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	<title>CineGuru &#187; Netflix</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Parte la serie di Netflix, Lilyhammer, ma il portale si rifiuta di rendere pubblico il numero di visualizzazioni.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la "messa in onda", o meglio in streaming, del suo primo serial, la compagnia compie un passo importante nella competizione con i grandi network. Ma si rifiuta di calcolare l'audience.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In diretta concorrenza con le tv americane via cavo e con il servizio di streaming di <strong>HBO</strong>, <strong>Netflix</strong>  dovrà presto  affrontare anche il nuovo soggetto che nascerà dall&#8217;<strong>alleanza tra Verizon e RedBox</strong> (l&#8217;articolo <a title="Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD." href="http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247" target="_blank">qui</a>). Il portale <strong>VOD</strong> intanto lancia l&#8217;offensiva con la sua prima serie autoprodotta, <em>Lilyhammer</em>, ma si rifiuta di rilasciare i dati di ascolto perché non c&#8217;è alcun inserzionista cui rendere conto dell&#8217;audience.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3254" title="lilyhammer_netflix" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/lilyhammer_netflix.jpg" alt="" width="525" height="262" /><br />
<span id="more-3253"></span> Come abbiamo avuto <a title="2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?" href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/2-miliardi-di-ore-di-streaming-negli-ultimi-3-mesi-netflix-scala-la-classifica-dei-network-piu-visti-negli-usa-3159" target="_blank">già modo di sottolineare</a>, la mossa di mettere in programma <strong>contenuti originali</strong> è di fondamentale importanza per <strong>Netflix</strong>, sia al fine di affrancarsi dal &#8220;ricatto&#8221; delle major e dei network con cui vuole competere, sia per non restare indietro rispetto a soggetti come <strong>YouTube</strong>, che ha già <a title="E il mondo si chiede: YouTube diventerà una TV?" href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/e-il-mondo-si-chiede-youtube-diventera-una-tv-2822" target="_blank">lanciato la sfida</a> a tutta la tv tradizionale con la messa in produzione di propri canali tematici con nomi quali <strong>Madonna</strong> e <strong>Jay-Z</strong>. La compagnia guidata da <strong>Reed Hastings</strong> ha cominciato invece meno in pompa magna, con un semplice serial (il prodotto d&#8217;altra parte più gradito dai suoi utenti) dal titolo <em>Lilyhammer</em>, con protagonista l’attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di Bruce Springsteen <strong>Steven Van Zandt</strong>. I suoi otto episodi sono stati messi online tutti contemporaneamente a partire da lunedì, e ci si aspettava che <strong>Netflix</strong> comunicasse qualche dato sulle visualizzazioni, ma così non è stato.<br />
</br><br />
<em>&#8220;Alcuni iscritti lo hanno amato così tanto da aver già visto tutti e otto gli episodi&#8221;</em>, si è limitato a dichiarare <strong>Ted Sarandos</strong>, responsabile dei contenuti del portale VOD, ricordando altresì che<em> &#8220;Netflix ha oltre 23 milioni di utenti e tutti avranno la possibilità di scoprire Lilyhammer, non solo in questi giorni ma per gli anni a venire&#8221;</em>. Col tempo, continua Sarandos, <em>&#8220;altri membri ne verranno a conoscenza grazie al passaparola degli amici o ai suggerimenti del nostro motore di ricerca&#8221;</em>, per cui non avrebbe senso sbandierare i dati di ascolto. &#8220;<em>Il nostro obiettivo è di dare alle persone la possibilità di scegliere, in modo che possano godere di film e programmi tv nel modo che più preferiscono, un episodio alla volta, tutti insieme, in salotto o sull&#8217;iPad&#8221;</em>, senza contare &#8211; punto fondamentale &#8211; che non ci sono pubblicità all&#8217;interno della serie, per cui <strong>Netflix</strong><em> &#8220;non deve misurare l&#8217;audience per gli inserzionisti, deve solo offrire un grande spettacolo ai propri utenti&#8221;</em>.<br />
</br><br />
Ragionamento apparentemente impeccabile, ma resta il dubbio: se si fosse trattato di milioni di spettatori, siamo proprio sicuri che Ted Sarandos non avrebbe avuto nemmeno la tentazione di comunicarlo al mercato? Ad ogni modo, come riferisce lui stesso  in un <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">post</a> sul blog di <strong>Netflix</strong>, <em>Lilyhammer</em>, che parla dell&#8217;esilio in Norvegia di un pentito di mafia in fuga dal boss tradito, è in onda anche sulla <strong>tv norvegese</strong>, dove è alla sua terza settimana di programmazione. E lì, assicura il Chief Content Officer, il serial è <strong>un successo sensazionale</strong>, con 1,2 milioni di spettatori su una popolazione complessiva di 5 milioni di persone, il che ne fa in assoluto la serie più vista nella storia del Paese. Che <strong>Netflix</strong> abbia già trovato il prossimo mercato europeo (dopo Inghilterra e Irlanda) in cui lanciare il proprio servizio di streaming?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.thewrap.com/media/article/netflix-wont-release-ratings-lilyhammer-ted-sarandos-explains-35169" target="_blank">The Wrap</a>, <a href="http://blog.netflix.com/2012/02/lilyhammer-premieres-today.html" target="_blank">Netflix</a></em></p>
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		<title>Verizon e RedBox confermano un nuovo servizio VOD.</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2012/02/verizon-e-redbox-confermano-un-nuovo-servizio-vod-3247</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il provider e la catena di distributori automatici di DVD e Blu-ray si alleano per conquistare il mercato dello streaming e de noleggio per corrispondenza, finora capeggiato da Netflix. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indiscrezione era già trapelata a metà dicembre (il nostro articolo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/verizon-e-redbox-ruomors-sullalleanza-che-potrebbe-competere-con-lo-streaming-di-netflix-3031">qui</a>), ma ora è stato confermato da entrambi i soggetti interessati: il provider di Internet, tv e telefonia <strong>Verizon</strong> e i <strong>distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong> stanno mettendo a punto una partnership pronta a sfidare <strong>Netflix</strong> su entrambi i suoi segmenti di mercato: sia quello del <strong>video on demand</strong> che dell&#8217;<strong>home video</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3252" title="Redbox-Verizon" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/02/Redbox-Verizon.jpg" alt="" width="597" height="337" /></p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-3247"></span></p>
<p>Se il CEO del celebre portale, <strong>Reed Hastings</strong>, continua a ribadire la volontà di affrancarsi dal business legato alle copie fisiche, sembra invece che la nuova<strong> joint venture</strong> intenda concentrarsi <strong>sia sullo streaming che sul noleggio per corrispondenza</strong>, con la differenza che per la restituzione i clienti potranno usare i <strong>chioschi di RedBox</strong> diffusi su tutto il territorio statunitense. Entrambi i servizi saranno ad abbonamento, ma nel comunicato stampa ufficiale le due compagnie hanno rimandato ulteriori dettagli (come prezzo, titoli disponibili e funzionamento delle sottoscrizioni) a data da definirsi. La partnership dovrebbe comunque diventare operativa nella seconda parte dell&#8217;anno e vedrà la creazione di un&#8217;apposita società da 450 milioni di dollari, detenuta al 65% da <strong>Verizon</strong>.<br />
<br/><br />
<em>&#8220;Se pensate all&#8217;esperienza che entrambe le parti portano alla joint venture, al potere dei due marchi, alla diffusione capillare dei distributori automatici, alla nostra presenza ovunque e in qualsiasi momento e all&#8217;impegno di entrambi nell&#8217;innovazione a vantaggio del consumatore, è chiaro come Verizon e RedBox costituiscano un&#8217;ottima squadra nel campo dell&#8217;entertainment&#8221;</em>, ha detto a proposito<strong> Bob Mudge</strong>, responsabile dell&#8217;area Consumer &amp; Mass Business Markets di <strong>Verizon</strong>. E la nuova partnership, secondo un&#8217;analisi citata da <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em>Hollywood Reporter</em></a><em>,</em> potrebbe in effetti risultare estremamente concorrenziale non solo per <strong>Netflix</strong> ma anche per gli operatori via cavo e via satellite statunitensi, dovendo in teoria consentire  l&#8217;introduzione di pacchetti di servizi over-the-top difficilmente replicabili da altri competitor. <strong>Verizon</strong> è infatti un player rilevante non solo nel campo della banda larga e della telefonia, ma anche della <strong>connected tv</strong>, e ha <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/11/mtv-hbocnn-e-tanti-altri-canali-tv-su-xbox-360-2977">recentemente aumentato la propria offerta di canali</a> grazie a un accordo con la <strong>Xbox di Microsoft</strong>.<br />
<br/><br />
La sfida, quindi, si sposta un&#8217;altra volta sul piano dei contenuti. <em>&#8220;I consumatori fanno riferimento a RedBox per i film di nuova uscita, e questa alleanza ci permetterà di aumentare il valore aggiunto della nostra offerta con più contenuti e maggior flessibilità nei canali di fruizione&#8221;</em>, ha detto <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante dei chioschi, <strong>Coinstar</strong>. Ma è proprio questo il punto più controverso su cui si concentra l&#8217;attenzione degli analisti: è di pochi giorni fa la conferma definitiva che <strong>RedBox non rinnoverà l&#8217;intesa con Warner Bros</strong> dopo <a href="http://cineguru.screenweek.it/2012/01/warner-bros-potrebbe-allungare-la-window-per-il-noleggio-home-video-ma-senza-il-placet-di-redbox-3166">la richiesta della major</a> di raddoppiare (56 giorni) la windows per l&#8217;uscita dei film in noleggio. Condizione finora accettata solo da <strong>Netflix</strong>, probabilmente proprio in virtù dell&#8217;intenzione di dismettere progressivamente il business non legato allo streaming. La notizia, comunque, ha fatto prevedere a molti tempi duri per i distributori automatici di DVD e Blu-ray, nel caso altri Studios dovessero allinearsi con la scelta di Warner.<br />
<br/><br />
Nati con il costo estremamente conveniente di 1 dollaro al giorno (prezzo solo lievemente aumentato a fine 2011), i chioschi dal tipico colore rosso sono infatti sempre stati osteggiati dalle major, che vi intravedono una svalutazione del proprio prodotto. Tanto che molte stanno cercando di virare piuttosto sul <strong>VOD</strong>, in particolare attraverso la sperimentazione di servizi premium a prezzo maggiorato (fronte su cui si scontrano però con l&#8217;opposizione degli esercenti). Difficile dunque prevedere come si inserirà la nuova joint venture in questo contesto, soprattutto finché non sarà definita la portata di un altro mercato nascente come quello delle tv connesse in Rete.<br />
<br/></p>
<p>Fonte:<a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/redbox-owner-verizon-form-video-joint-venture-287229"><em> Hollywood Reporter</em></a>, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204662204577201343790367680.html?mod=googlenews_wsj"><em>Wall Street Journal</em></a></p>
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		<title>Netflix affronta la class action degli azionisti, ma è primato nel VOD.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli investitori citano in giudizio il management per la perdita di valore in Borsa, ma il titolo cresce grazi ai risultati di una ricerca NPD Group secondo cui la società detiene il 55% del mercato dello streaming on demand a pagamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può certo dire che sia un periodo tranquillo per <strong>Netflix</strong>: dall&#8217;apertura del servizio in <strong>Inghilterra e Irlanda</strong>, fino allo sbarco su <strong>Playstation Vita</strong> e alla nuova window imposta da <strong>Warner</strong> <strong>Bros</strong> per il noleggio dei suoi film in DVD e Blu-ray, la compagnia di Los Gatos ha vissuto un inizio anno decisamente movimentato. Partiamo dalle ultime notizie, cioè le <strong>dimissioni del Chief Marketing Officer</strong>, <strong>Leslie Kilgore</strong>, di cui ancora non si conosce il sostituto. La sua è la prima &#8220;testa&#8221; a cadere dopo un evento ben più rilevante, cioè la <strong>class action lanciata da un gruppo di azionisti</strong>, che evidentemente hanno deciso di non sottostare passivamente al crollo della società in Borsa causato dall&#8217;aumento dei prezzi partito a luglio e dalla decisione &#8211; poi abbandonata &#8211; di separare il business dello streaming da quello del noleggio per corrispondenza delle copie fisiche di film e serie tv. Il <strong>CEO Reed Hastings</strong>, non è un mistero, cerca da tempo ormai di spostare <strong>Netflix</strong> in via definitiva sul <strong>VOD</strong>, per competere con le grandi tv statunitensi, ma il processo si è dimostrato più lungo e complicato del previsto, e poco gradito ai consumatori americani ancora affezionati al noleggio per posta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1612" title="netflix_menu20100901.jpg" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/01/netflix_menu20100901.jpg" alt="" width="484" height="344" /><br />
<span id="more-3217"></span></p>
<p>Risultato? Nel clamoroso terzo trimestre del 2011 la compagnia ha perso quasi un milione di utenti e il valore delle sue azioni è passato da 300 a una media di 70-80 dollari, con ripercussioni evidenti sugli investitori. Ora alcuni di loro hanno citato in giudizio i vertici della società, accusandoli di aver trasmesso al mercato informazioni false e ingannevoli sulle proprie strategie e sui contratti firmati con gli Studios, in modo da gonfiare il prezzo delle azioni. Secondo il quadro disegnato dai sostenitori della class action, <strong>Netflix</strong> avrebbe saputo che molti degli accordi con i suoi fornitori di contenuti erano in scadenza e che avrebbe dovuto rinnovarli a prezzo ben più alto, e avrebbe perciò tentato di reperire liquidità in Borsa, salvo poi veder crollare il titolo una volta rivelate le intenzioni del management. Di certo non si tratta di una notizia positiva, ma per il momento <strong>Netflix</strong> l&#8217;ha superata senza un graffio: merito di una <strong>ricerca sul settore dell&#8217;home video</strong> e del <strong>VOD</strong> condotta da <strong>NPD Group</strong>, che ha rivelato come la compagnia di Los Gatos sia il<strong> leader assoluto dell&#8217;on demand a pagamento negli Stati Uniti</strong>. La sua quota di mercato avrebbe subito una flessione di quattro punti percentuali a causa dell&#8217;aumento del prezzo del servizio, ma si tratterebbe comunque di un passaggio<strong> dal 59 al 55%</strong>, che non intaccherebbe perciò il suo primato nello streaming di contenuti audiovisivi digitali. Anche la sua posizione nel settore del<strong> noleggio delle copie fisiche</strong> rimarrebbe <strong>stabile</strong> al 30% di un mercato la cui nuova leadership spetta invece a <strong>RedBox</strong>, descritta come il principale beneficiario della crisi delle videoteche.</p>
<p>Sempre la ricerca di <strong>NPD Group</strong> mette però in luce come il vero motore del cambiamento nel mercato dell&#8217;home video sia proprio  l&#8217;<strong>on demand</strong>, con sempre più consumatori intenti ad attrezzarsi per accedere ai servizi di streaming, e non stupisce che dopo la pubblicazione di questi dati, le azioni di <strong>Netflix</strong> siano tornate a salire superando nuovamente la soglia dei 100 dollari. In questo scenario, inoltre, appare meno critica sia la class action, sia il raddoppio della window imposto da <strong>Warner Bros</strong> per l&#8217;<strong>affitto di DVD e Blu-ray</strong>, che ora la compagnia di Los Gatos non potrà offrire in noleggio prima di 56 giorni dalla loro uscita per la vendita. <strong>Netflix</strong> si era guadagnata più di qualche biasimo per aver accettato queste condizioni, rifiutate con decisione da competitor come appunto <strong>RedBox</strong> e <strong>BlockBuster</strong>. L&#8217;alternativa sarebbe stata però acquistare a prezzo maggiorato i dischi da rivenditori autorizzati,andando a rinforzare le tesi di chi accusa la compagnia di pagare troppo i propri contenuti. E considerando quanto Hastings abbia sottolineato la minor importanza del noleggio per posta rispetto allo streaming, il nuovo accordo con Warner non sembra incoerente con la strategia perseguita fino ad ora. Che poi dia i suoi frutti, è da vedere: certamente, è questo il campo in cui <strong>Netflix</strong> viene inseguita dai concorrenti.</p>
<p>Il servizio di streaming dei grandi network, <strong>Hulu</strong>, ha infatti annunciato la produzione in proprio di una serie tv, dopo che <strong>Netflix</strong> ne ha messe in programma ben due originali e non acquistate dai broadcaster tradizionali. All&#8217;ultimo CES <strong>Netflix</strong> ha annunciato la partnership con <strong>Playstation Vita</strong>, e l&#8217;inglese <strong>LoveFilm</strong> ha risposto con un&#8217;app per la smart tv <strong>LG</strong>.  La società di <strong>Hastings</strong> continua dunque a essere un trend setter, la sfida sarà dimostrarsi all&#8217;altezza degli obiettivi preposti, cioè battere le emittenti come HBO e tutti gli altri competitor anticipandoli nella corsa al mercato del <strong>VOD</strong> e, probabilmente, delle <strong>tv connesse in Rete</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.thewrap.com/movies/article/netflix-shakes-marketing-team-34637">The Wrap</a></em>,  <a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-20/netflix-rises-5-after-report-on-market-share-los-angeles-mover.html"><em>The Business Week</em></a>, <a href="http://feedproxy.google.com/~r/slashfilm/~3/Mc9rg0TWMFM/"><em>SlashFilm</em> </a></p>
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		<title>Netflix apre i battenti in GB e Irlanda. Parte la concorrenza con LoveFilm.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decine di miglia di ore di nuovi contenuti in arrivo per gli utenti dei due Paesi europei, mentre il competitor inglese lancia il contrattacco abbassando i prezzi dello streaming.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sbarco era già stato annunciato, rimaneva un certo riserbo riguardo a tempi e contenuti. Ma nella corsa a solidificare le basi del proprio business, la compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> non ha perso tempo e ha annunciato oggi l&#8217;attivazione del servizio di <strong>streaming VOD nel Regno Unito e in Irlanda</strong>, svelando infine anche quali saranno i <strong>contenuti</strong> messi a disposizione del nuovo pubblico europeo. Oltre ai già noti accordi con <strong>BBC WorldWide</strong>, <strong>MGM</strong>, <strong>Lionsgate</strong> e <strong>Moviemax</strong>, <strong>Netflix</strong> ha anche <a href="http://www.marketwatch.com/story/netflix-launches-in-the-united-kingdom-and-ireland-2012-01-09">annunciato</a> tra i propri fornitori le major <strong>Disney UK &amp; Ireland, Paramount, Sony Pictures Entertainment e 20th Century Fox</strong>, più <strong>NBCUniversal</strong> (controllante di <strong>Universal Pictures</strong>), <strong>Momentum Pictures, Viacom International Media Networks, All3Media, BBC, CBS, Channel 4&#8242;s 4oD</strong> e <strong>ITV</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3174" title="Netflix-UK-Irlanda" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/Netflix-UK-Irlanda.png" alt="" width="597" height="372" /></p>
<p><span id="more-3173"></span></p>
<p>Una risposta a tono rispetto alle ultime mosse del suo competitor britannico, che non più tardi del 6 gennaio aveva ufficializzato una nuova partnership con il servizio VOD di <strong>ITV</strong> e con <strong>BBC Worldwide</strong>, tanto che ora, secondo il <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/c0af66a8-3aa4-11e1-be4b-00144feabdc0.html#axzz1ixdXvnoG"><em>Financial Times</em></a>, la battaglia si è spostata quasi completamente sul fronte dei <strong>prezzi</strong>. <strong>Netflix</strong> offrirà il suo servizio di streaming per circa <strong>sei sterline al mese</strong>, e sarà fruibile su tutti i dispositivi connessi in Rete comprese s<strong>mart tv, console per videogame, smartphone e tablet</strong>. La compagnia di <strong>Reed Hastings</strong> ha inoltre previsto <strong>un mese di prova gratuito</strong> ottenibile andando sul sito <a href="https://signup.netflix.com/global">Netflix.com</a>, mentre per ora non c&#8217;è traccia del servizio di noleggio via posta delle copie fisiche di film e serial. La sua controparte <strong>LoveFilm</strong>, proprietà <strong>Amazon</strong>, si è preparata al contrattacco riducendo il costo dei servizi di &#8220;Instant&#8221; VOD e offrendo un prezzo agevolato di circa <strong>5 sterline</strong> per chi sottoscriverà un abbonamento mensile allo streaming online senza richiedere l&#8217;invio per posta di DVD e Blu-ray. Inoltre, sottolinea il <em>Financial Times</em>, in confronto agli Stati Uniti  <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare maggiore concorrenza da parte delle<strong> pay-tv</strong>, in particolare <strong>Sky</strong> e <strong>Virgin</strong>, oltre che da parte delle grandi catene retail come <strong>HMV</strong> e <strong>Tesco</strong>.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="http://www.pcpro.co.uk/news/372064/netflix-uk-launch-marred-by-facebook-backlash"><em>PcPro.uk</em></a>, sembra che la società californiana abbia già suscitato le rimostranze di vari utenti per la scarsa chiarezza delle condizioni per il mese di prova gratuito, soprattutto per quel che concerne l&#8217;integrazione con <strong>Facebook</strong> e la privacy. Il sito scrive che molti temono la condivisione sul social network delle informazioni riguardo ai contenuti visualizzati su <strong>Netflix</strong>: curioso, dato che negli USA le opzioni <em>social</em> vengono solitamente annoverate tra i vantaggi dei nuovi servizi VOD, anche quelli offerti direttamente dalle major sulle proprie pagine. D&#8217;altra parte sembra inevitabile che con l&#8217;arrivo di un nuovo player di tal peso si creino nuovi apocalittici e nuovi integrati, ma per avere riscontri più precisi bisognerà aspettare il responso del primo mercato scelto dalla compagnia per l&#8217;espansione oltre l&#8217;Atlantico.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Warner Bros potrebbe allungare la window per il noleggio home video, ma senza il placet di RedBox</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[56 giorni anziché 28 tra l'uscita dei film in vendita e in noleggio. È questa la nuova strategia della major, che ha già raccolto il netto rifiuto di RedBox.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Codice rosso per il rapporto tra gli Studios e i nuovi grandi player del settore &#8220;rental&#8221; nel mercato degli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni non ancora smentite, <strong>Warner Bros</strong> avrebbe infatti intenzione di <strong>raddoppiare la finestra</strong> <strong>tra l&#8217;uscita dei film in vendita e in noleggio</strong>, portandola a<strong> 56 giorni</strong> anziché quei 28 che rappresentavano il risultato di ardue trattative con i<strong> distributori automatici di Blu-ray e DVD</strong> targati <strong>RedBox</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3034" title="RedBox" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/RedBox.jpg" alt="" width="440" height="267" /></p>
<p><span id="more-3166"></span></p>
<p>La notizia che <strong>Warner Bros</strong> volesse allungare ulteriormente i tempi tra le due <em>release</em> per sostenere il business dell&#8217;<strong>home video</strong>, in realtà era arrivata ad ottobre e già all&#8217;epoca <strong>Paul Davis</strong>, CEO della controllante di <strong>RedBox</strong>, <strong>Coinstar</strong>, dichiarò l&#8217;intenzione di non sottostare alla nuova politica. Ora, come riportato da<a href="http://www.businessweek.com/news/2012-01-06/redbox-hasn-t-agreed-to-longer-delay-on-warner-bros-dvds.html"><em> Bloomberg/The Business Week</em></a>, di fronte ai nuovi rumors la stessa compagnia conferma la &#8220;linea dura&#8221; e smentisce di aver raggiunto un accordo diverso sulla window, al contrario di quanto era stato riferito dal sito <a href="http://paidcontent.org/article/419-netflix-faces-higher-prices-for-hbo-agrees-to-doubled-dvd-delays-from-w/"><em>PaidContent</em></a> che invece dava per concluse anche le trattative con <strong>Netflix</strong> (da cui non arriva ancora nessun commento) e <strong>Blockbuster</strong>.  Il rifiuto di un periodo più lungo per il noleggio dei titoli <strong>Warner Bros</strong> risponderebbe alla necessità dei distributori automatici da <strong>1,20 dollari a film</strong> di spingere sulle <strong>nuove uscite</strong>, a causa della limitatezza fisiologica del catalogo messo a disposizione di volta in volta ai propri utenti. Diverso potrebbe apparire il discorso per una società come <strong>Netflix</strong>, specializzata nel noleggio via posta e soprattutto nello <strong>streaming VOD</strong>. La nuova presa di posizione di<strong> RedBox</strong> non vuol dire comunque che i film distribuiti in home video da <strong>Warner Bros</strong> debbano sparire per forza dai chioschi dal caratteristico colore rosso, in quanto potrebbero essere acquistati lo stesso da terzi autorizzati alla vendita dei dischi della major.</p>
<p>Secondo il <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2012/01/redbox-warner-bros-dvd-delay.html"><em>Los Angeles Times</em></a> l&#8217;annuncio definitivo della nuova strategia è atteso per il <strong>CES</strong>, il <strong>Consumer Electronics Show</strong> che si aprirà a Las Vegas il 10 gennaio. Nel caso venisse attuata, avrebbe effetto a partire dal prossimo febbraio, dopo la scadenza degli attuali accordi di <strong>Warner Bros</strong> con <strong>Netflix</strong> e <strong>RedBox</strong>, soggetti da sempre non troppo benvisti dagli Studios per il costo estremamente basso degli abbonamenti e del noleggio e per la forte concorrenza esercitata nei confronti del resto del mercato dell&#8217;home video.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>HBO vs. Netflix: l&#8217;emittente televisiva non rinnoverà l&#8217;accordo sul noleggio di Blu-ray e DVD</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua il braccio di ferro tra Netflix e i network televisivi. Ieri vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in VOD via streaming e nel noleggio di DVD via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua il braccio di ferro tra <strong>Netflix</strong> e i <strong>network televisivi</strong>. <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3159">Ieri</a> vi abbiamo parlato di come la compagnia di Los Gatos, specializzata in <strong>VOD via streaming</strong> e nel noleggio di <strong>DVD</strong> via posta (il suo core business originale, ora sempre meno centrale nelle strategie della società) avesse beneficiato in Borsa delle notizie riguardanti il traffico generato nell&#8217;ultimo trimestre del 2011.</p>
<p><img class="aligncenter" title="hbo_go" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/hbo_go.jpg" alt="" width="500" height="337" /></p>
<p><span id="more-3162"></span></p>
<p>In questo periodo i suoi abbonati avrebbero infatti fruito <strong>due miliardi di ore</strong> tra film e serie tv in streaming: un ammontare che, secondo alcuni analisti, potrebbe fare concorrenza anche ai broadcaster tradizionali e includere Netflix nel novero delle 15 emittenti più viste degli USA. Non male visto che, per <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3018" target="_blank">ammissione delle stesso CEO</a> <strong>Reed Hastings</strong>, il rivale con cui la compagnia dovrà fare i conti nel prossimo futuro saranno proprio le tv, e in particolare <strong>HBO</strong>, che il top manager ha definito &#8220;sempre più simile a Netflix&#8221; e viceversa.</p>
<p>Non stupisce perciò il contrattacco: ieri HBO ha confermato che non rinnoverà l&#8217;accordo con la società di Los Gatos, scaduto proprio a fine 2011.  La notizia è apparsa su <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/hbo-refuses-sell-dvds-blu-rays-netflix-34110"><em>The Wrap</em></a>, che comunque ricorda come a differenza di altre emittenti che hanno concluso la loro partnership con il portale VOD, come<strong> Showtime</strong> e <strong>Starz</strong>, HBO non ha mai concesso i diritti per il noleggio in streaming dei suoi programmi, per cui la fine del rapporto riguarda solamente le copie fisiche in Blu-ray e DVD. La tv via cavo ha infatti sempre cercato di preservare il proprio servizio di streaming, offerto dal 2010 tramite il portale <strong>HBO Go</strong> e rafforzato di recente grazie all&#8217;estensione a tutti gli abbonati di <strong>Time Warner Cable</strong> (che fa pure capo alla controllante di HBO, il colosso dell&#8217;informazione e dell&#8217;entertainment Time Warner).</p>
<p>Secondo quanto affermato da un portavoce di Netflix, la compagnia riuscirà comunque a noleggiare ancora i DVD e i Blu-ray dei programmi di HBO acquistandoli da altri distributori dotati dell&#8217;apposita licenza: l&#8217;unico minus, per The Wrap, sarà quindi l&#8217;impossibilità di ottenere i titoli del catalogo home video della tv in via diretta e a prezzo agevolato. Ma la stoccata non sembra così temibile considerando come Netflix stia cercando da tempo di affrancarsi dal servizio di spedizione delle copie fisiche di film e  serie tv, considerato ormai una specie di zavorra in confronto a quello streaming che, primo, per il CEO Reed Hastings costituisce il futuro dei contenuti video e, secondo, è molto più facilmente esportabile oltreoceano.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2 miliardi di ore di streaming negli ultimi 3 mesi: Netflix scala la classifica dei network più visti negli USA?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 14:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La società di Los Gatos ha diffuso in un comunicato stampa i dati riguardo al traffico streaming dell'ultimo trimestre del 2011, risultato pari a 2 miliardi ore tra film e serie tv. Un risultato che, secondo gli analisti, la fa saltare nella top 15 delle tv più viste degli Stati Uniti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2011 sarà pure stato per <strong>Netflix</strong> un anno difficile, con l&#8217;aumento dei prezzi per il noleggio dei contenuti video, la conseguente perdita di quasi un milione di utenti, il valore del suo business crollato di più di due terzi in Borsa  e l&#8217;evidente ricerca di liquidità per l&#8217;espansione verso l&#8217;Europa. Ma il <strong>2012</strong> sembra partire<strong> in controtendenza</strong> e aprirsi con auspici di gran lunga migliori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2774" title="netflix online" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-online.jpg" alt="" width="500" height="409" /></p>
<p><span id="more-3159"></span></p>
<p>A inizio settimana il portale di <strong>streaming VOD</strong>  ha annunciato una <strong>nuova serie in esclusiva</strong> con protagonista l&#8217;attore dei <em>Sopranos</em> e chitarrista di <strong>Bruce Springsteen</strong>, <strong>Steven Van Zandt</strong> (<a href="http://blogs.reuters.com/mediafile/2012/01/03/new-mobster-series-coming-to-netflix-next-month/"><em>Reuters</em></a>), che si chiamerà <em>Lilyhammer</em> e tratterà di un <strong>pentito di mafia</strong> costretto a rifugiarsi niente meno che in Norvegia per sfuggire alle ire del boss tradito.  La prima stagione sarà composta di 8 episodi, disponibili tutti simultaneamente a partire dal 6 febbraio, sempre nell&#8217;ottica di <strong>gareggiare con i grandi network</strong> a suon di<strong> contenuti originali</strong>. La notizia più rilevante è però arrivata ieri, quando la società di Los Gatos ha diffuso in un <a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/netflix-members-enjoy-more-than-two-billion-hours-of-movies-and-tv-shows-in-fourth-quarter-136652138.html">comunicato stampa</a> i dati riguardo al <strong>traffico streaming dell&#8217;ultimo trimestre del 2011</strong>, risultato pari a <strong>2 miliardi ore</strong> tra film e serie tv.</p>
<p>La cifra non si riferisce ai soli Stati Uniti ma a tutti i territori coperti da <strong>Netflix</strong>, ora presente anche in Canada e America Latina. La notizia comunque è bastata a rilanciare la compagnia nelle previsioni degli analisti: come riferisce <a href="http://www.hollywoodreporter.com/news/analyst-netflix-15th-watched-tv-network-278033"><em>Hollywood Reporter</em></a>, <strong>Richard Greenfield</strong> della società esperta di trading <strong>BTIG</strong> ha dichiarato che queste cifre indicano una chiara<strong> erosione del pubblico televisivo</strong> operata dal VOD in streaming, in misura molto più ampia di quanto i broadcaster tradizionali non vogliano ammettere. Stando alle sue stime, considerando che gran parte del traffico dichiarato dovrebbe provenire dagli USA, con <strong>667 milioni di ore mensili</strong> Netflix si starebbe avviando a diventare la 15esima emittente televisiva del Paese in assoluto, e probabilmente la seconda in tutte le case dotate di abbonamento al portale.</p>
<p>Sarebbe infatti di 500 ore al mese la media dei network sotto la top 15 dei più visti del Paese, e il VOD della società di Los Gatos riuscirebbe a scalarla con un bacino di utenza che supera i 20 milioni di iscritti. Quindi, se si considerasse solo il 21% dello share realizzato dalle pay tv statunitensi, diffuse in circa 100 milioni di case, il<strong> monte ore di Netflix</strong> risulterebbe<strong> il secondo di tutta la nazione</strong>, inferiore solo a CBS e seguito dai 600 milioni di ABC e dai 265 di Disney Channel. Ma si tratta ovviamente di una proiezione elaborata su di un dato disaggregato: <strong>Netflix</strong>, specifica Greenfield, può assumere un <strong>ruolo primario nei nuclei domestici dei suoi abbonati</strong>, ma prendendo in considerazioni tutti i 100 milioni di case dotate di pay tv, il suo &#8220;<strong>share</strong>&#8221; si riduce a <strong>2,4 punti percentuali</strong>, risultando molto meno significativo.</p>
<p>Abbastanza, tuttavia, per convincere ieri la Borsa a far risalire il titolo dell&#8217;11%, invertendo la tendenza ribassista che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2011. Se le analisi di Greenfield fossero correte, il CEO <strong>Reed Hastings</strong> potrebbe perciò dormire sonni più tranquilli nella competizione in cui ha dichiarato di volersi imbarcare con le tv tradizionali, e in particolare con <strong>HBO</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>VOD all&#8217;inglese: Netflix guadagna BBC, LoveFilm ribatte con Sony.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 13:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A partire dai primi mesi del 2012 gli utenti di Netflix in Irlanda e nel Regno Unito potranno avere accesso a un portfolio di serie tv di culto come la sitcom Fawlty Towers e Miss Marple, ma il competior inglese LoveFilm risponde all'attacco con The Social Network e Salt. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce la competizione nel campo del <strong>video on demand</strong> in<strong> Gran Bretagna</strong>. <strong>Netflix</strong> continua infatti a preparare lo sbarco oltre l&#8217;Atlantico con una campagna volta ad aggiudicarsi contenuti abbondanti e di qualità,  puntando soprattutto sulle major con cataloghi appetibili quali <strong>Miramax</strong> e <strong>MGM</strong>,  e ora sul colosso per eccellenza del settore dei media britannici, cioè la <strong>BBC</strong>, nello specifico BBC Worldwide.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2775" title="netflix-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/netflix-tv.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p><span id="more-3083"></span>Ancora non si conoscono i termini finanziari dell&#8217;accordo, ma secondo quanto rivelato da <a href="http://www.thewrap.com/movies/article/fawlty-towers-miss-marple-coming-netflix-uk-subscribers-bbc-worldwide-deal-33803"><em>The Wrap</em></a>, a partire dai primi mesi del 2012 gli utenti del nuovo servizio di streaming <strong>in Irlanda e nel Regno Unito</strong> potranno avere accesso a un portfolio di serie tv di culto come la sitcom <em>Fawlty Towers</em> e<em> Miss Marple</em>, ma anche a telefilm più recenti quali<em> Inspector Lynley, Torchwood</em> e<em> Spooks</em>.</p>
<p>Ma il portale specializzato nel <strong>noleggio di film e serie tv via streaming</strong> non è l&#8217;unico a muoversi in questo momento: anche il suo diretto concorrente inglese, <strong>LoveFilm</strong>, sembra impegnato a prendere contromisure, tanto da stringere un&#8217;intesa con <strong>Sony</strong>, operativa a partire da giugno 2012, che gli consentirà di offrire ai propri iscritti anche titoli di grande richiamo come<strong><em> The Social Network</em></strong> e <em><strong>Salt</strong></em>. L&#8217;accordo siglato tra le due società riguarda la cosiddetta &#8220;seconda finestra per la pay tv&#8221;, e non va perciò a influire sui contratti già esistenti con altri operatori del settore come <strong>Sky</strong> e che permetterà a <strong>LoveFilm</strong> di distribuire via streaming sia uscite relativamente nuove che film di culto come <em><strong>Karate Kid, </strong></em>i cartoni animati di <em>Spider-Man</em> e <em>Transformers</em>. L&#8217;accordo pluriennale, spiega<a href="http://www.guardian.co.uk/media/2011/dec/21/lovefilm-streaming-sony-pictures-television"><em> The Guardian</em></a>, dovrebbe invece mettere i bastoni fra le ruote a <strong>Netflix</strong>, segnando un punto a favore del portale inglese che ha già al suo attivo una partnership simile con <strong>Warner</strong> e con l&#8217;indipendente <strong>Entertainment One</strong>.</p>
<p>Secondo un&#8217;analisi si <a href="http://www.screendaily.com/5035657.article"><em>Screen Intenrational</em></a>, la notizia dell&#8217;arrivo di <strong>Netflix</strong> ha comunque scosso in maniera  significativa il settore, rimasto a lungo fermo per il predominio di <strong>Sky</strong> appena mitigato dalla presenza di<strong> LoveFilm</strong>. A trarne beneficio, secondo il magazine, saranno soprattutto gli indipendenti, che hanno già visto crescere il valore dei loro titoli, mentre <strong>Netflix</strong> potrebbe incontrare più difficoltà con le major, preoccupate che la sua entrata in scena si traduca in un <strong>ulteriore declino per l&#8217;home video</strong>. Se <strong>Warner  </strong>mantiene la sua intesa con <strong>LoveFilm</strong>, <strong>Universal</strong> l&#8217;ha invece disdetta nel 2009 proprio a favore del mercato di DVD e Blu-ray, in cui a seguito di questa mossa la compagnia ha registrato un effettivo aumento dei profitti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verizon vs. Netflix, ultimi aggiornamenti: possibile offerta d&#8217;acquisto da 4,6 miliardi di dollari.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bloomberg riferisce come Verizion abbia "intenzioni serie" riguardo all'acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. Per gli analisti di Mediatech Capital, Netflix varrebbe 4 miliardi e mezzo di dollari. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si fermano le indiscrezioni intorno al progetto di <strong>Verizon</strong>, la seconda compagnia telefonica statunitense, di lanciarsi nel mondo dello<strong> streaming online</strong> con un progetto volto a sbaragliare il principale <strong>operatore VOD</strong> del momento, vale a dire <strong>Netflix</strong>. Ieri vi abbiamo parlato della possibilità che <strong>Verizon</strong> lanci un servizio concorrente fornendosi del brand <strong>Redbox</strong>, specializzato nel noleggio di film in DVD tramite distributori automatici al costo di un dollaro. Oggi invece nuovi rumors parlano direttamente della possibilità che il colosso della telefonia e di Internet faccia <strong>un&#8217;offerta per rilevare completamente la compagnia</strong> guidata da <strong>Reed Hastings</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3038" title="verizon_logo" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/verizon_logo.jpg" alt="" width="477" height="309" /></p>
<p><span id="more-3037"></span></p>
<p>Secondo <a href="http://www.thewrap.com/movies/column-post/verizon-rumor-mill-keeps-spinning-will-telecom-giant-buy-netflix-33529"><em>The Wrap</em></a>, le voci sarebbero solo frutto della volontà di <strong>Verizon</strong> di<em> &#8220;tirare acqua al suo mulino&#8221;</em>, facendo fioccare le indiscrezioni che un <strong>portavoce di Netflix</strong> si è rifiutato di commentare definendole <strong>mere  speculazioni</strong>. Secondo gli analisti finanziari consultati dal magazine, inoltre, un&#8217;OPA non sarebbe conveniente in questo momento, dato che il <strong>valore della società in Borsa</strong> eguaglia appena quello degli investimenti previsti nel breve periodo per il pagamento dei diritti per lo streaming. Non è infatti un mistero che <strong>Netflix</strong> preveda di spendere <strong>3 miliardi e mezzo di dollari</strong> nei prossimi anni per aggiudicarsi nuovi contenuti e poter così competere con l&#8217;offerta dei network televisivi sempre più protesi verso la Rete.</p>
<p>Ma se <em>The Wrap</em> tende a smorzare la notizia, <a href="http://www.bloomberg.com/news/2011-12-12/verizon-very-serious-about-interest-in-netflix-bibb-says.html"><em>Bloomberg</em></a>  riferisce proprio oggi come <strong>Verizion</strong> abbia<em><strong> &#8220;intenzioni serie&#8221;</strong></em> riguardo all&#8217;acquisto della società specializzata nel video on demand in streaming. L&#8217;analisi proviene da un esperto di <strong>Mediatech Capital</strong>, secondo cui la vendita potrebbe concludersi per Pasqua per un <strong>valore di circa 4 miliardi e mezzo di dollari</strong>. Sempre secondo le fonti consultate da <em>Bloomberg</em>, <strong>Verizon</strong> starebbe prendendo in considerazione l&#8217;opportunità di questa mossa a causa delle crescenti preoccupazioni, condivise da tutte le compagnie di TLC, per l&#8217;aumento dei costi a cui potrebbe andare incontro per la diffusione di contenuti video sulle sue reti proprio a causa di provider come <strong>Netflix, Amazon e Hulu</strong>, che rifiutano di condividere i proventi delle loro attività di streaming.</p>
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		<title>Verizon e RedBox: ruomors sull&#8217;alleanza che potrebbe competere con lo streaming di Netflix.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[Verizon]]></category>
		<category><![CDATA[Vod]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fanno più insistenti le voci su una possibile partnership tra il provider e il brand del noleggio automatico di film in DVD, che potrebbero cominciare a offrire una grande quantità di contenuti in VOD già prima dell'estate.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come vi abbiamo riferito <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=3018">la settimana scorsa</a>, il CEO di <strong>Netflix</strong>, <strong>Reed Hastings</strong>, sembra aver individuato nel servizio <strong>VOD</strong> via internet di <strong>HBO</strong> <strong>Go</strong> il <strong>competitor più temibile</strong> dello streaming offerto dalla sua società. Ora, però, potrebbe essere spinto a rivedere le proprie stime dall&#8217;affacciarsi sul mercato di un nuovo player di primo piano: si tratta di <strong>Verizon</strong>, già leader nel settore della banda larga e provider di Internet, tv e telefonia, <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2977">scelto tra l&#8217;altro da <strong>Microsoft</strong></a> per avviare negli USA la fruizione di <strong>canali televisivi direttamente attraverso la Xbox 360</strong> e l&#8217;abbonamento alla sua offerta Xbox live.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3034" title="RedBox" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/RedBox.jpg" alt="" width="440" height="267" /></p>
<p><span id="more-3031"></span>Ma non è solo il nome di <strong>Verizon</strong> a dover far tremare il portale di Hastings, perché sembra che il provider abbia stretto una <strong>partnership</strong> pronta a garantirgli quella massa critica di contenuti su cui si combatte la sfida dello streaming. Secondo quanto riportato da <a href="http://techcrunch.com/2011/12/07/verizon-and-redbox-planning-major-partnership-for-early-2012-launch/"><em>TechCrunch</em></a> tale partner sarebbe <strong>RedBox</strong>, il brand dei <strong>distributori automatici per il noleggio di film in DVD</strong> che in poco tempo hanno conquistato il <strong>mercato USA dell&#8217;home video</strong>. Anche se il settore vive ormai da anni una crisi sempre più significativa e preoccupante, i chioschi della <strong>RedBox</strong> si sono fatti largo sulla scena comparendo negli ipermercati e sfruttando le grandi catene retail americane, ma soprattutto puntando sul <strong>prezzo estremamente competitivo</strong> <strong>di un dollaro</strong> a disco. Un prezzo che solo recentemente ritoccato verso l&#8217;alto ma di pochi centesimi, che non sembrano avere intaccato affatto il suo business.</p>
<p>L&#8217;alleanza di questi due soggetti andrebbe sotto il nome di<strong> Progetto Zoetrope</strong>, e li vedrebbe impegnati nel lancio,<strong> entro il 28 maggio 2012</strong>, di un <strong>servizio di streaming e download</strong> a sottoscrizione di f<strong>ilm e serie tv</strong>, da vedere su un range molto vasta di piattaforme. Dato il campo di attività &#8220;core&#8221; di <strong>Verizon</strong>, ovviamente la nuova offerta comprenderebbe tutti gli apparecchi connessi via <strong>fibra ottica</strong>, ma anche i dispositivi  <strong>Android</strong>, la <strong>Google TV</strong>, la <strong>Xbox</strong> e altri device <strong>a esclusione della tv via cavo</strong>, in modo da non andare a intromettersi in un ambito già altamente competitivo. Secondo <em>TecCrunch</em>, a doversi preoccupare sarebbe insomma quasi esclusivamente <strong>Netflix</strong>, anche perché se il nuovo <strong>VOD</strong> sarà confermato nella fattispecie trapelata dalle indiscrezioni, andrebbe proprio a <strong>colpire la compagnia di Hastings nei punti in cui più si è scoperta</strong> negli ultimi mesi.</p>
<p>Prima di tutto il <strong>prezzo</strong>, se è vero che <strong>Verizon e RedBox</strong> progettano un <strong>sistema di crediti</strong> acquistabili a costo contenuto e capaci di dare accesso a un <strong>mix variegato di contenuti</strong>. <em>TechCruch</em> non dà cifre certe ma parla ipoteticamente di <strong>5 dollari e 95</strong> per entrare in possesso di 6 crediti, con cui noleggiare X film e Y serie tv. Anche se <strong>RedBox</strong> non ha un vero e proprio business legato al piccolo schermo, sembra infatti che <strong>Verizion</strong> sia al lavoro per colmare il gap. Ancora più importante, tuttavia, potrebbe essere la facoltà di usare i crediti <strong>sia per il noleggio online che per quello tramite supporto fisico</strong>: un&#8217;opzione da cui <strong>Netflix</strong> prova ormai da tempo a sganciarsi, nonostante sia stata già punita con la perdita di quasi un milione di sottoscrizioni. <strong>Reed Hastings</strong>, d&#8217;altra parte, si è detto convinto a chiare lettere che <strong>il futuro sia nello streaming</strong>. Ma anche in questo caso sembra proprio che la sua compagnia debba prepararsi a non correre da sola.</p>
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