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	<title>CineGuru &#187; Scontro di Titani</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Alla ricerca del 3D tarocco</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 19:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto da un&#8217;<a href="http://www.nuovasocieta.it/spettacoli/4308-arriva-il-3d-tarocco.html">ANSA</a> (o viceversa, questo non l&#8217;ho ben capito) è uscito qualche giorno fa sulla <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/artnopub/201002articoli/51804girata.asp">La Stampa</a> un articolo ripreso da più <a href="http://www.diggita.it/story.php?title=Boom_dei_falsi_film_in_3D">parti</a> che fa di tutta l&#8217;erba un fascio e parla di <strong>film in 3D tarocchi</strong> dando l&#8217;avvio al tipo di  confusione che <a href="http://www.cineguru.biz/2010/01/avatar-la-guerra-dei-record-e-harry-potter-in-3d-766">ipotizzavamo</a> quando abbiamo dato la <a href="http://blog.screenweek.it/2010/01/3d-mania-anche-harry-potter-62822.php">notizia della conversione al 3D degli ultimi due capitoli di Harry Potter e di Scontro di Titani</a>.</p>
<p>Nel calderone dei &#8220;tarocchi&#8221;, almeno per certa approssimativa stampa italiana, è <a href="http://www.diggita.it/story.php?title=Boom_dei_falsi_film_in_3D">finito</a> anche <a href="http://www.screenweek.it/film/17209-Alice-in-Wonderland">Alice in Wonderland</a>, pur se l&#8217;<a href="http://www.screenweek.it/link/30988">articolo di Slate da cui tutto ha avuto origine</a> non mette proprio sullo stesso piano i film che diventano improvvisamente <a href="http://www.screenweek.it/link/30989">3D a 5 milioni di $ l&#8217;uno dopo il successo di Avatar</a> e quelli che, pur avendo un diverso procedimento produttivo rispetto ad <strong>Avatar</strong> e ad altri film &#8220;ripresi con due telecamere&#8221;, nascono comunque <strong>concepiti in 3D anche se diventano tali in post-produzione</strong>.</p>
<p>Il primo a criticare <strong>Tim Burton</strong> (vittima in questi giorni di ancor più <a href="http://www.screenweek.it/link/32163">ridicoli incidenti di malainformazione nostrana</a>) per non aver girato il film in 3D, ma lavorarlo in tal senso in post-produzione, è stato <a href="http://www.screenweek.it/link/30994">proprio Cameron in tempi non sospetti</a> perché secondo lui &#8220;non ha senso girare in 2D e poi convertire in 3D&#8221;, ma devo ammettere che pur essendo un estimatore del lavoro fatto dal Re del Mondo con <strong>Avatar non mi è mica tanto chiaro neppure nel suo film cosa sia &#8220;girato in 3D&#8221; e cosa sia post-prodotto in 3D</strong>  quando la quasi totalità di quello che si vede è in <strong>CGI</strong> e non sono certo i primi piani di <strong>Worthington</strong> o degli altri membri del cast in quei pochissimi momenti in cui sono ripresi dal vivo in ambienti reali a fare il 3D del film.</p>
<p>Penso che la <strong>differenza tra un 3D tarocco e uno che non lo è</strong> stia nel come un film è <strong>concepito</strong>, <strong>pensato</strong>, <strong>scritto</strong>, <strong>immaginato</strong> dalla mente del regista e poi dallo stesso realizzato, non solo nell&#8217;uso o meno della ripresa stereoscopica, che è un fattore certo fondamentale del 3D, ma non l&#8217;unico ad avere un impatto decisivo sull&#8217;esperienza finale dello spettatore, che potrà risultare convincente anche in altri casi.</p>
<p>Qui sotto (<a href="http://www.screenweek.it/link/30651">qui</a> un altro articolo più breve) c&#8217;è un frammento dell&#8217;articolo di <a href="http://www.screenweek.it/link/30988">Slate</a> che parla di come viene realizzata questa lavorazione in post-produzione e la sensazione è che anche in &#8220;semplici&#8221; conversioni, come quelle attraverso cui passerà <a href="http://www.screenweek.it/film/7913-Scontro-tra-Titani">Clash of the Titans</a> e gli ultimi due capitoli di <a href="http://www.screenweek.it/film/15585-Harry-Potter-e-i-Doni-della-morte-Parte-I">Harry Potter</a>, ci possa essere un contributo tecnico/artistico di notevole livello.</p>
<blockquote><p>Una volta fatto questo, il computer prende il sopravvento. Il software crea una nuova immagine dell&#8217;uomo muovendo le varie regioni del contorno della mappa a destra o a sinistra e rende tutto più pulito. La parte della punta del naso dell&#8217;uomo, per esempio, verrebbe spostata il più lontano possibile, mentre le parti più distanti &#8211; la parte posteriore della sua spalla &#8211; verrebbero spostate un po&#8217; di meno. Quindi il processo dovrebbe essere ripetuto per gli altri due livelli dell&#8217;immagine: il muro e il cielo. (Il primo si muoverà solo leggermente, il secondo quasi niente.) In generale, questo processo deve essere completato per ogni oggetto in ogni inquadratura di tutto il film &#8211; un impegno che potrebbe richiedere mesi, anche con un team di 30 o più artisti. (Il carico di lavoro dipende in parte dalla quantità di movimento caotico nella scena. Se un oggetto è relativamente immobile, l&#8217;artista può tracciare alcuni fotogrammi rappresentativi e lasciare il computer ad interpolare il resto. In caso contrario, deve lavorare frame-by-frame).</p>
<p>Ma allora come fa un film convertito in 3-D a reggere il confronto con uno girato con una vera e propria camera 3-D? Non ha la stessa qualità ma probabilmente non si noterebbe la differenza, a meno che non si è esperti dei trucchi 3-D. Durante il processo di conversione, gli artisti e il software devono riempire un sacco di spazi vuoti. Si consideri l&#8217;esempio di cui sopra, dove l&#8217;immagine di un uomo è spostata sullo sfondo di un muro di mattoni. Questo spostamento lascia uno spazio vuoto nell&#8217;immagine &#8211; la porzione del muro dietro di lui che non era presente nell&#8217;immagine originale. A quel punto l&#8217;artista deve tagliare un pezzo di immagine da altre parti dello sfondo e incollarlo nel buco a forma di uomo. Se questo lavoro di taglia-incolla non è fatto alla perfezione, anche uno spettatore inesperto avrà la sensazione che qualcosa non quadra. Un altro problema deriva dal fatto che l&#8217;immagine è stata convertita in tre, quattro o otto strati di profondità, un po&#8217; come la musica digitale, che è composta una serie di istantanee piuttosto che un&#8217;onda continua del suono. Una fotocamera stereoscopica utilizza un numero infinito di livelli, in modo da produrre un&#8217;immagine che assomigli il più possibile a quella percepita dall&#8217;occhio umano.</p>
<p>Tuttavia, alcuni registi di film 3-D decidono di convertire dopo aver girato, piuttosto che utilizzare le camere stereo nelle riprese. Uno dei motivi è il costo. Gli stereografi chiedono milioni di dollari per i lungometraggi. Una conversione completa da 2-D a 3-D di solito costa un po&#8217; di meno, ma può sempre arrivare alle sette cifre. (Alcune aziende di conversione ora decidono di risparmiare con l&#8217;outsourcing del lavoro in Asia.) Un&#8217;altra ragione per la conversione è la familiarità. Girare un film in 3-D richiede una certa capacità decisionale: in particolare si deve trovare il modo di massimizzare l&#8217;effetto di profondità riducendo al minimo il potenziale di affaticamento degli occhi. Alcuni registi si sentono vincolati da queste limitazioni. In ogni caso, non tutti i registi 3-D sono convinti che la conversione funzioni altrettanto bene. James Cameron, per esempio, ha criticato Tim Burton per l&#8217;utilizzo di questo approccio nel suo film di prossima uscita, Alice nel paese delle meraviglie: &#8220;Non ha alcun senso girare in 2-D e poi convertire in 3-D&#8221;, ha detto.</p></blockquote>
<p>Nonostante le critiche di <strong>Cameron</strong> ad <strong>Alice in Wonderland</strong>, è chiaro da questo breve passaggio che, anche parlando di semplice conversione dal 2D al 3D, ci sono una tale quantità di variabili e di contributi ad entrare in gico che, per paradosso, un film convertito potrebbe risultare, se questa conversione è fatta con grande cura, forse anche più convincente di un film girato male in stereoscopia.</p>
<p>Per avere un&#8217;idea un po&#8217; più precisa di come avvengono queste conversioni segnalo su <a href="http://www.screenweek.it/link/32177">questo sito</a>, purtroppo in tedesco, un video (il secondo) che rende velocemente l&#8217;idea di come può essere realizzata la trasformazione di un filmato 2D in 3D.</p>
<p>Detto questo, quindi, indubbiamente ci sono e ci saranno titoli che vengono <a href="http://www.screenweek.it/film/19798-Il-Richiamo-Della-Foresta-in-3D">convertiti</a> in 3D solo al fine di salvare il salvabile, per dare cioè al pubblico, magari ancora confuso, un motivo per andare a vedere qualcosa che magari non avrebbe nemmeno preso in considerazione. Furbe operazioni di questo tipo sono state sicuramente <a href="http://www.screenweek.it/film/7102-Viaggio-al-centro-della-Terra-3D">Viaggio al centro della terra 3D</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/18318-San-Valentino-di-sangue-in-3-D">San Valentino di Sangue 3D</a>, indipendentemente da qualsiasi giudizio sul loro 3D.</p>
<p>Poi ci sono titoli come <a href="http://www.screenweek.it/film/7913-Scontro-tra-Titani">Scontro di Titani</a> e gli <strong>Harry Potter</strong> di cui sopra, ma si mormora anche di un <a href="http://www.screenweek.it/link/31962">doppio finale Twilight</a> e di <a href="http://www.transformersblog.it/2010/02/03/la-paramount-vuole-transformers-3-in-3d/">Transformers 3</a>, che non sono nati in 3D, sono fortemente voluti in tale formato innanzitutto <a href="http://www.cineguru.biz/2010/01/avatar-la-guerra-dei-record-e-harry-potter-in-3d-766">per non sfigurare al Box Office futuro</a>, ma che potrebbero essere <strong>realizzati in 3D in modo eccellente</strong>, trattandosi tra l&#8217;altro di film in momenti ben diversi del loro processo di realizzazione e con intere sequenze realizzate in CGI.</p>
<p>Infine ci sono i film, come <strong>Alice in Wonderland</strong> nello specifico, in cui il 3D entra in un modo o nell&#8217;altro fin dall&#8217;ideazione del film, che poi ogni regista realizza con gli strumenti che ritiene più opportuni, in base alla propria sensibilità e alla proprie capacità.</p>
<p>Partire dal presupposto che i film non girati in stereoscopia sono 3D tarocchi mi sembra quindi un&#8217;affermazione quantomeno <strong>approssimativa</strong>. Cosa dovremmo dire allora dei film in animazione CGI, dove di sicuro non c&#8217;è niente di reale da &#8220;riprendere&#8221;, tantomeno in stereoscopia? Eppure sono proprio i film d&#8217;animazione che ci sono stati presentati in 3D per primi e avremmo presto più di un esempio, con <a href="http://www.screenweek.it/film/21164-Toy-Story-Il-mondo-dei-giocattoli-3D">Toy Story 1</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/21164-Toy-Story-Il-mondo-dei-giocattoli-3D">2</a>, di come un film possa rinascere nel nuovo formato, pur non essendo stato concepito per quello scopo, dato che sui film d&#8217;animazione e sulla possibilità di renderizzarli in stereoscopia bisognerebbe aprire tutta una lunga, apposita parentesi.</p>
<p>Tutto questo per dire attenzione a mettere tutto il 3D in un unico calderone, abbiamo la fortuna di vivere in tempi interessanti e bisognerà giudicare caso per caso.</p>
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