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	<title>CineGuru &#187; Universal</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>UltraViolet: la nuvola conquista l&#8217;integrazione con Amazon. Gli abbonati a quota 750 mila.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/ultraviolet-la-nuvola-conquista-lintegrazione-con-amazon-gli-abbonati-a-quota-750-mila-3196</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo store online diventa partner delle major e delle imprese dell'hi-tech che sostengono il nuovo sistema di archiviazione online, già attivo negli USA e nel Regno Unito in 750 mila famiglie. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che influenza ha avuto finora <strong>UltraViolet</strong> sul mercato dell&#8217;<strong>home video</strong>? Per quanto il nuovo servizio cloud, sviluppato dal consorzio di 75 imprese del settore dei media e dell&#8217;intrattenimento <strong>DECE</strong> &#8211; <strong>Digital Entertainment Content Ecosystem</strong>, abbia appena superato i primi tre mesi di vista, è possibile cominciare a tirare alcune somme, partendo prima di tutto dal numero dei nuovi iscritti alla nuvola. Stando alle cifre diffuse in un <a href="http://www.marketwatch.com/story/ultraviolet-attracts-more-than-750000-households-in-first-three-months-2012-01-10">comunicato stampa</a> dai suoi realizzatori, sarebbero infatti più di<strong> 750 mila</strong> i nuclei familiari raggiunti oggi da <strong>UltraViolet</strong>, e questo come risultato dei 19 titoli resi finora disponibili dalle major per il nuovo sistema cloud.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-2681" title="ultraviolet-logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/ultraviolet-logo.jpg" alt="" width="454" height="239" /></p>
<p><span id="more-3196"></span></p>
<p>Attiva negli Stati Uniti da metà ottobre e nel Regno Unito appena da fine dicembre, la nuvola è infatti sostenuta da diversi Studios hollywoodiani, capeggiati da <strong>Warner Bros, Sony e Universal</strong>, che offrendo agli acquirenti di <strong>Blu-ray e DVD</strong> la possibilità di crearsi anche la propria library digitale fruibile su diversi dispositivi connessi in Rete, sperano di rilanciare il sofferente mercato dell&#8217;home video e il concetto della proprietà dei contenuti che si fruiscono online. Finora, il metodo utilizzato è stato quello di un <strong>codice</strong> venduto insieme alle copie fisiche o digitali dei film, e attivabile attraverso un account sul social network di Warner dedicato a film e cinefilia, <strong>Flixster</strong>, o direttamente dagli appositi siti <strong>UltraViolet</strong> di Universal e Sony. Il sistema però sembra destinato a espandersi, non solo dal punto di vista dei contenuti ma anche da quello dell&#8217;accessibilità, grazie alle nuove partnership annunciate nel corso dell&#8217;ultimo <strong>Consumer Electronic Show</strong> di Las Vegas.</p>
<p>Le major dell&#8217;intrattenimento prevedono di moltiplicare i film e le serie tv da fruire attraverso il proprio archivio in Rete: si parla di <strong>centinaia di titoli</strong> tra nuove uscite e cataloghi, senza contare l&#8217;aggiunta di una nuova major come <strong>Paramount</strong>, che dal <strong>24 gennaio</strong> farà il proprio ingresso nella nuvola in occasione dell&#8217;uscita in home video dell&#8217;horror di grande successo <a href="http://www.screenweek.it/film/26027-Paranormal-Activity-3" target="_blank"><em>Paranormal Activity 3</em></a>. Altri contenuti attesi per il nuovo anno sono inoltre <a href="http://www.screenweek.it/film/22029-Moneyball" target="_blank"><em>Moneyball &#8211; L&#8217;arte di vincere</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/24224-J-Edgar" target="_blank"><em>J. Edgar</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/19031-Happy-Feet-2" target="_blank"><em>Happy Feet 2</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/25310-Tower-Heist" target="_blank"><em>Tower Heist</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/23964-Hop" target="_blank"><em>Hop</em></a>, mentre nel Regno Unito arriveranno<a href="http://www.screenweek.it/film/24982-Crazy-Stupid-Love" target="_blank"><em> Crazy Stupid Love</em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/24230-Midnight-in-Paris" target="_blank"><em>Midnight in Paris</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/25167-L%E2%80%99incredibile-storia-di-Winter-il-delfino" target="_blank"><em>L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino</em></a>.</p>
<p>Aumentano inoltre le metodologie di accesso alla library: sembra che sia in studio l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong>, mentre <strong>Samsung</strong> ha già annunciato che i suoi <strong>lettori Blu-ray</strong> consentiranno d&#8217;ora in poi la visione in streaming dei film e delle serie tv archiviate su <strong>UltraViolet</strong> tramite una nuova <strong>app per Flixster</strong> attesa entro l&#8217;anno insieme a un nuovo sistema denominato<strong> &#8220;Disc to Digital&#8221;</strong>. Sviluppato insieme a <strong>Rovi</strong>, tale servizio permetterà ai possessori di Blu-ray e DVD delle major partecipanti alla cloud di convertire il contenuto delle copie fisiche già in loro possesso in file digitali da aggiungere al proprio catalogo <strong>UltraViolet</strong>.</p>
<p>Il consorzio <strong>DECE</strong> ha anche fatto sapere di voler stabilire un Common File Format per facilitarne l&#8217;utilizzo da più apparecchi, ma la novità di maggior rilievo è costituita senza dubbio dall&#8217;entrata in gioco di <strong>Amazon</strong>, uno dei pochi grandi player finora rimasti fuori dalla cloud insieme a <strong>Apple</strong> e <strong>Disney</strong>. In molti erano convinti che il popolare store online avrebbe opposto una concorrenza senza esclusione di colpi in modo da lanciare un proprio sistema di archiviazione online, da spingere soprattutto attraverso i tablet <strong>Kindle Fire</strong>. Durante il <strong>CES</strong> è arrivata però la smentita e, come riporta <a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-12/amazon-is-first-big-retailer-to-back-hollywood-film-format.html" target="_blank"><em>Bloomberg</em></a>, il vice presidente esecutivo della compagnia ha invece rivelato come <strong>Amazon</strong> stia lavorando con una casa cinematografica ancora non meglio specificata per sostenere l&#8217;offerta di film e serie tv attraverso la nube di <strong>UltraViolet</strong>.</p>
<p>Si tratta di una conquista importante per il consorzio, cui finora è mancato proprio un partner capace di lanciare il servizio nel campo delle vendite al dettaglio. E potrebbe essere ancor più di buon auspicio considerando come nel 2012 sia prevista anche un&#8217;espansione della nuvola, che entro l&#8217;anno arriverà a toccherà il <strong>Canada</strong> e, stando al <strong>DECE</strong>, anche nuove aree non ancora precisate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.marketwatch.com/story/ultraviolet-attracts-more-than-750000-households-in-first-three-months-2012-01-10">MarketWatch</a>, <a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-12/amazon-is-first-big-retailer-to-back-hollywood-film-format.html" target="_blank">Bloomberg</a>, <a href="http://www.variety.com/article/VR1118048501?refCatId=13" target="_blank"><em>Variety</em></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>RedBox: come incide la finestra imposta dalle major sul noleggio di Blu-ray e DVD</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/redbox-come-incide-la-finestra-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3168</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 01:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La commedia Mia moglie per finta, targata Sony, domina la classifica dei titoli più gettonati dai clienti dei chioschi rossi. Un risultato eclatante per un film che non ha fatto scintille al botteghino, ma che è partito avvantaggiato senza il peso di una window tra l'uscita in vendita e per l'affitto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166" target="_blank">Come vi abbiamo riferito ieri</a>, <strong>Warner Bros</strong> sembra decisa a portare avanti la strategia di <strong>ritardare l&#8217;uscita</strong> dei suoi film in noleggio tramite i <strong>distributori automatici</strong> di <strong>RedBox</strong>, che per l&#8217;affitto di Blu-ray e DVD chiedono la cifra molto contenuta di 1,20 dollari al giorno, e tramite <strong>Netflix</strong>, che per un abbonamento mensile sotto ai 10 dollari offre il servizio via posta o in VOD via streaming. Entrambe le compagnie ultimamente hanno ritoccato verso l&#8217;alto le proprie tariffe, ponendo forse le basi per ricontrattare le intese esistenti con i diversi fornitori di contenuti che, come noto, temono l&#8217;eccessiva convenienza dei loro prezzi e la ritengono in parte responsabile dell&#8217;andamento non brillante di un mercato dell&#8217;<strong>home video</strong> già indebolito dalla pirateria. Ma non tutte le major perseguono la stessa politica, e sembra che le diverse finestre imposte per la <em>release</em> dei film si stiano riflettendo in maniera piuttosto distinta sul successo dei vari titoli in catalogo, almeno per quanto riguarda i chioschi rossi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3169" title="top 10 redbox 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/top-10-redbox-2011-.jpg" alt="" width="389" height="317" /></p>
<p><span id="more-3168"></span></p>
<p>A fine dicembre è stata diffusa la classifica dei <strong>titoli più gettonati dai clienti RedBox</strong>, e ne è emersa non solo una spiccata preferenza verso <strong>commedie leggere</strong> e preferibilmente a sfondo sentimentale (prevedibile vista la prevalente collocazione dei distributori presso l&#8217;entrata di fast food, megastore e altri negozi retail), ma soprattutto per quelle rese<strong> disponibili lo stesso giorno dell&#8217;uscita in vendita</strong>. Secondo la lista riportata sul <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/12/just-go-with-it-tops-2011-redbox-rentals.html" target="_blank"><em>Los Angeles Times</em></a>, al primo posto si è piazzata la commedia con Adam Sandler <a href="http://www.screenweek.it/film/23778-Mia-moglie-per-finta" target="_blank"><em>Mia moglie per finta</em></a>, targata <strong>Sony</strong>, seguita dalla querelle romantica tra Natalie Portman e Ashton Kutcher in <a href="http://www.screenweek.it/film/24312-Amici-Amanti-e-" target="_blank"><em>Amici, amanti e&#8230;</em></a> Entrambi titoli che, fa notare il magazine, per i risultati al box office sono finiti nel novero delle delusioni, così come il numero tre, il film d&#8217;animazione <a href="http://www.screenweek.it/film/19881-Rango" target="_blank"><em>Rango</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/24545-Il-Dilemma" target="_blank"><em>Il Dilemma</em></a>, di Ron Howard.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3170" title="top 10 blockbuster express 2011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/top-10-blockbuster-express-2011-.jpg" alt="" width="400" height="311" /></p>
<p>Ad accumunarle c&#8217;é di sicuro la voglia di intrattenere il pubblico con il sorriso, ma soprattutto il marchio della distribuzione: i primi titoli nella top 10 provengono da <strong>Paramount</strong> e da <strong>Sony</strong>, le due major che non hanno imposto alcun lasso di tempo tra l&#8217;uscita dei loro film in home video destinati alla vendita e quelli per il noleggio presso <strong>RedBox</strong>. Al contrario, sono solo tre i film che fanno capo agli Studios che hanno voluto la<strong> window di 28 giorni</strong>, tra cui rientrano <strong>Warner, Fox e Universal</strong>. Il risultato, in generale, sembra in linea con la politica di queste major, secondo cui i bassi prezzi per l&#8217;affitto dei film non valgano troppo la candela dei distributori automatici di DVD e Blu-ray. <strong>RedBox</strong>, da parte sua non sembra avere troppo interesse a finestre ancora più dilatate, pena rendimenti probabilmente ancora più bassi di quelli dei film in uscita dopo un mese dalla prima release in home video. La compagnia che gestisce i chioschi potrebbe optare per acquistare comunque i dischi di <strong>Warner Bros</strong> da rivenditori autorizzati e poi proporli per il noleggio, ma a costi evidentemente maggiorati. La domanda, perciò, è fino a che punto la major possa forzare la mano a <strong>RedBox</strong>, soprattutto nel caso in cui quest&#8217;ultima decidesse di rinunciare totalmente ad alcuni dei maggiori titoli della stagione cinematografica perché troppo penalizzati da uno svantaggio iniziale di quasi due mesi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Black List: quando il blockbuster nasce dagli scarti</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/the-black-list-quando-il-blockbuster-nasce-dagli-scarti-3040</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' la sceneggiatura di Graham Moore per The Imitation Game il miglior progetto non ancora realizzato dagli Studios hollywoodiani. A rivelarlo è la Black List, il sondaggio che dal 2004 interroga i manager delle major sugli script scartati o messi in stand-by.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <strong>geniale matematico inglese</strong> impiegato durante il secondo conflitto mondiale per decriptare i messaggi in codice dell&#8217;esercito tedesco ma perseguitato per la sua omosessualità, un <strong>ex-prigioniero di guerra americano</strong> destinato a diventare un &#8220;big&#8221; della Yakuza e le Guerre Stellari viste da dietro il pelo di <strong>Chewbecca</strong>. Non è il frutto di un&#8217;allucinazione cinematografica postmoderna ma un breve estratto dalla top ten delle migliori sceneggiature scritte ma non ancora prodotte, finite in quella <strong>&#8220;lista nera&#8221; degli Studios</strong> da cui, negli ultimi anni, sono usciti film poi apprezzatissimi da critica e pubblico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3043" title="the balck list" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/the-balck-list.jpg" alt="" width="538" height="757" /></p>
<p><span id="more-3040"></span>La <strong>Black List di Hollywood</strong> arriva da <a href="http://www.tracking-board.com"><strong>Trackingboard.com</strong></a>, e a compilarla annualmente dal 2004 è<strong> Franklin Leonard</strong>, ex-manager di <strong>Universal</strong> che ora lavora per la <strong>Overbrook Entertainment</strong> di <strong>Will Smith</strong>. Negli ultimi 7 anni, Leonard si è preso la briga di raccogliere<strong> i voti degli insider</strong> delle principali major cinematografiche per compilare la classifica dei <strong>migliori progetti che circolano nei corridoi </strong>degli Studios ma mai realizzati, o almeno non fino al momento del voto. Secondo i dati riportati da <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/imitation-game-tops-2011-black-list-33521"><em>The Wrap</em></a>, i <strong>titoli usciti dal 2005</strong> dopo essere stati premiati dalla lista nera sono<strong> più di 120</strong>, hanno guadagnato più di <strong>11 miliardi di dollari</strong> al botteghino, raccolto più di <strong>80 nomination</strong> e vinto <strong>una ventina di Oscar</strong>.</p>
<p>Nel novero dei film inizialmente scartati o riposti dalle major compaiono infatti enormi successi quali <strong><em>The Millionaire, Il Discorso del Re, Juno</em></strong> e<strong><em> The Social Network</em></strong>. Anche quest&#8217;anno, non a caso, la sceneggiatura che si è guadagnata il top è quella di <strong>Graham Moore</strong> per <em><strong>The Imitation Game</strong></em>, <strong>biopic</strong> dedicato al matematico<strong> Alan Turing</strong>, che oltre ad aver notevolmente contribuito alla nascita del computer, durante la Seconda Guerra Mondiale ebbe un ruolo fondamentale nell&#8217;interpretazione dei codici segreti tedeschi, salvo essere portato in tribunale per la sua omosessualità e morire suicida per avvelenamento. Un soggetto che secondo indiscrezioni sarebbe ancora<strong> in fase di sviluppo sotto l&#8217;egida di Warner Bros</strong> e che potrebbe vedere addirittura <strong>Leonardo Di Caprio</strong> nel <em>leading role</em> di Turing.</p>
<p>Il &#8220;<strong>ripescaggio</strong>&#8221; dei migliori film in stand-by, d&#8217;altra parte, <strong>sembra</strong> <strong>interessare non poco gli stessi board delle case cinematografiche</strong> hollywoodiane. Quest&#8217;anno, a farsi coinvolgere nella classifica  sono stati in <strong>300</strong>, e dalle 10 preferenze espresse da ciascun partecipante sono emerse <strong>ben 73 sceneggiature</strong> con almeno 6 voti al loro attivo. E a dimostrazione della validità di tale sorta di <strong>sondaggio</strong>, per questa ultima edizione della <strong>Black List</strong> è stato lanciato un <strong>servizio premium</strong> al costo di 20 dollari al mese, che permette ai votanti di ricevere anche dei &#8220;consigli di lettura&#8221; riguardo ad altre sceneggiature potenzialmente di loro interesse. Un po&#8217;  lo stesso meccanismo che usano <strong>Amazon, Netflix e altri store online</strong>, solo che in questo caso non si tratta di libri o DVD ma di <strong>possibili futuri premi Oscar</strong>.</p>
<p>L&#8217;elenco completo dei 73 script è scaricabile direttamente dal <a href="http://blcklst.com/lists/2011_black_list.pdf">sito della Black List</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Christopher Nolan e Jon Favreau contro il Vod Premium, i sette punti chiave</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/06/christopher-nolan-e-jon-favreau-contro-il-vod-premium-i-sette-punti-chiave-2303</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 21:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si allunga la lista degli importanti registi di Hollywood che si sono schierati contro il servizio Home Premiere di Video On Demand lanciato da poco negli Stati Uniti, che ricordo riduce la finestra tra l&#8217;uscita in sala di una pellicola e la sua distribuzione in home-video a soli 60 giorni. Infatti la Warner Bros, Sony, Universal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si allunga la lista degli importanti registi di Hollywood che si sono <strong>schierati contro</strong> il servizio <strong><em>Home Premiere</em> di Video On Demand </strong>lanciato da poco negli Stati Uniti, che ricordo riduce la finestra tra l&#8217;uscita in sala di una pellicola e la sua distribuzione in home-video a soli <strong>60 giorni.</strong> Infatti la <em><strong>Warner Bros, Sony, Universal </strong></em>e <strong> </strong><em><strong>20th Century Fox</strong></em> hanno stipulato accordi con alcuni provider come <strong>DirecTV</strong> per permettere un particolare servizio di VOD in anteprima a 29.95 dollari.</p>
<p>Erano 23 gli illustri nomi, tra cui <strong>James Cameron</strong>, <strong>Michael Bay, Guillermo del Toro, Roland Emmerich, Michael Mann, Todd Phillips, Brett Ratner, Gore Verbinsk</strong>i, <strong>Robert Zemeckis, <strong>Quentin Tarantino </strong></strong>e <strong><strong>M. Night Shyamalan</strong> </strong>ad aver firmato un documento ufficiale (preparato dalla <em>National Association of Theater Owners</em>) in cui si dichiaravano totalmente contrari al servizio. Oggi l&#8217;<em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/chris-nolan-jon-favreau-join-193498">Hollywood Reporter</a></em> ha annunciato la dura opposizione di altri due importanti registi.</p>
<p>Si tratta di<em><strong> Christopher Nolan </strong></em>(<em>Il Cavaliere Oscuro, Inception)</em> e<em><strong> Jon Favreau</strong></em> (<em>Iron Man, Cowboys and Aliens</em>) e a questo punto sono davvero pochi quelli che non hanno aderito alla campagna.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="embed-screenweek" href="http://www.screenweek.it/star/2019-Christopher-Nolan/galleria/87589"><img class="aligncenter" src="http://static.screenweek.it/2010/6/28/Inception-Foto-Dal-Film-84_mid.jpg" alt="Inception Christopher Nolan Foto Dal Film 84" width="512" height="342" /></a></p>
<p>Il servizio continua a funzionare e ad esempio la Warner Bros negli ultimi giorni ha rilasciato <strong><em>Sucker Punch</em></strong>, la Fox <em>Diary of a Wimpy Kid: Rodrick Rules </em>e la Sony<strong><em> World Invasion: Battle Los Angeles</em></strong>. Sembra tuttavia che tra i consumatori l&#8217;interesse nei confronti del VOD Home Premiere si sia già appiattito dopo poche settimane.</p>
<p>Per capire meglio la questione e la posta in gioco, vi proponiamo le <strong>7 domande e risposta</strong> che sempre l&#8217;Hollywood Reporter ha realizzato sull&#8217;argomento:</p>
<p><em><strong>1) Qual&#8217;è la posta realmente in gioco?</strong></em></p>
<p>Gli esercenti ritengono che la riduzione della finestra a 60 giorni sia solo la <strong>punta di un iceberg</strong> e che gli Studios hanno in mente un periodo ancora più breve. Ritengono infatti che non avrebbe senso per un consumatore pagare 30 dollari per vedere un film che sarà disponibile sul VOD regolare o in DVD entro un mese o due, ma probabilmente un consumatore potrebbe essere disposto a sborsare 30 dollari o anche più per un film che è uscito nelle sale pochi giorni prima. Gli Studios affermano che non è una paura legittima, e che il VOD Premium è stato progettato per attrarre le persone che <strong>normalmente non vanno al cinema</strong> e hanno bisogno di un modo per compensare la scomparsa del business DVD. Essi contestano inoltre agli esercenti di aver causato un danno al loro business con le innumerevoli pubblicità e l&#8217;aumento del costo dei biglietti.</p>
<p><em><strong>2) Come funziona l&#8217;Home Premiere?</strong></em></p>
<p>Gli utenti di DirecTV che hanno l&#8217;HD-DVR (circa 6 milioni) possono noleggiare il film <strong>per 48 ore </strong>durante un periodo di due settimane dal lancio. I film saranno disponibili sull&#8217;Home Page di Cinema DirecTV o nella guida DirecTV, dalla mezzanotte del giorno del lancio. <em>Mia Moglie per Finta</em> ad esempio è stato reso disponibile di giovedi, ma i giorni di rilascio possono variare a discrezione di DirecTV.</p>
<p><em><strong>3) Cosa succede se un titolo Home Premiere è ancora in circolazione nei cinema al momento del lancio?</strong></em></p>
<p>Non bisogna stupirsi se in concomitanza con il lancio su Home Premiere gli esercenti possano ritirare dalle sale le pellicole in discussione, anche se a 60 giorni il titolo probabilmente non sta incassando molto. <em>Mia Moglie per Finta</em>, ad esempio, era proiettato ancora in 326 sale nel momento in cui è stato messo a disposizione per il VOD Premium (molti delle quali lo proiettavano a prezzo ridotto) con un incasso settimanale di appena <strong>270.000 dollari</strong>, mentre il totale della pellicola era a quel momento di ben 102.3 milioni dollari sul mercato interno.</p>
<p>Gli Studios non hanno annunciato quanto sperano di ricavare dall&#8217;Home Premiere, ma Disney non era troppo felice dei risultati di un test di VOD condotto in Portogallo nel mese di gennaio, quando ha messo a disposizione <em>Rapunzel</em> sei settimane dopo l&#8217;uscita in sala a € 24,99 (circa $ 35). E&#8217; stato infatti noleggiato da meno di 1000 utenti.</p>
<p><em><strong>4) Perché DirecTV e i quattro Studios hanno effettuato una promozione a basso profilo per il servizio di Home Premiere?</strong></em></p>
<p>In origine DirecTV aveva intenzione di fare una grande campagna promozionale ed annunciare l&#8217;Home Premiere il <strong>14 aprile</strong>. Ma quei piani sono stati abbandonati quando la voce si è diffusa all&#8217;incontro degli esercenti di Las Vegas di fine marzo, che si sono dimostrati a dir poco furiosi per non essere stati ufficialmente informati. Non ha contribuito nemmeno la schieramento di illustri nomi, tra cui James Cameron e Todd Phillips, a favore degli esercenti.</p>
<p><em><strong>5) Perché Disney e Paramount non hanno aderito all&#8217;Home Premiere, nonostante Bob Iger (Disney) è stato molto chiaro sulla volontà di ridurre le finestre?</strong></em></p>
<p>Paramount è preoccupata per la pirateria, mentre la Disney ha detto agli espositori che vuole fare alcuni test e tenerli nel ciclo. Ma gli studios rivali considerano Disney come &#8220;l&#8217;elefante nella stanza&#8221;, viste le dichiarazioni di Iger riguardo la possibile distribuzione di nuove release su piattaforme multiple in contemporanea.</p>
<p><em><strong>6) DirecTV è l&#8217;unica azienda che offre VOD Premium?</strong></em></p>
<p><strong>Comcast</strong> e la società di streaming <strong>Vudu</strong> hanno intenzione di testare il VOD Premium in alcuni mercati selezionati nei prossimi mesi, sebbene prossimamente il servizio potrebbe anche cambiare radicalmente. Infatti ci sono anche voci secondo cui l&#8217;Home Premiere verrebbe considerato come un test della durata limitata di sei mesi.</strong></p>
<p><em><strong>7) Avrà realmente successo?</strong></em></p>
<p>Indipendentemente dal fatto che possa funzionare a livello economico, gli studios affermano che ci vogliono provare. Inoltre Home Premiere è anche un modo per introdurre il concetto di &#8221;Premium&#8221; e di sperimentare tempi e prezzi. In ogni caso è difficile trovare un dirigente che pensi realmente che il servizio possa rendere fruttuosamente. Gli esercenti affermano che 30 dollari è un prezzo troppo elevato, soprattutto se si considera che molti DVD sono disponibili 90-120 giorni dopo l&#8217;uscita in sala di un film.</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/7-key-questions-surrounding-directvs-179971">THR</a></em></p>
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		<title>Copyright: continua la battaglia delle major contro Zediva, mentre in UK non passa il &#8220;fair use&#8221; sostenuto da Google</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:48:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Passa al contrattacco il sito che offre a 2 dollari film appena usciti in home video. Intano, in Gran Bretagna, una commissione governativa boccia l'ipotesi di togliere le restrizioni al diritto d'autore on line.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un momento in cui l&#8217;offerta legale di <strong>film in streaming</strong> prende sempre più piede attraverso l&#8217;ascesa di <strong>Netflix </strong>ed altri sistemi di noleggio on line come <strong>YouTube Movies</strong>, continua ad essere controversa e sfumata la linea tra pirateria e VOD nella causa che vede contrapposti gli Studios americani al sito internet <strong>Zediva</strong>.</p>
<p>Lo scorso mese, le major <strong>Warner Bros</strong>, <strong>Disney</strong>, <strong>20th Century Fox</strong>, <strong>Paramount </strong>e <strong>Universal </strong>hanno portato in tribunale la società californiana, reclamando il risarcimento danni e la chiusura del sito che chiede ai suoi utenti un contributo di 1.99 dollari per affittare film in primissima visione, cioè non ancora disponibili sulle principali piattaforme di vendita e noleggio sul web. </p>
<p>Un comportamento che assicura a <strong>Zediva </strong>un notevole vantaggio competitivo su <strong>Amazon</strong>, <strong>iTunes</strong> e la stessa <strong>Netflix</strong>, che ha già affrontato con molti degli Studios in causa la questione della &#8220;window&#8221; tra uscita in homevideo e uscita sul proprio catalogo, specialmente on line, stabilita per lo più a 28 giorni dalla release nei videostore. </p>
<p>Ora però <strong>Zediva </strong>- secondo quanto riferito da <em><a href="http://www.wired.com/threatlevel/2011/05/zediva-countersues-mpaa/">Wired </a></em>- starebbe passando al contrattacco,  negando l&#8217;accusa mossa dalla <strong>Motion Picture Association of America</strong> di aver infranto le regole sul copyright e richiedendo l&#8217;approvazione da parte del giudice della sua nuova tipologia di servizio.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/Zediva.jpg"><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/Zediva.jpg" alt="" title="Zediva" width="550" height="354" class="aligncenter size-full wp-image-2227" /></a>La difesa sostiene infatti che l&#8217;offerta di <strong>Zediva </strong>consiste semplicemente nel rendere disponibili su richiesta i DVD acquistati all&#8217;ingrosso, vale a dire né più né meno di quello che fanno normalmente i videonoleggi, solo in versione digitale. </p>
<p>Un&#8217;ipotesi che se approvata dal punto di vista giudiziario, metterebbe con tutta probabilità a serio rischio il delicato equilibrio raggiunto tra l&#8217;industria cinematografica e il nascente business del  <strong>video on demand</strong> via streaming. E che infatti viene scongiurata dalle major secondo cui il servizio messo in atto dal sito internet incriminato non può essere assimilabile all&#8217;home video in quanto costituirebbe proiezione pubblica dei film, seppure via web, e richiederebbe perciò una specifica licenza.</p>
<p>Intanto, sempre sul fronte del copyright, si registra in Gran Bretagna lo stop imposto dalla commissione indipendente appuntata dal Primo Ministro<strong> David Cameron</strong>, e presieduta da <strong>Ian Hargreaves</strong>, sul cosiddetto &#8220;fair use&#8221; della proprietà intellettuale su Internet, vale a dire un regime meno stringente di norme già previsto dal sistema giuridico americano e fortemente appoggiato da <strong>Google</strong>. </p>
<p>La notizia è apparsa su <em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/uk-film-tv-directors-support-190258">Hollywood Reporter</a></em>, che sottolinea come la commissione, pur apportando una serie di proposte per la modifica delle attuali leggi inglesi sul copyright (tra cui la semplificazione, o &#8220;one-stop shop&#8221;, per l&#8217;ottenimento dei diritti sui contenuti digitali, e la rimozione delle restrizioni per le opere di natura parodistica), abbia dato parere negativo riguardo all&#8217;ipotesi di togliere ogni paletto all&#8217;utilizzo su Internet del materiale coperto da diritto d&#8217;autore, incassando ovviamente l&#8217;appoggio dell&#8217;associazione <strong>Directors U.K.</strong> e dell&#8217;intera industria culturale. </p>
<p>La palla passa ora al Governo britannico, ma il tema è di sicuro destinato a rimanere caldo, e non solo a Westminster.</p>
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		<title>Migliaia di nuovi film per YouTube Movies e app Android 3.1 per Google TV</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/05/youtube-movies-nuovi-film-google-tv-android-3-1-2134</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 12:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Scarface a Inceptiom, raddoppia l'offerta cinematografica del portale video. E intanto Google TV cerca la ripresa lanciando entro l'estate nuove applicazioni Android 3.1.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le major americane cominciano a guardare a <strong>Facebook </strong>e ai social network per innovare le proprie pratiche di distribuzione? Non c&#8217;è problema, <strong>YouTube</strong> resta all&#8217;avanguardia ampliando il suo catalogo rental con 3mila titoli provenienti dai principali Studios come <strong>NBC Universal</strong>, <strong>Sony Pictures</strong> e <strong>Warner Brothers</strong>, ma anche da case di produzione indipendenti. </p>
<p>Su <strong>youtube.com/movies</strong> sono già stati inseriti i primi nuovi film disponibili per il noleggio negli USA, che aggiungendosi a quelli già presenti sul portale, raggiungono una massa critica di circa 6mila lungometraggi, oltre naturalmente a tutti i contenuti già visionabili da tutti in via gratuita. Il servizio è offerto agli utenti registrati a un prezzo definito standard, almeno per il mercato americano, che varia da quasi quattro dollari per le nuove uscite a $2.99 per gli altri titoli della library. Tradotto in valuta europea, si parla di 2-2,7 euro per contenuti che saranno principalmente in risoluzione standard. </p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/youtube-movies.png"><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/youtube-movies.png" alt="" title="youtube movies" width="645" height="480" class="aligncenter size-full wp-image-2138" /></a>Se il costo sembra competitivo, ci sono però alcune condizioni per usufruire della nuova videoteca, come la scadenza di circa 30 giorni per cominciare il film affittato e il termine di 24 ore per completarne la visione in streaming. Non c&#8217;è bisogno di ulteriori iscrizioni rispetto all&#8217;account <strong>YouTube</strong> e il pagamento può avvenire via carta di credito. Sarà possibile perfino condividere e pubblicare il video in noleggio sul proprio blog, su Facebook e su Twitter, ma ovviamente agli amici apparirà solo il trailer con il link per scegliere eventualmente a loro volta un film in prestito.</p>
<p>Tra i titoli disponibili rientrano già capolavori della storia del cinema come <em>Scarface</em> e <em>Taxi Driver</em>, ma anche new release di successo come <em>Inception</em>, <em>Il discorso del re</em>, <em>Vi presento i nostri</em>, <em>The Green Hornet</em> e <em>Cattivissimo me</em>. A corredare il tutto i <strong>Movie Extras</strong>, volti a garantire &#8220;<em>a complete movie experience</em>&#8221; come la definiscono da <strong>YouTube</strong>, cioè la possibilità di visionare gratuitamente back-stage, interviste al cast e altri materiali inerenti al film scelto, più le recensioni e le info del sito <strong>Rotten Tomatoes</strong>. Un modo anche per non pescare alla cieca in un calderone che si preannuncia sempre più appetitoso. </p>
<p>Ultima nota, i film saranno disponibili via browser anche su <strong>Google TV</strong>, che intanto ha annunciatoun altro importante aggiornamento nel campo dei tablet. È atteso infatti per la fine dell&#8217;estate il lancio delle applicazioni <strong>Android 3.1</strong> sulle piattaforme di Google TV, con un sostanziale aumento delle funzionalità progredite di multitasking. </p>
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		<title>Blowin’ in the Web: la Rete e il mercato del cinema</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 11:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell' eBook di Giandomenico Celata una riflessione sulle occasioni offerte da Internet al settore dell'audiovisivo e sulle minacce, vere o presunte, della pirateria. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Internet è un&#8217;opportunità o una minaccia?</em>&#8221; A cercare di fare il punto sulla questione amletica dei media contemporanei è il prof. <strong>Giandomenico Celata</strong> dell&#8217;Università La Sapienza di Roma, che partendo dall&#8217;esempio offerto dal settore della musica ha riunito i principali modelli econometrici relativi al rapporto tra la Rete e l&#8217;industria audiovisiva nell&#8217;eBook <em>Blowin’ in the Web</em>, presentato ieri sera nella sede capitolina dell&#8217;Agis-Anec tra ospiti di spicco come l&#8217;AD e DG di Universal NBC <strong>Richard Borg</strong>, il vice presidente e AD di Medusa <strong>Giampaolo Letta</strong>, il DG Cinema <strong>Nicola Borrelli </strong>e <strong>Paolo Protti</strong>, &#8220;padrone di casa&#8221; del dibatto in quanto presidente dell&#8217;Associazione Generale Italiana Spettacolo e dell&#8217;Associazione Nazionale Esercenti Cinema.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi Internet spaventa</em>&#8220;, è questo secondo <strong>Celata </strong>il nodo centrale del problema, ma &#8220;<em>la stessa cosa successe con la tv, poi con le cassette e i dvd che fecero concorrenza alla stampa e alla musica perché il tempo fisico a disposizione dell&#8217;utente è limitato. Così accade oggi con l&#8217;esplosione dei canali satellitari e digitali</em>&#8220;. Gli effetti sono stati attenuati negli ultimi anni da una &#8220;bolla&#8221;, dalla continua spinta a &#8220;<em>cambiare piattaforma e ricostruire le library familiari</em>&#8220;, ma il web porta con sé stravolgimenti che vanno oltre la dotazione tecnologica. </p>
<p>&#8220;<em>Il digitale tende a ridare sovranità al consumatore</em> &#8211; spiega l&#8217;autore -<em> ma questa è anche una chance. I contenuti oggi sono accessibili in qualunque luogo e in qualunque momento, inoltre con i social network, lo streaming e il downloading è possibile superare i limiti dell&#8217;<em>experience good</em>, cioè del prodotto che deve essere obbligatoriamente consumato prima di valutarne il rapporto qualità-prezzo</em>&#8220;. Le imprese, tanto della musica quanto dell&#8217;audiovisivo, hanno però reagito &#8220;<em>chiudendosi a riccio e individuando nel  file-sharing il nemico da abbattere anziché un altro mercato</em>&#8220;. Il problema consiste allora nel definire le caratteristiche di questa nuova realtà: per farlo <strong>Celata </strong>si è rivolto ai modelli elaborati negli USA, da cui nel complesso emergono trend rilevanti come &#8220;<em>il declino del downloading rispetto ad altre forme come lo streaming, a dimostrazione che gli utenti del web non manifestano alcuna mania per la collezione</em>&#8221; e, dato ancora più importante, che &#8220;<em>solo per il 25% di chi scarica la pirateria ha un effetto di sostituzione, mentre per il restante 75% l&#8217;effetto è quello della promozione</em>”. </p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/blowin-web.jpg"><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/blowin-web.jpg" alt="" title="blowin web" width="235" height="332" class="aligncenter size-full wp-image-2125" /></a></p>
<p>Internet rappresenterebbe quindi &#8220;<em>un grande mercato</em>&#8220;, destinato a crescere proporzionalmente alla disponibilità di banda larga e potenzialmente in grado di sostenere l&#8217;audiovisivo: &#8220;<em>È chiaro come il web costituisca una minaccia vera e temibile per il mercato dell&#8217;home video, ma l&#8217;esperienza americana ci riporta i casi esemplari di <strong>Blockbuster </strong>e <strong>Netflix</strong>. Il primo si gingillava con la pirateria, ed è fallito. <strong>Netflix </strong>invece ha investito in piattaforma ed ha resistito. Ma ci sono anche alti indicatori come l&#8217;acquisto di <strong>Nbc Universal</strong> da parte di <strong>Comcast </strong>o la rivalità tra <strong>Walmart</strong> e <strong>Itunes</strong></em>&#8220;. Il problema, secondo <strong>Celata</strong>, non sussiste invece per produttori ed esercenti: &#8220;<em>Si va al cinema per partecipare a un evento, è un luogo di socializzazione. Quanto più le sale riusciranno a valorizzare questa funzione, tanto più la manterranno totalmente, sempre se aiutatati dai titoli proposti</em>&#8220;. Altro elemento che potrebbe avvantaggiarsi non poco della Rete sono infine le library, che il web &#8220;valorizza come mai accaduto prima e come nessuna tv potrà mai fare&#8221;. </p>
<p>Non la pensa proprio così <strong>Paolo Protti</strong>, che ci tiene a rimarcare la distinzione tra Internet e pirateria: &#8220;<em>Possiamo discutere del cambiamento, magari dando maggiore accesso e più facile al web  o andando a modificare le windows, viste come un momento oscurantista per alcuni versi e per altri come baluardo della sala. Questo però vuol dire ragionare in termini di legalità</em>&#8220;. <strong>Richard Borg</strong>, la cui major si trova in prima linea rispetto agli stravolgimenti descritti, parla invece della piccola rivoluzione già in atto negli Usa, dove &#8220;<em>dal primo aprile gran parte delle case di produzione e distribuzione hanno avviato un tentativo commerciale di proporre video on demand in maniera anticipata rispetto alle canoniche 16 settimane dall’uscita dei film in sala</em>&#8220;. Significativo, secondo il leader di <strong>NBC Universal</strong>, risulta però che per avviare questo nuovo corso non sia stata scelta la Rete: &#8220;<em>Il web non è controllabile, quindi si è deciso di usare i canali satellitari o il digitale terrestre. D&#8217;altra parte parliamo di profit company, se il prodotto non vende sono destinate a fallire</em>&#8220;. </p>
<p>Simile la posizione di <strong>Giampaolo Letta</strong>, secondo cui &#8220;<em>non si arriverà così velocemente alla sostituzione dei mezzi tradizionali, che convivranno ancora per lungo tempo con i nuovi. Sta a noi stabilire come, in modo che non succeda al cinema ciò che è avvenuto all&#8217;industria discografica, oggi completamente dissestata</em>&#8220;. Anche l&#8217;AD di<strong> Medusa</strong> condanna in primo luogo la pirateria: &#8220;<em>La fruizione illegale sul web costa  al settore cinema più di 500 milioni di euro all’anno, più di un terzo dell&#8217;intero mercato sala e home video. Bisogna dire no all’anarchia della Rete, che richiede assolutamente un controllo</em>&#8220;. </p>
<p>C&#8217;è però anche chi ritiene la normativa italiana in merito già piuttosto articolata e soddisfacente: &#8220;<em>la stima presentata da Letta va studiata nei minimi particolari</em>&#8220;, segnala in un intervento non programmato <strong>Nicola Borrelli</strong>, Direttore generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. &#8220;<em>Il digitale è una rivoluzione che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi, e non credo che sia un fenomeno facilmente governabile. Nel nostro Paese ci sono leggi a sufficienza, il problema è trovare il modo di applicarle</em>&#8220;. Secondo Borrelli, inoltre, i cambiamenti apportati da Internet sono &#8220;<em>quasi completamente neutri rispetto alla sala cinematografica, se questa sarà capace di riposizionarsi diventando contenitore di altre attività dello spettacolo e contribuendo a rimettere in circolazione film di culto che intere generazioni non hanno ancora visto al cinema</em>&#8220;. Per tutte queste ragioni, conclude Borrelli, &#8220;<em>Internet costituisce un’opportunità. Non credo che la pirateria sia in grado di spiazzare completamente il contenuto reale. Spesso gli utenti web scaricano qualcosa che non avrebbero assolutamente intenzione di comprare, quindi differenziando le politiche di prezzo e di marketing, anche la Rete può essere un&#8217;occasione da cogliere</em>&#8220;.</p>
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		<title>Hop e la sua campagna promozionale cross-mediatica</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/03/hop-e-la-sua-campagna-promozionale-cross-mediatica-1912</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 23:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hop è il nuovo film della Illumination Entertainment di Chris Meledandri, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in questo post visto che ha intenzione di raddoppiare la produzione dello studio dopo il grandissimo successo di Cattivissimo Me. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Hop </strong></em>è il nuovo film della <strong>Illumination Entertainment </strong>di <strong>Chris Meledandr</strong>i, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/03/chris-meledandri-raddoppia-la-produzione-della-illumination-entertainment-1907">questo post</a> visto che ha intenzione di <strong>raddoppiare la produzione </strong>dello studio dopo il grandissimo successo di<em><strong> Cattivissimo Me</strong></em>. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare sulle sue gambe, e il suo fondatore ha grandi aspettative per i prossimi anni.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="embed-screenweek" href="http://www.screenweek.it/film/23964-Hop/poster/121171"><img class="aligncenter" src="http://static.screenweek.it/2011/3/5/hop-poster-italia-2_mid.jpg" alt="Hop Poster Italia 2" width="346" height="512" /></a></p>
<p>Hop è <strong>il primo banco di prova</strong> della Illumination dopo i fasti dello scorso anno: si tratta di un film che <strong>mescola sapientemente CG e live action</strong> e ha come protagonisti in carne ed ossa <a href="http://www.screenweek.it/star/1513-James-Marsden">James Marsden</a> e <a href="http://www.screenweek.it/star/1633-Kaley-Cuoco">Kaley Cuoco</a>, mentre le voci di personaggi animati in lingua originale sono di <a href="http://www.screenweek.it/star/4350-Russell-Brand">Russell Brand</a>, <a href="http://www.screenweek.it/star/153-Hugh-Laurie">Hugh Laurie</a> e tanti altri.</p>
<p>Il regista del film è <a href="http://www.screenweek.it/star/7938-Tim-Hill">Tim Hill</a>, che ha già una notevole esperienza nel mix CG-live action visto che ha diretto in passato <strong>Alvin Superstar</strong> (360 milioni di dollari!).</p>
<p>Nonostante la lavorazione di Hop sia durata anni, il trailer con le prime immagini è è stato mostrato solo a febbraio. Prima del <strong>Super Bowl </strong>si sapeva non molto della pellicola e l&#8217;intera promozione è sbocciata proprio con l&#8217;evento sportivo e televisivo più seguito d&#8217;America.</p>
<p>Dopo il trailer sono iniziati a piovere numerosi materiali ogni settimana, ma il punto forte della campagna è senza dubbio<strong> il ricco ventaglio di proposte di interazione e promozione</strong> collegate ai social network, ai dispositivi mobili e ad altri tipi di media.</p>
<p>Basta andare sul <strong>sito ufficiale del film </strong>(http://www.iwantcandy.com/) per capire la portata del fenomeno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Schermata-2011-03-22-a-23.53.30.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1920" title="Schermata 2011-03-22 a 23.53.30" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Schermata-2011-03-22-a-23.53.30.png" alt="" width="673" height="479" /></a></p>
<p>Abbiamo un classico collegamento alla <strong><a href="http://www.facebook.com/hop?sk=app_143596525704755">pagina Facebook</a> </strong>ufficiale del film, che attualmente vanta già ben <strong>370mila fan</strong>, un numero considerevole per un film a due settimane dalla sua uscita che non fa parte di un franchise noto al grande pubblico.</p>
<p>Nella pagina ci sono <strong>numerose modalità di interazione e intrattenimento </strong>per tutte le fasce d&#8217;età, che vanno da giochi a concorsi istantanei, e il numero di fan è già indice del suo successo.</p>
<p>Nel sito sono presente inoltre <strong>cinque videogame,</strong> molto semplici e coinvolgenti, ma anche il link ad una <a href="http://itunes.apple.com/us/app/hop-on-drums/id423942765?mt=8"><strong>App</strong> per iPhone</a> e iPad. Si tratta di &#8220;<strong>Hop On Drums&#8221;</strong> ed è un&#8217;applicazione gratuita che permette agli utenti di suonare la batteria proprio come il divertente protagonista del film.</p>
<p>Ma la vera novità consiste in quello che è stato definito come &#8220;<strong>il primo cross-over in un gioco per un dispositivo mobile&#8221;</strong>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<p>Infatti <strong><a href="http://itunes.apple.com/us/app/doodle-jump-hop-the-movie/id424660922?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4">Doodle Jump</a> </strong>è un noto game per iPhone e iPod Touch creato da <strong>Lima Sky</strong> scaricato negli scorsi mesi in diverse milioni di copie. I suoi giocatori da pochi giorni hanno a disposizione <strong>un aggiornamento gratuito</strong> che gli permette di continuare a giocare al loro videogame però utilizzando nuovi livelli in cui il protagonista diventa appunto E.B., il protagonista di Hop.</p>
<p>Per tutte le persone che scaricheranno il gioco per la prima volta, il livello sarà invece già compreso. Con l&#8217;avvicinarsi della Pasqua, non può che incrementare il successo del gioco stesso e della pellicola. Non è la prima volta che un gioco per iPhone si presta ad un film, visto che qualche settimana fa vi avevamo presentato l&#8217;esempio di <strong><a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/02/rio-e-la-sua-campagna-crossmediale-1741">Angry Birds- Rio</a></strong>, ma in quel caso<strong> era un videogame creato ad hoc </strong>per la promozione della pellicola e non una potenziale integrazione come per Doodle Jump, quindi sono casi simili di promozione ma non identici.</p>
<p>Si può notare come ultimamente si stanno sperimentando sempre di più <strong>campagne transmediali cinematografiche</strong>, e i risultati di Rio e Hop (se fossero estremamente positivi) potrebbero far optare su questa strada anche le più importanti pellicole in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Non è tutto: sempre dal sito ufficiale un link indirizza verso un concorso associato a<strong> Xfinity Tv,</strong> un sistema di intrattenimento on-demand molto popolare che fornisce tramite internet film e serie televisive. La possibilità di vincere un computer al giorno è decisamente allettante e anche in questo caso la promozione reciproca è sicuramente un successo.</p>
<p>Ci si rende sempre più conto di come si stia passando dal promuovere film con <strong>i principali brand (alimentari e non) </strong>verso <strong>prodotti d&#8217;intrattenimento virtuali</strong>, che sulla carta possono sembrare meno concreti di un gadget per bambini nei cereali, ma che sembrano avere <strong>grande appeal sui giovani e sugli adulti</strong>. Perché anche se si tratta di un film per bambini, ricordiamo che sono sempre i &#8220;grandi&#8221; a tirar fuori i soldi per i biglietti.</p>
<p><strong>Hop</strong> sarà nelle sale italiane e americane dal <strong>1 aprile 2011</strong>. Per tutti i materiali, le news e i video sul film basta cliccare sulla scheda qui sotto.</p>
<p><script src="http://www.screenweek.it/j/embed.js" type="text/javascript"></script><script type="text/javascript">swEmbed('movie', 23964, { 'width':640, 'theme':'blue' });</script></p>
<p>Fonti: <em>ScreenWeek, The Hollywood Reporter, Facebook</em></p>
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		<title>Oltre 100 schermi per Mostri contro Alieni in 3D</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/03/oltre-100-schermi-per-mostri-contro-alieni-285</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 14:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[DreamWorks Animation]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[mostri contro alieni]]></category>
		<category><![CDATA[Universal]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre gli alieni attaccavano il &#8220;nostro&#8221; blog dedicato a Mostri contro Alieni, distraendo la mia attenzione, il film riusciva nell&#8217;impresa di contribuire in modo determinante all&#8217;invasione del 3D nei cinema italiani. Stiamo infatti passando dai poco più di 40 schermi 3D che hanno programmato Viaggio al centro della terra 3D agli oltre 100 che, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli alieni <a href="http://www.mostricontroalieni.com/2009/03/il-blog-di-mostri-contro-alieni-attaccato-dagli-alieni-20.php">attaccavano</a> il &#8220;nostro&#8221; blog dedicato a <a href="http://www.mostricontroalieni.com/">Mostri contro Alieni</a>, distraendo la mia attenzione, il <a href="http://www.screenweek.it/film/2360-Mostri-contro-Alieni">film</a> riusciva nell&#8217;impresa di contribuire in modo determinante all&#8217;invasione del <a href="http://www.screenweek.it/3d">3D nei cinema italiani</a>.</p>
<p>Stiamo infatti passando dai poco più di 40 schermi 3D che hanno <a href="http://www.cineguru.biz/2009/01/comunicato-stampa-straordinario-debutto-per-il-primo-lungometraggio-live-action-nella-storia-del-cinema-interamente-realizzato-in-3d-111">programmato</a> <a href="http://www.screenweek.it/film/7102-Viaggio-al-centro-della-Terra-3D">Viaggio al centro della terra 3D</a> agli oltre 100 che, in base a quanto dichiarato da <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=2059&amp;Itemid=1">Marco d&#8217;Andrea al Giornale dello Spettacolo</a>, programmeranno il nuovo film <strong>DreamWorks Animation</strong>.</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
<p><span id="more-285"></span><br />
Nel frattempo, grazie anche alle segnalazioni di un utente, abbiamo aggiornato le <a href="http://blog.screenweek.it/3d">nostre pagine relative ai film in 3D</a>. Sembra che <strong>Medusa</strong> abbia acquisito <a href="http://www.screenweek.it/film/18318-My-Bloody-Valentine-3-D">My Bloody Valentine 3D</a>, e <strong>Eagle</strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/19800-Oceans-3D-Voyage-of-a-Turtle">Oceans 3D: Voyage of a Turtle</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/21157-Step-Up-3-D">Step Up 3D</a>, entrambe attesi per il 2010.</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
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		<title>La Universal abbandona le trattative con DreamWorks</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/02/la-universal-abbandona-le-trattative-con-dreamworks-188</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 20:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Dreamworks]]></category>
		<category><![CDATA[Spielberg]]></category>
		<category><![CDATA[Universal]]></category>

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		<description><![CDATA[La Universal Pictures ha annunciato di aver interrotto le trattative con la DreamWorks per un accordo di distribuzione a causa di continue richieste di modifiche ad accordi precedentemente presi. DreamWorks, dal canto suo, ha confermato di avere in corso trattative per un analogo accordo con la Disney che al momento sembra essere l&#8217;unica azienda interessata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Universal Pictures</strong> ha annunciato di aver interrotto le trattative con la <strong>DreamWorks</strong> per un accordo di distribuzione a causa di continue richieste di modifiche ad accordi precedentemente presi.</p>
<p><strong>DreamWorks</strong>, dal canto suo, ha confermato di avere in corso trattative per un analogo accordo con la <strong>Disney</strong> che al momento sembra essere l&#8217;unica azienda interessata a distribuire il prodotto della società di <strong>Spielberg</strong>, dopo che in passato sie ra parlato anche della <strong>Fox</strong> come di un possibile partner internazionale.</p>
<p>[<a href="http://www.hollywoodreporter.com/hr/content_display/news/e3if08da6d1db7f9cb4ab17c7dde089c999">Fonte</a>]</p>
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