Archivio per il tag ‘Occhiali 3D’

mag
17
2010
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Occhiali 3D: la Consensus Conference della Società Oftalmologica Italiana

A due mesi circa dalla montatura orribile degli Occhiali 3D arrivano i risultati di una Consensus Conference della Sociatà Oftalmologica Italiana che sembra affrontare il problema a tutto tondo e rassicurare tutti gli interessati, anche i bambini sotto i 6 anni (ma maggiore di 2, che tanto al cinema non ci vanno), riproduco qui di seguito il testo del comunicato.

CONSENSUS CONFERENCE

Indicazioni per l’utilizzo di sistemi per visione tridimensionale virtuale (3D)

Introduzione

La Società Oftalmologica Italiana (SOI) fondata nel 1879 è un Ente Morale giuridicamente riconosciuto che agisce da oltre 130 anni a difesa della vista. La SOI rappresenta il riferimento istituzionale dei 7000 oculisti italiani. Compito statutario della SOI è “la tutela e salvaguardia della salute visiva della collettività, ispirandosi ai principi della prevenzione, cura e riabilitazione sanciti nelle convenzioni internazionali e nella costituzione italiana in materia di diritto alla salute” (Titolo 1 – Articolo 1 dello Statuto SOI).

La SOI – in seguito alla Circolare del Ministero della Salute del 13 marzo 2010 avente come oggetto “Occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici”, che regolamenta l’accesso all’utilizzo delle tecnologie 3D – è stata sollecitata da molteplici richieste da parte di istituzioni, organizzazioni e singoli cittadini ad approfondire le potenziali conseguenze dell’utilizzo delle tecnologie 3D sulla popolazione. In risposta a queste richieste, la SOI – seguendo linee guida internazionalmente riconosciute – ha riunito un Panel di Esperti (allegato 1) in una Consensus Conference che ha elaborato le presenti indicazioni sull’adeguato utilizzo di queste tecnologie, strumento utile al confronto con ogni attore istituzionale.

Premessa

Allo stato attuale non esistono indagini su campioni rappresentativi della popolazione generale che valutino gli effetti dell’uso della visione tridimensionale virtuale (3D) sull’apparato visivo o sulla salute in generale. In particolare è opportuno segnalare che:
- non esistono dati sperimentali che possano far ipotizzare che l’osservazione di filmati 3D, basati sulla separazione delle immagini che raggiungono gli occhi, possa essere dannosa per l’apparato visivo o per la salute in generale
- per i tempi di esposizione attualmente più diffusi (inferiori a 3 ore consecutive) sono stati segnalati in soggetti ipersuscettibili esclusivamente episodi di malessere transitorio senza danni irreversibili alla salute.
Dovendo ipotizzare una espansione di questa tecnologia con incremento del numero dei soggetti esposti e del tempo di esposizione a sistemi 3D, diviene necessario individuare – dapprima sul piano concettuale e quindi attraverso indagini su campioni significativi di popolazione – i soggetti ipersuscettibili, cioè chi si ritiene possa avere un maggior rischio di sviluppare segni e sintomi.

Visione tridimensionale virtuale

I filmati visibili in 3D sono realizzati con apposite videocamere dotate di due obiettivi distanti tra loro sul piano orizzontale circa 6 cm. – valore simile alla distanza tra i due occhi – che registrano separatamente le immagini destinate a ciascuno dei due occhi.
Durante la proiezione ogni fotogramma presenta due immagini: una destinata all’occhio destro ed una all’occhio sinistro. Al momento sono utilizzati tre tipi di tecnologia 3D: – Filtri polarizzanti (ad esempio RealD): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri a polarizzazione opposta. L’osservatore indossa occhiali con polarizzazione equivalente. Per preservare la polarizzazione la proiezione avviene su schermi silver screen. Gli occhiali sono economici.
- Filtri che separano lo spettro (ad esempio Dolby 3D): ogni fotogramma è proiettato attraverso filtri passa triplette di lunghezze d’onda non sovrapponenti. L’osservatore indossa occhiali con filtri dotati di proprietà spettrali che permettono a ciascuno dei due occhi di percepire solo le immagini ad esso destinate. Non è necessario nessuno schermo particolare. Gli occhiali sono costosi.
- Sistemi ad otturatore alternato (ad esempio XpanD 3D): i fotogrammi per l’occhio destro e sinistro sono presentati in modo alternato ad una frequenza di circa 60 Hz al secondo. L’osservatore indossa occhiali “attivi” che in risposta ad uno stimolo elettrico sincrono con le immagini presentate lasciano passare alternativamente le immagini per l’occhio destro e quelle per l’occhio sinistro. Questo sistema viene utilizzato negli schermi televisivi con tecnologia LCD (Liquid Crystal Display) e Plasma di ultima generazione.
Tutti questi sistemi richiedono il filtraggio dell’immagine con riduzione della luminosità e del contrasto. A differenza dei film 3D degli anni 50, le tecniche moderne non producono differenze percettive di colore tra le immagini dell’occhio destro e sinistro. Le proprietà temporali di ogni sistema sono diverse, ma nessuno produce un flicker maggiore dei sistemi standard a 2D.
Una ulteriore tecnologia è rappresentata dagli HMD (Head Mounted Display) dove sostanzialmente lo schermo è montato direttamente sugli occhiali e ciascuna “lente” è un piccolo schermo a cristalli liquidi che riproduce immagini diverse per ciascun occhio. A questi apparecchi sono solitamente associati dei sensori di movimento per cui quando si muove la testa anche l’ambiente grafico visualizzato sugli schermi ruota concordemente. Questa “realtà virtuale” è utilizzata anche in ambito lavorativo e per tempi solitamente prolungati.
L’evoluzione della tecnologia 3D va verso l’abolizione dei sistemi di filtraggio da applicare davanti agli occhi mediante la realizzazione di sistemi olografici che, attraverso la sovrapposizione di più schermi, possa fornire immagini tridimensionali.

Apparato visivo e visione tridimensionale

Per poter leggere le tre dimensioni reali l’apparato visivo umano è dotato di una serie di sistemi che consentono la completa cooperazione tra i due occhi – perfetta integrazione delle immagini avviate al cervello da ciascuno di essi attraverso la fusione binoculare e la sincinesia accomodazione convergenza – ed il sistema labirintico e propiocettivo. Il funzionamento ottimale di questo sistema consente la visione stereoscopica. Se la cooperazione tra i due occhi è imperfetta o viene interrotta si riduce o si perde la stereoscopia. Se si dissocia la via visiva da quella labirintica e propiocettiva compaiono le chinetosi.
Nelle tre dimensioni virtuali si interrompe la sincinesia accomodazione/convergenza in quanto mentre l’accomodazione rimane stabile per la posizione fissa del piano dello schermo, la convergenza viene stimolata dal movimento e dalla sensazione di profondità. Non sono segnalate in letteratura alterazioni oculari permanenti causate dall’interruzione di questo meccanismo. Allo stesso tempo si verifica la dissociazione tra canale visivo e canale labirintico/propiocettivo con possibile comparsa di fenomeni chinetosici.

La fusione binoculare si instaura e consolida tra i 3 ed i 6 mesi di vita. La stereoscopia diviene assimilabile a quella di un soggetto adulto ad 1 anno di vita. Tra gli 11 ed i 18 mesi tutte le funzioni visive raggiungono la maturità. Per queste ragioni i test più comunemente utilizzati nei bambini più piccoli per l’individuazione di anomalie della visione binoculare sono gli stereogrammi.
Effetti della visione tridimensionale virtuale sull’apparato visivo
Dopo il compimento di due anni di vita, nei soggetti sani, si deve ritenere perfettamente consolidata la fusione binoculare, la stereopsi e la sincinesia accomodazione/convergenza. Allo stato non è possibile ipotizzare effetti negativi sull’apparato visivo da visione tridimensionale virtuale.

L’eventuale disagio sensoriale che si può accompagnare alla visione tridimensionale virtuale è causato dalla incongruità tra informazione sensoriale visiva e informazione sensoriale labirintico- propiocettiva. L’occhiale che fa apparire tridimensionali le immagini proiettate bidimensionali sullo schermo non danneggia la vista e l’eventuale malessere dei soggetti ipersuscettibili è una “motion sickness” che si risolve immediatamente con la semplice chiusura di un occhio o interrompendo la visione 3D togliendo gli occhiali.

E’ utile osservare che la visione di filmati in 3D non deve essere sconsigliata poiché può svolgere un importante ruolo nella diagnosi precoce di anomalie della visione binoculare che a questa età possono trarre notevole vantaggio dalle terapie. Infatti, i soggetti con anomalie della binocularità rilevanti non avranno visione tridimensionale virtuale, mentre quelli con alterazioni lievi della binocularità – che non sono in grado di produrre effetti nella visione tridimensionale reale – potranno avere la comparsa di sintomi che, comunque, si interromperebbero con la semplice rimozione degli occhiali.

Nei soggetti con anomalie della binocularità ben compensate e nei soggetti sani la visione di filmati 3D può essere consigliata senza limitazioni. Nei soggetti con anomalie della binocularità non ben compensate possono comparire disagi durante la visione di filmati 3D che comunque scompaiono rapidamente con la rimozione degli occhiali. Si lascia alla sensibilità di ogni singolo individuo la opportunità di proseguire la visione dei filmati in 3D.
E’ comunque consigliabile, per i soggetti che durante la visione di filmati 3D avessero avuto disturbi, sottoporsi ad una visita medica oculistica in quanto i disturbi potrebbero essere il segno di una patologia non ancora diagnosticata a carico dell’apparato visivo o del sistema labirintico- propiocettivo.

Norme di utilizzo degli occhiali per la visione tridimensionale virtuale

Aspetti igienico-sanitari Sarebbe auspicabile che l’occhiale per la visione tridimensionale virtuale fosse personale come l’occhiale da vista. Tuttavia, a causa della mancanza di un sistema standard per la visione 3D, ancora per alcuni anni ogni sistema di visione 3D necessiterà del suo specifico occhiale. I costi degli occhiali “attivi” LCD per la visione 3D rendono poco probabile l’utilizzo di occhiali monouso. Questi occhiali non possono essere sanificati per immersione in liquidi disinfettanti o in acqua; potrebbero essere sanificati con disinfettanti gassosi ma con procedure troppo complesse e di difficile gestione. Notiamo che il problema della bonifica prima del riuso di occhiali attivi non è stato nemmeno posto in altri Paesi. Ciò indica un ben limitato timore di cross-infection. In effetti, non si provvede nemmeno alla bonifica di auricolari e microfoni utilizzati nelle sale congressi per la traduzione simultanea o per il “televoto”, così come non è prevista una bonifica di tastiere dei computer o dei touch screen negli aeroporti o in tanti altri contesti pubblici e, in particolare, non si provvede alla bonifica degli occhialini di prova che vengono utilizzati in tutti gli ambulatori oculistici pubblici e privati per l’esame della vista, senza che siano mai stati segnalati problemi di disseminazione di infezioni oculari. Dal che, a buon senso, si può derivare il concetto che una pulizia degli occhiali con un fazzolettino detergente o disinfettante da parte del nuovo spettatore dovrebbe essere più che sufficiente a scongiurare la trasmissione di infezioni oculari. I soggetti sottoposti di recente ad interventi di chirurgia oculare è consigliabile che ricevano indicazioni dallo specialista oculista di fiducia sulla opportunità di utilizzare la visione tridimensionale virtuale ed i necessari occhiali.

Gli occhiali per la visione 3D filtranti devono essere indossati solo da seduti; è sconsigliato muoversi indossando questi occhiali. L’uso dell’occhiale per la visione tridimensionale virtuale deve avvenire sempre insieme all’eventuale occhiale da vista.

Avvertenze d’uso di occhiali per la visione tridimensionale virtuale

In base a quanto illustrato si riportano sinteticamente le principali avvertenze d’uso di occhiali per la visione 3D:
- prima di indossare qualsiasi occhiale non strettamente personale è consigliabile che venga pulito con fazzolettini detergenti/disinfettanti
- prima di alzarsi dal posto è consigliabile togliersi gli occhiali per la visione 3D
- se l’occhiale per la visione 3D viene usato senza le necessarie prescrizioni di occhiali da vista o lenti a contatto, può comparire affaticamento oculare anche dopo pochi minuti di
visione
- se compaiono disturbi agli occhi o sensazione di malessere generale togliere gli occhiali per la visione 3D; normalmente i disturbi passano rapidamente
- se si è stati operati di recente agli occhi è necessario chiedere al proprio oculista di fiducia se si può utilizzare la visione 3D ed i relativi occhiali.

Individuazione di ipersuscettibili oftalmici alla visione 3D

La SOI ha predisposto un modulo riservato ai medici oculisti con il quale rilasciare ai pazienti che si sottopongono a visita oculistica una attestazione di assenza di controindicazioni oftalmiche all’uso di sistemi di visione 3D (allegato 2). Questo approccio permette di individuare la presenza di condizioni oculari che possano favorire la comparsa di sintomatologia.

PANEL ESPERTI CONSENSUS CONFERENCE

Dott. Matteo Piovella – Presidente Presidente dalla Società Oftalmologica Italiana Segretario della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani

Prof. Pasquale Troiano – Coordinatore Clinica Oculistica Università di Milano Fondazione Policlinico IRCCS Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Società Oftalmologica Italiana

Prof. Daniel Adams Assistant Professor of Ophthalmology, University of California – San Francisco

Prof. Costantino Bianchi Vicepresidente della Società Italiana di Ottica Fisiopatologica Consigliere della Associazione Sindacale Medici Oculisti e Ortottisti Italiani

Prof. Paolo Emilio Bianchi Direttore Clinica Oculistica Università di Pavia – Esperto di

Scritto da Davide in 3D, Cinema, News
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mar
19
2010
0

Occhiali 3D il Podcast Speciale

Si è tenuta questa mattina a Roma la Conferenza Stampa Occhiali 3D – Una montatura orribile di cui scrivevo questa mattina.

Qui di seguito pubblico il testo del comunicato stampa distribuito all’evento di cui parleremo in una puntata speciale del nostro podcast settimanale, che manderemo live tra qualche minuto, proprio qui sotto in questo post(o) o su questa pagina di Ustream. Nel post precedente trovate invece il comunicato emanato subito dopo l’evento.

Come spettatore appassionato di cinema, padre di famiglia, consumatore rivendico non solo il diritto alla corretta informazione su questo (come di altri) argomenti riguardanti la salute, ma anche l’accessibilità a tutte le forme di intrattenimento offerte dalla moderna tecnologia e disponibili in altri paesi, comprese, in questo caso, le diverse modalità di fruizione del 3D, con tutto il meglio che la tecnologia ci mette a disposizione.

Avrei una gran voglia di allargare il discorso ai download legali e a tutte le altre cose che nel nostro mercato non sono possibili senza che sia ben chiaro il perché, ma per il momento mi limito a ribadire che anche l’intrattenimento è un diritto.

Il poter liberamente scegliere come, quando e facendo cosa passare il proprio tempo libero è qualcosa che va difeso e rifiuto qualsiasi vincolo ingiustificato, pretestuoso e allarmistico e questa è una libertà, che forse, a ben guardare, è una delle poche ad esserci rimaste (anche se certi tentativi di imbavagliare internet, dove un’intera generazione passa più tempo che davanti alla TV, hanno già insospettito più di uno).

Qui sotto il codice per partecipare al podcast, sotto, per documentazione, il testo distribuito alla conferenza stampa. Contro la demonizzazione degli occhiali 3D c’è anche un gruppo su Facebook.

Live TV : Ustream

OCCHIALI 3D: UNA MONTATURA ORRIBILE

1) I numeri del cinema in Italia da molto tempo non erano così belli: alla data del 15 marzo, gli spettatori sono in aumento del 30% sul 2009. Merito di questo positivo andamento va, oltre che ad alcuni film italiani, ai film in 3D che hanno raccolto un particolare gradimento del pubblico. Sono quasi quindici milioni gli spettatori che hanno fino a oggi affollato le circa 500 sale 3D italiane: 7,5 milioni nel 2009 e oltre 7 milioni nei primi mesi del 2010. Pochissime e trascurabili le segnalazioni di inconvenienti e non ci risulta che nessuno di questi spettatori abbia riportato patologie accertate, derivanti dalla visione di un film 3D. E in tutto il resto del mondo molte centinaia di milioni di persone hanno fino ad oggi assistito a proiezioni 3D senza che sia noto alcun problema.

2) In questa positiva e pacifica situazione scoppia la “bomba” occhiali 3D sulla base di un’allarmistica denuncia di una associazione di consumatori che, anche sfruttando l’emotività mediaticamente alimentata da un caso non accertato, non documentato e per certi aspetti piuttosto originale, si appella al ministero della Salute per imporre, senza alcuna ricognizione scientifica, una serie di stringenti divieti che renderebbero praticamente impossibile l’uso degli occhiali 3D (ne è stato chiesto il divieto ai minori di 14 anni e si vorrebbe imporre un intervallo di almeno 10 minuti per ogni ora di proiezione 3D). Un accanimento particolare viene riservato agli occhiali riutilizzabili.

3) Il ministero della Salute, a sua volta, in un primo momento, in data 24 febbraio, emana una circolare con la quale dispone che le Asl si facciano carico di approvare le procedure di disinfezione degli occhiali 3D, alle quali l’esercizio si attiene. Solo successivamente, sotto una forte pressione allarmistica, generata dalle accuse citate, il Consiglio Superiore di Sanità emana,in data 2 marzo, un parere che sembra basato sull’esame di tecnologie sorpassate e non rispondenti a quelle attualmente applicate (es. uso del doppio proiettore, che oggi non esiste più; uso di occhiali polarizzati “lineari”, mentre oggi sono in gran parte “circolari” o non polarizzati). Sulla base di questo parere, il Consiglio chiede che le proiezioni 3D siano sconsigliate ai minori di anni 6, che l’uso degli occhiali 3D sia limitato nel tempo per tutti e che siano privilegiati gli occhiali monouso. Ciò premesso,il Consiglio Superiore dichiara che non sussistono controindicazioni cliniche all’uso degli occhiali 3D, purché usati per un moderato periodo di tempo.

4) Il ministero della Salute, senza ascoltare le rappresentanze dell’industria cinematografica e senza consultare le industrie tecniche emana in data 17 marzo una circolare con la quale dispone che il pubblico del cinema sia informato che le proiezioni 3D sono sconsigliate ai minori di anni 6, e che gli adulti debbono usare gli occhiali 3D per un periodo non superiore alla durata di uno spettacolo, “compreso l’intervallo”. Inoltre,il ministero ricorda il parere del Consiglio Superiore sulla preferenza per gli occhiali 3D monouso e, senza nulla stabilire in materia, si riserva di intervenire con eventuali ulteriori disposizioni.

A sua volta l’industria cinematografica, senza attendere sollecitazioni , aveva già provveduto a:

1) disporre accurate procedure di disinfezione degli occhiali 3D riutilizzabili al termine di ogni proiezione, che sono approvate da alcune Asl competenti, e che utilizzano specifici prodotti a garanzia dell’eliminazione di ogni microbo patogeno;

2) avvisare il pubblico che gli occhiali 3D sono sconsigliati per i bambini piccoli, che quelli riutilizzabili sono soggetti a disinfezione, e che nessun tipo di occhiale 3D va utilizzato al fuori dell’ambito della proiezione (es. come occhiale da sole);

3) Consultare qualificati esperti oftalmologi nazionali e internazionali, i quali confermano che, seguendo le procedure previste, l’uso degli occhiali 3D di qualunque tipo non è dannoso e che al più può mettere in evidenza patologie già esistenti o latenti.

Fin qui i fatti fino a ieri. Sulla base di tutto ciò, l’industria cinematografica annuncia che:

1) si atterrà alle disposizioni emesse dal ministero della Salute in materia di avviso agli spettatori sul fatto che l’uso degli occhiali 3D è controindicato sotto i 6 anni di età e che per gli adulti è sconsigliato l’uso continuativo per una visione che ecceda quella di un solo spettacolo, “compreso l’intervallo”.

2) Continuerà a utilizzare occhiali 3D di tutte le tipologie attualmente esistenti perché le procedure di disinfezione adottate garantiscono la tutela della salute, ed inoltre perché è assolutamente impossibile la visione di un film 3D scambiando una tecnologia con l’altra (cioè “attiva”, che si serve di occhiali 3D riutilizzabili, e “passiva”, che utilizza i monouso).

3) Ove l’autorità competente dovesse disporre il divieto per gli occhiali 3D riutilizzabili, avverte che ciò produrrà l’immediata chiusura di circa 300 schermi cinematografici tra migliori e più avanzati d’Italia con sperpero di decine di milioni di euro di investimenti, pesanti ricadute occupazionali e gravi disagi per i cittadini che non avranno più a disposizione quelle strutture che oggi mostrano di gradire molto. In tal caso sono anche prevedibili azioni a tutela dei diritti di impresa e a risarcimento dei danni subiti.

4) Chiede l’urgente convocazione al ministero della Salute per poter illustrare la fondatezza delle proprie ragioni e quindi contribuire a un intervento dell’autorità competente meditato, basato su informazioni certe e non suggerito da allarmismi che utilizzano come alibi la tutela della salute pubblica, la quale non è in alcun modo messa a repentaglio dalle corrette proiezioni 3D.

VOGLIAMO TUTELARE GLI SPETTATORI
VOGLIAMO ESSERE UGUALI AGLI ALTRI PAESI
VOGLIAMO CHE IL CINEMA VADA ANCORA BENE
VOGLIAMO CHE TUTTI SI DIVERTANO IN MODO SANO

Scritto da Davide in Generale
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mar
19
2010
0

GLI OCCHIALI 3D SONO INNOCUI. IL CINEMA RESPINGE GLI ATTACCHI

Riprendo dal Giornale dello Spettacolo. Di quanto detto alla conferenza stampa Occhiali 3D – Una montatura terribile, parliamo anche tra pochi minuti in un podcast su questo blog.

Gli occhiali per i film in 3D sono innocui sia per gli adulti che i bambini. Lo dicono gli esperti di oftalmologia intervenuti alla conferenza stampa dell’industria del cinema (Anec, Anem e Anica) convocata oggi presso la sede dell’Agis nazionale. Il prof. Corrado Balacco Gabrieli, ordinario di oftalmologia e direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Roma La Sapienza, e la prof.ssa Elena Pacella, responsabile del Pronto Soccorso Oculistico del Policlinico Umberto I°, sono stati molto chiari.

“Le lenti per il 3D – ha detto Balacco Gabrieli – possono essere usate più volte senza nessun problema. I rarissimi casi di disagio, cefalee e lievi vertigini, sono dovuti a problemi di natura refrattiva già esistenti nel soggetto e non adeguatamente corretti . Gli occhiali per il 3D possono rappresentare in questi casi una spia per indurre chi li utilizza a correggere il proprio difetto di refrazione”.

E chiarimenti sulla pulizia delle lenti sono stati dati da Elena Pacella che ha nettamente distinto la disinfezione dalla sterilizzazione. “Gli occhiali per il 3D vanno disinfettati, e per questo sono sufficienti gli accorgimenti messi in atto dai cinema. E’ sufficiente l’amuchina o la clorexidina, con cui sono imbevute anche le salviette distribuite dagli esercenti. La sterilizzazione è necessaria per i ferri chirurgici, ma non per gli occhiali 3D, che non possono essere accusati di essere portatori di infezione”.

In conferenza stampa le preoccupazioni e il forte disagio dell’industria del cinema sono stati rappresentati dai presidenti dell’Anec (associazione esercenti cinematografici) e dell’Anem (associazione multiplex), Paolo Protti e Carlo Bernaschi, e dal vicepresidente dell’Anica, Richard Borg.
Paolo Protti ha ribadito il titolo della stessa conferenza stampa: “Siamo di fronte a ‘una montatura orribile’, che sta creando un fortissimo disagio e una grande confusione. Una situazione assurda che non si è mai verificata in nessun altro paese.

Noi siamo i primi a voler tutelare gli spettatori, ma riteniamo che la miglior tutela sia la corretta informazione che, invece, è mancata per colpa di chi ha presentato esposti e generato confusione. Ci sono sequestri in corso, molti cinema hanno sospeso il 3D mentre il pubblico ha protestato contro chi fa campagna diffamatoria.

Perché i sequestri? Perché i divieti ai minori di 6 anni? Che cosa succederà quando il 3d arriverà in casa con la televisione?”. C’è “troppa confusione” per il presidente dell’Anec, che ha espresso l’intenzione di chiedere al ministero della Salute l’istituzione di un tavolo di approfondimento cui partecipino anche gli imprenditori e gli esperti della tecnologia.

“Assurda” viene definita la situazione italiana anche da Carlo Bernaschi e Richard Borg sottolinea gli effetti devastanti della campagna diffamatoria: “Si stanno verificando reazioni sproporzionate dovute alla disinformazione, con molte persone che ormai sono preoccupate ad entrare in sala. I sistemi di proiezione in 3D sono tutti di alta qualità e nessuno di essi ha difetti ottici. Siamo di fronte ad una tecnologia usata in tutto il mondo e nessun altra nazione ha fatto degli occhiali un problema”.

Solo in Italia, infatti, quindici milioni di spettatori hanno visto film in 3D tra il 2009 e il 2010. Lo scenario, come ha ribadito lo stesso Protti, è confuso, ma l’esercizio cinematografico non si ferma: “dobbiamo continuare – ribadisce il presidente dell’Anec – sebbene sia indegno lavorare con incertezza e rischio di diffamazione. Se non troveremo chiarezza, ricorreremo a forme di protesta coinvolgendo il pubblico, mentre valutiamo anche la possibilità di un ricorso al Tar del Lazio”.

Scritto da Davide in Cinema, Film, Generale, Video
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mar
19
2010
1

Occhiali 3D – Una montatura orribile

Si terrà oggi presso l’AGIS la conferenza stampa delle associazioni di categoria con il titolo in oggetto, che è davvero la migliore sintesi di quanto sta accadendo.

Su Facebook è nato un gruppo, Fermiamo la demonizzazione degli occhiali 3D, che ha “l’obbiettivo di unire le nostre voci in una sola di protesta. Voglion prender decisioni per noi? Consumatori, esercenti, distributori e produttori facciamo sentire il nostro NO nella speranza che arrivi fino a Bruxelles!” e a cui va tutto il mio sostegno.

In una nota di questa mattina l’AGIS informa che alla conferenza stampa saranno presenti due oftalmologi, ecco il testo della nota:

Alla conferenza stampa dell’industria del cinema sugli occhiali 3D, che si svolge questa mattina all’Agis (ore 11.00 via di Villa Patrizi 10, Roma), saranno presenti due illustri esperti di oftalmologia:
il prof. Corrado Balacco Gabrieli, ordinario di oftalmologia e direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell’Università di Roma “Sapienza”, e la prof.ssa Elena Pacella, responsabile del Pronto Soccorso Oculistico del Policlinico Umberto I°, Università di Roma “Sapienza”.
Intervengono altresì i presidenti delle associazioni degli esercenti cinematografici Paolo Protti (Anec) e Carlo Bernaschi (Anem), insieme ai presidenti Paolo Ferrari (Anica) e Alberto Francesconi (Agis).
Saranno presenti, inoltre, altri esponenti di tutte le componenti dell’industria cinematografica.

Intanto ieri ha preso posizione sulla vicenda con un comunicato all’ANSA anche la Societa’ Oftalmologica Italiana (Soi), con un testo che prende le distanze da quanto affermato nel parere del CSS dell’altro giorno. Ecco il testo.

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“Nessun pericolo per genitori e figli. Gli occhiali in 3D non provocano alcun danno all’apparato visivo. Importante non creare allarmismo”. Lo afferma in una nota la Società Oftalmologica Italiana (Soi) che esprime riserve circa l’indicazione di limitare la visione 3D ai bambini sopra i 6 anni.
Secondo la Soi, infatti, “il senso di stereopsi e di visione binoculare si sviluppano a 4 mesi d’età (tali caratteristiche di sviluppo sono necessarie per apprezzare in serenità la visone 3D). Inoltre, i bimbi di 3 anni hanno una capacità automatica di accomodazione (messa a fuoco) 10 volte superiore rispetto ad una persona di 21 anni e questa caratteristica deve essere considerata una ‘protezione’ positiva”.
Per gli oculisti della Soi, quindi, “portare i bimbi a vedere un film in 3D non è pericoloso ma può essere considerato un vero e proprio test di ‘provocazione’ che produce precisa indicazione per l’effettuazione di una visita oculistica nel caso il bambino dimostri specifici disagi”.
Per questi motivi la Soi “con forza desidera tranquillizzare tutti i genitori che hanno già portato i propri figli al cinema per assistere ad una proiezione in 3 D. Questi genitori – continua la nota – non hanno procurato alcun danno all’apparato visivo dei propri figli; e invita, se è il loro desiderio, a continuare ad assistere a proiezioni in 3D con serenità e sicurezza”. (ANSA).

A quanto pare i dubbi espressi, nel mio caso comprovati dall’esperienza personale (ho visto tutti i film 3D usciti al cinema, alcuni più volte e con più sistemi diversi, e quelli adatti alla loro età anche con i mie figli di età inferiore ai sei anni) e dal confronto diretto con oculisti di mia fiducia, su quanto e come la visione dei film in 3D sia controindicata per i bambini di età inferiore ai 6 anni (attenzione, se italiani, tutti gli altri bambini del mondo possono andarci tranquillamente, è una tara che secondo il CSS hanno solo i nostri figli), iniziano a trovare i primi riscontri da parte di altri esperti.

Vediamo adesso cosa succedere anche sull’altro fronte, quello degli occhiali monouso, perché se questi ultimi possono essere più igienici rispetto a quelli da riutilizzare (nel caso non siano puliti), c’è anche finalmente chi fa notare che la qualità delle lenti monouso potrebbe essere inferiore. Il tutto probabilmente in modo inpercettibile e poco fastidioso, ma anche questa confusione da parte di chi richiede l’obbligo del monouso oltre che dannosa per il settore, catastrofica per chi ha fatto degli investimenti, risulta essere una violenza sulla libertà di scelta dei consumatori, che potrebbero preferire un sistema all’altro non solo per questioni di preferenza, ma proprio a causa di personali problemi alla vista.

Qui gli altri miei interventi sull’argomento, intanto andiamo alla conferenza stampa.

Scritto da Davide in 3D, Cinema, Tecnologia, Video
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mar
17
2010
0

Libertà di occhiali 3D

Dopo il parere del Consiglio Superiore della Sanità e la pessima e confusa (dis)informazione che è tutt’ora in corso sulla vicenda, è uscita oggi la Circolare del Ministro Fazio sugli occhiali 3D.

Nè fa una rapida sintesi il sito del Giornale dello Spettacolo evidenziando questi punti chiave:

1) E’ necessario garantire agli spettatori l’informazione che l’utilizzo degli occhiali 3D è controindicato per i bambini al di sotto dei sei anni di età.

2) L’utilizzo degli occhiali 3D anche negli adulti va limitato nel tempo, per una durata complessiva non superiore a quella di un singolo spettacolo, compreso l’intervallo.

3) Ricordato che il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso il parere che l’utilizzo di occhiali 3D sia garantito agli spettatori nella fornitura monouso, il ministero della Salute “si riserva di adottare gli ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari”.

e un’importante conclusione:

Ciò premesso, sempre sulla base del parere del Consiglio Superiore di Sanità, il ministro rileva che “non sussistono controindicazioni cliniche all’utilizzo degli occhiali 3D per la visione degli spettacoli cinematografici”.

Stabilito questo è chiaro che tema della controindicazione per i bambini di età inferiore ai sei anni merita sicuramente ulteriori e più seri approfondimenti. Intanto perché non so fino a che punto questa conclusione sia condivisa a livello scientifico ed internazionale ed in secondo luogo perché le sue motivazioni lasciano ampio spazio alla verifica caso per caso dell’esistenza di problemi effettivi sui singoli bambini.

Il secondo e più dolente punto è quello in cui, dicendo che “l’utilizzo di occhiali 3D” deve essere “garantito agli spettatori nella fornitura monouso” il ministero sembra ignorare che se ci sono occhiali monouso e occhiali riutilizzabili è perché ci sono sistemi di proiezione 3D diversi e per ognuno dei tre sistemi c’è bisogno di occhiali di tipo differente.

In sostanza l’adozione di occhiali monouso o meno non è una scelta indipendente dal sistema di proiezione 3D installato nel cinema, quasi che alcuni esercenti scelgano gli occhiali riutilizzabili per fare un dispetto agli spettatori, ma il risultato di una scelta tecnologica fatta a monte, soprattutto per offrire agli spettatori un sistema di proiezione migliore.

Uno di questi sistemi, il più sofisticato e costoso da installare e da mantenere, l’XpanD, richiede occhiali dal costo unitario elevato e con significativi costi di manutenzione. Si tratta però teoricamente del sistema che garantisce la migliore qualità di visione. Infatti questi occhiali hanno un otturatore LCD nelle lenti che, in sincronia col proiettore crea l’effetto 3D senza filtrare l’immagine e garantendo così una maggiore luminosità. Caratteristica quest’ultima che forse può anche voler dire minor affaticamento per la vista, no?

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E’ evidente che in questo caso gli occhiali non possono essere monouso, a meno di costringere il pubblico a comprarseli, oppure a pagare un biglietto ben più caro.

C’è poi il Dolby 3D per il quale si usano occhiali sofisticati ma di tipo passivo (nell’occhiale non succede niente, si limita a filtrare la proiezione riflessa sullo schermo in modo da ottenere l’effetto 3D), comunque costosi, che non possono essere usa e getta.

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C’è, infine, il sistema RealD, quello degli occhiali usa e getta, anche questi passivi, che a questo punto, se dovesse prevalere l’interpretazione restrittiva della circolare del Ministro, sarebbero gli unici utilizzabili.

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Prescindendo dalle considerazioni economiche e di tutela degli investimenti fatti da esercenti che hanno scelto i primi due sistemi, cosa di cui si stanno occupando le relative associazioni di categoria e che non è certo trascurabile, trovo questa (mi auguro temporanea) posizione più che discutibile anche come consumatore/spettatore.

Intanto siamo di fronte ad una ingiustificata azione di limitazione della libertà di mercato a vantaggio di alcune aziende e a svantaggio di altre che, questo deve essere chiaro, stanno avendo questo tipo di problema solo nel nostro paese.

Inoltre stiamo di fatto impedendo ai consumatori di usufruire di quello che ognuno potrebbe considerare il suo personale miglior sistema di visione in 3D, magari anche quello più adatto ad ognuno e meno controindicato per la sua vista, visto che è stato tirato in ballo questo argomento.

Dal punto di vista della concorrenza questo fatto è ancor più grave perché si verifica nel momento più importante per lo sviluppo del 3D in Italia: non è infatti un segreto che negli ultimi 6 mesi e ancor di più dopo lo strepitoso successo di Avatar ci sia stata un’incredibile accelerazione nella conversione delle sale al 3D. Siamo quindi nel pieno di un periodo in cui molti esercenti stanno decidendo quali sistemi 3D adottare e, con questa incertezza, mi sembra chiaro che finiranno tutti per adottare il sistema con occhiali monouso, danneggiando aziende che hanno prodotti altrettanto validi sul mercato e privando, come esito finale, i consumatori/spettatori di molte zone del nostro paese, dell’opportunità di avere nella loro zona un’offerta cinematografica in 3D in tutti i diversi formati, compreso quell’XpanD che ha già una minor diffusione in quanto più costoso da installare.

Nel divenire di questa situazione si sta quindi favorendo la sostanziale creazione di un monopolio a favore di sistema e a svantaggio di altri che dovrebbero essere giudicati dal mercato e non “banditi” per un problema che a ben vedere non è nemmeno legato al tipo di tecnologia utilizzata.

Infatti il problema per cui questi sistemi rischiano di trovarsi estromessi dal mercato non è legato alle loro qualità teniche, che potrebbero (e almeno in un caso, a detta degli esperti, sono) anche essere superiori a quelle del sistema privilegiato, ma al fatto che i loro occhiali potrebbero essere sporchi, mentre quelli usa e getta non lo sono.

In sostanza potrebbe anche essere che il sistema migliore per vedere il 3D, quello meno faticoso (visto che di fatica si tratta), finisca per non essere presente in Italia o in alcune zone a causa della scorciatoia scelta per non affrontare un altro problema. Un po’ come se fossimo costretti tutti ad andare in bicicletta perché nessuno si prende la responsabilità di fissare il limite di velocità per le autovetture.

Si perché la doppia vergogna di tutta questa vicenda è che oltre alla disinformazione il vero problema, cioè l’igiene degli occhiali, poteva essere risolto semplicemente regolamentandone in modo preciso la pulizia e/o, se ritenuta necessaria, la sterilizzazione, in modo che la cosa non venisse lasciata alla discrezione degli esercenti o delle relative associazioni.

Se cioè il rischio per la salute derivante dagli occhiali è significativo, allora il relativo uso andava regolamentato ben da prima che l’uscita di Avatar rendesse evidente la dimensione del fenomeno a tutti. Se invece il rischio non è così alto, ma confrontabile con quello che si corre noleggiando un paio di scarponi da sci o pinne e maschera per le immersioni, settori che non mi risultano molto regolamentati, allora tutto questo non aveva proprio ragione di essere. Ma evidentemente gli organi preposti alla tutela della nostra salute quest’inverno avevano il troppo presto dimenticato problema di smaltire centinai di milioni di Euro in dosi di vaccino anti influenzale comprate e non utilizzate per trovare il tempo di occuparsi di questa facezie.

La conclusione è che Anec e Anem hanno preso oggi posizione in modo chiaro proprio sul rischio di restrizioni alla libertà di mercato, mettendo così in evidenza i propri interessi, ma da consumatore ben informato mi sento molto più vicino alle loro posizioni che a quelle di una delle associazioni che si dice votata alla tutela, appunto, dei consumatori.

Sulla sicurezza e competenza che mi trasmette lo Stato, invece, meglio stendere un velo peitoso, ma questo non è certo ne il primo ne l’unico caso in cui è così.

mar
16
2010
1

ATTENZIONE: gli occhialini 3D possono causare gravidanze indesiderate

Sono talmente indignato dalla disinformazione, propagatasi più o meno ovunque, sulla questione degli occhialini 3D che non sono riuscito nemmeno a scriverne in un post.

Mi sono lasciato andare ad un commento su Facebook, ho cercato di mettere in fila tutti gli argomenti, ma poi mi sono imbattuto, sul blog di Carlo Rienzi, in questo commento, che dimostra quanto possa essere pericoloso diffondere un certo punto di vista:

Salve Sono ….
Domenica sera,14 marzo, sono stata in un cinema della mia città appena attrezzato a vedere le proiezioni in 3d,
Lunedì mattina nausea e vertigini,lunedì pomeriggio svenuta a lavoro cn febbre.
Oggi,16 marzo temperatura fissa a 37 e nausea.
Il medico,ha dato la colpa allo stress,non avendo traccia di raffreddore o sintomi di influenza……E se fosse colpa della visione in 3d????
Che devo fare????

Dopo averlo riproposto anche su FriendFeed ed essermi domandato, in preda ad un ultimo sprazzo di lucida razionalità quale sia il medico che in “nausea, vertigini, febbre” non vede traccia di “sintomi di influenza”, ho pensato bene di dare il mio contributo a questa follia collettiva con un titolo degno dell’informazione fatta sull’argomento, perché se qualcuno negli ultimi mesi è rimasto incinta la spiegazione più probabile a questo punto è che siano stati gli occhialini 3D, non qualche altro tipo di attività!

Il titolo del post più bello sull’argomento? 3D e ignoranza, che è quello che dirà da domani tutto il mondo! Chissà perché questa cosa è scoppiata SOLO in Italia?

Domandare è lecito, intanto cerco un’associazione dei consumatori o un volenteroso avvocato che difenda il mio diritto di andare al cinema.

Scritto da Davide in 3D, Cinema, Video
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