SVOD

Telecom, parte ad aprile la partnership con Sky. Trattative con Netflix

Partirà ad aprile la partnership di Telecom Italia con Sky nella pay-tv. L’accordo, siglato lo scorso anno, prevedeva di veicolare i contenuti della pay tv sulle proprie infrastrutture di rete di nuova generazione, bypassandola necessità di dover installare una parabola. Lo ha annunciato l’amministratore delegato  di Telecom Italia, Marco Patuano, nel corso della presentazione a Londra  del piano industriale per il triennio 2015-2017. E intanto, ha dichiarato sempre Patuano, Telecon è in trattative con Netflix. Dopo mesi di voci mai cinfermate  è la prima volta che Telecom ammette ufficialmnete le trattavite con la piattaforma di SVOD americana, che ormai è attiva in 50 paesi.

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Netflix a Cuba (con o senza banda)

Il leader americano del video on demand ad abbonamento (SVOD) ha seriamente intenzione di portare a termine la propria espansione globale entro il 2016 e, a scanso di dubbi, dopo l’annuncio della prossima apertura in Giappone ieri è arrivato quello decisamente meno scontato di uno “sbarco” a Cuba. per quanto Netflix vanti una lunga e consolidata presenza in America Latina, la mossa sembra avere poco di strategico considerando che al territorio mancano tutte le caratteristiche finora dichiarate fondamentali per l’inclusione all’interno delle aree coperte dal servizio, cioè un’ampia disponibilità di banda, l’abitudine ai pagamenti online e, in via preferenziale, un’industria audiovisiva forte.

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Vessel: in arrivo il rivale di YouTube che cambierà il VOD?

La partenza era attesa entro il 2014 e siamo perciò un po’ in ritardo rispetto a quanto previsto dall’industria, ma rimane comunque alto l’interesse rispetto a Vessel: un nuovo operatore di video on demand che dovrebbe nascere a breve per volere di Jason Kilar, ex CEO di Hulu, e che intende dichiaratamente far concorrenza a YouTube e al suo modello di business ritenuto poco remunerativo per i creatori di contenuti. L’apertura di una nuova piattaforma per la fruizione legale di video non è di per sé gran cosa, ma gli illustri precedent di Kilar e il modello di business perseguito, unito alle crescenti polemiche sulla “staticità” dell’hub video di Google, rendono Vessel un’operazione effettivamente fuori dell’ordinario.

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I consumatori citano Netflix in Francia

Ancora tensione in Francia per Netflix, l’operatore di SVOD (subscription video on demand), sbarcato a settembre Oltralpe. Qualche settimana fa c’erano state polemiche riguardo al rispetto delle finestre theatrical per alcuni film.Oggi la principale associazione dei consumatori francesi, la CLCV, ha citato in giudizio presso la Corte di Parigi la società per clausole dannose e illegali. La CLCV precisa di aver accolto molto positivamente l’ingresso in Francia dell’operatore in quanto Netflix ha contribuito ad aumentare la concorrenza e a introdurre un modello innovativo nell’offerta televisiva. Tuttavia l’associazione ha evidenziato alcune derive nel contratto proposto da Netflix riguardo al rispetto dei diritti dei consumatori e in contrasto con la legge francese.

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Netflix sbarca in Australia e Nuova Zelanda. E Nielsen “misura” i suoi dati d’ascolto

Continua il piano d’espansione di Netflix, la piattaforma leader del servizio SVOD (subscription video on demand). Dopo essere sbarcata a settembre in Francia e Germania la società, nata ne 2007, ha rivelato che a marzo 2015 esordirà anche in Nuova Zelanda e Australia, rafforzando così la propria presenza internazionale; ormai mancano solo pochi paesi in cui Netflix non è presente (tra cui Italia, ). Ma la notizia che sembra più interessante è che Nielsen Media, leader nelle misurazioni e nelle ricerche di mercato, ha annunciato, secondo il The Wall Street Journal, che fornirà ai propri clienti una misurazione dei dati d’ascolto dei servizi SVOD proposti da Netflix (e da Amazon Prime).

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Lionsgate e Tribeca si alleano alla conquista del VOD d’autore

Cosa ci fanno insieme una major che si sta facendo strada nell’Olimpo hollywoodiano, soprattutto con franchise quali Hunger Games e Twilight, e uno dei principali appuntamenti festivalieri del cinema indipendente? La risposta è nei nuovi modelli di distribuzione e di visione del prodotto cinematografico, fondamentali soprattutto per quei titoli d’autore o di nicchia cui non sempre viene riservato grande spazio dai media internazionali. Ecco perciò che lo studio Lionsgate e la kermesse newyorkese Tribeca hanno deciso di allearsi per lanciare un nuovo portale di video on demand, con un ricambio settimanale di titoli, dove a contare non sarà la quantità di film offerti ma la cura nella loro selezione.

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Netflix: svecchieremo l’antiquato sistema delle finestre

Raddoppiare l’offerta nei nuovi mercati europei entro i prossimi 12 mesi, preparare lo sbarco nell’area asiatica e svecchiare il sistema distributivo cinematografico, fermo a quasi 50 anni fa. Puntuale e ambizioso come sempre il programma di Netflix, servizio leader nel video on demand ad abbonamento (SVOD), che ha ribadito i propri obiettivi strategici per voce del suo responsabile dei contenuti, Ted Sarandos, intervenuto oggi al Mipcom, il mercato dei prodotti di intrattenimento di Cannes.  Tra gli argomenti più caldi affrontati, ovviamente ,quello delle window che regolano l’uscita dei film sulle diverse piattaforme di sfruttamento: oltre ad aver  scatenato l’opposizione degli esercenti americani per l’uscita day-and-date in sala e online de La Tigre e il Dragone 2, il portale di streaming ha appena portato a casa un accordo per distribuire direttamente sul web quattro nuovi film del popolare attore comico Adam Sandler. Entrambe mosse che colpiscono al cuore l’industria cinematografica e il suo modello di business e che, sottolinea Sarandos, non mirano a “uccidere le finestre” e la cronologia dei media, ma a “restituire scelta e opzioni” a consumatori sempre più connessi e sempre più via mobile.

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Addio a RedBox Instant by Verizon, il presunto anti-Netflix

Chiuderà domani, segnando la prima clamorosa sconfitta di un servizio nato con il preciso intento di fare concorrenza al leader di mercato nel settore dell’on demand ad abbonamento. Il portale in questione è Redbox Instant by Verizon,  servizio lanciato a marzo 2013 da due partner molto insoliti: da un lato appunto Redbox, marchio specializzato nel noleggio di DVD e Blu-ray tramite distributore automatico, e dall’altra un colosso internazionale della fibra ottica, nonché provider di servizi di telefonia e tv. L’idea di business era quella di combinare il video on demand con il noleggio low cost di film su disco, focalizzandosi su quella fascia di utenti lasciata scoperta dal progressivo spostamento di Netflix verso la Rete.

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Netflix produce le Winx. In Italia nel 2016?

Se Netflix non va all’Italia, l’Italia, o almeno un po’ della sua produzione audiovisiva di maggior successo, va a Netflix. Il portale americano, leader nel video on demand ad abbonamento (SVOD), ha ufficialmente richiesto la realizzazione di uno spinoff di Winx Club, celebre serie animata nostrana che vede come protagoniste le fatine create da Iginio Straffi. Alla sua Rainbow sono state commissionate due nuove stagioni di un nuovo cartone, Winx Club WOW: World of Winx, che vedrà le magiche eroine impegnate in un tour intorno al mondo, alla scoperta dei poteri di tanti bambini talentuosi nello sport, nell’arte e nelle scienze.

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Time Warner: l’on demand sempre più centrale per i ricavi delle media company

Lo SVOD (subscription video on demand) sta diventando una fonte di entrate sempre più rilevante non solo per il settore audiovisivo nel suo complesso ma anche per i colossi mediatici. A sostenerlo il CEO di Time WarnerJeff Bewkes, che presentando i dati trimestrali della compagnia ha sottolineato anche le rilevanti aspettative di crescita riguardanti il ramo dello streaming ad abbonamento. Se nel 2013 la cessione di diritti a operatori quali Netflix, Amazon e Hulu ha generato ben 400 milioni di dollari, per l’anno in corso ci si aspetta una crescita percentuale a doppia cifra “e per questo non intendo 10 o 20% ma molto di più”, ha sottolineato il top manager. A renderlo così fiducioso nel comparto, non solo la diffusione di questo modello di consumo ma anche la crescente concorrenza tra gli operatori, che sta spingendo verso l’alto anche i margini delle major dell’intrattenimento. 

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