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	<title>CineGuru &#187; oscar</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Una scimma agli Oscar: la Fox sfida gli scetticismi sulla performance capture.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 12:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la clamorosa esclusione degli attori di Avatar dalle nomination agli Oscar, quest'anno la 20th Century Fox intende spingere affinché la performance capture venga riconosciuta al pari di ogni altra prova d'attore. Forte soprattutto, della maestria di Andy Serkis dimostrata senza equivoci ne "L’Alba del Pianeta delle Scimmie".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>Oscar</strong> hanno sempre premiato il <strong>trasformismo degli attori</strong>: quando <a href="http://www.screenweek.it/star/1445-Nicole-Kidman"><strong>Nicole Kidman</strong></a> ricevette l’<strong>Academy Award</strong> fu lo stesso presentatore <a href="http://www.screenweek.it/star/1500-Denzel-Washington">Denzel Washington</a> a scherzare sul fatto che il premio se lo fosse aggiudicato in realtà il naso dell’attrice, deformato in <a href="http://www.screenweek.it/film/10777-The-Hours"><em>The Hours</em></a> per adeguarsi a quello della scrittrice Virginia Woolf. Eppure c’è un tipo di trasformazione che Hollywood non ha ancora pensato di ricompensare con una statuetta d’oro, vale a dire quella perseguita attraverso gli <strong>effetti speciali computerizzati</strong> e la <strong>performance capture</strong>. Ma ora le cose potrebbero cambiare sulla spinta dei nuovi kolossal basati su questa tecnologia, primo fra tutti <a href="http://www.screenweek.it/film/4062-Avatar"><em>Avatar</em></a>, che seppur non premiato in questa categoria, ha contribuito a sdoganare un nuovo tipo di recitazione, basata sì sugli effetti digitali ma anche sulla bravura degli interpreti. Quest’anno, inoltre, sarà impossibile per l&#8217;Acadamey non porsi il problema di come valutare la prova regalata dal protagonista de<a href="http://www.screenweek.it/film/24288-Rise-of-the-Planet-of-the-Apes"> <em><strong>L’Alba del Pianeta delle Scimmie</strong></em></a>, <a href="http://www.screenweek.it/star/2956-Andy-Serkis"><strong>Andy Serkis</strong></a>, ormai portabandiera della <em><strong>motion capture</strong></em> grazie a una serie di ruoli memorabili: dal <em>Gollum</em> del <a href="http://www.screenweek.it/film/4321-Il-signore-degli-anelli-La-compagnia-dellAnello"><em><strong>Signore degli Anelli</strong></em></a> e da <a href="http://www.screenweek.it/film/7739-King-Kong"><em><strong>King Kong</strong></em></a> fino all’ultimissima parte da co-protagonista ne <a href="http://www.screenweek.it/film/2590-The-Adventures-of-Tintin-Secret-of-the-Unicorn"><strong><em>Le avventure di Tintin &#8211; Il segreto dell’unicorno</em></strong></a>, diretto da <a href="http://www.screenweek.it/star/1557-Steven-Spielberg">Steven Spielberg</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2863" title="Andy-Serkis-Caesar" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/Andy-Serkis-Caesar.jpg" alt="" width="421" height="252" /></p>
<p><span id="more-2862"></span></p>
<p>È infatti l’attore dietro agli effetti speciali che la <strong>20th Century Fox</strong> sta cercando di<strong> lanciare agli Oscar</strong>, con una campagna di sensibilizzazione verso una prova d&#8217;attore che, come ricorda il <a href="http://articles.latimes.com/2011/nov/05/entertainment/la-et-apes-oscar-20111105"><em>Los Angeles Times</em></a>, non si allontana poi troppo dal forte <strong>trucco prostetico</strong> che portò ad esempio <a href="http://www.screenweek.it/star/2086-John-Hurt"><strong>John Hurt</strong></a> a ricevere una nomination per <a href="http://www.screenweek.it/film/587-The-Elephant-Man"><em><strong>The Elephant Man</strong></em></a> nel lontano 1980. La major, in particolare, terrà una serie di <strong>proiezioni speciali</strong> all’<strong>Academy</strong> of Motion Picture Arts and Sciences e presso il sindacato degli attori, la  <strong>Screen Actors Guild</strong>, con <strong>Andy Serkis</strong> in collegamento diretto via satellite dal set neozelandese di <a href="http://www.screenweek.it/film/2494-The-Hobbit-An-Unexpected-Journey"><em>The Hobbit</em></a>, dove è tornato a vestire i panni del <em>Gollum</em> per l’ormai inseparabile <a href="http://www.screenweek.it/star/3246-Peter-Jackson"><strong>Peter Jackson</strong></a> (anche produttore dell’adattamento cinematografico di <em>Tintin</em>). E per sottolineare l’importanza della levatura attoriale anche nell’ambito della performance capture, la <strong>20th Century Fox</strong> fornirà anche diversi filmati della recitazione di <strong>Serkis</strong> prima dell’intervento degli esperti di effetti speciali della famosa compagnia <strong>Weta Digital</strong>.</p>
<p><em>“Il nostro lavoro è far riconoscere le grandi performance, anche quando si presentano sotto una forma un po’ inusuale, come in questo caso”</em> &#8211; ha dichiarato al<em> Los Angeles Times</em> <strong>Tom Rothman</strong>, a capo della <strong>Fox Filmed Entertainment</strong> &#8211; <em>“La sfida è vincere pregiudizi e preconcetti e far capire che le emozioni trasmesse da un personaggio non vengono dall’animazione computerizzata ma dall’attore”</em>. Dopo <strong><em>Avatar</em></strong>, tra l&#8217;altro, per la <strong>performance capture</strong> esiste un apposito comitato alla Screen Actors Guild, ma non agli Oscar, nonostante a rivendicare un <strong>premio dedicato</strong> fosse stato già <a href="http://www.screenweek.it/star/2270-Robert-Zemeckis"><strong>Robert Zemeckis</strong></a> nel 2004 per il suo <a href="http://www.screenweek.it/film/853-Polar-Express"><em>Polar Express</em></a>, costruito sulla fisionomia e le movenze di <a href="http://www.screenweek.it/star/1489-Tom-Hanks"><strong>Tom Hanks</strong></a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2864" title="Andy-Serkis" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/11/Andy-Serkis.jpg" alt="" width="385" height="289" /></p>
<p>Eppure, come ha avuto modo di ricordare il giovane protagonista di <em><strong>Tintin</strong></em>, <a href="http://www.screenweek.it/star/1503-Jamie-Bell"><strong>Jamie Bell</strong></a> all’ultimo <strong>Festival Internazionale di Roma</strong>, il lavoro su <strong>greenscreen</strong> è quello che più si avvicina alla <strong>recitazione pura</strong>, per la mancanza di qualsiasi elemento fisico di supporto: &#8220;<em>È uno spazio creativo libero e liberatorio. In fondo è molto divertente, perché bisogna immaginare tutto, non c’è niente sul set con cui interagire. Sei tu che devi riempire i vuoti, elaborare le sensazioni anche più semplici, come il caldo o il freddo degli oggetti”.</em> E anche riguardo alla bravura di <strong>Serkis</strong>, <strong>Bell</strong> non ha risparmiato elogi: &#8220;<em>Quando lo guardi sullo schermo non vedi il computer, non vedi il rendering, ma l’anima di un grande artista”</em> (leggi il nostro reportage dalla kermesse capitolina su <a href="http://blog.screenweek.it/2011/10/roma-2011-per-jamie-bell-tintin-sara-il-nuovo-indiana-jones-145500.php"><em>Screenweek</em></a>)<em>.</em></p>
<p>Bisogna perciò abituarsi all’idea che d’ora in poi alieni blu, creature fantasy e scimpanzé iperintelligenti potrebbero diventare ospiti sempre più graditi non solo sul grande schermo ma anche sul red carpet degli Oscar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://articles.latimes.com/2011/nov/05/entertainment/la-et-apes-oscar-20111105"><em>Los Angeles Times</em></a></p>
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		<title>I migliori film sono anche quelli che incassano di più?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 17:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo occupati spesso di <strong><a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/01/incassi-elevati-per-i-nominati-alloscar-questanno-1599">incassi cinematografici ed Oscar</a></strong> visto che negli ultimi anni alcuni pellicole di grande successo sono spesso state snobbate dall&#8217;<em><strong>Academy of motion picture arts and sciences </strong></em>al momento di effettuare le nomination per il<strong> Miglior Film dell&#8217;Anno</strong>. Viceversa è capitato che pellicole totalmente ignorate dal pubblico americano e mondiale trionfassero nella serata di consegna degli Oscar, ultimo esempio<em><strong> The Hurt Locker:</strong></em> due anni fa vinse ben sei statuette nonostante avesse incassato nemmeno 20 milioni di dollari in tutto il mondo (record assoluto).</p>
<p><em>Ma è sempre avvenuto così nelle scorse decadi?</em> Un interessante grafico creato da <em>Very Small Array </em>ci mostra <strong>per ogni anno a partire dal 1928</strong> quante pellicole appartenenti alla top-ten dei 10 maggiori incassi di quell&#8217;anno fossero anche candidate all&#8217;<strong>Oscar per il Miglior Film</strong>. Il grafico è calibrato in modo da poter confrontare sia annate dove la rosa era di 5 film che quelle, come negli ultimi due anni, in cui il numero di nomination è esteso a 10 film.</p>
<p>L&#8217;altezza della <strong>barra centrale di colore rosso scuro</strong> è quella più significativa, perché indica il numero di film campioni di incasso acclamati anche dall&#8217;Academy stessa.</p>
<p><strong>Cliccate sul grafico</strong> per ingrandirlo:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/overlap-between-academy-and-top-grossing.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2389" title="overlap between academy and top grossing" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/overlap-between-academy-and-top-grossing.gif" alt="" width="540" height="221" /></a></p>
<p>Potete facilmente notare come <strong>fino alla prima metà degli anni &#8217;70 </strong>spesso i gusti dell&#8217;Academy rispecchiassero quelli degli spettatori americani visto che una buona parte delle pellicole nominate era anche campione di incasso.</p>
<p>A partire dalla seconda metà degli anni &#8217;70 c&#8217;è stato <strong>un graduale aumento del divario</strong> quasi a rispecchiare un certo snobismo dell&#8217;Academy per i film della top-ten di ogni anno. Il picco storico si è avuto a metà della prima decade del nuovo millennio quando per ben 5 anni <strong>nessuna delle pellicole nominate</strong> a miglior film apparteneva anche alla classifica dei maggiori incassi di quell&#8217;anno.</p>
<p>In controtendenza l&#8217;ultimo biennio. Ad esempio nella scorsa edizione degli Oscar sia<em><strong> Toy Story 3</strong></em> che <em><strong>Inception</strong></em>, due campioni assoluti di incasso negli USA, sono stati anche nominati a Miglior Film.</p>
<p>Ricordo che l&#8217;Academy recentemente <strong>ha cambiato le regole</strong> per quanto riguarda le nomination a Miglior Film, rendendo <strong>flessibile il numero di candidature</strong> fino all&#8217;ultimo momento e calibrato in base alle preferenze dei membri stessi (<a href="http://blog.screenweek.it/2011/06/lacademy-cambia-alcune-regole-per-la-corsa-agli-oscar-2012-128062.php">qui maggiori informazioni</a>).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.verysmallarray.com/?p=1173">VSA</a></p>
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		<title>Netflix: accordo pluriennale con Miramax per centinaia di nuovi film</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/05/netflix-accordo-pluriennale-con-miramx-per-centinaia-di-nuovi-film-2191</link>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Shakespeare in Love a Tarantino e a Nuovo Cinema Paradiso, la major approda al digitale aprendo il suo catalogo a uno dei principali operatori VOD del mercato americano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua ad espandersi l&#8217;influenza e l&#8217;impero cinematografico di <strong>Netflix</strong>: la piattaforma per lo streaming di film e show televisivi ha messo a segno un altro punto a proprio favore concludendo un accordo pluriennale con la <strong>Miramax </strong>che porterà nella sua library centinaia di titoli della major statunitense.</p>
<p>A renderlo noto in un <a href="http://netflix.mediaroom.com/index.php?s=43&#038;item=392">comunicato stampa</a> è la stessa <strong>Netflix</strong>, che spiega come, a partire da giugno, gli utenti americani del suo servizio VOD potranno scegliere a rotazione tra decine di nuovi film, che nel complesso riuniscono 284 nomination agli <strong>Oscar </strong>e 68 statuette, tra cui quelle vinte da <em><a href="http://www.screenweek.it/film/923-Il-paziente-inglese">Il paziente inglese</a></em> e <em><a href="http://www.screenweek.it/film/7131-Shakespeare-in-Love">Shakespeare in Love</a></em>. Ma in arrivo ci sono anche altre  opere di culto che vanno da<em> <a href="http://www.screenweek.it/film/1326-Pulp-Fiction">Pulp Fiction</a></em>, <em><a href="http://www.screenweek.it/film/3094-Kill-Bill-Vol-1">Kill Bill</a></em> e <em><a href="http://www.screenweek.it/film/1425-Dal-tramonto-allalba">Dal tramonto all&#8217;alba</a></em> fino ai vari <em><a href="http://www.screenweek.it/film/830-Scream">Scream</a> </em>e <em><a href="http://www.screenweek.it/film/6957-Spy-Kids">Spy Kids</a></em>, passando per generi completamente diversi come <em><a href="http://www.screenweek.it/film/2797-Cold-Mountain">Ritorno a Cold Mountain</a></em> o <em><a href="http://www.screenweek.it/film/1875-Nuovo-cinema-Paradiso">Nuovo Cinema Paradiso</a></em> di <strong>Tornatore</strong>. </p>
<p><img src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/netflix-watch-now.png" alt="" title="netflix-watch-now" width="494" height="350" class="aligncenter size-full wp-image-2193" />Tutti film saranno visibili su ogni tipo di piattaforma: dalla tv, ai tablet, al computer e ai cellulari. Non sono stati resi noti i termini dell&#8217;accordo, ma il sito <a href="http://paidcontent.org/article/419-post-disney-miramax-signs-first-major-digital-deal-with-netflix/">Paidcontent</a> suggerisce che il valore potrebbe aggirarsi introno ai 100 milioni di dollari. </p>
<p><em>&#8220;Si tratta di un primo e importante passo&#8221;</em>, dichiara a proposito <strong>Mike Lang</strong>, AD di <strong>Miramax</strong>, che apre per la prima volta il suo catalogo al digitale. <em>&#8220;Ci permetterà di rispondere alla crescente domanda di nostri film registrata presso gli utenti, che ora potranno usufruirne dove e quando sarà loro più congeniale&#8221;</em>, spiega <strong>Lang</strong>, esprimendo inoltre entusiasmo per la possibilità di <em>&#8220;rivitalizzare il marchio&#8221;</em> attraverso la partnership con un operatore <em>&#8220;da sempre all&#8217;avanguardia e con un incredibile record di innovazione e di qualità nel customer service&#8221;</em>. </p>
<p>Anche per <strong>Netflix </strong>l&#8217;intesa con <strong>Miramax </strong>rappresenta un goal che arriva a poca distanza dall&#8217;annuncio di nuovi progressi tecnici nello sviluppo delle sue applicazioni gratuite per <strong>Android</strong>. In un recente <a href="http://blog.netflix.com/2011/05/normal-0-false-false-false-en-us-x-none.html">post</a> sul proprio blog, la compagnia ha infatti spiegato che a causa della mancanza di standard per la riproduzione video via streaming, per ora il nuovo servizio riguarderà solo un numero ristretto di modelli di telefonino (HTC Incredible, HTC Nexus One, HTC Evo 4G, HTC G2 e Samsung Nexus S). Ma niente marce indietro: il product team di <strong>Netflix </strong>prevede che la soluzione dell&#8217;intoppo tecnico e il sostanziale ampliamento del numero di cellulari <strong>Android </strong>che potranno supportare le nuove app siano possibili già nei prossimi mesi.</p>
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		<title>L&#8217;infografico sulla storia degli Oscar per i film d&#8217;animazione</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/02/linfografico-sulla-storia-degli-oscar-per-i-film-danimazione-1691</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un bell'infografico che riassume la storia tra i film di animazione e gli Oscar. Quali sono gli studios più premiati? E come mai a volte la rosa è di 5 e altre volte di 3 nomi? Ecco tutte le informazioni che vi interessano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati <strong>quasi 70 anni</strong> dal primo lungometraggio animato della storia del cinema, quel <em><a href="http://www.screenweek.it/film/23550-Biancaneve-e-i-sette-nani">Biancaneve e i Sette Nani</a></em> che cambiò tutto. Alla pellicola di Walt Disney venne assegnato un <strong>Oscar onorario</strong> quell&#8217;anno, ma ci vollero <strong>ben 59 anni</strong> affinché venisse istituita ufficialmente la categoria dell&#8217;Academy Award per il <strong>Miglior Film d&#8217;Animazione dell&#8217;anno.</strong></p>
<p>Questo bell&#8217;<strong>infografico</strong> riassume molte informazioni utili sulla <strong>storia di questo premio</strong> e anche su alcune sue regole.</p>
<p>Infatti servono che <strong>almeno 8 pellicole animate</strong> siano uscite nelle sale americane per far partire la votazione (in questo caso le nomination sono 3), mentre se dovessero essere rilasciati più di 15 film animati il numero di nomination salirebbe a 5 (caso successo nel 2003 e nel 2010).</p>
<p>Dei <strong>34 film nominati</strong> dal 2001, 19 sono stati creati con la computer graphic, 11 con l&#8217;animazione tradizionale e 4 in stop motion. La <strong>Pixar</strong> guida con 7 nomination, mentre la <em>Dreamworks</em> è a quota 6.</p>
<p>In generali i film di animazione hanno ricevuto nella storia <strong>137 candidature</strong>, per un totale di <strong>26 Oscar vinti</strong>. In tre occasioni alcuni cartoon sono stati nominati a <strong>Miglior Film</strong>: è successo con <em><a href="http://www.screenweek.it/film/2150-La-bella-e-la-bestia">la Bella e la Bestia</a></em>, con <em><a href="http://www.screenweek.it/film/2418-Up">UP</a> </em>e con <strong><a href="http://www.screenweek.it/film/2416-Toy-Story-3-La-grande-fuga">Toy Story 3 </a></strong>proprio quest&#8217;anno.</p>
<p>Ecco l&#8217;infografico con tutte le curiosità:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/02/infographicPixarOscar.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1692" title="infographicPixarOscar" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/02/infographicPixarOscar.png" alt="" width="648" height="1944" /></a></p>
<p>I 3 film nominati quest&#8217;anno sono molto diversi tra loro. <strong>Toy Story 3,</strong> il più grande incasso della storia dell&#8217;animazione, <strong>Dragon Trainer</strong>, considerato il miglior prodotto Dreamworks in assoluto, e <strong>The Illusionist</strong>, che ha ricevuto pareri entusiasti in tutto il mondo nonostante i bassissimi incassi.</p>
<p><strong><em>Chi vincerà?</em></strong> Lo scopriremo <strong>domenica 27 febbraio.</strong><br />
Fonte: <em>glass</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incassi elevati per i nominati all&#8217;Oscar quest&#8217;anno</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/01/incassi-elevati-per-i-nominati-alloscar-questanno-1599</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 16:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Normalmente tra le pellicole che ricevono la nomination all'Oscar come miglior film solo poche riescono a raggiungere incassi considerevoli negli USA. Il 2011 fa eccezione e rischia di essere uno dei migliori anni di sempre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scorso vinse l<strong>&#8216;Oscar come Miglior Film</strong> (più altri 5 statuette) una pellicola che aveva incassato solamente <strong>17 milioni di dollari</strong> negli USA (di cui solo una decina durante il primo periodo di proiezione).</p>
<p><strong><a href="http://www.screenweek.it/film/9442-The-Hurt-Locker">The Hurt Locker</a></strong> di Kathryn Bigelow<strong> riuscì a sconfiggere la corazzata <a href="http://www.screenweek.it/film/4062-Avatar">Avatar</a></strong>, il maggiore incasso della storia del cinema (escludendo l&#8217;inflazione) con 2.7 miliardi di dollari. Davide superò Golia per 6 a 3 e diventò il film a vincere l&#8217;Oscar<strong> con il minor incasso di sempre.</strong></p>
<p>Lasciando da parte lo scorso anno, primo in cui la categoria principale venne estesa a 10 contendenti, nella cinquina delle nominations degli anni passati <strong>solo uno o due pellicole della rosa </strong>per anno raggiungevano incassi medio-alti, mentre le altre (piccole produzioni indipendenti) incassavano decisamente poco e riuscivano a rifarsi solo grazie agli introiti internazionali.</p>
<p>Ad esempio<strong> nel 2009</strong> al momento delle nomination (22 gennaio) vediamo quale era <strong>l&#8217;incasso americano delle 5 pellicole nominate</strong> come miglior film (mentre tra parentesi è indicato l<strong>&#8216;incasso complessivo </strong>a fine programmazione):</p>
<p>- <strong><em>The Millionaire</em></strong>: 44.7 milioni $ (141.3 M)</p>
<p>- <strong><em>Il Curioso Caso di Benjamin Button</em></strong>: 104.3 milioni (127.5 M)</p>
<p>-<strong><em> Milk</em></strong>: 20.6 milioni (31.8 M)</p>
<p>-<strong><em> Frost/Nixon</em></strong>: 8.8 milioni (18.6 M)</p>
<p>- <strong><em>The Reader</em></strong>: 8 milioni (34.1 M)</p>
<p style="text-align: center;"><a class="embed-screenweek" href="http://www.screenweek.it/film/14695-The-Millionaire/poster/27373"><img class="aligncenter" src="http://static.screenweek.it/2008/11/19/Millionaire-Poster-Italia_mid.jpg" alt="Millionaire Poster Italia" width="369" height="461" /></a></p>
<p>A fine gennaio possiamo notare che solo Benjamin Button aveva superato i 100 milioni (era in ogni caso un costoso kolossal da 150 milioni di dollari prodotto da Paramount e Warner Bros) mentre tutte le altre pellicole erano <strong>piccole produzioni da 15-30 milioni di dollari.</strong></p>
<p>Ma alla fine solo <a href="http://www.screenweek.it/film/14695-The-Millionaire"><strong>The Millionaire</strong></a> riuscì a raggiungere un incasso finale considerevole grazie al passaparola e<strong> agli 8 Oscar vinti</strong>, mentre gli altri contendenti a fatica recuperarono il proprio budget di produzione.</p>
<p>Il caso del 2009<strong> rispecchia perfettamente quanto avvenuto negli anni precedenti</strong>, dove solo una (o massimo due) pellicole si riuscivano a distinguere per i loro incassi, mentre le altre difficilmente superavano la soglia dei 50 milioni di dollari.</p>
<p>L&#8217;edizione degli <strong>Oscar 2011 </strong>sembra proprio <strong>distinguersi dagli altri anni</strong>, in quanto già al momento delle nominations gli incassi dei film considerati i migliori dell&#8217;anno sono <strong>decisamente elevati.</strong></p>
<p>Vediamo<strong> l&#8217;incasso attuale delle 10 pellicole</strong> che ieri hanno ricevuto la candidatura a Miglior Film (<a href="http://blog.screenweek.it/2011/01/ecco-le-nominations-agli-oscar-2011-110595.php">qui l&#8217;elenco di tutte le nominations</a>) dove tra parentesi è indicato il rispettivo<strong> costo di produzione:</strong></p>
<p>- <strong><em>Toy Story 3</em></strong>: 415 milioni di dollari (200M)</p>
<p>- <strong><em>Inception</em></strong>: 292.5 milioni (160M)</p>
<p>- <strong><em>Il Grinta</em></strong>: 138.5 milioni (38M)</p>
<p>- <strong><em>The Social Network</em></strong>: 95.4 milioni (40M)</p>
<p>- <strong><em>Black Swan</em></strong>: 83.7 milioni (13M)</p>
<p>- <strong><em>The Fighter</em></strong>: 73 milioni (25M)</p>
<p>- <strong><em>Il Discorso del Re</em></strong>: 57.9 milioni (15M)</p>
<p>- <strong><em>I Ragazzi Stanno Bene</em></strong>: 20.8 milioni (4M)</p>
<p>- <strong><em>127 Ore</em></strong>: 11.3 milioni (18M)</p>
<p>- <strong><em>Winter&#8217;s Bone</em></strong>: 6.2 milioni (2M)</p>
<p style="text-align: center;"><a class="embed-screenweek" href="http://www.screenweek.it/film/23623-Il-discorso-del-Re/poster/108807"><img class="aligncenter" src="http://static.screenweek.it/2010/12/29/Il-Discorso-del-Re-Poster-Italia_mid.jpg" alt="Il Discorso del Re Poster Italia" width="314" height="448" /></a></p>
<p>A parte i due kolossal ad alto budget (<em>Toy Story 3 </em>e<em> Inception</em>) possiamo notare come quest&#8217;anno gli incassi delle produzioni a basso costo sia decisamente elevato.</p>
<p>Impressionanti soprattutto gli incassi de <em><strong><a href="http://www.screenweek.it/film/22162-Il-grinta">Il Grinta</a>,<a href="http://www.screenweek.it/film/22633-Il-Cigno-Nero"> Black Swan</a>, <a href="http://www.screenweek.it/film/4125-The-Fighter">The Fighter </a>e <a href="http://www.screenweek.it/film/23623-Il-discorso-del-Re">Il Discorso del Re</a>.</strong></em> Se poi pensiamo che<strong> siamo solo al momento delle nomination</strong> e le pellicole sono ancora nelle sale e incasseranno ancora molto grazie alla visibilità data dagli Oscar, riusciamo a comprendere facilmente l&#8217;anomalia di quest&#8217;anno.</p>
<p><strong>L&#8217;unica delusione</strong> è forse rappresentata da <strong><a href="http://www.screenweek.it/film/23472-127-Ore">127 Ore</a></strong> del regista premio Oscar Danny Boyle (The Millionaire), ma la pellicola è pronta ad essere rimessa sul mercato americano proprio in questi giorni in alcune centinaia di sale (forte delle sue 6 candidature).</p>
<p>Non ci resta che darci appuntamento tra un mese<strong> per vedere come si sono evoluti gli incassi</strong> dei nominati.</p>
<p>Se continuano così si rischia di avere <strong>ben 7 pellicole su 10 ad essere riuscite nell&#8217;impresa di superare i 100 milioni di dollari</strong> di incasso negli USA, con una delle medie più elevate di sempre.</p>
<p>Fonte dei dati:<em> boxofficemojo</em></p>
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		<title>E l&#039;Oscar va al&#8230; DVD?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 19:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ho pensato quando sono uscite le Nominations, ma ci ho riflettuto con attenzione solo leggendo questo post sull&#8217;importanza di essere nominati. Mi sbaglio o commercialmente è l&#8217;edizione degli Oscar più inutile dal punto di vista commerciale che si sia mai vista? Sembra quasi fatta apposta per aiutare il mercato dei DVD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho pensato quando sono <a href="http://www.screenweek.it/eventi/83-82-edizione-de-Academy-Awards">uscite le Nominations</a>, ma ci ho riflettuto con attenzione solo leggendo questo post sul<a href="http://blog.screenweek.it/2010/03/l’importanza-di-essere-nominati-68025.php">l&#8217;importanza di essere nominati</a>.</p>
<p>Mi sbaglio o commercialmente è l&#8217;edizione degli Oscar più inutile dal punto di vista commerciale che si sia mai vista? Sembra quasi fatta apposta per aiutare il mercato dei DVD</p>
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