particolare dal buon andamento di quel terzo trimestre che con il suo incremento del 5% ha fatto tornare il segno più per la prima volta dal 2008. A rinforzare il mercato, sottolinea tuttavia <strong>DEG</strong>, <strong>non c&#8217;è solo l&#8217;alta definizione</strong> ma tutti i nuovi canali di fruizione di film e contenuti video, cioè <strong>VOD</strong> e <strong>download</strong>, rispettivamente in aumento del 7 e del 9%. Ieri è arrivata anche la <a href="http://www.marketwatch.com/story/ultraviolet-attracts-more-than-750000-households-in-first-three-months-2012-01-10" target="_blank">notizia</a> che sono<strong> più di 750 mila</strong> i nuovi utenti  di <strong>UltraViolet</strong>, il sistema cloud per lo storage della propria library digitale online, lanciato a ottobre dopo tre anni di preparazione e fortemente sostenuto da molte major quale alternativa più flessibile e più sicura (dal punto di vista del copyright, ovviamente) alla copia digitale. Secondo<strong> DEG,</strong> comunque, saranno più di 100 i titoli resi disponibili per la &#8220;nuvola&#8221; nel 2012, e che alle divisioni Home Entertainment di<strong> Warner, Sony e Universal</strong> si aggiungerà presto anche <strong>Paramount</strong>.</p>
<p>Altro dato positivo è la crescita sostenuta del numero di famiglie dotate dei <strong>lettori</strong> per la visione in HD, che ora raggiungono <strong>40 milioni di case</strong> statunitensi, con un salto nella penetrazione del Blu-ray di 38 punti percentuali.  Buona anche le performance dei dischi in <strong>3D</strong>, la cui disponibilità si è triplicata rispetto al 2010. Ancora migliori i dati riguardanti i<strong> televisori in alta definizione</strong>: nel 2011 sono stati venduti <strong>27 milioni di esemplari</strong>, con una diffusione che ora riguarda 74 milioni e mezzo di nuclei famigliari, ovviamente sempre negli USA.</p>
<p>Fin qui le buone notizie. Meno soddisfacenti, ma comunque sostanzialmente stabili,<strong> i risultati complessivi</strong> del comparto, che hanno visto <strong>contrarsi del 2%</strong> i ricavi provenienti dalla vendita e dal noleggio di Blu-ray, DVD e copie digitali, per un totale di<strong> 18,04 miliardi di dollari</strong> rispetto ai 18, 43 dell&#8217;anno precedente. La spesa dei consumatori in copie fisiche è passata poi dai 10 miliardi e mezzo del 2010 agli 8,95 del 2011, con un decremento maggiore del 13%. Il settore del <strong>noleggio</strong> ha fatto registrare perdite meno significative, pari a tre punti percentuali, per un totale di <em>7,54 miliardi dollari</em>, con un calo che si concentra principalmente sulle videoteche (-28%), mentre cresce ancora (31%) il business dei <strong>distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong>, principalmente <strong>RedBox</strong>.</p>
<p>Interessante infine la<strong> crescita del ramo &#8220;digitale&#8221;</strong> dell&#8217;home video: la spesa per le copie senza supporto fisico è cresciuta del <strong>51%</strong> arrivando a toccare <strong>3,42 miliardi di dollari</strong> rispetto ai 2,26 del 2010. La fetta più grande della torta è da attribuire al <strong>video on demand</strong> (1,87 miliardi), seguito dai nuovi abbonamenti ai servizi di streaming (circa 993 milioni e mezzo) e dalle copie digitali, che invece hanno ottenuto il risultato meno entusiasmante di circa 553 milioni di dollari.</p>
<p><strong>DEG</strong> ha anche rilasciato una classifica dei <strong>titoli più venduti del 2011</strong>, senza però specificare le cifre incassate da ciascun film:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3187" title="titoli home video più venduti 2011 DEG" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/titoli-home-video-pi%C3%B9-venduti-2011-DEG.jpg" alt="" width="379" height="234" /></p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.forbes.com/sites/johngaudiosi/2012/01/10/ces-2012-blu-ray-discs-break-2-billion-barrier-for-first-time-in-2011/">Forbes</a>, <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/blu-ray-harry-potter-280185?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+%28The+Hollywood+Reporter+-+Business%29">Hollywood Reporter</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/blu-ray-negli-usa-le-vendite-crescono-del-20-e-superano-i-due-miliardi-di-dollari-3185/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix apre i battenti in GB e Irlanda. Parte la concorrenza con LoveFilm.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[LoveFilm]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3173</guid>
		<description><![CDATA[Decine di miglia di ore di nuovi contenuti in arrivo per gli utenti dei due Paesi europei, mentre il competitor inglese lancia il contrattacco abbassando i prezzi dello streaming.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sbarco era già stato annunciato, rimaneva un certo riserbo riguardo a tempi e contenuti. Ma nella corsa a solidificare le basi del proprio business, la compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> non ha perso tempo e ha annunciato oggi l&#8217;attivazione del servizio di <strong>streaming VOD nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, svelando infine anche quali saranno i <strong>contenuti</strong> messi a disposizione del nuovo pubblico europeo. Oltre ai già noti accordi con <strong>BBC WorldWide</strong>, <strong>MGM</strong>, <strong>Lionsgate</strong> e <strong>Moviemax</strong>, <strong>Netflix</strong> ha anche <a href="http://www.marketwatch.com/story/netflix-launches-in-the-united-kingdom-and-ireland-2012-01-09">annunciato</a> tra i propri fornitori le major <strong>Disney UK &amp; Ireland, Paramount, Sony Pictures Entertainment e 20th Century Fox</strong>, più <strong>NBCUniversal</strong> (controllante di <strong>Universal Pictures</strong>), <strong>Momentum Pictures, Viacom International Media Networks, All3Media, BBC, CBS, Channel 4&#8242;s 4oD</strong> e <strong>ITV</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3174" title="Netflix-UK-Irlanda" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Netflix-UK-Irlanda.png" alt="" width="597" height="372" /></p>
<p><span id="more-3173"></span></p>
<p>Una risposta a tono rispetto alle ultime mosse del suo competitor britannico, che non più tardi del 6 gennaio aveva ufficializzato una nuova partnership con il servizio VOD di <strong>ITV</strong> e con <strong>BBC Worldwide</strong>, tanto che ora, secondo il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/c0af66a8-3aa4-11e1-be4b-00144feabdc0.html#axzz1ixdXvnoG"><em>Financial Times</em></a>, la battaglia si è spostata quasi completamente sul fronte dei <strong>prezzi</strong>. <strong>Netflix</strong> offrirà il suo servizio di streaming per circa <strong>sei sterline al mese</strong>, e sarà fruibile su tutti i dispositivi connessi in Rete comprese s<strong>mart tv, console per videogame, smartphone e tablet</strong>. La compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> ha inoltre previsto <strong>un mese di prova gratuito</strong> ottenibile andando sul sito <a href="https://signup.netflix.com/global">Netflix.com</a>, mentre per ora non c&#8217;è traccia del servizio di noleggio via posta delle copie fisiche di film e serial. La sua controparte <strong>LoveFilm</strong>, proprietà <strong>Amazon</strong>, si è preparata al contrattacco riducendo il costo dei servizi di &#8220;Instant&#8221; VOD e offrendo un prezzo agevolato di circa <strong>5 sterline</strong> per chi sottoscriverà un abbonamento mensile allo streaming online senza richiedere l&#8217;invio per posta di DVD e Blu-ray. Inoltre, sottolinea il <em>Financial Times</em>, in confronto agli Stati Uniti  <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare maggiore concorrenza da parte delle<strong> pay-tv</strong>, in particolare <strong>Sky</strong> e <strong>Virgin</strong>, oltre che da parte delle grandi catene retail come <strong>HMV</strong> e <strong>Tesco</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="http://www.pcpro.co.uk/news/372064/netflix-uk-launch-marred-by-facebook-backlash"><em>PcPro.uk</em></a>, sembra che la società californiana abbia già suscitato le rimostranze di vari utenti per la scarsa chiarezza delle condizioni per il mese di prova gratuito, soprattutto per quel che concerne l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong> e la privacy. Il sito scrive che molti temono la condivisione sul social network delle informazioni riguardo ai contenuti visualizzati su <strong>Netflix</strong>: curioso, dato che negli USA le opzioni <em>social</em> vengono solitamente annoverate tra i vantaggi dei nuovi servizi VOD, anche quelli offerti direttamente dalle major sulle proprie pagine. D&#8217;altra parte sembra inevitabile che con l&#8217;arrivo di un nuovo player di tal peso si creino nuovi apocalittici e nuovi integrati, ma per avere riscontri più precisi bisognerà aspettare il responso del primo mercato scelto dalla compagnia per l&#8217;espansione oltre l&#8217;Atlantico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Warner Bros potrebbe allungare la window per il noleggio home video, ma senza il placet di RedBox</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CES]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer Electronics Show]]></category>
		<category><![CDATA[distributori automatici di Blu-ray e DVD]]></category>
		<category><![CDATA[home video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[RedBox]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[streaming VOD]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>
		<category><![CDATA[warner bros]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3166</guid>
		<description><![CDATA[56 giorni anziché 28 tra l'uscita dei film in vendita e in noleggio. È questa la nuova strategia della major, che ha già raccolto il netto rifiuto di RedBox.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Codice rosso per il rapporto tra gli Studios e i nuovi grandi player del settore &#8220;rental&#8221; nel mercato degli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni non ancora smentite, <strong>Warner Bros</strong> avrebbe infatti intenzione di <strong>raddoppiare la finestra</strong> <strong>tra l&#8217;uscita dei film in vendita e in noleggio</strong>, portandola a<strong> 56 giorni</strong> anziché quei 28 che rappresentavano il risultato di ardue trattative con i<strong> distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3034" title="RedBox" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/RedBox.jpg" alt="" width="440" height="267" /></p>
<p><span id="more-3166"></span></p>
<p>La notizia che <strong>Warner Bros</strong> volesse allungare ulteriormente i tempi tra le due <em>release</em> per sostenere il business dell&#8217;<strong>home video</strong>, in realtà era arrivata ad ottobre e già all&#8217;epoca <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante di <strong>RedBox</strong>, <strong>Coinstar</strong>, dichiarò l&#8217;intenzione di non sottostare alla nuova politica. Ora, come riportato da<a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-06/redbox-hasn-t-agreed-to-longer-delay-on-warner-bros-dvds.html"><em> Bloomberg/The Business Week</em></a>, di fronte ai nuovi rumors la stessa compagnia conferma la &#8220;linea dura&#8221; e smentisce di aver raggiunto un accordo diverso sulla window, al contrario di quanto era stato riferito dal sito <a href="http://paidcontent.org/article/419-netflix-faces-higher-prices-for-hbo-agrees-to-doubled-dvd-delays-from-w/"><em>PaidContent</em></a> che invece dava per concluse anche le trattative con <strong>Netflix</strong> (da cui non arriva ancora nessun commento) e <strong>Blockbuster</strong>.  Il rifiuto di un periodo più lungo per il noleggio dei titoli <strong>Warner Bros</strong> risponderebbe alla necessità dei distributori automatici da <strong>1,20 dollari a film</strong> di spingere sulle <strong>nuove uscite</strong>, a causa della limitatezza fisiologica del catalogo messo a disposizione di volta in volta ai propri utenti. Diverso potrebbe apparire il discorso per una società come <strong>Netflix</strong>, specializzata nel noleggio via posta e soprattutto nello <strong>streaming VOD</strong>. La nuova presa di posizione di<strong> RedBox</strong> non vuol dire comunque che i film distribuiti in home video da <strong>Warner Bros</strong> debbano sparire per forza dai chioschi dal caratteristico colore rosso, in quanto potrebbero essere acquistati lo stesso da terzi autorizzati alla vendita dei dischi della major.</p>
<p>Secondo il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2012/01/redbox-warner-bros-dvd-delay.html"><em>Los Angeles Times</em></a> l&#8217;annuncio definitivo della nuova strategia è atteso per il <strong>CES</strong>, il <strong>Consumer Electronics Show</strong> che si aprirà a Las Vegas il 10 gennaio. Nel caso venisse attuata, avrebbe effetto a partire dal prossimo febbraio, dopo la scadenza degli attuali accordi di <strong>Warner Bros</strong> con <strong>Netflix</strong> e <strong>RedBox</strong>, soggetti da sempre non troppo benvisti dagli Studios per il costo estremamente basso degli abbonamenti e del noleggio e per la forte concorrenza esercitata nei confronti del resto del mercato dell&#8217;home video.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>HBO vs. Netflix: l&#8217;emittente televisiva non rinnoverà l&#8217;accordo sul noleggio di Blu-ray e DVD</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/hbo-vs-netflix-lemittente-televisiva-non-rinnovera-laccordo-sul-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3162</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/hbo-vs-netflix-lemittente-televisiva-non-rinnovera-laccordo-sul-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3162#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[dvd]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[network]]></category>
		<category><![CDATA[Reed Hastings]]></category>
		<category><![CDATA[Showtime]]></category>
		<category><![CDATA[Starz]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Time Warner]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3162</guid>
		<description><![CDATA[Continua il braccio di ferro tra Netflix e i network televisivi. Ieri vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in VOD via streaming e nel noleggio di DVD via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il braccio di ferro tra <strong>Netflix</strong> e i <strong>network televisivi</strong>. <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3159">Ieri</a> vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in <strong>VOD via streaming</strong> e nel noleggio di <strong>DVD</strong> via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il traffico generato nell&#8217;ultimo trimestre del 2011.</p>
<p><img class="aligncenter" title="hbo_go" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/hbo_go.jpg" alt="" width="500" height="337" /></p>
<p><span id="more-3162"></span></p>
<p>In questo periodo i suoi abbonati avrebbero infatti fruito <strong>due miliardi di ore</strong> tra film e serie tv in streaming: un ammontare che, secondo alcuni analisti, potrebbe fare concorrenza anche ai broadcaster tradizionali e includere Netflix nel novero delle 15 emittenti più viste degli USA. Non male visto che, per <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3018" target="_blank">ammissione delle stesso CEO</a> <strong>Reed Hastings</strong>, il rivale con cui la compagnia dovrà fare i conti nel prossimo futuro saranno proprio le tv, e in particolare <strong>HBO</strong>, che il top manager ha definito &#8220;sempre più simile a Netflix&#8221; e viceversa.</p>
<p>Non stupisce perciò il contrattacco: ieri HBO ha confermato che non rinnoverà l&#8217;accordo con la società di Los Gatos, scaduto proprio a fine 2011.  La notizia è apparsa su <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/hbo-refuses-sell-dvds-blu-rays-netflix-34110"><em>The Wrap</em></a>, che comunque ricorda come a differenza di altre emittenti che hanno concluso la loro partnership con il portale VOD, come<strong> Showtime</strong> e <strong>Starz</strong>, HBO non ha mai concesso i diritti per il noleggio in streaming dei suoi programmi, per cui la fine del rapporto riguarda solamente le copie fisiche in Blu-ray e DVD. La tv via cavo ha infatti sempre cercato di preservare il proprio servizio di streaming, offerto dal 2010 tramite il portale <strong>HBO Go</strong> e rafforzato di recente grazie all&#8217;estensione a tutti gli abbonati di <strong>Time Warner Cable</strong> (che fa pure capo alla controllante di HBO, il colosso dell&#8217;informazione e dell&#8217;entertainment Time Warner).</p>
<p>Secondo quanto affermato da un portavoce di Netflix, la compagnia riuscirà comunque a noleggiare ancora i DVD e i Blu-ray dei programmi di HBO acquistandoli da altri distributori dotati dell&#8217;apposita licenza: l&#8217;unico minus, per The Wrap, sarà quindi l&#8217;impossibilità di ottenere i titoli del catalogo home video della tv in via diretta e a prezzo agevolato. Ma la stoccata non sembra così temibile considerando come Netflix stia cercando da tempo di affrancarsi dal servizio di spedizione delle copie fisiche di film e  serie tv, considerato ormai una specie di zavorra in confronto a quello streaming che, primo, per il CEO Reed Hastings costituisce il futuro dei contenuti video e, secondo, è molto più facilmente esportabile oltreoceano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/hbo-vs-netflix-lemittente-televisiva-non-rinnovera-laccordo-sul-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3162/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Lilyhammer]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[streaming VOD]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3159</guid>
		<description><![CDATA[La società di Los Gatos ha diffuso in un comunicato stampa i dati riguardo al traffico streaming dell'ultimo trimestre del 2011, risultato pari a 2 miliardi ore tra film e serie tv. Un risultato che, secondo gli analisti, la fa saltare nella top 15 delle tv più viste degli Stati Uniti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 sarà pure stato per <strong>Netflix</strong> un anno difficile, con l&#8217;aumento dei prezzi per il noleggio dei contenuti video, la conseguente perdita di quasi un milione di utenti, il valore del suo business crollato di più di due terzi in Borsa  e l&#8217;evidente ricerca di liquidità per l&#8217;espansione verso l&#8217;Europa. Ma il <strong>2012</strong> sembra partire<strong> in controtendenza</strong> e aprirsi con auspici di gran lunga migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></p>
<p><span id="more-3159"></span></p>
<p>A inizio settimana il portale di <strong>streaming VOD</strong>  ha annunciato una <strong>nuova serie in esclusiva</strong> con protagonista l&#8217;attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di <strong>Bruce Springsteen</strong>, <strong>Steven Van Zandt</strong> (<a href="http://blogs.reuters.com/mediafile/2012/01/03/new-mobster-series-coming-to-netflix-next-month/"><em>Reuters</em></a>), che si chiamerà <em>Lilyhammer</em> e tratterà di un <strong>pentito di mafia</strong> costretto a rifugiarsi niente meno che in Norvegia per sfuggire alle ire del boss tradito.  La prima stagione sarà composta di 8 episodi, disponibili tutti simultaneamente a partire dal 6 febbraio, sempre nell&#8217;ottica di <strong>gareggiare con i grandi network</strong> a suon di<strong> contenuti originali</strong>. La notizia più rilevante è però arrivata ieri, quando la società di Los Gatos ha diffuso in un <a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/netflix-members-enjoy-more-than-two-billion-hours-of-movies-and-tv-shows-in-fourth-quarter-136652138.html">comunicato stampa</a> i dati riguardo al <strong>traffico streaming dell&#8217;ultimo trimestre del 2011</strong>, risultato pari a <strong>2 miliardi ore</strong> tra film e serie tv.</p>
<p>La cifra non si riferisce ai soli Stati Uniti ma a tutti i territori coperti da <strong>Netflix</strong>, ora presente anche in Canada e America Latina. La notizia comunque è bastata a rilanciare la compagnia nelle previsioni degli analisti: come riferisce <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflix-15th-watched-tv-network-278033"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <strong>Richard Greenfield</strong> della società esperta di trading <strong>BTIG</strong> ha dichiarato che queste cifre indicano una chiara<strong> erosione del pubblico televisivo</strong> operata dal VOD in streaming, in misura molto più ampia di quanto i broadcaster tradizionali non vogliano ammettere. Stando alle sue stime, considerando che gran parte del traffico dichiarato dovrebbe provenire dagli USA, con <strong>667 milioni di ore mensili</strong> Netflix si starebbe avviando a diventare la 15esima emittente televisiva del Paese in assoluto, e probabilmente la seconda in tutte le case dotate di abbonamento al portale.</p>
<p>Sarebbe infatti di 500 ore al mese la media dei network sotto la top 15 dei più visti del Paese, e il VOD della società di Los Gatos riuscirebbe a scalarla con un bacino di utenza che supera i 20 milioni di iscritti. Quindi, se si considerasse solo il 21% dello share realizzato dalle pay tv statunitensi, diffuse in circa 100 milioni di case, il<strong> monte ore di Netflix</strong> risulterebbe<strong> il secondo di tutta la nazione</strong>, inferiore solo a CBS e seguito dai 600 milioni di ABC e dai 265 di Disney Channel. Ma si tratta ovviamente di una proiezione elaborata su di un dato disaggregato: <strong>Netflix</strong>, specifica Greenfield, può assumere un <strong>ruolo primario nei nuclei domestici dei suoi abbonati</strong>, ma prendendo in considerazioni tutti i 100 milioni di case dotate di pay tv, il suo &#8220;<strong>share</strong>&#8221; si riduce a <strong>2,4 punti percentuali</strong>, risultando molto meno significativo.</p>
<p>Abbastanza, tuttavia, per convincere ieri la Borsa a far risalire il titolo dell&#8217;11%, invertendo la tendenza ribassista che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2011. Se le analisi di Greenfield fossero correte, il CEO <strong>Reed Hastings</strong> potrebbe perciò dormire sonni più tranquilli nella competizione in cui ha dichiarato di volersi imbarcare con le tv tradizionali, e in particolare con <strong>HBO</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

