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	<title>CineGuru &#187; Twilight</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Twilight al top dell&#8217;elenco Forbes degli attori più redditizi per le major.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Box Office]]></category>
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		<category><![CDATA[The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte 1]]></category>
		<category><![CDATA[Twilight]]></category>

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		<description><![CDATA[Kristen Stewart agli Studios fa intascare quasi 60 volte quello che riceve, Robert Pattinson 40. Sono i giovani protagonisti dei franchise gli attori con il miglior rapporto prezzo/rendimento secondo la classifica Forbes degli "Hollywood's Best Actors for the Buck".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direste mai che <strong>Kristen Stewart e Robert Pattinson</strong> sono sfruttati o sottopagati rispetto al valore del lavoro che svolgono? Quasi blasfemo da sostenersi in questo frangente economico, eppure è quanto emerge dalla <strong>classifica <a href="http://www.forbes.com/sites/dorothypomerantz/2011/12/06/hollywoods-best-actors-for-the-buck/">Forbes</a> degli attori più “convenienti” per la major</strong> cinematografiche. <em>“</em><strong><em>Hollywood ha bisogno di rinnovare lo star system</em></strong><em>”</em>, ha detto qualche tempo fa il presidente dell’<strong>Anica</strong>, <strong>Riccardo Tozzi</strong>, spiegando il perché della sottoperformance dei titoli americani al botteghino italiano. E sembra proprio che, nel farlo, l’industria statunitense stia guardando non solo ai grandi numeri dei Paesi emergenti in Medio ed Estremo Oriente, ma anche a trarre il massimo profitto dal minimo sforzo.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/twilight_breaking_dawn.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3023" title="twilight_breaking_dawn" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/twilight_breaking_dawn.jpg" alt="" width="595" height="595" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-3020"></span></p>
<p>Da questo punto di vista le<strong> giovani stelle</strong>, lanciate nel firmamento di Hollywood da mega-saghe pluriennali di enorme successo, sono una <strong>garanzia assoluta</strong>: pur essendo tendenzialmente più a buon mercato di interpreti con decenni di carriera alle spalle e magari più capricciosi, i <strong>volti nuovi dello showbiz cinematografico</strong> riescono comunque a smuovere quelle ondate di spettatori che hanno fatto a guadagnare a <em><strong>The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte 1</strong></em>,<strong><em></em></strong> quasi 140 milioni di dollari nei primissimi giorni di uscita negli USA, o reso <em><strong>Transformers 3</strong></em> uno dei film di maggior successo della storia. In molti casi, come quello dei protagonisti di <strong>Twilight</strong>, si tratta inoltre di interpreti molto giovani e semi-sconosciuti, se non del tutto acerbi come il trio vincente di <em><strong>Harry Potter</strong></em>, per cui è facile sfruttarne il nome senza cifre da capogiro non sempre ripagate dal box office.</p>
<p>Ecco così che al top assoluto della classifica degli <em><strong>&#8220;Hollywood&#8217;s Best Actors for the Buck&#8221;</strong></em>, cioè degli attori migliori per far cassa (stilata sui 40 nomi più pagati e sulle somme guadagnate dai loro ultimi 3 film usciti negli scorsi 5 anni in almeno 500 sale), c’è proprio la cerea<strong> Kristen Stewart</strong>, che <strong>agli Studios fa intascare quasi 60 volte quello che riceve</strong>. Così come <strong>Robert Pattinson</strong>, al terzo posto nella chart, per ogni dollaro che viene pagato dai suoi datori di lavoro ne rende quasi 40. In mezzo alla coppia vampiresca c’è <strong>Anne Hathaway</strong>, sarà perciò felice la <strong>Warner Bros</strong> che l’ha scelta per il ruolo di <em>Catwoman</em> dell’ultimo Batman di <strong>Christopher Nolan</strong>, anche se secondo <strong>Forbes</strong> gran parte del risultato dell’attrice si deve alla mega-produzione Diseny <em><strong>Alice in Wonderland</strong></em>, che ha compensato performance economiche meno brillanti come quella di <em><strong>Amore e altri rimedi</strong></em>. Segue “magicamente” <strong>Daniel Radcliffe</strong>, che con il suo<em><strong> Harry Potter</strong></em> per ogni dollaro speso nel suo stipendio, sempre dalla Warner, ne ha fruttati circa 34. Ma per lui la vera prova del nove arriverà quando non vestirà più i panni del personaggio di<strong> J. K. Rowling</strong> bensì quelli di un detective tormentato dal fantasma di <em><strong>The Woman in Black</strong></em>.</p>
<p>Dopo di Radcliffe, nell’elenco <strong>Forbes</strong> arriva un altro ex-giovanissimo, <strong>Shia Laboeuf</strong>, che ovviamente deve la sua media di 29 dollari e mezzo alla fortunatissima saga di <em><strong>Transformers</strong></em>. Nonostante Paramount abbia in cantiere un numero 4 e probabilmente un numero 5 per il franchise, Shia sembra proprio non volerne sapere di tornare a lottare con gli alieni robotici, dunque non è certo che riesca a mantenere il suo piazzamento. Al sesto posto si trova invece un interprete di vecchia data, ma rinato dopo un lungo periodo di stallo e comunque molto amato dal target dei teenager grazie al ruolo del supereroe Marvel <strong><em>Iron Man</em></strong>. Parliamo naturalmente di <strong>Robert Downey Jr.</strong>, che per ogni dollaro guadagnato ne rende 18,74, mentre a seguire si collocano nomi ben noti da anni alle major quali <strong>Matt Damon</strong>, <strong>Cate Blanchett</strong>, <strong>Meryl Streep</strong> e, a chiudere la classifica, <strong>Johnny Depp</strong>, il cui rapporto in termini di dollari spesi e incassati è di circa<strong> 1 a 12</strong>. <strong>Depp</strong>, secondo <strong>Forbes</strong>, rimane comunque <strong>uno degli attori più pagati di Hollywood</strong>, ma rientra nella top 10 proprio perché i suoi film di solito riescono a ripagare ampiamente l’investimento nel cachet dell’interprete, amato da un pubblico molto eterogeneo e sempre apprezzato anche dal punto di vista artistico. La sua media, inoltre, sembra comunque spettabile in confronto ai <strong>40 centesimi</strong> che porta <strong>Drew Barrymore</strong>, o i <strong>2 dollari e 70</strong> di <strong>Eddie Murphy</strong>, che non a caso guidano la <strong>classifica Forbes degli attori “overpaid”</strong>.</p>
<p>La vera questione è però se gli <strong>Studios riusciranno davvero a rinnovare lo star system</strong> con i nuovi attori nati da franchise di successo e la cui fama sembra ritagliata su misura per quei ruoli. <strong>Shia Laboeuf</strong>, ad esempio, ha perso il primo posto guadagnato l’anno scorso a causa del film di <strong>Oliver Stone</strong><em><strong> Wall Street: Money Never Sleeps</strong></em>, che non è stato esattamente un flop, avendo guadagnato circa 135 milioni di dollari su un budget di 70. Ma nulla di comparabile a <em><strong>Transformers</strong></em>, così come lo<strong> scarto di due posizioni tra Kristen Stewart e Robert Pattinson</strong> è dovuto al tentativo dell’attore di sganciarsi dalla saga di Twilight con due film che però si sono rivelati di scarso successo, sia di critica che di pubblico, quali <em><strong>Remember me</strong></em> e <em><strong>Come l’acqua per gli elefanti</strong></em>. Perciò la domanda che emerge senza dubbio da questa classifica è: riusciranno le piccole stelle di Hollywood a brillare al di fuori del loro firmamento? Oppure dobbiamo aspettarci una nuova infinita serie di franchise pluriennali con nuovi &#8220;animali da botteghino&#8221;?</p>
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		<title>CineGuru.biz Cold News # 23</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/05/cinegurubiz-cold-news-23-452</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 13:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cold News]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento. - Un post di Michael Lynton, il CEO della Sony Pictures Entertainment, su come &#8220;preservare la creatività online&#8221; ha scatenato centinai di commenti e almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cineguru.biz/categoria/cold-news">Cineguru.biz Cold News</a> è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.</p>
<p>- Un <a href="http://www.huffingtonpost.com/michael-lynton/guardrails-for-the-intern_b_207459.html">post di Michael Lynton</a>, il CEO della Sony Pictures Entertainment, su come &#8220;preservare la creatività online&#8221; ha scatenato centinai di commenti e almeno due risposte significative. <a href="http://techdirt.com/articles/20090526/1159125014.shtml">TechDirt gli risponde punto per punto</a>, <a href="http://mashable.com/2009/05/27/sony-ceo-internet/">Mashable gli da addirittura del matto</a>, eppure i suoi obiettivi, così come molti punti di vista di chi le cose le produce e deve continuare ad avere dei buoni motivi per farlo, non sono certo sbagliati, ma il modo in cui sembra concepire internet è assolutamente limitato. Possibile che nei due schieramenti contrapposti debbano esserci solo visioni parziali e di parte di due realtà che potrebbero farsi reciprocamente un gran bene e invece non sono in grado di trovare una mediazione?</p>
<p>- <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/05/26/fatta-internet-ci-vuole-la-cultura-digitale-non-mi-fa-paura-google-ma-il-mio-vicino-che-lo-usa-per-conoscermi/">Zambardino intervista Francesco Pizzetti, presidente per l’Autorità garante dei dati personali</a>. Assolutamente, ci vuole cultura digitale prima di ogni altra cosa, nel discutere di leggi e regolamentazioni bisognerebbe poi distinguere in base alla dimensione dell&#8217;iniziativa di cui si parla.</p>
<p>- <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/05/22/perche-il-comitato-antipirateria-e-sbagliato/">Due</a> <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2009/05/nuova-nomina-del-coordinatore-del-comitato-sul-contrasto-alla-pirateria-nellinteresse-di-chi-.html">commenti</a> sulla nomina del comitato <strong>antipirateria</strong>. Condivido il punto sul conflitto di interessi e, ovviamente, sul fatto che il <a href="http://antipirateria.governo.it/">comitato</a> sembra più insediato per punire che per &#8220;combattere&#8221; costruendo l&#8217;alternativa legale che è l&#8217;unico modo per debellare realmente la pirateria.</p>
<p>- <strong>E-duesse.it</strong> ristruttura il sito e aggiunge la possibilità di interagire lasciando i commenti e inserendo un forum. <a href="http://www.e-duesse.it/Editorial-ist-i/Antonio-Autieri/VIRTUAL-PRINT-FREE-ALL-ITALIANA#comments">Ho presentato i miei omaggi</a> e mi complimento per il passo avanti, anche se mettere qualche link verso l&#8217;universo esterno, soprattutto se si <a href="http://www.e-duesse.it/News/Cinema/Wok-un-portale-per-il-cinema">parla di siti internet</a>, non guasterebbe.</p>
<p>- <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-05/20/serialita-all%27italiana-.aspx">Idee per nuove serie tv provenienti dalla rete</a>, condivido i dubbi di Gabriele, il guaio però è che con la rete si guadagna ancora nulla.</p>
<p>- <a href="http://iab.blogosfere.it/2009/05/nielsen-media-research-gli-investimenti-pubblicitari-nel-periodo-gennaiomarzo-2009.html">Gli investimenti pubblicitari nel periodo gennaio-marzo 2009 secondo Nielsen Media Research</a>.</p>
<p>- <a href="http://www.dariosalvelli.com/2009/05/lo-stato-del-broadband-in-italia-tariffe-basse-ed-alta-qualita">Lo stato della banda larga in Italia</a>.</p>
<p>- <a href="http://www.minimarketing.it/2009/05/il-mio-piccolo-contributo-al-dibattito.html">Interessante contributo/analisi sul futuro della stampa online</a>.</p>
<p>- <a href="http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=7932&amp;Itemid=81">BadTaste analizza il caso homevideo di Twilight</a>, che è, appunto, un caso. Col &#8220;marchio&#8221; Twilight, a quel target di riferimento, si potrebbe vendere qualsiasi cosa. In chiusura del post si affronta l&#8217;argomento su cui ho insisto più volte: <a href="http://www.cineguru.biz/2009/04/dobbiamo-battere-la-pirateria-con-unofferta-piu-ganza-373">la pirateria non verrà mai sconfitta senza un&#8217;offerta legale competitiva</a>.</p>
<p>- <a href="http://www.melablog.it/post/8626/apple-brevetta-il-chiosco-itunes">Apple ha brevettato i chioschi per il download di film, serie tv e musica dove non c&#8217;è possibilità d&#8217;accesso via wi-fi ad iTunes</a>, tipo mi scarico un film prima di partire per un ungo viaggio.</p>
<p>- <a href="http://www.hollywoodreporter.com/hr/content_display/news/e3i4b78d64d1d19f896755bb07f108f27f2">La famosa copia lavorazione &#8220;pesce d&#8217;aprile&#8221; di Wolverine è stata scaricata più di 4 milioni di volte</a>, sapere se questo sia stato effettivamente o meno und anno per Fox è impossibile da dimostrare, ma il film è stato comunque un successo.</p>
<p>- <a href="http://marketsaw.blogspot.com/2009/05/reald-introduces-reald-lp-worlds-first.html">RealD ha annunciato il primo proiettore mobile in 3D, io lo voglio, anche se non saprei cosa vederci</a>.</p>
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