Archivio per il tag ‘The Social Network’

mar
12
2011
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Facebook oltre i 78 miliardi di dollari

Facebook ha infranto l’ennesimo record di valutazione, andando oltre i 78 miliardi di dollari grazie ad un incremento del 5% del valore delle azioni scambiate via SecondMarket questa settimana.

Il grafico qui sotto (cliccare per ingrandire) non è ancora aggiornato con questa nuova valutazione che rappresenta il momento più alto del valore della società di Zuckerberg che ha avuto solo un rallentamento in piena crisi tra la fine del 2008 e inizio 2010, per poi riprendere a crescere in modo vertiginoso.

Nel grafico trovate anche risposta alla domanda che vi sarete sicuramente posti guardando The Social Network che alla fine ci dice quale è stato l’indennizzo pagato ai gemelli Winklevoss, ma non quale è stato l’accordo raggiunto nel gennaio 2009 con il co-fondatore Eduardo Saverin.

The Social Network esce proprio in questi giorni anche in DVD.

Facebookgraph r7big

Scritto da Davide Dellacasa in Cinema,Film,Infographic
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gen
26
2011
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Incassi elevati per i nominati all’Oscar quest’anno

L’anno scorso vinse l‘Oscar come Miglior Film (più altri 5 statuette) una pellicola che aveva incassato solamente 17 milioni di dollari negli USA (di cui solo una decina durante il primo periodo di proiezione).

The Hurt Locker di Kathryn Bigelow riuscì a sconfiggere la corazzata Avatar, il maggiore incasso della storia del cinema (escludendo l’inflazione) con 2.7 miliardi di dollari. Davide superò Golia per 6 a 3 e diventò il film a vincere l’Oscar con il minor incasso di sempre.

Lasciando da parte lo scorso anno, primo in cui la categoria principale venne estesa a 10 contendenti, nella cinquina delle nominations degli anni passati solo uno o due pellicole della rosa per anno raggiungevano incassi medio-alti, mentre le altre (piccole produzioni indipendenti) incassavano decisamente poco e riuscivano a rifarsi solo grazie agli introiti internazionali.

Ad esempio nel 2009 al momento delle nomination (22 gennaio) vediamo quale era l’incasso americano delle 5 pellicole nominate come miglior film (mentre tra parentesi è indicato l‘incasso complessivo a fine programmazione):

- The Millionaire: 44.7 milioni $ (141.3 M)

- Il Curioso Caso di Benjamin Button: 104.3 milioni (127.5 M)

- Milk: 20.6 milioni (31.8 M)

- Frost/Nixon: 8.8 milioni (18.6 M)

- The Reader: 8 milioni (34.1 M)

Millionaire Poster Italia

A fine gennaio possiamo notare che solo Benjamin Button aveva superato i 100 milioni (era in ogni caso un costoso kolossal da 150 milioni di dollari prodotto da Paramount e Warner Bros) mentre tutte le altre pellicole erano piccole produzioni da 15-30 milioni di dollari.

Ma alla fine solo The Millionaire riuscì a raggiungere un incasso finale considerevole grazie al passaparola e agli 8 Oscar vinti, mentre gli altri contendenti a fatica recuperarono il proprio budget di produzione.

Il caso del 2009 rispecchia perfettamente quanto avvenuto negli anni precedenti, dove solo una (o massimo due) pellicole si riuscivano a distinguere per i loro incassi, mentre le altre difficilmente superavano la soglia dei 50 milioni di dollari.

L’edizione degli Oscar 2011 sembra proprio distinguersi dagli altri anni, in quanto già al momento delle nominations gli incassi dei film considerati i migliori dell’anno sono decisamente elevati.

Vediamo l’incasso attuale delle 10 pellicole che ieri hanno ricevuto la candidatura a Miglior Film (qui l’elenco di tutte le nominations) dove tra parentesi è indicato il rispettivo costo di produzione:

- Toy Story 3: 415 milioni di dollari (200M)

- Inception: 292.5 milioni (160M)

- Il Grinta: 138.5 milioni (38M)

- The Social Network: 95.4 milioni (40M)

- Black Swan: 83.7 milioni (13M)

- The Fighter: 73 milioni (25M)

- Il Discorso del Re: 57.9 milioni (15M)

- I Ragazzi Stanno Bene: 20.8 milioni (4M)

- 127 Ore: 11.3 milioni (18M)

- Winter’s Bone: 6.2 milioni (2M)

Il Discorso del Re Poster Italia

A parte i due kolossal ad alto budget (Toy Story 3 e Inception) possiamo notare come quest’anno gli incassi delle produzioni a basso costo sia decisamente elevato.

Impressionanti soprattutto gli incassi de Il Grinta, Black Swan, The Fighter e Il Discorso del Re. Se poi pensiamo che siamo solo al momento delle nomination e le pellicole sono ancora nelle sale e incasseranno ancora molto grazie alla visibilità data dagli Oscar, riusciamo a comprendere facilmente l’anomalia di quest’anno.

L’unica delusione è forse rappresentata da 127 Ore del regista premio Oscar Danny Boyle (The Millionaire), ma la pellicola è pronta ad essere rimessa sul mercato americano proprio in questi giorni in alcune centinaia di sale (forte delle sue 6 candidature).

Non ci resta che darci appuntamento tra un mese per vedere come si sono evoluti gli incassi dei nominati.

Se continuano così si rischia di avere ben 7 pellicole su 10 ad essere riuscite nell’impresa di superare i 100 milioni di dollari di incasso negli USA, con una delle medie più elevate di sempre.

Fonte dei dati: boxofficemojo

ago
26
2010
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Se il web è morto anche Google non si sente tanto bene

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Se il web sta effettivamente morendo, come può sentirsi il più grande motore di ricerca di tutti i tempi? Male secondo un articolo pubblicato durante il mese di agosto da Fortune, che non è certo la sola pubblicazione e/o blog a parlare della crisi del colosso di Mountain View.

Non è certo solo l’autore del grafico qui sotto a prevedere il sorpasso da parte di Facebook nei prossimi 18-24 mesi. Il tema della crisi di Google è argomento di dibattito ormai da tempo e comunque, inutile negarlo, basta cogliere qualche frammento di conversazione in giro per strada per rendersi conto della popolarità e pervasività raggiunte dal più pervasivo e invasivo social network di sempre.

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Personalmente non amo Facebook e non sono certo il solo a non amarlo. Lo uso, è una realtà con cui bisogna fare i conti, ma non l’ho mai trovato particolarmente stupefacente, come per altri colossi del passato mi è sempre sembrato una copia ben fatta di uno, dieci, cento altri servizi online, che però sono stati sapientemente riuniti tutti in un unico posto, mettendo ordine nel caos di servizi e di account che uno deve avere in rete per fare delle cose, e mettendo tutto questo a portata di mano anche delle fasce meno esperte di navigatori che arrivano su internet in questi anni, generazione accomunata più di altre anche dal desiderio di apparire.

Il tema della privacy e di come venga trattata con molta maggiore disinvoltura di quanto abbia fatto fino ad ora lo stesso Google, che pure di informazioni su di noi ne raccoglie moltissime, è poi cosa su cui non si dovrebbe mai smettere di parlare, anche se invano perché all’atto pratico sembra essere l’ultima delle preoccupazioni di chi quotidianamente lo usa.

Il Cinema usa e abusa del social network per le campagne di lancio dei propri film, con strategie e risultati alterni, correndo il rischio di dimenticare che per fortuna su internet c’è ancora e sempre molto di più, perché a dispetto dell’affermazione di qualche player l’effervescenza del momento è totale ed assoluta. Inoltre nel focalizzare le proprie strategie su Facebook ci si dimentica spesso che si sta creando valore (in termini di contenuti e costruzione delle comunità) presso un sito terzo, sul quale non si esercita alcun controllo, che ha già dato dimostrazione di enorme disinvoltura non solo nel trattamento dei dati dei propri utenti, ma anche nel modificare le regole con cui permette di gestire ai terzi, applicazioni, fortum e, soprattutto, le apgine, che sono diventate il principale punto di contatto tra aziende e pubblico.

Quindi per me continua a valere il principio che se devo costruire valore online lo devo fare dove ho il massimo controllo possibile sulla mia presenza, Facebook va poi benissimo, come altri strumenti, per amplificare tale presenza e dargli risonanza, ma per evitare prevedibili spiacevoli sorprese è bene diffidare dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg.

Forse The Social Network, il film di David Fincher sulle origini del sito, riuscirà a esprimere più di mille parole le perplessità suscitate da questa realtà, cui infatti il film non piace. Nel frattempo accontentiamoci di dare un’occhiata al trailer e alle nostre interviste al cast e ritorniamo a parlare di Google.

Ha fatto discutere, sempre durante le vacanze, un annuncio congiunto di Google e Verizon sulla Net Neutrality che potrebbe essere un’ulteriore sgradevole evoluzione della competizione su internet, cui lo stesso Facebook ha strumentalmente risposto.

Personalmente non penso che sia questa la via per la soluzione dei problemi di Mountain View (magari perché sogno un’improbabile implosione di Facebook) che potrà perdere colpi, ma rimane una realtà molto più articolata e complessa di Facebook. L’allarmistica copertina di Fortune è arrivata con l’uscita della loro applicazione per iPad. Come hanno detto i detrattori dell’articolo di Wired sulla fine del web probabilmente è solo un modo per vendere di più.

Non darei Google per affondato, può aver perso la battaglia sui social network (vedi grafico qui sotto) ma anche la loro stagione non durerà in eterno e la rete continua ad evolversi in direzioni inaspettate.

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