<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CineGuru &#187; Streaming</title>
	<atom:link href="http://cineguru.screenweek.it/tag/streaming/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://cineguru.screenweek.it</link>
	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 22:32:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Parte la serie di Netflix, Lilyhammer, ma il portale si rifiuta di rendere pubblico il numero di visualizzazioni.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/parte-la-serie-di-netflix-lilyhammer-ma-il-portale-si-rifiuta-di-rendere-pubblico-il-numero-di-visualizzazioni-3253</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/parte-la-serie-di-netflix-lilyhammer-ma-il-portale-si-rifiuta-di-rendere-pubblico-il-numero-di-visualizzazioni-3253#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>
		<category><![CDATA[Lilyhammer]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3253</guid>
		<description><![CDATA[Con la "messa in onda", o meglio in streaming, del suo primo serial, la compagnia compie un passo importante nella competizione con i grandi network. Ma si rifiuta di calcolare l'audience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In diretta concorrenza con le tv americane via cavo e con il servizio di streaming di <strong>HBO</strong>, <strong>Netflix</strong>  dovrà presto  affrontare anche il nuovo soggetto che nascerà dall&#8217;<strong>alleanza tra Verizon e RedBox</strong> (l&#8217;articolo <a title="Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD." href="http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247" target="_blank">qui</a>). Il portale <strong>VOD</strong> intanto lancia l&#8217;offensiva con la sua prima serie autoprodotta, <em>Lilyhammer</em>, ma si rifiuta di rilasciare i dati di ascolto perché non c&#8217;è alcun inserzionista cui rendere conto dell&#8217;audience.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3254" title="lilyhammer_netflix" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/lilyhammer_netflix.jpg" alt="" width="525" height="262" /><br />
<span id="more-3253"></span> Come abbiamo avuto <a title="2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?" href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159" target="_blank">già modo di sottolineare</a>, la mossa di mettere in programma <strong>contenuti originali</strong> è di fondamentale importanza per <strong>Netflix</strong>, sia al fine di affrancarsi dal &#8220;ricatto&#8221; delle major e dei network con cui vuole competere, sia per non restare indietro rispetto a soggetti come <strong>YouTube</strong>, che ha già <a title="E il mondo si chiede: YouTube diventerà una TV?" href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/e-il-mondo-si-chiede-youtube-diventera-una-tv-2822" target="_blank">lanciato la sfida</a> a tutta la tv tradizionale con la messa in produzione di propri canali tematici con nomi quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>. La compagnia guidata da <strong>Reed Hastings</strong> ha cominciato invece meno in pompa magna, con un semplice serial (il prodotto d&#8217;altra parte più gradito dai suoi utenti) dal titolo <em>Lilyhammer</em>, con protagonista l’attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di Bruce Springsteen <strong>Steven Van Zandt</strong>. I suoi otto episodi sono stati messi online tutti contemporaneamente a partire da lunedì, e ci si aspettava che <strong>Netflix</strong> comunicasse qualche dato sulle visualizzazioni, ma così non è stato.<br />
</br><br />
<em>&#8220;Alcuni iscritti lo hanno amato così tanto da aver già visto tutti e otto gli episodi&#8221;</em>, si è limitato a dichiarare <strong>Ted Sarandos</strong>, responsabile dei contenuti del portale VOD, ricordando altresì che<em> &#8220;Netflix ha oltre 23 milioni di utenti e tutti avranno la possibilità di scoprire Lilyhammer, non solo in questi giorni ma per gli anni a venire&#8221;</em>. Col tempo, continua Sarandos, <em>&#8220;altri membri ne verranno a conoscenza grazie al passaparola degli amici o ai suggerimenti del nostro motore di ricerca&#8221;</em>, per cui non avrebbe senso sbandierare i dati di ascolto. &#8220;<em>Il nostro obiettivo è di dare alle persone la possibilità di scegliere, in modo che possano godere di film e programmi tv nel modo che più preferiscono, un episodio alla volta, tutti insieme, in salotto o sull&#8217;iPad&#8221;</em>, senza contare &#8211; punto fondamentale &#8211; che non ci sono pubblicità all&#8217;interno della serie, per cui <strong>Netflix</strong><em> &#8220;non deve misurare l&#8217;audience per gli inserzionisti, deve solo offrire un grande spettacolo ai propri utenti&#8221;</em>.<br />
</br><br />
Ragionamento apparentemente impeccabile, ma resta il dubbio: se si fosse trattato di milioni di spettatori, siamo proprio sicuri che Ted Sarandos non avrebbe avuto nemmeno la tentazione di comunicarlo al mercato? Ad ogni modo, come riferisce lui stesso  in un <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">post</a> sul blog di <strong>Netflix</strong>, <em>Lilyhammer</em>, che parla dell&#8217;esilio in Norvegia di un pentito di mafia in fuga dal boss tradito, è in onda anche sulla <strong>tv norvegese</strong>, dove è alla sua terza settimana di programmazione. E lì, assicura il Chief Content Officer, il serial è <strong>un successo sensazionale</strong>, con 1,2 milioni di spettatori su una popolazione complessiva di 5 milioni di persone, il che ne fa in assoluto la serie più vista nella storia del Paese. Che <strong>Netflix</strong> abbia già trovato il prossimo mercato europeo (dopo Inghilterra e Irlanda) in cui lanciare il proprio servizio di streaming?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.thewrap.com/media/article/netflix-wont-release-ratings-lilyhammer-ted-sarandos-explains-35169" target="_blank">The Wrap</a>, <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">Netflix</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/parte-la-serie-di-netflix-lilyhammer-ma-il-portale-si-rifiuta-di-rendere-pubblico-il-numero-di-visualizzazioni-3253/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix apre i battenti in GB e Irlanda. Parte la concorrenza con LoveFilm.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[LoveFilm]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3173</guid>
		<description><![CDATA[Decine di miglia di ore di nuovi contenuti in arrivo per gli utenti dei due Paesi europei, mentre il competitor inglese lancia il contrattacco abbassando i prezzi dello streaming.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sbarco era già stato annunciato, rimaneva un certo riserbo riguardo a tempi e contenuti. Ma nella corsa a solidificare le basi del proprio business, la compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> non ha perso tempo e ha annunciato oggi l&#8217;attivazione del servizio di <strong>streaming VOD nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, svelando infine anche quali saranno i <strong>contenuti</strong> messi a disposizione del nuovo pubblico europeo. Oltre ai già noti accordi con <strong>BBC WorldWide</strong>, <strong>MGM</strong>, <strong>Lionsgate</strong> e <strong>Moviemax</strong>, <strong>Netflix</strong> ha anche <a href="http://www.marketwatch.com/story/netflix-launches-in-the-united-kingdom-and-ireland-2012-01-09">annunciato</a> tra i propri fornitori le major <strong>Disney UK &amp; Ireland, Paramount, Sony Pictures Entertainment e 20th Century Fox</strong>, più <strong>NBCUniversal</strong> (controllante di <strong>Universal Pictures</strong>), <strong>Momentum Pictures, Viacom International Media Networks, All3Media, BBC, CBS, Channel 4&#8242;s 4oD</strong> e <strong>ITV</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3174" title="Netflix-UK-Irlanda" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Netflix-UK-Irlanda.png" alt="" width="597" height="372" /></p>
<p><span id="more-3173"></span></p>
<p>Una risposta a tono rispetto alle ultime mosse del suo competitor britannico, che non più tardi del 6 gennaio aveva ufficializzato una nuova partnership con il servizio VOD di <strong>ITV</strong> e con <strong>BBC Worldwide</strong>, tanto che ora, secondo il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/c0af66a8-3aa4-11e1-be4b-00144feabdc0.html#axzz1ixdXvnoG"><em>Financial Times</em></a>, la battaglia si è spostata quasi completamente sul fronte dei <strong>prezzi</strong>. <strong>Netflix</strong> offrirà il suo servizio di streaming per circa <strong>sei sterline al mese</strong>, e sarà fruibile su tutti i dispositivi connessi in Rete comprese s<strong>mart tv, console per videogame, smartphone e tablet</strong>. La compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> ha inoltre previsto <strong>un mese di prova gratuito</strong> ottenibile andando sul sito <a href="https://signup.netflix.com/global">Netflix.com</a>, mentre per ora non c&#8217;è traccia del servizio di noleggio via posta delle copie fisiche di film e serial. La sua controparte <strong>LoveFilm</strong>, proprietà <strong>Amazon</strong>, si è preparata al contrattacco riducendo il costo dei servizi di &#8220;Instant&#8221; VOD e offrendo un prezzo agevolato di circa <strong>5 sterline</strong> per chi sottoscriverà un abbonamento mensile allo streaming online senza richiedere l&#8217;invio per posta di DVD e Blu-ray. Inoltre, sottolinea il <em>Financial Times</em>, in confronto agli Stati Uniti  <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare maggiore concorrenza da parte delle<strong> pay-tv</strong>, in particolare <strong>Sky</strong> e <strong>Virgin</strong>, oltre che da parte delle grandi catene retail come <strong>HMV</strong> e <strong>Tesco</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="http://www.pcpro.co.uk/news/372064/netflix-uk-launch-marred-by-facebook-backlash"><em>PcPro.uk</em></a>, sembra che la società californiana abbia già suscitato le rimostranze di vari utenti per la scarsa chiarezza delle condizioni per il mese di prova gratuito, soprattutto per quel che concerne l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong> e la privacy. Il sito scrive che molti temono la condivisione sul social network delle informazioni riguardo ai contenuti visualizzati su <strong>Netflix</strong>: curioso, dato che negli USA le opzioni <em>social</em> vengono solitamente annoverate tra i vantaggi dei nuovi servizi VOD, anche quelli offerti direttamente dalle major sulle proprie pagine. D&#8217;altra parte sembra inevitabile che con l&#8217;arrivo di un nuovo player di tal peso si creino nuovi apocalittici e nuovi integrati, ma per avere riscontri più precisi bisognerà aspettare il responso del primo mercato scelto dalla compagnia per l&#8217;espansione oltre l&#8217;Atlantico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/netflix-apre-i-battenti-in-gb-e-irlanda-parte-la-concorrenza-con-lovefilm-3173/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Warner Bros potrebbe allungare la window per il noleggio home video, ma senza il placet di RedBox</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CES]]></category>
		<category><![CDATA[Consumer Electronics Show]]></category>
		<category><![CDATA[distributori automatici di Blu-ray e DVD]]></category>
		<category><![CDATA[home video]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[RedBox]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[streaming VOD]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>
		<category><![CDATA[warner bros]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3166</guid>
		<description><![CDATA[56 giorni anziché 28 tra l'uscita dei film in vendita e in noleggio. È questa la nuova strategia della major, che ha già raccolto il netto rifiuto di RedBox.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Codice rosso per il rapporto tra gli Studios e i nuovi grandi player del settore &#8220;rental&#8221; nel mercato degli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni non ancora smentite, <strong>Warner Bros</strong> avrebbe infatti intenzione di <strong>raddoppiare la finestra</strong> <strong>tra l&#8217;uscita dei film in vendita e in noleggio</strong>, portandola a<strong> 56 giorni</strong> anziché quei 28 che rappresentavano il risultato di ardue trattative con i<strong> distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3034" title="RedBox" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/RedBox.jpg" alt="" width="440" height="267" /></p>
<p><span id="more-3166"></span></p>
<p>La notizia che <strong>Warner Bros</strong> volesse allungare ulteriormente i tempi tra le due <em>release</em> per sostenere il business dell&#8217;<strong>home video</strong>, in realtà era arrivata ad ottobre e già all&#8217;epoca <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante di <strong>RedBox</strong>, <strong>Coinstar</strong>, dichiarò l&#8217;intenzione di non sottostare alla nuova politica. Ora, come riportato da<a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-06/redbox-hasn-t-agreed-to-longer-delay-on-warner-bros-dvds.html"><em> Bloomberg/The Business Week</em></a>, di fronte ai nuovi rumors la stessa compagnia conferma la &#8220;linea dura&#8221; e smentisce di aver raggiunto un accordo diverso sulla window, al contrario di quanto era stato riferito dal sito <a href="http://paidcontent.org/article/419-netflix-faces-higher-prices-for-hbo-agrees-to-doubled-dvd-delays-from-w/"><em>PaidContent</em></a> che invece dava per concluse anche le trattative con <strong>Netflix</strong> (da cui non arriva ancora nessun commento) e <strong>Blockbuster</strong>.  Il rifiuto di un periodo più lungo per il noleggio dei titoli <strong>Warner Bros</strong> risponderebbe alla necessità dei distributori automatici da <strong>1,20 dollari a film</strong> di spingere sulle <strong>nuove uscite</strong>, a causa della limitatezza fisiologica del catalogo messo a disposizione di volta in volta ai propri utenti. Diverso potrebbe apparire il discorso per una società come <strong>Netflix</strong>, specializzata nel noleggio via posta e soprattutto nello <strong>streaming VOD</strong>. La nuova presa di posizione di<strong> RedBox</strong> non vuol dire comunque che i film distribuiti in home video da <strong>Warner Bros</strong> debbano sparire per forza dai chioschi dal caratteristico colore rosso, in quanto potrebbero essere acquistati lo stesso da terzi autorizzati alla vendita dei dischi della major.</p>
<p>Secondo il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2012/01/redbox-warner-bros-dvd-delay.html"><em>Los Angeles Times</em></a> l&#8217;annuncio definitivo della nuova strategia è atteso per il <strong>CES</strong>, il <strong>Consumer Electronics Show</strong> che si aprirà a Las Vegas il 10 gennaio. Nel caso venisse attuata, avrebbe effetto a partire dal prossimo febbraio, dopo la scadenza degli attuali accordi di <strong>Warner Bros</strong> con <strong>Netflix</strong> e <strong>RedBox</strong>, soggetti da sempre non troppo benvisti dagli Studios per il costo estremamente basso degli abbonamenti e del noleggio e per la forte concorrenza esercitata nei confronti del resto del mercato dell&#8217;home video.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>HBO vs. Netflix: l&#8217;emittente televisiva non rinnoverà l&#8217;accordo sul noleggio di Blu-ray e DVD</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/hbo-vs-netflix-lemittente-televisiva-non-rinnovera-laccordo-sul-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3162</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/hbo-vs-netflix-lemittente-televisiva-non-rinnovera-laccordo-sul-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3162#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[dvd]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[network]]></category>
		<category><![CDATA[Reed Hastings]]></category>
		<category><![CDATA[Showtime]]></category>
		<category><![CDATA[Starz]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Time Warner]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3162</guid>
		<description><![CDATA[Continua il braccio di ferro tra Netflix e i network televisivi. Ieri vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in VOD via streaming e nel noleggio di DVD via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il braccio di ferro tra <strong>Netflix</strong> e i <strong>network televisivi</strong>. <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3159">Ieri</a> vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in <strong>VOD via streaming</strong> e nel noleggio di <strong>DVD</strong> via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il traffico generato nell&#8217;ultimo trimestre del 2011.</p>
<p><img class="aligncenter" title="hbo_go" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/hbo_go.jpg" alt="" width="500" height="337" /></p>
<p><span id="more-3162"></span></p>
<p>In questo periodo i suoi abbonati avrebbero infatti fruito <strong>due miliardi di ore</strong> tra film e serie tv in streaming: un ammontare che, secondo alcuni analisti, potrebbe fare concorrenza anche ai broadcaster tradizionali e includere Netflix nel novero delle 15 emittenti più viste degli USA. Non male visto che, per <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3018" target="_blank">ammissione delle stesso CEO</a> <strong>Reed Hastings</strong>, il rivale con cui la compagnia dovrà fare i conti nel prossimo futuro saranno proprio le tv, e in particolare <strong>HBO</strong>, che il top manager ha definito &#8220;sempre più simile a Netflix&#8221; e viceversa.</p>
<p>Non stupisce perciò il contrattacco: ieri HBO ha confermato che non rinnoverà l&#8217;accordo con la società di Los Gatos, scaduto proprio a fine 2011.  La notizia è apparsa su <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/hbo-refuses-sell-dvds-blu-rays-netflix-34110"><em>The Wrap</em></a>, che comunque ricorda come a differenza di altre emittenti che hanno concluso la loro partnership con il portale VOD, come<strong> Showtime</strong> e <strong>Starz</strong>, HBO non ha mai concesso i diritti per il noleggio in streaming dei suoi programmi, per cui la fine del rapporto riguarda solamente le copie fisiche in Blu-ray e DVD. La tv via cavo ha infatti sempre cercato di preservare il proprio servizio di streaming, offerto dal 2010 tramite il portale <strong>HBO Go</strong> e rafforzato di recente grazie all&#8217;estensione a tutti gli abbonati di <strong>Time Warner Cable</strong> (che fa pure capo alla controllante di HBO, il colosso dell&#8217;informazione e dell&#8217;entertainment Time Warner).</p>
<p>Secondo quanto affermato da un portavoce di Netflix, la compagnia riuscirà comunque a noleggiare ancora i DVD e i Blu-ray dei programmi di HBO acquistandoli da altri distributori dotati dell&#8217;apposita licenza: l&#8217;unico minus, per The Wrap, sarà quindi l&#8217;impossibilità di ottenere i titoli del catalogo home video della tv in via diretta e a prezzo agevolato. Ma la stoccata non sembra così temibile considerando come Netflix stia cercando da tempo di affrancarsi dal servizio di spedizione delle copie fisiche di film e  serie tv, considerato ormai una specie di zavorra in confronto a quello streaming che, primo, per il CEO Reed Hastings costituisce il futuro dei contenuti video e, secondo, è molto più facilmente esportabile oltreoceano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/hbo-vs-netflix-lemittente-televisiva-non-rinnovera-laccordo-sul-noleggio-di-blu-ray-e-dvd-3162/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Lilyhammer]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[streaming VOD]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3159</guid>
		<description><![CDATA[La società di Los Gatos ha diffuso in un comunicato stampa i dati riguardo al traffico streaming dell'ultimo trimestre del 2011, risultato pari a 2 miliardi ore tra film e serie tv. Un risultato che, secondo gli analisti, la fa saltare nella top 15 delle tv più viste degli Stati Uniti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 sarà pure stato per <strong>Netflix</strong> un anno difficile, con l&#8217;aumento dei prezzi per il noleggio dei contenuti video, la conseguente perdita di quasi un milione di utenti, il valore del suo business crollato di più di due terzi in Borsa  e l&#8217;evidente ricerca di liquidità per l&#8217;espansione verso l&#8217;Europa. Ma il <strong>2012</strong> sembra partire<strong> in controtendenza</strong> e aprirsi con auspici di gran lunga migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></p>
<p><span id="more-3159"></span></p>
<p>A inizio settimana il portale di <strong>streaming VOD</strong>  ha annunciato una <strong>nuova serie in esclusiva</strong> con protagonista l&#8217;attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di <strong>Bruce Springsteen</strong>, <strong>Steven Van Zandt</strong> (<a href="http://blogs.reuters.com/mediafile/2012/01/03/new-mobster-series-coming-to-netflix-next-month/"><em>Reuters</em></a>), che si chiamerà <em>Lilyhammer</em> e tratterà di un <strong>pentito di mafia</strong> costretto a rifugiarsi niente meno che in Norvegia per sfuggire alle ire del boss tradito.  La prima stagione sarà composta di 8 episodi, disponibili tutti simultaneamente a partire dal 6 febbraio, sempre nell&#8217;ottica di <strong>gareggiare con i grandi network</strong> a suon di<strong> contenuti originali</strong>. La notizia più rilevante è però arrivata ieri, quando la società di Los Gatos ha diffuso in un <a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/netflix-members-enjoy-more-than-two-billion-hours-of-movies-and-tv-shows-in-fourth-quarter-136652138.html">comunicato stampa</a> i dati riguardo al <strong>traffico streaming dell&#8217;ultimo trimestre del 2011</strong>, risultato pari a <strong>2 miliardi ore</strong> tra film e serie tv.</p>
<p>La cifra non si riferisce ai soli Stati Uniti ma a tutti i territori coperti da <strong>Netflix</strong>, ora presente anche in Canada e America Latina. La notizia comunque è bastata a rilanciare la compagnia nelle previsioni degli analisti: come riferisce <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflix-15th-watched-tv-network-278033"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <strong>Richard Greenfield</strong> della società esperta di trading <strong>BTIG</strong> ha dichiarato che queste cifre indicano una chiara<strong> erosione del pubblico televisivo</strong> operata dal VOD in streaming, in misura molto più ampia di quanto i broadcaster tradizionali non vogliano ammettere. Stando alle sue stime, considerando che gran parte del traffico dichiarato dovrebbe provenire dagli USA, con <strong>667 milioni di ore mensili</strong> Netflix si starebbe avviando a diventare la 15esima emittente televisiva del Paese in assoluto, e probabilmente la seconda in tutte le case dotate di abbonamento al portale.</p>
<p>Sarebbe infatti di 500 ore al mese la media dei network sotto la top 15 dei più visti del Paese, e il VOD della società di Los Gatos riuscirebbe a scalarla con un bacino di utenza che supera i 20 milioni di iscritti. Quindi, se si considerasse solo il 21% dello share realizzato dalle pay tv statunitensi, diffuse in circa 100 milioni di case, il<strong> monte ore di Netflix</strong> risulterebbe<strong> il secondo di tutta la nazione</strong>, inferiore solo a CBS e seguito dai 600 milioni di ABC e dai 265 di Disney Channel. Ma si tratta ovviamente di una proiezione elaborata su di un dato disaggregato: <strong>Netflix</strong>, specifica Greenfield, può assumere un <strong>ruolo primario nei nuclei domestici dei suoi abbonati</strong>, ma prendendo in considerazioni tutti i 100 milioni di case dotate di pay tv, il suo &#8220;<strong>share</strong>&#8221; si riduce a <strong>2,4 punti percentuali</strong>, risultando molto meno significativo.</p>
<p>Abbastanza, tuttavia, per convincere ieri la Borsa a far risalire il titolo dell&#8217;11%, invertendo la tendenza ribassista che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2011. Se le analisi di Greenfield fossero correte, il CEO <strong>Reed Hastings</strong> potrebbe perciò dormire sonni più tranquilli nella competizione in cui ha dichiarato di volersi imbarcare con le tv tradizionali, e in particolare con <strong>HBO</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il rivale nel futuro di Netflix? Sono le tv, HBO in prima linea. Parola di Hastings.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/il-rivale-nel-futuro-di-netflix-sono-le-tv-hbo-in-prima-linea-parola-di-hastings-3018</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/il-rivale-nel-futuro-di-netflix-sono-le-tv-hbo-in-prima-linea-parola-di-hastings-3018#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 14:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[HBO]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=3018</guid>
		<description><![CDATA["Loro stanno diventando sempre più come Netflix, e noi sempre più come HBO" , ha dichiarato il CEO del portale VOD, Reed Hastings, che all'orizzonte vede un conflitto diretto sui contenuti con i maggiori network tv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Netflix</strong> approda ufficialmente <strong>in Europa</strong>. La società americana specializzata nello <strong>streaming</strong> di film in modalità <strong>video on demand</strong> ha scelto il Lussemburgo come sua sede nel Vecchio Continente, allineandosi a un trend già segnato da iTunes, Amazon e Skype. Non è il clima freddo ad attirare i colossi statunitensi dell&#8217;IT ma la diffusione della banda larga che, secondo <em><a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/netflix-picks-luxemburg-as-european-270060">Hollywood Reporter</a></em>, viene considerata una delle più veloci d&#8217;Europa. <strong>Netflix</strong> però avrà bisogno di molto di più che una buona connessione per sostenere la sua espansione al di là dell&#8217;oceano.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></a></p>
<p><span id="more-3018"></span>Dopo gli scossoni in borsa, la perdita di quasi un milione di utenti e i rating sempre meno entusiastici degli analisti, è stato lo stesso CEO <strong>Reed Hastings</strong> ad ammettere che l&#8217;ultimo anno non è stato certo dei migliori e che <strong>Netflix</strong> si è decisamente sopravvalutata, agendo <em>&#8220;al di sopra delle sue possibilità&#8221;</em>.  Come riporta il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/12/netflix-ceo-hastings-fears-hbo-go.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+newsandbuzz+%28News+%26+Buzz%29"><em>Los Angeles Times</em></a>, <strong>Hastings</strong> lo ha dichiarato a New York nel corso della <strong>UBS Global Media and Communications Conference</strong>, senza tuttavia perdere l&#8217;occasione di rimarcare come il conflitto con i grandi network sia la principale fonte di preoccupazione per un portale VOD che continua a pagare moltissimo per i suoi contenuti.</p>
<p>La prima ossessione dell&#8217;anno, secondo il CEO, è stata <strong>sganciare Netflix dal business del noleggio DVD per corrispondenza</strong>, in modo da non affiancare le proprie sorti a quelle non proprio fiorenti del mercato dell&#8217;home video. Da qui il tentativo, poi abortito, di creare due diversi siti e due diversi abbonamento per il servizio VOD e quello via posta ordinaria. Ma nonostante l&#8217;emorragia di spettatori causata dal  progetto e dal contestuale aumento delle tariffe per il noleggio di film e serie tv, secondo Hastings <em>&#8220;tutto sarà dimenticato in pochi anni, quando<strong> lo streaming diventerà la modalità più diffusa di fruizione di contenuti audiovisivi</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Per cui il leader di Netflix non ha dubbi: <strong>è sui contenuti che si giocherà la battaglia della sua compagnia</strong>. Per questo il portale ha accettato spesso di <em>&#8220;pagare cifre eccessive&#8221;</em>, nel tentativo di prepararsi allo scontro più grande che si profila all&#8217;orizzonte, cioè quello con le televisioni. Il primo <strong>rivale di Netflix</strong>, secondo Hastings, sarebbe in realtà<strong> HBO</strong>, soprattutto in virtù del suo<strong> servizio VOD</strong> fornito tramite il sito <strong>HBO Go</strong>. <em>&#8220;Loro stanno diventando sempre più come Netflix, e noi sempre più come HBO&#8221;</em> &#8211; ha dichiarato Hastings senza mezzi termini -<em> &#8220;Per ora l&#8217;emittente non offre lo streaming a chi non sottoscrive anche un abbonamento alla tv via cavo, ma potrebbe farlo. Quindi <strong>stiamo vivendo in una sorta di gabbia dorata</strong>. Oggi non competono direttamente con noi, ma potrebbero farlo&#8221;</em>.</p>
<p>E in questa ottica, l&#8217;idea di espandersi al più presto al di fuori dei confini nel continente americano potrebbe sembrare sempre molto costosa, ma non più così peregrina.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/il-rivale-nel-futuro-di-netflix-sono-le-tv-hbo-in-prima-linea-parola-di-hastings-3018/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix: dopo gli accordi con MGM e Miramax, il tentativo di ricapitalizzazione</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/netflix-dopo-gli-accordi-con-mgm-e-miramax-il-tentativo-di-ricapitalizzazione-2922</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/netflix-dopo-gli-accordi-con-mgm-e-miramax-il-tentativo-di-ricapitalizzazione-2922#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Lionsgate]]></category>
		<category><![CDATA[MGM]]></category>
		<category><![CDATA[Miramax]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2922</guid>
		<description><![CDATA[Il portale VOD annuncia l'emissione di titoli e bond per un totale di 400 milioni di dollari. Nonostante l'altalenante performance in Borsa, Netflix spera così di finanziare nuovi cotenuti e l'espansione oltreoceano, in Iralnda e UK. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il colpo subito a fine ottobre con la <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2773">perdita di un&#8217;importante fetta di utenti</a> negli USA e il <strong>crollo</strong> del suo valore in <strong>Borsa</strong>, <strong>Netflix</strong> non si arrende, e torna sul mercato. L’obiettivo: continuare a perseguire quella <strong>strategia di aumento del capitale</strong> che aveva già spinto il portale, specializzato nello<strong> streaming di film e serie tv</strong><em>,</em> a imporre un <strong>impopolare aumento di prezzo</strong>, e che evidentemente continua a essere ritenuta necessaria per l’espansione del business al continente europeo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2193" title="netflix-watch-now" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/netflix-watch-now.png" alt="" width="494" height="350" /><br />
<span id="more-2922"></span> La compagnia californiana ha perciò annunciato ieri l’<strong>emissione di titoli e bond</strong> per un valore complessivo di<strong> 400 milioni di dollari</strong> (<a href="http://www.thewrap.com/movies/article/netflix-stock-plunges-after-rental-giant-sells-400m-stock-debt-32971"><em>The Wrap</em></a>). Le <strong>azioni</strong>, con cui <strong>Netflix</strong> intende ricavare circa la metà della suddetta somma, saranno vendute a <strong>70 dollari l’una</strong>, cioè un po’ al di sotto del prezzo a cui vengono scambiate dopo il crollo verticale degli ultimi mesi, che ha reso un lontano ricordo quel picco di 300 dollari a cui erano arrivate nel mese di luglio.</p>
<p>C’è però da dire che <strong>i ribassi</strong> in questo momento sono <strong>generalizzati</strong>: a causa dell’incertezza sul rientro degli <strong>USA</strong> dal<strong> debito pubblico</strong>, anche altre major del settore dei media e dell’intrattenimento hanno fatto registrare significative perdite. Lunedì (dati sempre <a href="http://www.thewrap.com/media/article/media-stocks-hit-hard-after-super-committee-fails-debt-deal-32958"><em>The Wrap</em></a>) il portale VOD è sceso da circa <strong>189 a 74,47 dollari</strong>, ma <strong>cali tra il 4 e l’1,28%</strong> hanno riguardato, in ordine decrescente, anche<strong> Sony, Disney, Viacom</strong> (che controlla anche Paramount), <strong>DreamWorks</strong>, il colosso dell’hi-tech <strong>Apple</strong>, la <strong>News Corp.</strong> di Murdoch e <strong>Time Warner</strong>. Fa eccezione solo <strong>Comcast</strong>, in leggero rialzo, che tuttavia è stato il conglomerato con i risultati meno brillanti dell’ultimo trimestre a causa della lenta metabolizzazione di <strong>NBCUniversal</strong>.</p>
<p>Nonostante gli indicatori del mercato non siano dei migliori, e nonostante la mossa sembri confermare le preoccupazioni di alcuni analisti riguardo alla liquidità della compagnia, <strong>Netflix</strong> continua così la sua marcia che, secondo i piani, dovrebbe portare il suo <strong>servizio di noleggio via streaming</strong> nel <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/10/netflix-sbarchera-in-inghilterra-e-irlanda-2760"><strong>Regno Unito e in Irlanda</strong></a> già nei primi mesi del 2012. Un traguardo che sembra più vicino dopo l’annuncio di un importante accordo con <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2834"><strong>MGM</strong></a>, a cui la settimana scorsa si sono aggiunti quelli con<strong> Lionsgate</strong> e <strong>Miramax</strong>.<br />
Ma per espandere la propria offerta a nuovi territori e nuovi utenti servono i <strong>diritti</strong> – senza dubbio il dilemma numero 1 di <strong>Netflix</strong> – e i diritti, ovviamente, costano. La compagnia ha in previsione di <strong>investire</strong> su questo fronte ben <strong>3 miliardi di dollari</strong> nel corso del prossimo anno, oltre che di impegnarsi per riguadagnare o compensare l’utenza defluita dal portale a causa dell’aumento del costo del servizio e del tentativo, poi abortito, di<a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/10/netflix-fa-marcia-indietro-su-qwikster-lo-streaming-rimarra-legato-al-business-dellhome-video-2670"> scorporare il noleggio di DVD</a> per corrispondenza. Un’attività che ha costituito per anni il <em>core business</em> della compagnia, ma che ora in molti vedono come una zavorra, soprattutto a causa dell’aumento delle tariffe postali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/netflix-stock-plunges-after-rental-giant-sells-400m-stock-debt-32971"><em>The Wrap</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/netflix-dopo-gli-accordi-con-mgm-e-miramax-il-tentativo-di-ricapitalizzazione-2922/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Netflix in Europa con MGM, mentre il VOD cresce a ritmo del 35% l&#8217;anno</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/netflix-in-europa-con-mgm-mentre-il-vod-cresce-a-ritmo-del-35-lanno-2834</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/netflix-in-europa-con-mgm-mentre-il-vod-cresce-a-ritmo-del-35-lanno-2834#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 07:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[21 Jump Street]]></category>
		<category><![CDATA[IDATE]]></category>
		<category><![CDATA[James Bond]]></category>
		<category><![CDATA[library]]></category>
		<category><![CDATA[Metro-Goldwyn-Mayer]]></category>
		<category><![CDATA[MGM]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[prequel del Signore degli Anelli]]></category>
		<category><![CDATA[Skyfall]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[The Hobbit]]></category>
		<category><![CDATA[video on-demand]]></category>
		<category><![CDATA[video online]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2834</guid>
		<description><![CDATA[Spopola il VOD, che nel 2015 dovrebbe raggiungere un valore di più di 21 miliardi di dollari e il 6% del mercato video globale. Intanto Netflix prepara lo sbarco in Gran Bretagna e Irlanda forte della partnership con MGM.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il crollo di mercato e di utenze non ha affossato il portale di <strong>video on demand</strong>, che continua a perseguire la propria politica espansionistica verso i lidi europei. Se era già noto il piano di portare il suo servizio di <strong>streaming nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, ora il progetto sembra assumere lineamenti più concreti con l&#8217;annuncio di un <strong>accordo con la major Metro-Goldwyn-Mayer</strong>, pronta a cedere per diversi anni i diritti esclusivi di noleggio online perfino di titoli freschi freschi di distribuzione <em>theatrical</em>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></a></p>
<p><span id="more-2834"></span>Aggiudicarsi le <strong>library</strong> non è stato finora troppo difficile per <strong>Netflix</strong>, che su questo fronte ha già in mano un&#8217;importante intesa con <strong>Miramax</strong>. Ma con  il<strong> listino MGM</strong>, la compagnia californiana si  potrebbe trovare in catalogo alcune nuove uscite incredibilmente attese: come ricorda <a href="http://thewrap.com/movies/article/hobbit-21-jump-street-netflix-and-mgm-sign-uk-streaming-deal-32533"><em>The Wrap</em></a>, la major ha infatti in portfolio entrambi i <strong>prequel del Signore degli Anelli</strong> (<a href="http://www.screenweek.it/film/2494-The-Hobbit-An-Unexpected-Journey"><em>The Hobbit: An Unexpected Journey</em></a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/2496-The-Hobbit-There-and-Back-Again"><em>The Hobbit: There and Back Again</em></a>) e il film tratto dalla serie tv <a href="http://www.screenweek.it/film/24247-21-Jump-Street"><strong><em>21 Jump Street</em></strong></a><em>. </em>Per non parlare del prossimo capitolo di <strong>James Bond</strong>, <a href="http://www.screenweek.it/film/22520-Skyfall-Bond-23-"><em><strong>Skyfall</strong></em></a>, di cui non è ancora chiaro l&#8217;approdo o meno nell&#8217;online inglese e irlandese tramite <strong>Netflix</strong>. <strong>MGM</strong> finora ha cercato di superare il proprio stato critico puntando sulla riscoperta dei suoi grandi titoli di catalogo, tra cui compaiono capolavori come <a href="http://www.screenweek.it/film/8277-Capote"><em>Capote</em></a>, <em><a href="http://www.screenweek.it/film/1435-Fargo">Fargo</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/23201-West-Side-Story">West Side Story</a></em>, ma la decisione di includere <strong>&#8220;alcune delle nuove uscite&#8221;</strong> nell&#8217;<strong>offerta europea di Netflix</strong>, dà al portale una marcia in più assolutamente necessaria per affrontare la sfida di penetrare in un nuovo mercato.</p>
<p>Anche se si tratta di un <strong>mercato estremamente florido</strong> come quello del <strong>VOD</strong>: la società di consulenza <strong>IDATE</strong> ha infatti appena rilasciato un rapporto riguardo al settore dei <strong>video online</strong>, che dal 2010 starebbe registrando una <strong>crescita annua del 35%</strong>, con la concreta possibilità di raggiungere un valore di <strong>21,7 miliardi di dollari entro il 2015</strong> e di conquistare una fetta del <strong>6% del mercato video</strong> complessivo.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/vOD.jpg"><img class="aligncenter" title="vOD" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/04/vOD.jpg" alt="" width="560" height="315" /></a></p>
<p>Il report è segnalato da <a href="http://www.advanced-television.com/index.php/2011/11/08/global-ott-video-worth-e22bn-in-2015/"><em>Advanced-television.com</em></a>, che fornisce anche maggiori dettagli riguardo a questo dato integrato <strong></strong>distinguendo, in particolare, il <strong>mercato dei cosiddetti CDN</strong> (<em>Content Delivery Network</em>) dal consumo di contenuti audiovisivi via web: un settore, quest&#8217;ultimo, sovradimensionato a causa della peculiarità dell&#8217;online USA, in cui <strong>prevalgono servizi on demand su modello Netflix o Apple,</strong> e in seconda battuta delle pay tv. È l&#8217;elevato uso di VOD da parte dei consumatori americani a spingere dunque un mercato che raccoglie più del 52% delle risorse generate dalla fruizione di video via internet, che comunque ormai fa parte delle attività irrinunciabili per gli utenti del web. Lo studio di IDATE mette in luce come nei Paesi a sviluppo avanzato, <strong>l&#8217;80% dei naviganti</strong> guardino regolarmente contenuti audiovisivi online, con una netta  <strong>preferenza per quelli gratuiti</strong> messi a disposizione da portali sul genere di <strong>YouTube</strong> o DailyMotion. Queste visualizzazioni rappresentano il 78% del totale, ma sono in crescita anche le clip postate su siti specializzati come AlloCiné, o sui social network come <strong>Facebook</strong>, o ancora proposte in forma di <strong>catch-up TV</strong>.</p>
<p>Ciò che più conta, tuttavia, è la netta<strong> prevalenza dello streaming rispetto al P2P</strong>, ormai ben rimpiazzato dal VOD, e alle trasmissioni <em>live</em>,  usate soprattutto per eventi e competizioni sportive. Quello che emerge con maggior chiarezza è tuttavia la preferenza per i contenuti gratuiti, non importa se legali o illegali, che assottigliano i margini del VOD a pagamento e, secondo IDATE, rendono ancora  <strong>incerto il modello di business</strong>, compreso quello di realtà apparentemente consolidate come <strong>Netflix</strong>.</p>
<p>Nonostante i <strong>maggiori consumatori di video online</strong> siano i <strong>giovani</strong>, a sottoscrivere servizi pay risultano soprattutto gli utenti di mezza età. Anche le abitudini di consumo sono da tenere in considerazione per le sostanziali differenze rispetto alla TV tradizionale: il <strong>VOD</strong> infatti viene <strong>fruito prevalentemente da soli</strong> (soprattutto se gratuito) e spesso in modalità <strong>multitasking</strong>, cioè usando in contemporanea Facebook, chat e talvolta perfino la stessa televisione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://thewrap.com/movies/article/hobbit-21-jump-street-netflix-and-mgm-sign-uk-streaming-deal-32533"><em>The Wrap</em></a><em>,</em></em><em><em> </em><a href="http://www.advanced-television.com/index.php/2011/11/08/global-ott-video-worth-e22bn-in-2015/"><em>Advanced-television.com</em></a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/11/netflix-in-europa-con-mgm-mentre-il-vod-cresce-a-ritmo-del-35-lanno-2834/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crollo Netflix: questione di prezzi o di diritti?</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/crollo-netflix-questione-di-prezzi-o-di-diritti-2773</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/crollo-netflix-questione-di-prezzi-o-di-diritti-2773#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 00:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Hulu]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
		<category><![CDATA[video on-demand]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2773</guid>
		<description><![CDATA[Il portale VOD perde 800 mila utenti in tre mesi. Il titolo crolla in Borsa e gli analisti accusano l'aumento dei prezzi. Ma il servizio di streaming potrebbe aver risentito anche della perdita delle nuove uscite Disney e Sony.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;era prevedibile, non è bastata la notizia dei progetti di <strong>espansione verso Gran Bretagna e Irlanda</strong> a salvare <strong>Netflix</strong> dalla scure degli analisti. A inizio settimana, la compagnia californiana che si occupa di <strong>video on demand</strong> via <strong>streaming</strong> e di <strong>noleggio DVD e Blu-ray per corrispondenza</strong>, ha presentato ai mercati una trimestrale in cui emergono tutti gli errori di gestione dell&#8217;ultimo periodo. I cali sono stati ingenti, sia in termini di valore finanziario che di utenza: sono <strong>800 mila gli iscritti persi</strong> tra luglio e settembre nei soli Stati Uniti (il servizio è operativo anche in Canada e America Latina), più di 210 mila rispetto alle aspettative del board.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></p>
<p><span id="more-2773"></span>La notizia ha subito causato un duro <strong>contraccolpo sulle azioni di Netflix</strong>, a cui si è aggiunto il giudizio implacabile degli analisti di Wall Street che (fonte <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-calls-netflix-a-broken-story-stock-nflx-downgrades-252987">Hollywood Reporter</a>) hanno definito quello attuale come <em><strong>&#8220;l&#8217;inverno nucleare&#8221;</strong></em> del portale VOD. Anche <strong>Netflix</strong>, insomma, è finito nell&#8217;occhio del ciclone, cioè del <strong>downgrade</strong>, secondo cui la compagnia si è dimostrata <strong>incapace di riconquistare la fiducia dei consumatori</strong> dopo i recenti cambiamenti strategici e assottiglierà ulteriormente i propri margini di redditività a causa degli investimenti necessari per l&#8217;espansione all&#8217;estero. Risultato? Ora il valore del titolo è sceso ai livelli più bassi dal 2010, attestandosi sulla soglia dei 70 dollari in confronto ai 300 di inizio luglio e ai 100 di appena una settimana fa.</p>
<p>Come ci è già capitato di sentire in altri contesti negli ultimi tempi, il <strong>CEO Reed Hastings</strong> ha difeso la sua creatura sostenendo che gli analisti e soprattutto i media hanno travisato le conseguenze della perdita di utenti. In realtà potrebbero averne travisato le cause a monte. Oggetto principale di biasimo è stato infatti il <strong>recente tentativo di separare l&#8217;attività on line</strong> e quella basata sul supporto materiale, creando anche un nuovo brand dedicato esclusivamente al noleggio di DVD e Blu-ray (l&#8217;ormai famigerato <strong>Qwickster</strong>). In questo modo sono state però duplicate anche le tariffe mensili, pari a circa 8 dollari per ciascun servizio a fronte dei 9,99 richiesti in precedenza per entrambi. Un cambiamento potenzialmente interessante per i fruitori del solo VOD o del solo affitto per corrispondenza, che invece è stato accolto per lo più con disappunto dagli utenti e soprattutto dai mercati. La compagnia ha subito bruciato più di metà del suo valore in Borsa, tanto da costringere il CEO a fare un passo indietro e ad <strong>annullare il lancio di Qwickster</strong>, ma non l&#8217;aumento dei prezzi.</p>
<p>Certo, le virate repentine non piacciono mai agli investitori, così come l&#8217;aumento unilaterale delle tariffe è piuttosto inviso ai consumatori, soprattutto se non si accompagna a migliorie palesi del servizio. Però c&#8217;è stato un altro evento fondamentale nel corso di questi ultimi mesi non sempre tenuto altrettanto in considerazione, vale a dire la<strong> perdita del contratto con la rete via cavo Starz</strong>, che ha deciso di <strong>non rinnovare la partnership avviata con Netflix</strong> nell&#8217;ormai lontano 2008. Cioè quando <em>&#8220;vedere contenuti video su internet era cosa da giovani appassionati di hi-tech&#8221;</em>, come ha ricordato a tal proposito il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/09/netflix-to-lose-starz-its-most-valuable-source-of-new-movies.html"><em>Los Angeles Times</em></a>. O in altre parole, quando l&#8217;emittente non si era ancora resa conto di quanto fosse concorrenziale il portale VOD. Tolta Starz, <strong>Netflix</strong> dovrà <strong>fare a meno anche delle nuove uscite di major come Disney e Sony</strong>, di cui il canale detiene molti dei diritti per la tv via cavo. Senza contare, tra l&#8217;altro, come Sony avesse già inserito nel suo contratto con Starz una clausola per tagliare fuori la compagnia di Hastings.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2775" title="netflix-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-tv.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;emorragia di utenti potrebbe dunque dipendere anche dai contenuti</strong> oltre che dalle tariffe. In tale ottica sembra interessante, seppur poco ortodossa e moderata, l&#8217;analisi del giovane magazine finanziario <a href="http://seekingalpha.com/article/300140-the-old-guard-media-putting-netflix-out-of-business"><em>Seeking Alpha</em></a>, che ben prima dei recenti stravolgimenti aveva dato p<strong>er spacciato il modello di business di Netflix</strong> in quanto inviso agli<em><strong> &#8220;Old Guard Media&#8221;</strong></em>. Peggio, il sito intravedeva addirittura gli estremi di un vero e proprio <strong>sabotaggio da parte degli Studios e dei Network</strong>, intenti ad affossare la programmazione del portale VOD intasandolo con i loro contenuti di serie B (in cui però <em>Seeking Alpha</em> include anche le trasmissioni targate <strong>The CW</strong>, con serie molto amate dai teenager). Una riprova di questa strategia sarebbe la recente decisione dei proprietari di <strong>Hulu</strong>, tra cui <strong>Disney e News Corp</strong>, di non vendere più il portale video e farne il primo canale di diffusione dei contenuti delle major in rete, ma tarato sul modello e sui prezzi della tradizionale tv via cavo.</p>
<p>L&#8217;analisi di <em>Seeking Alpha</em> andava poi oltre, decretando la totale <em>&#8220;mancanza di uno spazio di mercato&#8221;</em> per <strong>Netflix</strong>, schiacciata tra due settori che non intendono cedere terreno come l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento e l&#8217;offerta illegale di contenuti online. Una conclusione probabilmente affrettata dato il successo raccolto negli ultimi anni dal portale VOD, prima degli eventi degli ultimi mesi. Su questo punto vale forse la considerazione del <strong>blog Tech Talk</strong>, di <a href="http://www.cbsnews.com/8301-501465_162-20125299-501465/netflix-in-free-fall-what-does-it-mean-for-subscribers/"><em>CBSNEWS</em></a>, che si è interrogato sugli effetti pratici della caduta in Borsa per gli utenti:</p>
<p><em>&#8220;Per quanto ne sappiamo, la compagnia ha ancora degli accordi che rendono il suo servizio di streaming appetibile, per quanto non perfetto. Netflix ha ancora un contratto con la rete via cavo Epix, che offre i film di Paramount Pictures, Lionsgate e MGM. Per non parlare della nuova intesa con DreamWorks, operativa dal 2013. Miramax inoltre ha da poco stretto una partnership che consentirà a Netflix di rendere disponibile per il noleggio tutta la sua library&#8221;.  </em></p>
<p>In più, c&#8217;è la capacità di intercettare una certa fascia di pubblico, molto diversa da quello generalista del piccolo schermo. Continua ad esempio il blogger di <strong>Tech Talk</strong>:</p>
<p><em>&#8220;Per me lo streaming a 7 dollari e 99 funziona benissimo, perché non sto a casa abbastanza spesso per abbonarmi a un canale via cavo o magari per vedere interi film, ma mi piacciono i serial e [...] le maratone di Mad Men&#8221;.</em></p>
<p>E non c&#8217;è bisogno di essere fanatici del telefilm di AMC per capire come la <strong>questione dei contenuti e dei diritti</strong> sarà centrale nel futuro del VOD, almeno al pari del prezzo. E sarà di certo fondamentale anche per la malconcia Netflix, per cui forse non è ancora finito il braccio di ferro con le major e i grandi network televisivi. Non a caso, già ieri anche <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflixs-fall-grace-boosts-253649?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+%28The+Hollywood+Reporter+-+Business%29"><em>Hollywood Reporter</em></a> ribadiva come <strong>il grande vincitore nel crollo degli utenti Netflix siano le tv</strong>, in particolare qulle pay in grado di offrire servizi VOD.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflixs-fall-grace-boosts-253649?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+thr%2Fbusiness+%28The+Hollywood+Reporter+-+Business%29"><em>Hollywood Reporter</em></a><em>, </em> <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/09/netflix-to-lose-starz-its-most-valuable-source-of-new-movies.html"><em>Los Angeles Times</em></a><em>,</em><em><em> </em><a href="http://seekingalpha.com/article/300140-the-old-guard-media-putting-netflix-out-of-business"><em>Seeking Alpha</em></a><em>,</em></em><em><a href="http://www.cbsnews.com/8301-501465_162-20125299-501465/netflix-in-free-fall-what-does-it-mean-for-subscribers/"><em>CBSNEWS</em></a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/crollo-netflix-questione-di-prezzi-o-di-diritti-2773/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hulu: la competizione con Netflix e il futuro dopo lo stop alla vendita</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/hulu-la-competizione-con-netflix-e-il-futuro-dopo-lo-stop-alla-vendita-2709</link>
		<comments>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/hulu-la-competizione-con-netflix-e-il-futuro-dopo-lo-stop-alla-vendita-2709#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 10:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Comcast]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Fox]]></category>
		<category><![CDATA[Hulu]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Kilar]]></category>
		<category><![CDATA[Murdoch]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[News Corp]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cineguru.screenweek.it/?p=2709</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì i proprietari di Hulu hanno tolto il portale video dal mercato in quanto "irrinunciabile valore strategico". Ma per Bloomberg la mossa rischia di essere solo transitoria, pena lo scontro frontale con il CEO Jason Kilar.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante il ritiro dal mercato, sembra ancora incerto il futuro di <strong>Hulu</strong>, il sito web che offre in <strong>streaming programmi TV e altri contenuti video</strong>, attualmente posseduto da diversi colossi del settore media quali <strong>News Corp</strong>, o gruppo <strong>Murdoch</strong>, <strong>Disney</strong> e <strong>Fox</strong>, oltre al fondo<strong> Providence Equity Partners</strong> e <strong>Comcast</strong> (che però non partecipa alle decisioni operative della joint venture). Giovedì è arrivata la notizia ufficiale dello<strong> stop alla vendita</strong> della compagnia, fermata dai proprietari perché, come hanno fatto sapere in una nota congiunta, <strong>Hulu</strong> &#8220;costituisce per tutti un <strong>irrinunciabile valore strategico</strong>&#8220;. Una mossa che molti hanno ricondotto alla difficoltà di stabilire un adeguato prezzo di vendita e al fatto che l&#8217;offerta maggiore, si stima intorno ai 2 miliardi di dollari, fosse arrivata proprio da <strong>Google</strong>: un concorrente temibile per tutte le società cui fa capo il portale video. Lo scenario, tuttavia, non appare ancora  così cristallino e le valutazioni degli analisti continuano a fornire ricostruzioni molto diverse tra loro.</p>
<p><a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/why-hulu-got-yanked-auction-block-31854?page=0,0"><em><img class="aligncenter size-full wp-image-2710" title="hulu" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/hulu.jpg" alt="" width="450" height="220" /></em></a></p>
<p><a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/why-hulu-got-yanked-auction-block-31854?page=0,0"><em>The Wrap</em></a> ad esempio, ha escluso che il punto di svolta sia stata l&#8217;entità delle offerte ricevute dai vari contendenti (oltre al gigante del web, <strong>Amazon</strong>, <strong>DirecTV</strong> e <strong>DISH Network</strong>, più <strong>Yahoo!</strong> che però si è ritirata a seguito di scosse interne), ma sottolinea la centralità dei rapporti di forza interni alla compagine dei proprietari. Fondamentale sarebbe stato il cambiamento di rotta di <strong>Disney</strong> e di <strong>News Corp</strong>: come riferito a <em>The Wrap</em> da fonti vicine alle trattative, la prima avrebbe fatto marcia indietro di fronte alla richiesta aggiuntiva di <strong>Google</strong> di prolungare i contratti di fornitura dei contenuti video. Per quanto riguarda l&#8217;impero <strong>News Corp</strong>, la decisione di conservare un piede nel business vincente della distribuzione on line sarebbe invece da ricondurre alla vittoria delle posizioni del <em>chief digital officer</em> <strong>Jonathan Miller</strong> rispetto a quelle dello stesso <strong>Murdoch</strong>, indebolite non tanto dagli scandali quanto dal declino di iniziative come <strong>MySpace</strong> e <strong>The Daily</strong>.</p>
<p>Sarebbe maturata così tra gli azionisti la decisione di fare dietrofront rispetto a una vendita fortemente spinta dal<strong> CEO di Hulu</strong>, <strong>Jason Kilar</strong>, per aumentare le disponibilità finanziare dell&#8217;azienda e permetterle di intraprendere una strategia competitiva sul fronte dei contenuti sfidando altri grandi portali quali <strong>Netflix</strong> e la stessa <strong>Amazon</strong>. Un&#8217;esigenza che secondo <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-10-14/hulu-s-owners-may-pursue-an-ipo-for-video-website-after-canceling-auction.html"><em>Bloomberg</em></a> non passerà facilmente in secondo piano: stando a un lancio di venerdì, il sito di finanza dà infatti come probabile l&#8217;apertura di un&#8217;altra IPO (Offerta Pubblica Iniziale) per l&#8217;acquisto del portale video, considerata l&#8217;unica soluzione in grado di non provocare una seria <strong>rottura tra gli azionisti e tutto il senior management di</strong> <strong>Hulu</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti: <em><a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/why-hulu-got-yanked-auction-block-31854?page=0,0"><em>The Wrap</em></a><em></em></em>, <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-10-14/hulu-s-owners-may-pursue-an-ipo-for-video-website-after-canceling-auction.html"><em>Bloomberg</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/hulu-la-competizione-con-netflix-e-il-futuro-dopo-lo-stop-alla-vendita-2709/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

