Archivio per il tag ‘oscar’

nov
15
2011
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Una scimma agli Oscar: la Fox sfida gli scetticismi sulla performance capture.

Gli Oscar hanno sempre premiato il trasformismo degli attori: quando Nicole Kidman ricevette l’Academy Award fu lo stesso presentatore Denzel Washington a scherzare sul fatto che il premio se lo fosse aggiudicato in realtà il naso dell’attrice, deformato in The Hours per adeguarsi a quello della scrittrice Virginia Woolf. Eppure c’è un tipo di trasformazione che Hollywood non ha ancora pensato di ricompensare con una statuetta d’oro, vale a dire quella perseguita attraverso gli effetti speciali computerizzati e la performance capture. Ma ora le cose potrebbero cambiare sulla spinta dei nuovi kolossal basati su questa tecnologia, primo fra tutti Avatar, che seppur non premiato in questa categoria, ha contribuito a sdoganare un nuovo tipo di recitazione, basata sì sugli effetti digitali ma anche sulla bravura degli interpreti. Quest’anno, inoltre, sarà impossibile per l’Acadamey non porsi il problema di come valutare la prova regalata dal protagonista de L’Alba del Pianeta delle Scimmie, Andy Serkis, ormai portabandiera della motion capture grazie a una serie di ruoli memorabili: dal Gollum del Signore degli Anelli e da King Kong fino all’ultimissima parte da co-protagonista ne Le avventure di Tintin – Il segreto dell’unicorno, diretto da Steven Spielberg.

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giu
22
2011
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I migliori film sono anche quelli che incassano di più?

Ci siamo occupati spesso di incassi cinematografici ed Oscar visto che negli ultimi anni alcuni pellicole di grande successo sono spesso state snobbate dall’Academy of motion picture arts and sciences al momento di effettuare le nomination per il Miglior Film dell’Anno. Viceversa è capitato che pellicole totalmente ignorate dal pubblico americano e mondiale trionfassero nella serata di consegna degli Oscar, ultimo esempio The Hurt Locker: due anni fa vinse ben sei statuette nonostante avesse incassato nemmeno 20 milioni di dollari in tutto il mondo (record assoluto).

Ma è sempre avvenuto così nelle scorse decadi? Un interessante grafico creato da Very Small Array ci mostra per ogni anno a partire dal 1928 quante pellicole appartenenti alla top-ten dei 10 maggiori incassi di quell’anno fossero anche candidate all’Oscar per il Miglior Film. Il grafico è calibrato in modo da poter confrontare sia annate dove la rosa era di 5 film che quelle, come negli ultimi due anni, in cui il numero di nomination è esteso a 10 film.

L’altezza della barra centrale di colore rosso scuro è quella più significativa, perché indica il numero di film campioni di incasso acclamati anche dall’Academy stessa.

Cliccate sul grafico per ingrandirlo:

Potete facilmente notare come fino alla prima metà degli anni ’70 spesso i gusti dell’Academy rispecchiassero quelli degli spettatori americani visto che una buona parte delle pellicole nominate era anche campione di incasso.

A partire dalla seconda metà degli anni ’70 c’è stato un graduale aumento del divario quasi a rispecchiare un certo snobismo dell’Academy per i film della top-ten di ogni anno. Il picco storico si è avuto a metà della prima decade del nuovo millennio quando per ben 5 anni nessuna delle pellicole nominate a miglior film apparteneva anche alla classifica dei maggiori incassi di quell’anno.

In controtendenza l’ultimo biennio. Ad esempio nella scorsa edizione degli Oscar sia Toy Story 3 che Inception, due campioni assoluti di incasso negli USA, sono stati anche nominati a Miglior Film.

Ricordo che l’Academy recentemente ha cambiato le regole per quanto riguarda le nomination a Miglior Film, rendendo flessibile il numero di candidature fino all’ultimo momento e calibrato in base alle preferenze dei membri stessi (qui maggiori informazioni).

Fonte: VSA

Scritto da Leotruman in Box Office,Infographic
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mag
17
2011
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Netflix: accordo pluriennale con Miramax per centinaia di nuovi film

Continua ad espandersi l’influenza e l’impero cinematografico di Netflix: la piattaforma per lo streaming di film e show televisivi ha messo a segno un altro punto a proprio favore concludendo un accordo pluriennale con la Miramax che porterà nella sua library centinaia di titoli della major statunitense.

A renderlo noto in un comunicato stampa è la stessa Netflix, che spiega come, a partire da giugno, gli utenti americani del suo servizio VOD potranno scegliere a rotazione tra decine di nuovi film, che nel complesso riuniscono 284 nomination agli Oscar e 68 statuette, tra cui quelle vinte da Il paziente inglese e Shakespeare in Love. Ma in arrivo ci sono anche altre opere di culto che vanno da Pulp Fiction, Kill Bill e Dal tramonto all’alba fino ai vari Scream e Spy Kids, passando per generi completamente diversi come Ritorno a Cold Mountain o Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore.

Tutti film saranno visibili su ogni tipo di piattaforma: dalla tv, ai tablet, al computer e ai cellulari. Non sono stati resi noti i termini dell’accordo, ma il sito Paidcontent suggerisce che il valore potrebbe aggirarsi introno ai 100 milioni di dollari.

“Si tratta di un primo e importante passo”, dichiara a proposito Mike Lang, AD di Miramax, che apre per la prima volta il suo catalogo al digitale. “Ci permetterà di rispondere alla crescente domanda di nostri film registrata presso gli utenti, che ora potranno usufruirne dove e quando sarà loro più congeniale”, spiega Lang, esprimendo inoltre entusiasmo per la possibilità di “rivitalizzare il marchio” attraverso la partnership con un operatore “da sempre all’avanguardia e con un incredibile record di innovazione e di qualità nel customer service”.

Anche per Netflix l’intesa con Miramax rappresenta un goal che arriva a poca distanza dall’annuncio di nuovi progressi tecnici nello sviluppo delle sue applicazioni gratuite per Android. In un recente post sul proprio blog, la compagnia ha infatti spiegato che a causa della mancanza di standard per la riproduzione video via streaming, per ora il nuovo servizio riguarderà solo un numero ristretto di modelli di telefonino (HTC Incredible, HTC Nexus One, HTC Evo 4G, HTC G2 e Samsung Nexus S). Ma niente marce indietro: il product team di Netflix prevede che la soluzione dell’intoppo tecnico e il sostanziale ampliamento del numero di cellulari Android che potranno supportare le nuove app siano possibili già nei prossimi mesi.

feb
09
2011
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L’infografico sulla storia degli Oscar per i film d’animazione

Sono passati quasi 70 anni dal primo lungometraggio animato della storia del cinema, quel Biancaneve e i Sette Nani che cambiò tutto. Alla pellicola di Walt Disney venne assegnato un Oscar onorario quell’anno, ma ci vollero ben 59 anni affinché venisse istituita ufficialmente la categoria dell’Academy Award per il Miglior Film d’Animazione dell’anno.

Questo bell’infografico riassume molte informazioni utili sulla storia di questo premio e anche su alcune sue regole.

Infatti servono che almeno 8 pellicole animate siano uscite nelle sale americane per far partire la votazione (in questo caso le nomination sono 3), mentre se dovessero essere rilasciati più di 15 film animati il numero di nomination salirebbe a 5 (caso successo nel 2003 e nel 2010).

Dei 34 film nominati dal 2001, 19 sono stati creati con la computer graphic, 11 con l’animazione tradizionale e 4 in stop motion. La Pixar guida con 7 nomination, mentre la Dreamworks è a quota 6.

In generali i film di animazione hanno ricevuto nella storia 137 candidature, per un totale di 26 Oscar vinti. In tre occasioni alcuni cartoon sono stati nominati a Miglior Film: è successo con la Bella e la Bestia, con UP e con Toy Story 3 proprio quest’anno.

Ecco l’infografico con tutte le curiosità:

I 3 film nominati quest’anno sono molto diversi tra loro. Toy Story 3, il più grande incasso della storia dell’animazione, Dragon Trainer, considerato il miglior prodotto Dreamworks in assoluto, e The Illusionist, che ha ricevuto pareri entusiasti in tutto il mondo nonostante i bassissimi incassi.

Chi vincerà? Lo scopriremo domenica 27 febbraio.
Fonte: glass

gen
26
2011
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Incassi elevati per i nominati all’Oscar quest’anno

L’anno scorso vinse l‘Oscar come Miglior Film (più altri 5 statuette) una pellicola che aveva incassato solamente 17 milioni di dollari negli USA (di cui solo una decina durante il primo periodo di proiezione).

The Hurt Locker di Kathryn Bigelow riuscì a sconfiggere la corazzata Avatar, il maggiore incasso della storia del cinema (escludendo l’inflazione) con 2.7 miliardi di dollari. Davide superò Golia per 6 a 3 e diventò il film a vincere l’Oscar con il minor incasso di sempre.

Lasciando da parte lo scorso anno, primo in cui la categoria principale venne estesa a 10 contendenti, nella cinquina delle nominations degli anni passati solo uno o due pellicole della rosa per anno raggiungevano incassi medio-alti, mentre le altre (piccole produzioni indipendenti) incassavano decisamente poco e riuscivano a rifarsi solo grazie agli introiti internazionali.

Ad esempio nel 2009 al momento delle nomination (22 gennaio) vediamo quale era l’incasso americano delle 5 pellicole nominate come miglior film (mentre tra parentesi è indicato l‘incasso complessivo a fine programmazione):

- The Millionaire: 44.7 milioni $ (141.3 M)

- Il Curioso Caso di Benjamin Button: 104.3 milioni (127.5 M)

- Milk: 20.6 milioni (31.8 M)

- Frost/Nixon: 8.8 milioni (18.6 M)

- The Reader: 8 milioni (34.1 M)

Millionaire Poster Italia

A fine gennaio possiamo notare che solo Benjamin Button aveva superato i 100 milioni (era in ogni caso un costoso kolossal da 150 milioni di dollari prodotto da Paramount e Warner Bros) mentre tutte le altre pellicole erano piccole produzioni da 15-30 milioni di dollari.

Ma alla fine solo The Millionaire riuscì a raggiungere un incasso finale considerevole grazie al passaparola e agli 8 Oscar vinti, mentre gli altri contendenti a fatica recuperarono il proprio budget di produzione.

Il caso del 2009 rispecchia perfettamente quanto avvenuto negli anni precedenti, dove solo una (o massimo due) pellicole si riuscivano a distinguere per i loro incassi, mentre le altre difficilmente superavano la soglia dei 50 milioni di dollari.

L’edizione degli Oscar 2011 sembra proprio distinguersi dagli altri anni, in quanto già al momento delle nominations gli incassi dei film considerati i migliori dell’anno sono decisamente elevati.

Vediamo l’incasso attuale delle 10 pellicole che ieri hanno ricevuto la candidatura a Miglior Film (qui l’elenco di tutte le nominations) dove tra parentesi è indicato il rispettivo costo di produzione:

- Toy Story 3: 415 milioni di dollari (200M)

- Inception: 292.5 milioni (160M)

- Il Grinta: 138.5 milioni (38M)

- The Social Network: 95.4 milioni (40M)

- Black Swan: 83.7 milioni (13M)

- The Fighter: 73 milioni (25M)

- Il Discorso del Re: 57.9 milioni (15M)

- I Ragazzi Stanno Bene: 20.8 milioni (4M)

- 127 Ore: 11.3 milioni (18M)

- Winter’s Bone: 6.2 milioni (2M)

Il Discorso del Re Poster Italia

A parte i due kolossal ad alto budget (Toy Story 3 e Inception) possiamo notare come quest’anno gli incassi delle produzioni a basso costo sia decisamente elevato.

Impressionanti soprattutto gli incassi de Il Grinta, Black Swan, The Fighter e Il Discorso del Re. Se poi pensiamo che siamo solo al momento delle nomination e le pellicole sono ancora nelle sale e incasseranno ancora molto grazie alla visibilità data dagli Oscar, riusciamo a comprendere facilmente l’anomalia di quest’anno.

L’unica delusione è forse rappresentata da 127 Ore del regista premio Oscar Danny Boyle (The Millionaire), ma la pellicola è pronta ad essere rimessa sul mercato americano proprio in questi giorni in alcune centinaia di sale (forte delle sue 6 candidature).

Non ci resta che darci appuntamento tra un mese per vedere come si sono evoluti gli incassi dei nominati.

Se continuano così si rischia di avere ben 7 pellicole su 10 ad essere riuscite nell’impresa di superare i 100 milioni di dollari di incasso negli USA, con una delle medie più elevate di sempre.

Fonte dei dati: boxofficemojo

mar
04
2010
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E l'Oscar va al… DVD?

L’ho pensato quando sono uscite le Nominations, ma ci ho riflettuto con attenzione solo leggendo questo post sull’importanza di essere nominati.

Mi sbaglio o commercialmente è l’edizione degli Oscar più inutile dal punto di vista commerciale che si sia mai vista? Sembra quasi fatta apposta per aiutare il mercato dei DVD

Scritto da Davide Dellacasa in Cinema
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