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	<title>CineGuru &#187; The Space Cinema</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Verso lo switch off del cinema in pellicola, iniziano Fox e The Space</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 17:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<category><![CDATA[20th Century Fox]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati oltre 10 anni da quando il cinema Arcadia Multiplex a Melzo (MI) proiettava per la prima volta in assoluto in Italia un film nella sua versione digitale, quindi senza pellicola (era Star Wars &#8211; Episodio I). Le sale attrezzate con la tecnologia digitale sono sempre di più nel nostro paese e il numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati oltre 10 anni da quando il cinema Arcadia Multiplex a Melzo (MI) proiettava per la prima volta in assoluto in Italia un film nella sua <strong>versione digitale</strong>, quindi senza pellicola (era<em> Star Wars &#8211; Episodio I</em>).</p>
<p>Le sale attrezzate con la tecnologia digitale sono sempre di più nel nostro paese e il numero cresce ormai in modo esponenziale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/cinema.jpg"><img class="size-full wp-image-2016 aligncenter" title="cinema" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/cinema.jpg" alt="" width="486" height="316" /></a></p>
<p>Il circuito<em><strong> The Space</strong></em> ad esempio ha reso noto che entro la fine di settembre ben il 70% delle sale sarà digitalizzato. Ecco le parole di <strong>Giovanni Canepa</strong>, il direttore generale della società:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;A fine settembre le sale digitalizzate del nostro circuito saranno oltre il 70%. Ci prepariamo allo switch off definitivo della pellicola entro marzo 2012. Porterà con sé una forza dirompente sulla distribuzione, una riduzione molto forte dei costi, aprendo così nuove opportunità per esercenti, distributori e produzioni.&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Infatti ricordiamo che stampare una copia in pellicola costa circa 1000 euro, un costo elevato che penalizza le piccola società di distribuzione. Un film distribuito digitalmente costa diverse centinaia di euro in meno.</p>
<p>Ma perché si parla di <em>Switch Off</em> definitivo del cinema in pellicola? Perché grossi studios come la<strong> 20th Century Fox</strong> hanno intenzione dal 2013 di distribuire unicamente le proprie pellicole nel formato digitale. A rivelarlo è stato <strong>Paolo Protti</strong>, presidente Agis e Anec, ad un convegno del <em>Digital Expo</em> della Mostra di Venezia che si è tenuto negli scorsi giorni. Ecco le sue parole:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;In un incontro ad Amsterdam a giugno con Fox, durante il quale abbiamo raggiunto un accordo sulla virtual print fee, i capi internazionali della major hanno dichiarato che <strong>a fine 2012 non distribuiranno più film in pellicola</strong>, ma solo in digitale. Allo stato attuale le previsioni per il 2011 fatte da noi con il Ministero dei Beni Culturali, relative al completamento della digitalizzazione delle sale, rischiano di saltare. Lo strumento del credito è essenziale anche per le piccole sale: se la transizione al digitale non viene fatta da tutti gli operatori contemporaneamente diventa un vantaggio di pochi e un danno per tutti. Le istituzioni devono lavorare affinché ci siano le condizioni politiche che consentano il cambiamento»</em>.</p></blockquote>
<p>Quindi non solo Fox ma anche le altre major hanno intenzione di abbandonare completamente la pellicola come strumento di distribuzione cinematografica. Come sempre in questi casi i grossi circuiti non avranno problemi a coprire i costi della conversione, mentre <strong>le piccole sale</strong> rischiano grosso. Vedremo se nei prossimi mesi verrà proposta qualche misura a riguardo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.e-duesse.it/News/Cinema/The-Space-entro-settembre-70-di-sale-digitalizzate-119472">eduesse</a></p>
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		<title>The Space e UCI Cinemas monopolizzano il mercato italiano</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/06/the-space-e-uci-cinemas-monopolizzano-il-mercato-italiano-2321</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 21:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dove prima vi erano multisala indipendenti, ora solo due grandi circuiti si dividono la maggior parte degli schermi italiani. Infatti lo scenario italiano dell&#8217;esercizio cinematografico è cambiato radicalmente nel giro di un anno. I due colossi in causa sono il fondo americano Terra Firma, che controlla i multiplex Uci-Odeon, e The Space, di proprietà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove prima vi erano multisala indipendenti, ora solo <strong>due grandi circuiti</strong> si dividono la maggior parte degli schermi italiani. Infatti lo scenario italiano dell&#8217;esercizio cinematografico è <strong>cambiato radicalmente </strong>nel giro di un anno.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/the-space.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2328" title="the-space" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/the-space.jpg" alt="" width="249" height="223" /></a></p>
<p>I due colossi in causa sono il fondo americano <em><strong>Terra Firma</strong></em>, che controlla i multiplex <strong>Uci-Odeon</strong>, e <em><strong>The Space</strong></em>, di proprietà di <strong>21 Investimenti</strong> (Benetton) e<strong> Mediaset</strong>. L&#8217;ultimo colpo è stato messo a segno da Terra Firma, che ha acquisito i multiplex del gruppo italiano <strong>Giometti </strong>e quelli del francese <strong>Ugc</strong>. Ma Benetton e Mediaset hanno contrattaccato comprando <strong>Cinecity</strong>, il più rilevante circuito di cinema nel nord-est e sono in trattative per altre tre multisala.</p>
<p>Terra Firma a questo punto possiede<strong> 420 schermi</strong> in 39 località e The Space ne ha<strong> 347 sale </strong>in 34 località. Una fetta corrispondente al <strong>41% del mercato</strong> italiano è in mano a questo duopolio del multiplex e il terzo competitor ha poco più dell&#8217;1 %.</p>
<p>La capacità di generare un flusso di denaro immediato grazie alle biglietterie e le previsioni di crescita stabile, visto che si parla del 6% entro il 2013, rende le multisala <strong>un investimento appetibile</strong> per molti fondi di private equity. Uci-Odeon è un gruppo internazionale che controlla più di 2mila schermi in tutta Europa e sta passando proprio in questi giorni a Bc Partner e a Omers Private Equity, il fondo pensione dell&#8217;Ontario, per 1,3 miliardi di euro.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/uci_cinemas_logo-300x198.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2329" title="uci_cinemas_logo-300x198" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/uci_cinemas_logo-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Nel nostro paese grazie ai nuovi acquisti i due colossi hanno raddoppiato il fatturato a 200 milioni circa, e sono in programma altri investimenti in tecnologia, marketing, allestimenti, palinsesti e nuove aperture. Uci ad esempio ha appena aperto la <strong>prima sala Imax di Italia</strong> nel suo multiplex di Pioltello, in provincia di Milano (che vi abbiamo mostrato in questo post), e sta convertendo in digitale tutti i suoi schermi. Entrambe si contendono un bacino di spettatori di 100-120 milioni di persone l&#8217;anno. Gli introiti derivano mediamente per il <strong>65% dalle proiezioni</strong> (non solo film ma anche concerti, eventi sportivi e altro), per il 25% dal servizio bar ed infine per il 10% dalla pubblicità.</p>
<p>Su un punto si trovano tuttavia <strong>in comune</strong>: la lotta per far rispettare la finestra di 15 settimane prima del passaggio di una pellicola in dvd o premium tv</p>
<p>Ecco un elenco di <strong>alcune dichiarazioni </strong>di vari esponenti del settore sull&#8217;argomento, che sono state raccolte e pubblicate dal<em> Giornale dello Spettacolo</em>:<br />
<span id="more-2321"></span></p>
<ul>
<li><strong>Giuseppe Corrado</strong>, amministratore delegato di<strong> The Space:</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>«Il mercato si è mosso molto nell&#8217;ultimo anno e mezzo. Prima c&#8217;era solo Uci, poi è nata The Space dall&#8217;unione di Medusa Multicinema e Warner Village e ci siamo avvicinati agli standard europei dove la quota in mano ai grandi gruppi è del 60%. Con Cinecity abbiamo acquisito in un colpo solo il 4,5% del mercato, 3 sale nelle prime 10 in termini di affluenza. Ora per crescere ci sono due possibilità: fare tante piccole acquisizioni tra le sale da 300mila spettatori, oppure nuove aperture. Nel Sud e nelle isole ci sono ancora zone che vogliamo coprire. E Giometti ha ancora da vendere due sale a Rimini e Prato»</em></p>
<ul>
<li><strong>Alfonso D’Amelio</strong>, esercente di Lioni (Avellino)</li>
</ul>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.4px Helvetica} span.s1 {font: 9.4px Georgia} span.s2 {font: 9.4px Times} span.Apple-tab-span {white-space:pre} --></p>
<p style="text-align: center;"><em>“Lo scontro fra i due gruppi dominanti, Uci e The Space, rischia di condannare all’estinzione tutto il resto. Proprio come nel Risiko, le realtà più piccole e isolate sono destinate a diventare inevitabilmente terra di conquista” La crisi che stiamo affrontando è la peggiore in assoluto; siamo sopravvissuti alla concorrenza delle tv private, dell’home video, della pirateria, ma adesso ci stanno letteralmente espellendo dal mercato”</em></p>
<ul>
<li><strong>Lionello Cerri</strong>, esercente e produttore</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em> “La presenza di gruppi predominanti crea problemi ed evidenti difficoltà agli indipendenti; fra due sale di una stessa città di eguale valore le distribuzioni saranno, infatti, inevitabilmente portate a privilegiare quella che appartiene ad un circuito, che può far valere la propria forza anche in altre piazze”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Gianluca Pignataro</strong>, direttore commerciale di Fandango</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Più un circuito si allarga, più diventa forte, più condiziona, non solo gli accordi di noleggio, ma anche le strategie di marketing e il posizionamento di un film. E’ inutile negarlo: se un mio film è destinato ai multiplex, oggi sono costretto prioritariamente a concordarne l’uscita con Uci e The Space”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Riccardo Tozzi</strong>, produttore e presidente dell’<strong>Anica:</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Personalmente sono molto più preoccupato dal fatto che il 40% della popolazione è praticamente impossibilita ad andare al cinema per mancanza di strutture a portata di mano e di automobile, e dalla progressiva sparizione delle sale di città che sono il segmento più importante per il consumo di cinema italiano di qualità”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Osvaldo De Santis</strong>, presidente della <strong>20th Century Fox Italia:</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Le concentrazioni non mi infastidiscono più di tanto e i rapporti fra esercizio e distribuzione sono sempre stati caratterizzati da alti e bassi”. Lancia però un appello “affinché tutti gli esercenti che incontrano difficoltà a ottenere i nostri film ed anche il relativo materiale promozionale si rivolgano direttamente a noi: saremo lieti di accontentarli”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Paolo Signorelli</strong>, presidente dell’<strong>Anec Sicilia</strong>:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Sembra quasi che da parte delle distribuzioni ci sia una precisa volontà per eliminare il piccolo esercizio; non si spiegherebbero in altro modo certe assurde richieste di minimi garantiti, del tutto esagerati rispetto al fatturato della sala”.</em></p>
<ul>
<li style="text-align: left;"><strong>Luigi	Grispello</strong>,	vicepresidente	nazionale	<strong>Anec</strong>:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Oggi il	sistema esercizio Italia è nettamente duale: da una parte il circuito dei multiplex, che ora sembra far capo praticamente a due soli soggetti; dall’altro una realtà di tante piccole/medie aziende. Sono due mondi completamente diversi per logiche aziendali e capacità di investimenti ma accomunati da un’estrema fragilità economica e da una scarsissima redditività. Mi ha colpito verificare, attraverso il Rapporto 2010 sul mercato e l’industria, realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, che buona parte delle 46 principali aziende d’esercizio italiano siano in realtà in perdita, comprese quelle che stanno facendo incetta di altre aziende. C’è evidentemente qualcosa di strano e ci sono molti aspetti su cui intervenire: sul rapporto con le distribuzioni, che pretendono dalle piccole aziende quote di noleggio troppo elevate; sul mercato della pubblicità, che si sta sfaldando; sulla scomparsa delle sale di città, che renderà impraticabile la rinascita della produzione nazionale. Di fronte a tutto questo, mi pare che il nuovo ministro dei Beni Culturali, Galan, non dedichi sufficiente attenzione al settore&#8221;.</em></p>
<ul>
<li><strong>Francesco Santalucia</strong>, presidente dell’<strong>Anec Puglia</strong>:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>Santalucia che non vede né rischi di un’eccessiva omologazione dell’offerta, con la progressiva concentrazione della proprietà degli schermi, (“anzi, se i maggiori circuiti puntassero su un numero limitato di proposte si aprirebbero nuove opportunità per gli indipendenti”) né un atteggiamento punitivo da parte della distribuzione verso i più piccoli (“anche perché per queste aziende sarebbe illusorio pensare di recuperare con gli indipendenti qualche punto percentuale di noleggio perso con i grandi gruppi”). Le preoccupazioni di Santalucia nascono invece “dalla perdita delle risorse provenienti dalla pubblicità, perché le concessionarie si stanno indirizzando esclusivamente sui circuiti ed hanno disdetto molti contratti con l’esercizio indipendente”.</em></p>
<p>Fonte:<em> Corriere.it, Giornale dello Spettacolo</em></p>
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		<title>The Space Cinema sigla un accordo con Arts Alliance Media</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/11/the-space-cinema-sigla-un-accordo-con-arts-alliance-media-671</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nome potrà convincermi poco, ma l&#8217;accordo appena annunciato è molto interessante. 4 Novembre 2009, Londra, Gran Bretagna &#8211; The Space Cinema, il primo circuito cinematografico italiano e Arts Alliance Media (AAM) &#8211; leader europeo nella fornitura di tecnologia e distribuzione di contenuti per la visione cinematografica digitale &#8211; annunciano la firma di un accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome potrà <a href="http://www.cineguru.biz/2009/10/lo-spazio-e-il-cinema-655">convincermi poco</a>, ma l&#8217;accordo appena annunciato è molto interessante.</p>
<blockquote><p><cite>4 Novembre 2009, Londra, Gran Bretagna &#8211; The Space Cinema, il primo circuito cinematografico italiano e Arts Alliance Media (AAM) &#8211; leader europeo nella fornitura di tecnologia e distribuzione di contenuti per la visione cinematografica digitale &#8211; annunciano la firma di un accordo in esclusiva basato sul modello del Virtual Print Fee (VPF) per fornire e integrare i sistemi di proiezione cinematografica digitale in tutte le 24 location in cui The Space Cinema è presente in Italia. Inoltre, AAM fornirà un sistema satellitare &#8211; non su base esclusiva &#8211; a ognuna delle 24 strutture cinematografiche, in collaborazione con il suo partner Arqiva Satellite &amp; Media. Le prime sale digitali saranno operative prima di Natale, in tempo per le festività, così da avere almeno un impianto installato in ciascun cinema del circuito. Entro il primo trimestre 2010 è prevista una seconda fase di installazione di altri 50 impianti. The Space Cinema installerà per quella data i sistemi 3D in tutte le sue sale digitali, così da poter programmare i titoli più attesi in tre dimensioni come &#8220;Avatar&#8221; di James Cameron dalla Twentieth Century Fox, in uscita in Italia a gennaio. I sistemi satellitari &#8211; inoltre &#8211; permetteranno a The Space Cinema di mostrare in diretta &#8220;contenuti alternativi&#8221; come eventi sportivi e concerti e di ricevere contributi e trailer via satellite, invece che attraverso copie distribuite fisicamente su hard disk nei diversi cinema. In aggiunta ai proiettori e ai server digitali, AAM installerà nei cinema di The Space il proprio Digital Cinema Network Software, con incluso il Theatre Management System (TMS), un sistema che consentirà la gestione centralizzata e un controllo totale sugli impianti e sui contenuti dell&#8217;intero circuito.</cite></p></blockquote>
<p>Il comunicato prosegue <a href="http://www.primissima.it/primo_piano/pagina3375.html">qui</a>, oppure <a href="http://www.key4biz.it/News/2009/11/04/Cinema/The_Space_Cinema_Arts_Alliance_Media_cinema_digitale_proiezione_digitale_sistemi_3D.html">qui</a>, oppure <a href="http://www.primaonline.it/2009/11/04/75858/cinema-accordo-the-space-cinema-e-aam-per-sale-digitali/">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo spazio e il cinema</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/10/lo-spazio-e-il-cinema-655</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 20:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato presentato a Roma giovedì scorso The Space Cinema, il circuito di multiplex nato dall&#8217;acquisizione da parte di Medusa Multicinema di Warner Village Cinemas, all&#8217;interno di un progetto che ha come socio di maggioranza la 21 Investimenti di Alessandro Benetton. &#8220;Il circuito ha 24 strutture in Italia pari a 242 sale e un potenziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato presentato a Roma giovedì scorso <strong>The Space Cinema</strong>, il circuito di multiplex <a href="http://www.e-duesse.it/News/Cinema/Nasce-The-Space-Cinema">nato</a> dall&#8217;acquisizione da parte di <strong>Medusa Multicinema</strong> di <strong>Warner Village Cinemas</strong>, all&#8217;interno di un progetto che ha come socio di maggioranza la <strong>21 Investimenti</strong> di Alessandro Benetton.</p>
<p>&#8220;Il circuito ha 24 strutture in Italia pari a 242 sale e un potenziale di 16 mln di biglietti staccati l&#8217;anno&#8221;, sintetizza così l&#8217;<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cinema/2009/10/29/visualizza_new.html_992239315.html">ANSA</a> la nascita del più grande circuito cinematografico d&#8217;Italia, che vuole però proporre anche un modello nuovo di sfruttamento dello spazio del cinema, non più appannaggio esclusivo dei film, ma con un palinsesto di contenuti addizionali &#8220;da eventi sportivi di cartello, come il calcio e il rugby, ai gran premi di moto GP, dalle notti della vela italiana con Luna Rossa ai concerti di musica rock, fino a trasmissione in diretta di opere della musica lirica&#8221; ricorda, tra gli altri, <a href="http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=news&amp;id=12217">Cinema del silenzio</a>.</p>
<p>Nel commentare la notizia <a href="http://cineuropa.org/newsdetail.aspx?lang=it&amp;documentID=114262">Cineuropa</a> parla poi del &#8220;valore aggiunto offerto allo spettatore&#8221; (&#8220;spazi per babysitting, sale dedicate ai trailer e pensate come luoghi ludici dove prendere un aperitivo con gli amici, proiezioni antimeridiane di film per famiglie&#8221;) dal nuovo circuito e del &#8220;trattamento speciale&#8221; che dovrebbe discenderne da parte dei distributori, tema che ha tenuto banco nelle scorse settimane con momenti di rigidità poco comprensibili dal pubblico che hanno lasciato <a href="http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=9877&amp;Itemid=29">interdetti molti spettatori</a>.</p>
<p>Le intenzioni di innovare e migliorare l&#8217;esperienza di contorno alla fruizione del film, fino a dargli una nuova centralità, ci sono tutte, anche se in parte trovo descritte esperienze già a disposizione di chi frequenta i multiplex inseriti nei centri commerciali. Si tratterà di vedere quali e quante di queste innovazioni diventeranno realtà incontrando l&#8217;effettivo interesse del pubblico.</p>
<p>Due parole infine sul nuovo brand, <a href="http://www.pubblicitaitalia.it/news/Creativita--Marketing/Aziende/nasce-the-space-cinema-fabrica-cura-il-brand_29100523.aspx">curato da Fabrica</a>.</p>
<p>Trovo carine le animazioni del logo (molto più del logo stesso) che accompagneranno lo spettatore in sala differenziandosi in base al genere di film proiettato (video qui sotto), perché hanno per protagonisti spettatori che al cinema si emozionano e trasformano e perché accennano al cinema come ad un&#8217;esperienza sociale (ci sono altre persone in sala).</p>
<p>Letto in quest&#8217;ottica il trattamento visivo identico a quello della comunicazione Apple per lo spot dell&#8217;iPod (a inizio del post il primo spot) tenta probabilmente di strizzare l&#8217;occhio a valori che il brand Apple ha saputo così ben comunicare, pur non potendo offrire lo stesso tipo di dinamismo, inserendoli però in un contesto sociale.</p>
<p>Non mi convince, invece, il nome. Tanto funzionava bene <strong>Warner Village</strong>, metafora di un villaggio con Il Cinema al centro, quanto mi sembra che in <strong>The Space Cinema</strong> l&#8217;accento sia tutto sullo spazio. Io, che ormai non sono più giovane, credo che la centralità debba ancora essere sul cinema e la sua capacità di far vivere emozioni uniche indipendentemente da tutto quello che c&#8217;è (o non c&#8217;è) intorno.</p>
<p>Insomma di &#8220;space&#8221; commerciali ce ne sono tanti, il Cinema bisogna continuare a riempirlo con i Film(s) e le emozioni che solo loro sanno dare.</p>
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