Streaming

Netflix: trimestrale sotto le aspettative e “inevitabile” scontro con HBO

Il CEO Reed Hastings lo va ripetendo da 3 anni e l’intera strategia recente di Netflix sembra essere stata tarata su questo preciso momento: quello in cui i colossi della tv tradizionale si sarebbero aperti ai nuovi modelli di distribuzione digitale, scendendo sullo stesso campo di gioco degli over the top. Così alla notizia che HBO è intenzionata  a lanciare negli USA, a stretto giro, un portale di video on demand indipendente dalla sua attività di pay-tv, il leader locale dello streaming ad abbonamento non si è scomposto, indicando nella lettera trimestrale agli azionisti come “inevitabile e sensato” lo scontro con il nuovo competitor.

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SoftBank acquista il sito di streaming video DramaFever

Dopo l’investimento in Legendary Pictures il colosso finanziario giapponese SoftBank continua la sua espansione. Questa volta ha acquistato il sito di streaming video DramaFever, uno dei maggiori al mondo con contenuti provenienti da 70 network di Asia, Europa e America (del Nord e del Sud) con una library di circa 700 titoli e 15.00 oepisodi.

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Netflix: svecchieremo l’antiquato sistema delle finestre

Raddoppiare l’offerta nei nuovi mercati europei entro i prossimi 12 mesi, preparare lo sbarco nell’area asiatica e svecchiare il sistema distributivo cinematografico, fermo a quasi 50 anni fa. Puntuale e ambizioso come sempre il programma di Netflix, servizio leader nel video on demand ad abbonamento (SVOD), che ha ribadito i propri obiettivi strategici per voce del suo responsabile dei contenuti, Ted Sarandos, intervenuto oggi al Mipcom, il mercato dei prodotti di intrattenimento di Cannes.  Tra gli argomenti più caldi affrontati, ovviamente ,quello delle window che regolano l’uscita dei film sulle diverse piattaforme di sfruttamento: oltre ad aver  scatenato l’opposizione degli esercenti americani per l’uscita day-and-date in sala e online de La Tigre e il Dragone 2, il portale di streaming ha appena portato a casa un accordo per distribuire direttamente sul web quattro nuovi film del popolare attore comico Adam Sandler. Entrambe mosse che colpiscono al cuore l’industria cinematografica e il suo modello di business e che, sottolinea Sarandos, non mirano a “uccidere le finestre” e la cronologia dei media, ma a “restituire scelta e opzioni” a consumatori sempre più connessi e sempre più via mobile.

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Netflix diventa distributore internazionale per Gotham

Netflix comincia a ripensare la sua strategia su scala globale. Prossimo al lancio in sei nuovi territori europei, tra cui Francia e Germania, il leader americano dello streaming ad abbonamento si è aggiudicato i diritti internazionali sulla distribuzione on line della nuova serie Gotham, targata Warner Bros.  Il contenuto è di sicuro appeal, facendo capo alla property di Batman e raccontando le avventure del giovane Bruce Wayne prima della sua trasformazione nell’Uomo Pipistrello e di James Gordon prima della sua nomina a commissario della città immaginaria. Secondo quanto riferito dal Financial Times,  tratta della prima volta che il portele di SVOD (subscription video on demand) si aggiudica i diritti di una nuova uscita televisiva per ciascuna delle sue aree di operatività, che vanno dal Nord America a Scandinavia, America Latina, Regno Unito e Irlanda, Paesi Bassi e presto i nuovi sei mercati europei.

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Pulp Fiction, Chicago, Il Paziente Inglese: i classici Miramax arrivano in streaming gratis su AOL

Chi dice che l’on demand non possa diventare gratuito e supportato dalla pubblicità, come nella tv tradizionale? Questa è la direzione in cui si muove l’accordo, appena annunciato, tra lo studio cinematografico Miramax e AOL, media company di primissimo piano nel panorama web d’oltroceano. La partnership consentirà a tutti gli utenti USA di fruire, senza bisogno di sostenere alcun tipo di costo, alcuni tra i titoli più noti della major, direttamente tramite la nuova sezione “movies” all’interno del network video di AOL, finora specializzato solo nella diffusione di clip e serial.

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Il 57% degli utenti web guarda film in rete [INFOGRAPHIC]

Che il video on demand fosse una modo sempre più polare di vedere film e serial  tv, è stato reso ormai chiaro anche dalla proliferazione di piattaforme dedicate. A quantificare il fenomeno ha provato Global Web Index, mettendo a confronto la fruizione online di cinema e programmi televisivi tra l’ultimo trimestre 2012 e 2013. Ne è emersa  una crescita netta in tutti i comparti: i film mantengono la preferenza dei naviganti, oltre la metà dei quali (57%) ha dichiarato di averne visto almeno uno sul web nel mese precedente al sondaggio. La crescita maggiore è stata registrata invece dallo streaming degli show televisivi, passato dal 45 al 53%, per un totale di circa 157 milioni di nuovi spettatori migrati verso tale forma di visione. Lo studio di Global Web Index non specifica purtroppo in che misura si tratti di consumi legali o illegali, ma appare comunque indicativa di una tendenza consolidata e in continuo aumento, per altro in una fascia che comprende tutti gli utenti internet tra i 16 e i 64 anni. Ecco l’infografica elaborata a partire dall’indagine della società di ricerca:

 

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Fonte: Global Web Index

Arriva Disney Digital Copy Plus per lo streaming dei titoli della major di Topolino, che rimane fuori da UltraViolet

Dal prossimo 11 giugno (come ovvio si parla del mercato statunitense) i Walt Disney Studios smetteranno di fornire quelle copie digitali dei propri titoli, tipicamente rese disponibili in abbinamento alle confezioni di DVD e Blu-ray. Non si tratta però di un dietro front bensì di un aggiornamento verso un sistema più flessibile, basato sulla fruizione di film e prodotti audiovisivi direttamente sul web, tramite un sistema di archiviazione online che sarà accessibile dall’apposito sito Disney Digital Copy Plus.

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Cinedigm lancia una serie di documentari in sala e on demand, con un servizio di streaming dedicato

Non si tratta di un’altra distribuzione pronta ad avventurarsi nel settore del VOD, ma dell’ultima iniziativa di un soggetto dinamico come Cinedigm, che oltre a focalizzarsi sul cinema indipendente e d’autore, ha deciso di puntare ampiamente su tutte le possibilità offerte alla filiera cinematografica dal digitale. Non solo multiprogrammazione e la ricerca di feedback da parte degli utenti per capire in quali sale specializzate portare i titoli in catalogo, ma anche streaming on demand, per estendere l’esperienza cinematografica anche alle nuove piattaforme e ai nuovi modelli di consumo del prodotto audiovisivo. Ecco perché, per la prima volta, Cinedigm ha deciso di organizzare una serie di eventi dedicati al documentario sotto un unico programma e brand, denominato Docudrama, che dopo aver toccato diversi cinema negli Stati Uniti approderà anche in Rete in VOD, ma non attraverso una formula a pagamento, bensì attraverso brevi video sponsorizzati che precederanno le proiezioni online.

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Home video, USA: stabili le vendite di DVD e Blu-ray, lo streaming cresce più del 545 percento.

Notizie buone e meno buone arrivano per l’home entertainment dal mercato statunitense. Quella buona è che la spesa dei consumatori nel settore ha fatto registrare nel primo trimestre 2012 cifre finalmente positive dopo anni, vale a dire 4,45 miliardi di dollari in aumento del 2,5%. Quella meno buona, ma solo per quanto riguarda il business delle copie fisiche, è che gran parte di questo incremento si deve alla crescita del traffico streaming. Stando a quanto riporta DEG – The Digital Entertainment Group, il mercato di DVD e Blu-ray rimane infatti solo stabile, perdendo meno di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2011 e mettendo comunque a segno un risultato positivo, rispetto al precedente trend discesista.

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Netflix sale a 26 milioni di utenti. Vudu pianifica la campagna d’Europa.

Tempo di resoconti per Netflix. La società guidata da Reed Hastings, specializzata nel VOD via streaming e nel noleggio di DVD per corrispondenza, ha presentato i risultati del primo trimestre 2012, che vedono una significativa crescita nel numero di utenti ma anche una perdita netta di 5 milioni di dollari, pari a circa 0,08 centesimi per azione. Si tratta della prima volta in sette anni in cui la compagnia non è stata in grado di generare utili, tanto che la notizia è stata accolta dal mercato con un calo in Borsa pari a circa il 16%. Né il management né gli analisti vedono tuttavia segnali di crisi: nonostante la perdita registrata, il fatturato è cresciuto più delle attese, attestandosi su 870 milioni di dollari, in deciso aumento rispetto ai 719 milioni raccolti nei primi tre mesi del 2011, mentre l’utenza del servizio di streaming è cresciuta di altri 3 milioni, per un totale di 26,5 milioni di abbonati worldwide.

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