Riccardo Tozzi

Venezia 71 – ANICA mette Italia e Cina a confronto sul cinema

Un mercato che prima ancora di “aggredire” c’è bisogno di conoscere in maniera approfondita, attraverso relazioni non occasionali e durature. Quasi una diplomazia del cinema che si sta muovendo in maniera sempre più sistematica, forte del sostegno istituzionale e di un nuovo, preciso, quadro normativo a fissare le regole del gioco. Questa l’immagine dei rapporti tra il mercato cinematografico italiano e quello cinese dipinta oggi dal convegno ANICAIncontra la CINA, organizzato dall’associazione nell’ambito della 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

cinema cinese

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Venezia 71 – Tozzi: modulare il sostegno pubblico per combattere la stagionalità

Il cinema italiano soffre di una malattia cronica, denunciata puntualmente da tutte le associazioni di settore ma mai risolta: la scarsità dell’offerta cinematografica nella stagione estiva, in cui latitano soprattutto i titoli prodotti in Italia. L’unico modo per smuovere davvero le acque non sono però le dichiarazioni di intenti, come ha sottolineato oggi il presidente ANICA, Riccardo Tozzi, in occasione della presentazione della ricerca “Sala e Salotto” alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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La Grande Bellezza fa 9 milioni di ascolti su Canale 5: i complimenti dell’Anica

Vi avevamo parlato della reazione critica dell’esercizio cinematografico riguardo l’inaspettata scelta di Mediaset di trasmettere in prima tv il film di Paolo Sorrentino a soli due giorni di distanza dall’Oscar. Una messa in onda che ha abbattuto radicalmente la finestra per il passaggio dei lungometraggi sulle emittenti generaliste, previsto di solito a 24 mesi e non a meno di un anno dall’uscita in sala. Visto l’enorme clamore suscitato dalla vittoria come Miglior Film Straniero, la strategia ha però ovviamente pagato e La Grande Bellezza ha avuto quasi 9 milioni di spettatori televisivi e uno share del 36,11%. Numeri che, per capirci, superano la prima puntata del Grande Fratello. Invece di alimentare la polemica, questo successo oggi ha incontrato il plauso dell’industria cinematografica.

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Cinema, 2013: confermato l’aumento di presenze (97,38 milioni) e incassi (618,35 milioni)

Dopo due anni consecutivi di contrazione, nel 2013 il box office italiano ha conosciuto una lieve ripresa che gli ha consentito, se non di invertire la tendenza, di mantenere una certa stabilità. Secondo i dati Cinetel diffusi ufficialmente oggi, a Roma, le presenze sono state 97.380.572, in aumento del 6,56% rispetto al 2012, mentre gli incassi sono aumentati in misura decisamente minore, dell’1,45%, passando da 609 a 618,353 milioni di euro. Per quanto riguarda il numero di biglietti staccati, va ricordato che Cinetel monitora il 90% del mercato: si prevede dunque che le rivelazioni Siae arrivino a contare oltre 100 milioni di titoli di ingresso venduti, per l’esattezza 109 milioni. Numeri che, in ogni caso, senza i 52 milioni incassati dal film di Checco Zalone e senza i suoi circa 8 milioni di biglietti staccati, avrebbero visto una crescita molto meno significativa, se non inesistente. Lo scarto tra box office e presenze, inoltre, mette in luce la popolarità in discesa del 3D, che nell’ultimo hanno ha avuto 7 milioni di spettatori contro i 12 milioni del 2012, e 62 milioni di euro di incassi contro i 112 del periodo precedente. Da ricordare anche l’incidenza della Festa del Cinema, che a maggio ha consentito al pubblico di recarsi in sala a prezzo notevolmente scontato.

Mercato italiano del cinema 2013

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Convegno Anica Sala e Salotto: ripensare il sistema della distribuzione, dalle sale urbane alle window, al peso delle tv

Il mercato italiano del cinema non perde spettatori ma perde biglietti a causa dei cambiamenti nelle abitudini di consumo del pubblico, che negli ultimi anni ha visto restringersi al proprio interno le fasce alto-consumanti. Questo il fulcro della ricerca Sala e salotto 2013, condotta da Ergo Research per ANICA e Univideo: uno studio presentato in parte alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, che ieri è stato illustrato nel dettaglio in un incontro tenutosi a Firenze, volto anche a stimolare il dibattito e il confronto tra gli operatori del settore. Il dato principale portato alla luce dall’indagine (come abbiamo avuto modo di mostrarvi già in questa infografica), è l’estrema concentrazione dell’audience cinematografica, che vede il 70% dei biglietti acquistati da due categorie di cine-famelici [quelli che si recano in sala dalle 5 alle 10 volte l’anno e dalle 11 alle 20], in cui rientrano meno di 10 milioni di spettatori, cioè appena il 20% del totale.

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Cinema in tv, su RaiTre: l’apprezzamento dell’Anica

Ormai è da tempo che tra le criticità del mercato messe in luce dagli operatori del settore cinematografico, rientra la “scomparsa” dei film dal piccolo schermo. Non si parla solo degli obblighi di programmazione stabiliti dalle normative europee, ma anche della sparizione del cinema, in particolare quello italiano, dal primetime, a tutto vantaggio di altri prodotti televisivi quali reality e talk show. Ecco perché non stupisce il plauso lanciato dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) per i buoni risultati ottenuti ieri sera da RAITre con un film d’autore dal carattere sicuramente non troppo comemrciale come The Tree of Life, di Terrence Malick.

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Festa del cinema: +66% rispetto alla settimana precedente e soddisfazione delle associazioni

Numeri positivi accompagnano la chiusura della Festa del Cinema, la grande iniziativa promozionale che ha coinvolto tutte le sale italiane, in cui dal 9 al 16 maggio è stato possibile assistere a ogni spettacolo a 3 euro per le proiezioni normali e a 5 euro per quelle in 3D. Ieri, ultimo giorno dell’evento, si sono venduti il 114% di biglietti in più rispetto al giovedì precedente, che aveva dato avvio alla promozione, e il 190,7% in più in confronto allo stesso giovedì dell’anno passato (dati Cinetel).

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Dati Anica sul cinema italiano 2012: dispersione delle risorse e rinnovo tax credit tra le emergenze del settore

Nonostante la flessione di presenze e incassi registrata nel 2012, nel corso dell’anno si è mantenuto stabile il livello della produzione cinematografica italiana, che ha realizzato ben 166 titoli contro i 155 del 2011, cioè il numero più alto dal 2000. A crescere è stato soprattutto il volume delle coproduzioni (20 solo quelle con la Francia), mentre si è mantenuto stabile l’ammontare di film per il 100% a capitale italiano, pari a 129. Non mancano tuttavia le criticità, sottolineate alla presentazione ufficiale dei dati sull’industria italiana del cinema nel 2012, tenuta ieri da Mibac e Anica. Tra queste, l’eccesiva frammentazione del panorama produttivo e degli investimenti nel settore, ma soprattutto il trend negativo che continua a caratterizzare i risultati del botteghino nel primo trimestre 2013, in cui si è già perso il 5% di presenze rispetto all’analogo periodo nell’anno precedente.

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Tozzi: a febbraio il lancio di Anica on Demand, ma l’antipirateria è la priorità per difendere l’offerta legale

Ieri sono stati presentati i dati sull’andamento del mercato del cinema italiano nel 2012. Dati che hanno confermato la perdita di biglietti venduti (circa 10 milioni rispetto all’anno precedente), così come la notevole riduzione della quota di mercato detenuta dal prodotto nazionale. Per quanto i film made in Italy siano stati tra i più penalizzati in questa annata, caratterizzata anche da una stagione estiva particolarmente debole e quasi priva di titoli nostrani, secondo il presidente dell’Anica, Riccardo Tozzi, non ci sarebbe alcuna correlazione diretta tra la flessione del mercato nel suo complesso e quella relativa alla “fetta” tricolore.

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Cinema italiano: sarà Hollywood a soccorrere le produzioni tricolore?

Con il calo degli investimenti da parte delle major nostrane, e con l’incertezza riguardo agli incentivi fiscali rivolti alla produzione cinematografica, una fonte essenziale di finanziamento per i film italiani potrebbero diventare le società che fanno capo ai grandi Studios di Hollywood. A dipingere tale scenario è un articolo apparso oggi su La Repubblica, a firma di Franco Montini, secondo cui nel nostro panorama cinematografico si sarebbe aperto un vulnus causato dalla riduzione degli investimenti da parte di Medusa, ma pronto a essere coperto da major come Warner e dal loro crescente sforzo produttivo nei confronti delle pellicole made in Italy.

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