pirateria online

Chris Dodd: il presidente dell’MPAA invoca l’alleanza tra cinema e high-tech al Festival di Roma.

Ieri il VII Festival Internazionale del Film di Roma è stato teatro dell’incontro con uno dei personaggi più in vista dell’industria cinematografica americana, vale adire Chris Dodd: ex-senatore democratico che ricopre da un anno e mezzo la carica di CEO e presidente dell’MPAA – Motion Picture Association of America, associazione sostenuta dalle sei principali major hollywoodiane più la CBS per farsi carico di rappresentare le istanze del settore, sia presso gli organi legislativi che a livello internazionale e nel rapporto con altri  importanti player privati coinvolti a vario titolo nel mercato. Nella sua prima visita italiana in veste di leader di questo organismo, Dodd ha partecipato al convegno intitolato “L’Industria Audiovisiva: una risorsa per la cultura, una ricchezza per il Paese”, ospitato dal Festival con la partecipazione anche del presidente Anica, Riccardo Tozzi.

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Google: “I sei modelli di business della violazione del copyright”.

Quello che spesso si tende a dimenticare della pirateria online, è che costituisce anch’essa una componente del mercato. Spesso supplisce al mancato incontro tra domanda e offerta di contenuti sul web, per motivazioni che possono andare dalle carenze del servizio, alla sua scarsa flessibilità di fruizione, a questioni di prezzo ecc. (qui una piccola panoramica che vi avevamo proposto qualche temo fa). La pirateria, inoltre, può costituire un mercato a sé stante, o almeno è quello che vuole mettere in luce uno studio realizzato da Google e dalla Siae inglese per la Musica (PRS for Music), intitolato “I sei modelli di business della violazione del copyright”.

 

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Il bilancio Hadopi: in calo la pirateria e l’interesse per il P2P. [Infographic]

Se in Italia l’Anica auspica un rapido sblocco dell’impasse creata dal vulnus legislativo che secondo l’Agcom le impedirebbe di regolamentare la tutela della proprietà intellettuale online (vedi la nostra intervista di ieri al presidente Riccardo Tozzi) e se negli USA, dopo la chiusura si Megaupload, la MPAA – Motion Picture Association of America è tornata a incalzare i cyberlocker definiti “canaglia” (rogue, il termine originale), in Francia si cominciano a fare i conti sull’Hadopi, acronimo di Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet, a un anno e mezzo dall’avvio delle sue attività.

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