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	<title>CineGuru &#187; Twitter</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Video online: Facebook batte Twitter nello share, gli utenti mobile più &#8220;fedeli&#8221; di quelli tradizionali [Infographic]</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/video-online-facebook-batte-twitter-nello-share-gli-utenti-mobile-piu-fedeli-di-quelli-tradizionali-infographic-3223</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile sono più "pazienti" e usano prevalentemente iPhone. Negli USA, per ogni video condiviso su Twitter ci sono 8 share su Facebook, in Italia 17. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>YouTube</strong> mantiene ben saldo il proprio primato nella fruizione di <strong>video online</strong>. Secondo le ultime stime, rivelate da <a href="http://www.reuters.com/article/2012/01/23/us-google-youtube-idUSTRE80M0TS20120123"><em>Reuters</em></a>, l&#8217;ammontare delle sue<strong> visualizzazioni mensili</strong> avrebbe superato quota <strong>4 miliardi</strong>, in crescita del 25% negli ultimi otto mesi. <strong>60</strong> sono invece le <strong>ore di upload al minuto</strong>, in decisa crescita rispetto alle 48 dichiarate lo scorso maggio. Merito in parte dei contenuti originali che il portale di <strong>Google</strong> ha cominciato a produrre anche in partnership con personaggi chiave dello showbiz, quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>, per competere con i grandi network statunitensi. Per ammissione dello stesso sito, gran parte dell&#8217;incremento si deve tuttavia allo sforzo sostenuto per diffondersi su varie piattaforme come <strong>smartphone e tablet</strong>. Quanto influiscono i <strong>dispositivi mobili</strong> sul <strong>consumo di video online</strong>? Vi proponiamo un&#8217;<strong>infografica</strong> elaborata a proposito dall&#8217;host di web video <a href="http://wistia.com/blog/movies-on-the-move-video-engagement-on-desktops-vs-mobile-devices-infographic/"><strong>WISTIA</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3226" title="mobileinfographic 1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-1.jpg" alt="" width="580" height="544" /></p>
<p><span id="more-3223"></span></p>
<p>Basandosi sul report trimestrale di <strong>Ooyala</strong>, che prende in considerazione il comportamento di più di <strong>100 milioni di visitatori unici</strong>, l&#8217;infographic mostra prima di tutto come gli utenti che fruiscono i video tramite device di tipo mobile siano <strong>più &#8220;pazienti&#8221;</strong>, nel senso che portano a  termine la visione di almeno 3/4 di un video in misura addirittura doppia rispetto ai classici<em> desktop viewers</em>. La leadership dei dispositivi mobili utilizzati per la visione online va agli <strong>iPhone</strong>, con una fetta di ben il 71,8%, seguiti da quelli <strong>Android</strong> con un distacco di più di 50 punti percentuali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3227" title="mobileinfographic 2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-2.jpg" alt="" width="580" height="997" /><br />
A conferma dalla prima tendenza mostrata dai grafici, emerge inoltre che i <strong>tablet</strong> si prestano alle <strong>visualizzazioni di 10 minuti o più</strong> di web video, mentre al computer prevale un uso molto più rapido e frammentario che non arriva nemmeno a un minuto. La situazione appare invece più equilibrata per quanto riguarda i telefonini. Allo stesso modo, la percentuale di spettatori realizzati sui diversi dispositivi cambia a seconda che si parli di video guardati quasi fino alla fine o per la porzione minima di un quarto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3228" title="mobileinfographic 3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-3.jpg" alt="" width="580" height="743" /></p>
<p>Interessante infine il confronto tra la potenza di <strong>Twitter e Facebook</strong> nel <strong>video sharing</strong>, dove i cinguettii appaiono sconfitti tanto nel Nord America quanto in molti Paesi europei e asiatici, eccezion fatta per il Giappone. Negli <strong>USA</strong>, il rapporto tra lo share via Twitter e via Facebook e di <strong>1 a 8</strong>, in Italia raggiunge la proporzione quasi record (seconda solo a Taiwan) di 1 a 17.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3229" title="mobileinfographic 4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/mobileinfographic-4.jpg" alt="" width="580" height="461" /><br />
Chi realizza video per il web è perciò avvertito: pensare in anticipo al canale prediletto su cui si desidera che avvenga la fruizione e in generale ottimizzare i contenuti anche per i dispositivi mobili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stop Online Piracy Act: la rivolta del web (e non solo) al disegno di legge antipirateria USA</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/stop-online-piracy-act-la-rivolta-del-web-e-non-solo-al-disegno-di-legge-usa-2917</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal leader dei Democratici Nancy Pelosi al Parlamento Europeo, aumentano i "no" opposti al disegno di legge antipirateria in discussione al Congresso USA, ritenuto eccessivamente evasivo riguardo alla definizione delle fattispecie perseguibili di violazione del copyright, nonché lesivo dei diritti degli utenti del web. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa alla <strong>Camera del Congresso degli Stati Uniti</strong> si sono aperte ufficialmente le audizioni riguardo al controverso <strong>Stop Online Piracy Act (SOPA)</strong>, un disegno di legge volto a <strong>coinvolgere i provider</strong> nel contrasto alla violazione del copyright in Rete e ad <strong>aumentare lo spazio di manovra delle aziende e dello stesse autorità federali</strong> nell&#8217;oscuramento delle pagine web in cui vengono sfruttati illegalmente contenuti coperti da diritto d&#8217;autore. Ma nonostante l&#8217;appoggio bipartisan alla lotta alla pirateria e la forte attività di lobbying delle major dell&#8217;entertainment,<strong> cresce il fronte dell&#8217;opposizione</strong> che osteggia una normativa considerata di natura eccessivamente censoria.   <img class="aligncenter size-full wp-image-2785" title="Piracybasic" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/Piracybasic.jpg" alt="" width="400" height="300" /> <span id="more-2917"></span> I primi ad esprimere il proprio dissenso sono stati naturalmente <strong>Google</strong>, i <strong>social network</strong> come <strong>Twitter e Facebook</strong> e altri grandi player del web come<strong> eBay</strong>, che hanno inviato una <strong>lettera congiunta al Congresso</strong> in cui chiedevano in modo esplicito di non essere trasformati nella<em><strong> &#8220;guardia costiera di Internet contro i pirati&#8221;</strong></em> (<a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/google-facebook-congress-dont-expect-us-police-piracy-32800"><em>The Wrap</em></a>). Mentre le compagnie appoggiano l&#8217;ampliamento dei poteri del <strong>Dipartimento di Giustizia</strong> nei confronti dei<strong> siti esteri</strong> che non rispettano la proprietà intellettuale, più preoccupante appare loro la parte del progetto di legge che gli attribuirebbe <em><strong>&#8220;nuove e imprecisate responsabilità&#8221;</strong></em> che richiederebbero un <strong>monitoraggio costante della Rete</strong>, con <em>&#8220;effetti reali imprevedibili&#8221;</em> sulla libertà di espressione del pensiero dei tanti utenti web che agiscono nell&#8217;arco della legalità, finendo perfino per giustificare <em><strong>&#8220;sottili forme di censura&#8221;</strong></em> simili a quelle vigenti nei <strong>regimi autoritari</strong>.</p>
<p>La visione ovviamente non è condivisa dall&#8217;<strong>industria dell&#8217;intrattenimento</strong>, secondo cui (dati dell&#8217;organizzazione antipirateria <strong>Creative America</strong>) la priorità assoluta rimane bloccare i siti malevoli da cui, ad esempio, <strong>ogni giorno</strong> vengono scaricati o visti illegalmente in streaming ben <strong>500 mila film</strong>. I grandi media cominciano tuttavia a trovarsi più isolati: alla fine della scorsa settimana <strong>Nancy Pelosi</strong>, ex-speaker e <strong>capogruppo dei Democratici alla Camera</strong>, ha espresso su <strong>Twitter</strong> il proprio <strong>dissenso verso il SOPA</strong> e l&#8217;esigenza di <em>&#8220;trovare una soluzione migliore&#8221;</em> rispetto a un quadro legislativo che rischia di<em> &#8220;spezzare la rete&#8221;</em> (<a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/darrell-issa-stop-online-piracy-act-has-no-chance-passage-32869?page=0,1"><em>The Wrap</em></a>). In seguito al tweet, il suo team ha inoltre rilasciato una nota in cui vengono chiarite le ragioni del dissenso: <em></em></p>
<p><em>&#8220;Pelosi è <strong>a favore della protezione della proprietà intellettuale</strong>. Il problema dei siti che attirano in maniera fraudolenta i consumatori è molto serio e merita l&#8217;attenzione del legislatore&#8221;,</em> eppure dalla stessa Rete e dai<strong> gruppi a difesi dei diritti umani</strong> e della sicurezza sul web si sollevano proteste contro il SOPA poiché<em> &#8220;non assicura il giusto bilanciamento dei diritti di chi detiene il copyright e degli utenti di Internet&#8221;.</em></p>
<p>Ma anche un rappresentante repubblicano dello Stato della California, <strong>Darrell Issa</strong>, ha dichiarato il proprio scetticismo rispetto a una legge che avrebbe innumerevoli effetti collaterali: <em>&#8220;Il Congresso si sta accorgendo che <strong>non può semplicemente bastonare Google come una piñata</strong>&#8220;</em>. Critiche a cui si sono aggiunte addirittura quelle del<strong> Parlamento Europeo</strong>, che venerdì ha emanato a larga maggioranza una risoluzione per sottolineare <em>&#8220;la <strong>necessità di tutelare l&#8217;integrità di Internet</strong> a livello globale e la libertà di comunicazione, impedendo la possibilità di azioni unilaterali in grado di bloccare gli i domini o gli indirizzi IP&#8221;</em> (<a href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/244247/european_parliament_joins_criticism_of_sopa.html"><em>Pc World</em></a>). Ancora una volta a venire in rilievo è la controversa norma che attribuirebbe al <strong>Governo</strong> americano la <strong>facoltà di intervenire su Internet a livello internazionale</strong>, oscurando non solo i domini<strong> .com</strong>, ma anche <strong>.org</strong> e <strong>.net</strong>, spesso utilizzati da milioni di soggetti non rientranti sotto la giurisdizione statunitense, oltre che la definizione &#8220;a maglie larghe&#8221; di <strong>contenuto illecito</strong>, che fa intravedere a molti i tratti della <strong>censura</strong>. <strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.wired.com/threatlevel/2011/11/blacklist-bill-analysis/"><em>Wired</em></a></strong> ha definito retorica, ma non ingiustificata, l&#8217;affermazione della rappresentante democratica dello Stato della California, <strong>Zoe Lofgren</strong>, secondo cui questa legge <em><strong>&#8220;significherebbe la fine della Rete come la conosciamo oggi&#8221;</strong></em>, per il potere concesso ai <strong>privati</strong>, detentori di copyright, di <strong>ottenere il blocco dei siti</strong>, <strong>delle loro entrate pubblicitarie e dei loro flussi finanziari, senza nemmeno il bisogno di rivolgersi a un giudice</strong>, nonché per la vaghezza nel descrivere i <strong>siti</strong> colpevoli, secondo il testo in discussione alla Camera tutti quelli che<strong><em> &#8220;permettono o facilitano lo sfruttamento illecito della proprietà intellettuale&#8221;</em></strong>. E la lista di questi siti, secondo <em>Wired</em>, è in realtà<em> &#8220;una legione&#8221;</em>, che va <em>&#8220;dall&#8217;hub di contenuti gratuiti <strong>Pirate Bay</strong> ai sistemi di archiviazione online come <strong>DropBox o Box.net</strong>&#8220;</em>, passando inoltre per tutti i<strong> portali di user-generated-content</strong> come <strong>YouTube</strong>. Il rischio, secondo il magazine specializzato nel settore hi-tech, è che <strong>le major</strong> si attivino presso le società finanziarie per <strong>tagliare i fondi ai siti presi di mira</strong>, senza neppure preoccuparsi di accertare che i contenuti siano effettivamente lesivi del diritto d&#8217;autore: <em>&#8220;E se non credete possibile che le banche obbediscano volontariamente e senza battere ciglio a un ordine proveniente da un privato, prendete il caso WikiLeaks, che è quasi defunto perché istituti come Bank of America, PayPal, MasterCard, Visa e altri hanno interretto le donazioni indirizzate al sito [..] Nessun giudice ha ordinato alle banche di prendere tale provvedimento, e WikiLeaks non è mai stata incriminata per alcun reato negli Stati Uniti&#8221;</em>.</p>
<p>E anche la popolarissima rivista <a href="http://techland.time.com/2011/11/17/sopa-wont-stop-online-piracy-would-censor-everyone-else/?iid=tl-main-feature"><em><strong>Time</strong></em></a> si è espressa contro i potenziali effetti del SOPA, che <em><strong>&#8220;non fermerà la pirateria ma in compenso censurerà tutti gli altri&#8221;</strong></em>, come titolava giovedì un commento di <strong>Matt Peckham</strong>:</p>
<p><em>&#8220;Se approvata, la legge permetterà al <strong>Governo</strong> di mettere<strong> in lista nera qualsiasi sito web</strong> contenete materiale che viola il copyright, inibendone l&#8217;accesso tramite <strong>un sistema di filtri DNS</strong> simile a quello utilizzato dalla <strong>Cina </strong>e dall&#8217;<strong>Iran</strong>. Ma cos&#8217;è il &#8216;materiale che viola il copyright&#8217;? Tutto, da <strong>brevi post su un web forum o sul social network</strong> fino ai <strong>link spediti via email</strong>. Inoltre, il sito web può essere ritenuto responsabile di qualsiasi contenuto illecito, e il Governo avrebbe la facoltà di bloccare i pagamenti al proprietario di quel sito e di imporre ai motori di ricerca di rimuoverlo dai risultati&#8221;</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caso Kutcher: Twitter, opportunità o boomerang per le star?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/caso-kutcher-twitter-opportunita-o-boomerang-per-le-star-2856</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ashton Kutcher si esprime in maniera avventata con un tweet  su un allenatore coinvolto in un caso di abusi su minori. È subito rivolta nel social network , che ora l’attore pensa di mettere nelle mani più sicure e oculate dei propri agenti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fattaccio risale alla settimana scorsa, quando il <strong>pioniere dei tweet</strong> tra le star di <strong>Hollywood</strong>, <strong>Ashton Kutcher</strong>, si è cacciato nei guai esprimendo pubblicamente sul web il proprio supporto a<strong> Joe Paterno</strong>,  coach  della squadra di football della Pennsylvania State University. <em>“Come si può licenziare Jo Pa? Lo trovo di pessimo gusto”</em> ha sostanzialmente scritto l’attore americano in quello spazio di massimo <strong>140 caratteri</strong> che fin’ora ha utilizzato più alacremente e con maggior efficacia rispetto a molti colleghi ben più noti di lui. Peccato che <strong>Paterno</strong> sia stato estromesso dal suo ruolo non per motivi tecnici ma a causa dello scandalo in cui è stato coinvolto un suo ex-collaboratore accusato di abusi sessuale su minorenni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2857" title="ashton kutcher twitter" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/ashton-kutcher-twitter.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><span id="more-2856"></span>Le <strong>reazioni al tweet</strong> sono state molto dure, tanto che <strong>Kutcher</strong> si è affrettato a rimuovere il post e a scusarsi, specificando di aver appreso solo in un secondo momento le ragioni della cacciata dell’allenatore, di aver pensato all’inizio che fosse stato mandato via per l’età avanzata e per i risultati ottenuti dalla sua squadra. L’attore però si è spinto oltre, annunciando che <strong>abbandonerà per un po’ il social network</strong> per capire come evitare altre situazioni spiacevoli. L’ipotesi attualmente valutata dalla star, è quella di <strong>affidare la gestione dell’account Twitter ai suoi manager</strong>, in modo da non incappare in altre gaffe clamorose come quella su <strong>Jo Paterno</strong> ma anche come quella dell’<strong>11 settembre</strong>. Mentre tutto il mondo, e soprattutto i grandi nomi dello showbiz americano, si sfidavano a commemorare nella maniera più solenne e commossa le vittime dell’attentato  di dieci anni fa alle Torri Gemelle, <strong>Kutcher</strong> scriveva  avventatamente: <em>“Questo è senza dubbio il giorno più bello dell’anno! Buongiorno, football, mio vecchio amico! Torniamo insieme per altri 5 mesi&#8221;.</em></p>
<p>Il riferimento era ovviamente alla ripresa del campionato nazionale di rugby, ma anche quella volta la passione per lo sport costò all’attore una figuraccia memorabile, seguita dalle solite scuse di rito. Il <strong>caso Kutcher</strong>, tuttavia, ha destato e continua a destare molta attenzione per lo stretto rapporto che il personaggio ha instaurato sin da subito e prima di tutti con <strong>Twitter</strong>. Celebre la <strong>sfida</strong> lanciata nel 2009<strong> alla CNN</strong>  a chi avrebbe raggiunto prima il <strong>milione di <em>followers</em></strong><em>, </em>nonché lo scambio di post con la sua famosa e più matura compagna <strong>Demi Moore</strong>, elemento che forse più di ogni altro, dopo la notevole differenza di età tra i due, ha alimentato il gossip e la popolarità della coppia.</p>
<p>Oggi, con i suoi <strong>8 milioni di <em>followers</em></strong>, Kutcher è lontanissimo dal competere con <strong>Lady Gaga</strong>, seguita già da <strong>15 milioni di utenti Twitter</strong>, ma anche con la giovane pop star<strong> Justin Bieber</strong> e con la sua fidanzatina <strong>Selena Gomez</strong>, che potrebbe presto arrivare a scalzare l’attore dalla top ten. Ma per lo <strong>star system</strong> hollywoodiano rimane un punto di riferimento, anche per la sua doppia natura di interprete e di finanziatore di diverse start up della Silicon Valley. A parte la notizia della figuraccia, ad aver risuonato sui media è stata perciò la domanda su cosa convenga fare alle star: <strong>affidarsi a professionisti della comunicazione</strong>, o continuare a <strong>curarsi personalmente del proprio Twitter</strong> che, come ricorda<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/ashton-kutcher-joe-paterno-tweet-analysis-260751"><em> Hollywood Reporter</em></a>, orami è un elemento fondamentale del conseus di un attore. È vero perciò che <em>“il web non dimentica”</em>, come ha spiegato al magazine americano l’esperto <strong>Drew Olanoff</strong>, ma ancora peggio sembra reagire confusamente come ha fatto Kutcher: <em>“Ha parlato a sproposito, OK è umano”</em>, sottolinea lo stesso analista<em> “ha fatto bene a scusarsi ma non a dichiarare che smetterà di usare Twitter. Credo sia stata una reazione impulsiva a una situazione complicata”</em>. Dopo aver annunciato di voler <em>“passare di mano”</em> il proprio account, l’attore ha però specificato meglio <strong>sul proprio blog</strong> le ragioni che lo hanno spinto verso questa decisione, in cui annovera<strong> la trasformazione di questo social network</strong> sempre più diffuso:</p>
<p><em>“Da uno strumento educativo comunitario, da uno spazio dove scambiare opinioni per incoraggiare un sano dibattito, Twitter è diventato <strong>una piattaforma  pubblicitaria di massa</strong>, dove un tweet si trasforma velocemente in notizie che vengono poi ritrasmesse in tutto il mondo”.</em></p>
<p><img class="aligncenter" title="twitter" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/twitter.jpg" alt="" width="500" height="300" /></p>
<p>Un processo che, secondo l’attore, genera informazioni distorte a gonfia le polemiche basate su di esse. Ma la sua decisione, per ora non smentita, di volersi ritirare dal gioco, secondo <em>Hollywood Reporter</em> potrebbe  rivelarsi controproducente: <em>“Gli artisti dovrebbero popolare i social network con la propria voce”</em> &#8211; afferma a proposito l’agente <strong>John Scholz </strong>della <strong>Career Artist Management</strong> &#8211; <em>“i fan sono attirati dalla personalità e dai contenuti coinvolgenti, che non possono essere generati se non dagli artisti stessi”</em>. Sembra inoltre che i social feeds creati appositamente da compagnie specializzate vengano abbandonati abbastanza presto dai <em>followers</em>, perdendo così molta della loro efficacia.</p>
<p>In alternativa, gli esperti consultati da <em>Hollywood Reporter</em>, consigliano semplicemente di attenersi alla <strong>Netiquette</strong>, che vale tanto per i comuni naviganti della Rete quanto per i grandi nomi. <em>“Le celebrità possono trarre davvero molti benefici dal mostrare il proprio ‘sé’ sui social media”</em>, spiega il presidente dalla Beck Media e Marketing, <strong>Todd Beck</strong>, <em>“ma devono essere consapevoli dei rischi e preparati alle conseguenze. Se non li conoscono, dovrebbero imparare a conoscerli. Se combinano guai, devono fare di tutto per rimettere le cose a posto nella maniera più veloce e completa possibile. Quelli che seguono le regole, che siano star o meno, tendono a essere i cittadini migliori e più rispettati del web social”</em>.</p>
<p>A differenza di quello che spesso accade nel “vecchio” piccolo schermo, nel <strong>grande reality della Rete</strong> sembrano quindi valere ancora le <strong>regole di comportamento</strong>, soprattutto quelle basilari e spontanee stabilite da ogni community proprio come nei primi, “arcaici”, forum online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/ashton-kutcher-joe-paterno-tweet-analysis-260751"><em>The Hollywood Reporter</em></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La crescita dei Social Media</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 09:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;infografico di oggi sintetizza in alcune chart la crescita dirompente dei social media, esplorandone non solo lo sviluppo, ma anche le modalità di impiego da parte degli utenti. Tra le cose più interessanti il fatto che l&#8217;accesso a Facebook via mobile è quasi quadruplicato tra il 2010 e il 2011 e che quasi il 50% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;infografico di oggi sintetizza in alcune chart la crescita dirompente dei social media, esplorandone non solo lo sviluppo, ma anche le modalità di impiego da parte degli utenti. Tra le cose più interessanti il fatto che l&#8217;accesso a <strong>Facebook</strong> via mobile è quasi quadruplicato tra il 2010 e il 2011 e che quasi il 50% degli utenti utilizza <strong>Twitter</strong>… senza mai accedere al sito, quindi via client e/o applicazioni sui telefonini. </p>
<p>Note interessanti sul rapporto tra i brand e i Social Media. Sono sempre più utilizzati per il recruitment (mi piacerebbe sapere davvero come), il 75% dei likes su Facebook è generato dall&#8217;advertising ed è ancora basso l&#8217;uso di YouTube in rapporto alla sua importanza.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/09/growthsocial.jpg" alt="Growthsocial" title="growthsocial.jpg" border="0" width="650" height="5717" /></p>
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		<title>Un pessimo spot per Twitter</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 16:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; vero, Twitter è sicuramente il mezzo di informazione più veloce ed efficace nella distribuzione di notizie più o meno felici, molto meno efficace, condivido, è il loro primo spot.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, <strong>Twitter</strong> è sicuramente il mezzo di informazione più veloce ed efficace nella distribuzione di notizie più o meno felici, molto meno efficace, <a href="http://www.adweek.com/adfreak/did-twitters-first-commercial-have-be-so-crappy-134561">condivido</a>, è il loro primo spot.</p>
<p><iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/0UFsJhYBxzY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Twitter si rinnova</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/09/twitter-si-rinnova-1308</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 09:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio social network preferito si rinnova, promette meraviglie, ma secondo molti rischia di snaturarsi per inseguire Facebook. Per ora visto solo un video, che promette molte cose davvero interessanti, secondo me non è detto che siano troppo faccialibro. Se volete dare un&#8217;occhiata eccolo qui sotto, in attesa di toccare con mano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://twitter.com/">mio social network preferito</a> si rinnova, <a href="http://twitter.com/newtwitter">promette meraviglie</a>, ma secondo molti rischia di snaturarsi per inseguire <strong>Facebook</strong>.</p>
<p>Per ora visto solo un video, che promette molte cose davvero interessanti, secondo me non è detto che siano troppo faccialibro. Se volete dare un&#8217;occhiata eccolo qui sotto, in attesa di toccare con mano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti i numeri di Twitter</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/05/tutti-i-numeri-di-twitter-1205</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 09:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;infografico più lungo (fonte) che mi sia mai capitato di trovare riassume i principali fatti e dati di Twitter, il social network che mi sta più simpatico in assoluto ma che da noi stenta sfondare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>infografico</strong> più lungo (<a href="http://www.website-monitoring.com/blog/2010/05/04/twitter-facts-and-figures-history-statistics/#">fonte</a>) che mi sia mai capitato di trovare riassume i principali fatti e dati di <strong>Twitter</strong>, il social network che mi sta più simpatico in assoluto ma che da noi stenta sfondare.</p>
<p><a href="http://www.website-monitoring.com/blog/2010/05/04/twitter-facts-and-figures-history-statistics/#"><img style="margin-left:auto;margin-right:auto" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2010/05/multimedia4578304960_599874a485_o.jpg" alt="4578304960_599874a485_o.jpg" border="0" width="580" height="5970" /></a></p>
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		<title>CineGuru.biz Cold News # 29</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/09/cineguru-biz-cold-news-29-570</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 15:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cold News]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Webmarketing]]></category>
		<category><![CDATA[District 9]]></category>
		<category><![CDATA[Spider-Man 3]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento. - Popco più di tre anni fa aprivamo il nostro primo blog monotematico dedicato a un film, Spider-Man 3. Oggi lo abbiamo salutato. - Avatar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2009/09/multimediascaled.Spiderman_3.jpg" alt="scaled.Spiderman_3.jpg" border="0" width="389" height="573" /></div>
<p><a href="http://www.cineguru.biz/categoria/cold-news">Cineguru.biz Cold News</a> è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.</p>
<p>- Popco più di tre anni fa aprivamo il nostro primo blog monotematico dedicato a un film, <strong>Spider-Man 3</strong>. <a href="http://spiderman3weblog.blogosfere.it/2009/09/spiderman-3-weblog.html">Oggi lo abbiamo salutato</a>.</p>
<p>- <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2009/09/avatar_e_la_salvezza_del_cinem.html">Avatar e la salvezza del cinema</a>, ecco un <a href="http://www.cineguru.biz/2009/08/ecco-avatar-inizia-la-stagione-2009-2010-550">altro</a> entusiasta!</p>
<p>- <a href="http://mashable.com/2009/08/20/twitter-reviews-district-9/">Twitter ha contribuito al successo di District 9</a>, noi <a href="http://twitter.com/Screenweek">di ScreenWEEK.it amiamo questo social network da tempi non sospetti</a> e intanto <a href="http://nextscreen.blogosfere.it/2009/09/i-non-umani-twittano-anche-in-italiano.html">D9 parla anche italiano</a>.</p>
<p>- E&#8217; online il numero 235 del nostro magazine<a href="http://www.screenweek.it/magazine/235">, che festeggia in questi giorni </a>il suo quinto compleanno. I film in uscita questa settimana sono <a href="http://www.screenweek.it/film/18411-Ricatto-damore">Ricatto d&#8217;amore</a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/4799-Game-Gioca-o-muori">Game</a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/5828-Segnali-dal-futuro">Segnali dal Futuro</a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22293-La-custode-di-mia-sorella">La Custode di mia sorella</a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22932-Le-ombre-rosse">Le ombre rosse</a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/23079-Lamore-e-basta">L&#8217;amore e basta</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/23029-Videocracy">Videocracy</a>.</p>
<p>- <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=3090&amp;Itemid=1">Iginio Straffi vuole &#8220;spezzare l’egemonia Disney Pixar alla Notte degli Oscar&#8221;</a>, io glielo auguro e il fatto che abbia preso uno sceneggiatore cinematografico potrebbe aiutare, però&#8230;</p>
<p>- <a href="http://stacktrace.it/2009/08/blogbabel-va-all-asta-su-ebay/#continue">BlogBabel va all&#8217;asta su Ebay</a>, che è una cosa che qui è piuttosto fuori luogo e non interessa nessuna, ma modo suo è una notizia che andrebbe commentata.</p>
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		<title>I teenager e il consumo dei media secondo (lo stagista di) Morgan Stanley</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/07/i-teenager-e-il-consumo-dei-media-secondo-lo-stagista-di-morgan-stanley-527</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 09:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Morgan Stanley]]></category>
		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[Teenager]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; proprio vero che basta un nome altisonante per dare a delle informazioni che sono alla portata di tutti una rilevanza e un&#8217;evidenza che dovrebbe essere scontata, perché basta guardarli per capire che è così, ma a quanto pare non lo è mai abbastanza. Capita così che un quindicenne inglese, durante il suo stage estivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; proprio vero che basta un <a href="http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=MS%3AUS">nome altisonante</a> per dare a delle informazioni che sono alla portata di tutti una rilevanza e un&#8217;evidenza che dovrebbe essere scontata, perché basta guardarli per capire che è così, ma a quanto pare non lo è mai abbastanza.</p>
<p>Capita così che un quindicenne inglese, durante il suo stage estivo alla Morgan Stanley, riceva l&#8217;<a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&amp;sid=aG2UIb23pNQ0">incarico di scrivere un dossier sul rapporto tra lui (e la sua generazione) e i media.</a></p>
<p>Orde di dirigenti ed analisti scoprono così (senza nulla togliere al teenager in oggetto, che è sicuramente un miglior osservatore del mondo rispetto a quelli che ci consigliano quali azioni comprare e quali no) che: 1) i teenager odiano la pubblicità <strong>invasiva</strong>; 2) la carta stampata (print media) per loro è <strong>irrilevante</strong>; 3) non <strong>pagano</strong> per la musica, la scaricano illegalmente oppure la ascoltano in streaming e molti di loro non hanno mai comprato un cd; 4) la radio è morta; 5) anche la TV non si sente tanto bene (due considerazioni scontate quando hai a disposizione via internet una cosa che si chiama <strong>on-demand</strong>, quello che vuoi, quando vuoi, come lo vuoi); 6) non usano Twitter perché in troppo pochi leggono quello che scrivono; e via dicendo.</p>
<p>In questa sede la considerazione più importante riguarda il fatto che i teenager continuano a <strong>spendere soldi per andare al cinema</strong>, ma soltanto perché è un&#8217;attività <strong>sociale</strong> e, spesso, scelgono il film direttamente lì, quando sono arrivati in sala.</p>
<p>Che il valore aggiunto del cinema sia, per i ragazzi, una dimensione sociale (per altri un&#8217;esperienza di visione comunque diversa) lo si è sempre detto e proprio su questo il cinema può lavorare per continuare ad avere un pubblico che non ha nessuna intenzione di abbandonarlo.</p>
<p>Quanto alla lotta alla pirateria dovrebbe essere sempre più evidente che si tratta di un fenomeno che minaccia non tanto le sale, quanto lo sfruttamento successivo del film. Uno sfruttamento che, a differenza di quanto è accaduto per la musica, avrebbe ancora l&#8217;occasione per offrire delle opportunità legali al passo con i tempi, prima che i film diventino tali e quali alla musica. E siamo già a buon punto.</p>
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		<title>La pirateria viaggia anche via Twitter</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/05/la-pirateria-viaggia-anche-via-twitter-411</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 10:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter è un popolare servizio di messaggistica istantanea, di dice anche microblogging, che fa una cosa così semplice, come gli SMS, da essere diventato il mattone costituente di molti servizi, anche sofisticati. Da sistema personale che permette di restare in contatto con i propri amici è cresciuto anche in altri ambiti e in quello aziendale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://twitter.com/">Twitter</a> è un popolare servizio di messaggistica istantanea, di dice anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter">microblogging</a>, che fa una cosa così semplice, come gli SMS, da essere diventato il mattone costituente di molti servizi, anche sofisticati.</p>
<p>Da sistema personale che permette di restare in contatto con i propri amici è cresciuto anche in altri ambiti e in quello aziendale è diventato un potente strumento di informazione e di CRM (customer relationship managament).</p>
<p>Ha fatto scuola il caso di <a href="http://twitter.com/starbucks">Starbucks</a>, mentre in Italia è molto interessante l&#8217;esperimento di <a href="http://twitter.com/atacmobile">Atacmobile</a>. <a href="http://twitter.com/BreakingNews">BreakingNews</a> è stato il primo &#8220;media&#8221; a dare notizia del terremoto all&#8217;Aquila, mentre dalle nostre televisioni e agenzie non arrivava ancora nulla, e anche noi lo utilizziamo per <a href="http://twitter.com/Screenweek">dialogare con i lettori di ScreenWEEK.it</a> o diffondere informazioni dagli <a href="http://blog.screenweek.it/feed-tools-e-altri-servizi">altri nostri blog e siti</a>.</p>
<p>E&#8217; ovvio che su questo, come su ogni altro sistema online, si siano visti circolare a volte link a materiale pirata, ma oggi mi sono imbattuto in un vero e proprio meccanismo di uso di <strong>Twitter</strong> per promuovere un sito che sembra diffondere materiale pirata spacciandosi per legale.</p>
<p>Ho infatti ricevuto la notifica da parte di <a href="http://twitter.com/AngelsDemons09">questo utente</a>, dal nome <strong>AngelsDemons09</strong>, che ho seguito perché sempre interessato alle iniziative relative al cinema e arrivato sul profilo di questo utente ho scoperto che non c&#8217;è alcun aggiornamento, se non un invito ad andare su un sito che offre oltre 100.000 &#8220;Movies and Tv Shows FREE&#8221;.</p>
<p>Il tipo di &#8220;servizio&#8221; offerto dal sito, attraverso il download di un client, non è certo diverso da quello proposto da siti nell&#8217;occhio del ciclone come <strong>The Pirate Bay</strong>, ma in più c&#8217;è l&#8217;aggravante di essere a pagamento (dopo un mese di prova) e di dare una parvenza di legalità a chi può utilizzarlo in buona fede.</p>
<p>Stupisce poi l&#8217;uso di <strong>Twitter</strong> come mezzo di promozione del &#8220;servizio&#8221; stesso usando un film di grande richiamo come <a href="http://www.screenweek.it/film/623-Angeli-e-demoni">Angeli e Demoni</a>.</p>
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