Vod

Time Warner: l’on demand sempre più centrale per i ricavi delle media company

Lo SVOD (subscription video on demand) sta diventando una fonte di entrate sempre più rilevante non solo per il settore audiovisivo nel suo complesso ma anche per i colossi mediatici. A sostenerlo il CEO di Time WarnerJeff Bewkes, che presentando i dati trimestrali della compagnia ha sottolineato anche le rilevanti aspettative di crescita riguardanti il ramo dello streaming ad abbonamento. Se nel 2013 la cessione di diritti a operatori quali Netflix, Amazon e Hulu ha generato ben 400 milioni di dollari, per l’anno in corso ci si aspetta una crescita percentuale a doppia cifra “e per questo non intendo 10 o 20% ma molto di più”, ha sottolineato il top manager. A renderlo così fiducioso nel comparto, non solo la diffusione di questo modello di consumo ma anche la crescente concorrenza tra gli operatori, che sta spingendo verso l’alto anche i margini delle major dell’intrattenimento. 

vod mix USA

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Netflix: come lo si può vedere dall’Italia e con quali conseguenze

Su Cineguru.biz abbiamo già parlato abbondantemente di Netflix, di come la sua formula ad abbonamento mensile abbia sostenuto la crescita del video on demand negli Stati Uniti e di come la sua progressiva espansione in Europa potrebbe scardinare e al contempo dare nuovo impulso a questo settore anche nel Vecchio Continente. A partire da settembre il servizio aprirà le attività in alcuni dei mercati più forti e strutturate dal punto di vista dell’audiovisivo, in particolare quello francese e tedesco, senza toccare però il nostro Paese, si dice a causa del nostro ritardo nella banda larga. In realtà c’è da chiedersi quanto l’esclusione dell’Italia non abbia a che fare con la difficoltà a reperire i diritti su film e contenuti di successo, in particolare di produzione nazionale, con la forza e l’influenza dei broadcaster su tutta la filiera e con la centralità di calcio e sport nell’intrattenimento domestico. Tutte questioni che potrebbero tuttavia diventare secondarie rispetto a un dato di fatto fondamentale: vedere Netflix dall’Italia non è solo tecnicamente possibile, ma potrebbe diventare presto un’alternativa cui rivolgersi per consumatori sottoposti a quello che appare come un palese “gap” di mercato.

netflix e l'italia

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VOD: un mercato da 750 milioni, in Germania

Con una crescita annua di abbonati a servizio SVOD (subscription video on demand) pari al 50%, il mercato tedesco dei contenuti audiovisivi fruiti su richiesta è destinato a crescere fino a 750 milioni di euro. A sostenerlo è la società di consulenza Goldmedia, secondo cui tale cifra sarà raggiunta intorno al 2019, alla luce della buona predisposizione degli utenti del web rilevata in un sondaggio condotto su un campione di oltre mille naviganti.

vod online

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Notorious Pictures sbarca on demand su Google, iTunes e Sony

Se in Italia il mercato di EST e VOD, cioè dell’acquisto e del noleggio di film e serie tv tramite web, rappresenta l’unica area in crescita nel settore home video (+38,5% per un valore complessivo di 18 milioni di euro), si stima che in Europa i ricavi dell’on demand arriveranno a toccare incrementi fino al 190% entro il 2017. Ecco perché anche la distribuzione Notorious Pictures ha deciso di lanciarsi in questo mercato, cedendo non in esclusiva i diritti di sfruttamento dei suoi titoli a tre delle principali piattaforme di streaming e download operanti nel nostro Paese: Google Play, lo store di Apple iTunesSony Entertainment Network. Una library che vanta film con Cameron Diaz, Morgan Freeman, John Malkovich, Gian Maria Volontè, Sophie  Marceau, Bruce Willis, Brad Pitt e tanti altri, così come autori del calibro di Reiner Fassbinder e David Cronemberg.

notorious pictures

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IN BREVE 10/06/14 – Produttori USA chiedono trasparenza sugli incassi in VOD; tv connessa batte etere

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: il mercato USA chiede trasparenza sugli incassi in VOD, soprattutto delle uscite in day-and-date; il 47% delle famiglie americane ha guardato tv in rete nel 2013, una percentuale quasi raddoppiata rispetto all’anno precedente.

vod

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AnicaONDEmand aggiunge le library di Koch Media e Cecchi Gori mentre si lancia nella distribuzione digitale

Nuove acquisizioni e un’uscita in direct to digital per il portale AnicaONDEmand, il servizio VOD dell’Associazione Nazionale delle Industrie Cinematografiche Italiane. La piattaforma, ospitata da MyMovies e lanciata lo scorso marzo dopo una lunga gestazione, espande oggi il suo impegno nella distribuzione digitale “proiettando” in esclusiva per il pubblico del web il documentario Mediterraneo Mare di Vita – The Director’s cut, di Caterina Ponti.

anicaondemand logo

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IN BREVE 28/05/14 – X-Men: giorni di un nuovo record; major fuori dal VOD in UK

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: X-Men: Giorni di un Futuro Passato alla conquista di un nuovo record per la saga dedicata ai mutanti Marvel; Disney e Sony cedono il loro servizio inglese di VOD, FilmFlex Movies. XmenDays

 

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VOD: lo usa il 22% della Rete, ma non interessa al 31% dei naviganti [INFOGRAPHIC]

Il 57% degli utenti web guarda film in rete, ma quanto di questo consumo può essere ricondotto all’offerta legale di cinema e contenuti audiovisivi sul web? Dopo aver rilasciato il dato generale sulle visioni online, la società di ricerca Global Web Index ha affinato l’indagine elaborando una nuova infografica riguardante i soli servizi di video on demand e quindi la sola fruizione lecita. Come ipotizzabile ne è risultato che una percentuale ben minore di naviganti tra i 16 e i 64 anni, e cioè il 22%, ha esperienze con piattaforme VOD a pagamento quali Netflix, HBO GO, Amazon Prime e Vudu. Tra i Paesi in cui è maggiormente diffuso l’utilizzo di canali legali spiccano gli Stati Uniti, seguiti da Messico, Brasile e  Canada, probabilmente per la consolidata presenza di Netflix. Il 36% degli utenti inclusi nel sondaggio da Global Web Index ha dichiarato l’interesse a provare in futuro un servizio del genere, ma la percentuale è quasi identica a quella di chi non si dice assolutamente intenzionato a fruire di portali legali di video on demand (31%). Solo una minuscola porzione degli intervistati (2%) si è dichiara invece totalmente all’oscuro delle possibilità offerte dal VOD per vedere film e serie tv online. Ecco l’infografica di Global Web Index:

22% subscribing to video  on-demand services

IN BREVE 24/04/14 – Mademoiselle C in VOD day and date per BIM; al via l’accordo di coproduzione Cina-UK

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: BIM continua a sperimentare le uscite in contemporanea in sala e sul web con il docufilm Mademoiselle C; il Regno Unito si aggiunge alla lista dei Paesi occidentali in cerca di partnership produttive con la Cina, non da ultimo per aggirare i blocchi imposti dalla Repubblica Popolare all’import di film stranieri.

mademoiselle c mymovies

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Netflix batte Amazon in UK e tratta con Vodafone per una nuova partnership

Mentre si moltiplicano le indiscrezioni sui Paesi e le effettive modalità del suo massiccio lancio europeo, Netflix comincia già a imprimere il proprio marchio sul Continente battendo di diverse lunghezze il suo primo competitor nel Regno Unito, cioè Amazon. Sbarcato nel mercato inglese e irlandese a inizio 2012, secondo un nuovo studio il leader americano dello SVOD (video on demand ad abbonamento) starebbe ampliando in modo significativo il distacco da LoveFilm, servizio analogo offerto già da tempo in diversi territori europei dal colosso dell’ecommerce. I dati, per la precisione vengono dall’agenzia di digital consultancy Mediabug, e vedono la fetta di utenti web conquistata da Netflix cresciuta dal 10 al 14% negli ultimi 6 mesi. Di contro, nello stesso periodo, l’appeal del portale di Amazon (che ha anche impresso il proprio nome al servizio di streaming con un recentissimo rebranding) sarebbe sceso tanto da assicuragli le preferenze di appena il 6% degli spettatori online inglesi.

netflix-lancio europeo

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