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Netflix pensa a un aumento dei prezzi mentre cresce la profittabilità delle operazioni internazionali

Uno o due dollari in più rispetto ai classici 7,99 è quanto potrebbero presto trovarsi a pagare i nuovi clienti di Netflix, il servizio leader nel settore americano del video on demand ad abbonamento (SVOD). L’aumento di prezzo, ha spiegato il CEO Reed Hastings in una nota agli azionisti, è da attendersi entro i prossimi tre mesi e varierà di paese in paese. Non riguarderà invece gli utenti attuali dell’operatore, cui sarà consentito di mantenere i costi sottoscritti per un “generoso periodo di tempo”. La mossa potrebbe sembrare rischiosa considerando l’emorragia di utenti causata dall’ultimo aumento di prezzi, imposto nel 2011 per aumentare la liquidità della compagnia. Il mercato però non sembra aver reagito bruscamente alla notizia, grazie alle buone performance messe a segno da Netflix anche nel primo trimestre 2014 in tutti i suoi rami di attività, in particolare in quel settore internazionale che, a detta del management, sta finalmente per raggiungere la profittabilità.

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Netflix batte Amazon in UK e tratta con Vodafone per una nuova partnership

Mentre si moltiplicano le indiscrezioni sui Paesi e le effettive modalità del suo massiccio lancio europeo, Netflix comincia già a imprimere il proprio marchio sul Continente battendo di diverse lunghezze il suo primo competitor nel Regno Unito, cioè Amazon. Sbarcato nel mercato inglese e irlandese a inizio 2012, secondo un nuovo studio il leader americano dello SVOD (video on demand ad abbonamento) starebbe ampliando in modo significativo il distacco da LoveFilm, servizio analogo offerto già da tempo in diversi territori europei dal colosso dell’ecommerce. I dati, per la precisione vengono dall’agenzia di digital consultancy Mediabug, e vedono la fetta di utenti web conquistata da Netflix cresciuta dal 10 al 14% negli ultimi 6 mesi. Di contro, nello stesso periodo, l’appeal del portale di Amazon (che ha anche impresso il proprio nome al servizio di streaming con un recentissimo rebranding) sarebbe sceso tanto da assicuragli le preferenze di appena il 6% degli spettatori online inglesi.

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VOD, Regno Unito: Sky amplia l’offerta, Netflix e Amazon crescono del 120%

Anche in Europa il video on demand comincia a dimostrare il proprio peso nella filiera audiovisiva. In uno dei mercati più maturi per quanto riguarda l’offerta legale online, cioè quello inglese, nel 2013 i servizi di streaming, download o comunque bastai sull’accesso a contenuti digitali, sono cresciuti del 13,9% arrivando a valere più di tre miliardi di sterline. Se l’incremento non appare esplosivo, visto in prospettiva rivela tutta la sua importanza: si tratta infatti del 60% di tutto il fatturato britannico dell’home entertainment, dove servizi come Netflix, nell’ambito televisivo e cinematografico, o Spotify, in quello musicale, hanno contribuito a tenere in alto le cifre del comparto, positive per la prima volta in 5 anni, compensando le continue perdite registrate invece dalla distribuzione su supporto fisico.

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Netflix: l’Italia ancora lontana per il ritardo nella banda larga

Netflix, il leader americano dello SVOD, il video on demand ad abbonamento, arriverà presto ad aggredire nuovi mercati europei oltre a quelli in cui può vantare una presenza già consolidata, cioè Gran Bretagna e Irlanda, Paesi Bassi e Scandinavia. Ad annunciarlo è stato lo stesso CEO Reed Hastings, in occasione della presentazione dell’ultima trimestrale 2013, e seppur non specificate, le aree più plausibili per l’espansione sono indicate da tutti gli analisti come Francia e Germania. Ma qual è la situazione del video on demand in Europa e quali Paesi si potrebbero realisticamente prestare all’arrivo del colosso americano dello streaming? A chiederselo è stata Variety, elaborando una mappatura del continente in cui all’Italia spetta un ruolo ancora molo defilato, anche per quanto riguarda le stime di crescita nel lungo periodo.

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IN BREVE 21/02/14 – Netflix e le serie tv in day-and-date a livello internazionale; Ferrero nuovo VP Anec

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: la nuova stagione di House of Cards distribuita online da Netflix in contemporanea in tutti i mercati dov’è operativo il servizio, ma l’esempio non sembra smuovere i modelli seguiti dai broadcaster tradizionali.

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Netflix, lo scenario europeo: arrivo in Francia verosimile entro settembre 2014

Dopo che il CEO Reed Hastings ha confermato l’esistenza di un piano per una “sostanziale espansione europea”, si moltiplicano i segnali di fermento nel mercato francese e tedesco per l’arrivo del possente competitor americano. Netflix, leader USA del video on demand ad abbonamento, con quasi 45 milioni di clienti a livello globale, starebbe infatti contrattando con le major hollywoodiane i diritti sui titoli di maggior richiamo nei due Paesi del Vecchio Continente. A renderlo noto sono fonti vicine all’azienda accreditate dal Wall Street Journal, che fa anche una panoramica sull’andamento del VOD nell’area presa di mira dal servizio di streaming. Sarebbero più di una dozzina gli operatori nati nell’ultimo anno per offrire sul territorio europeo pacchetti di SVOD (subscription video on demand) a meno di 10 euro mensili. Le stime di crescita sono però molto alte: il settore è ancora a gli albori in Europa e ci si aspetta che i suoi ricavi crescano di circa il 70% entro il 2017, superando il miliardo di dollari. Germania e Francia sono tra l’altro tra i primi Paesi al mondo per quanto riguarda la banda larga, il che li rende ancora più appetibili per un portale che basa la sua intera offerta sullo streaming.

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Netflix batte le attese del mercato e si prepara alla “Campagna d’Europa”

Presto il leader americano dello SVOD, il video on demand ad abbonamento, potrebbe cominciare a parlare francese e tedesco. Nell’annunciare i risultati economici dell’ultimo trimestre 2013, superiori alle previsioni della Borsa, Netflix ha anche anticipato ai propri azionisti l’intenzione di “imbarcarsi in un’espansione sostanziale nell’area europea”, sulla scia delle buone performance ottenute in campo internazionale.

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Netflix, Vimeo: video on demand e crowdfunding a sostegno del cinema indie

Oltre a costituire una fonte di guadagni capace di colmare, almeno in parte, lo spazio non più occupato da DVD e Blu-ray, il video on demand rappresenta anche una forma di distribuzione estremamente interessante per i titoli indipendenti, a  basso budget e in generale meno forti al botteghino. Il vantaggio di una diffusione online, precedente o contemporanea all’uscita theatrical, si è cominciata a vedere con chiarezza grazie a esperimenti compiuti con titoli come Margin Call, Arbitrage o d’autore quali Melancholia di Lars von Trier. Oggi l’importanza di una tale opportunità per filmmaker e piccole case di produzione è così chiara che molti addetti ai lavori si aspettano di vedere un particolare attivismo degli operatori VOD al Sundance Film Festival, mercato fondamentale per questo tipo di film,  che si apre proprio oggi a Park City, nell’Utah.   

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IN BREVE 09/12/13 – Frozen in cima al BO USA; i passi di Netflix in Francia

Le ultime news su cinema e business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: l’ultimo film di animazione Disney congela per sé il primo posto al botteghino statunitense del weekend; il portale di SVOD Netflix contratta con il Governo  gli operatori francesi le condizioni per approdare nel mercato audiovisivo del Paese.

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VOD in Europa: perché Netflix non apre in Francia?

Con 8 milioni abbonati in 40 Paesi al di fuori degli Stati Uniti, Netflix non rappresenta solo il leader americano dello SVOD [subscription video on demand], ma anche un potenziale concorrente di primo piano in tutti quei mercati dove il noleggio di film e serie tv online non ha ancora raggiunto il suo pieno sviluppo. Anche per questo sono ormai diversi anni che si vocifera del possibile sbarco della piattaforma di Reed Hastings in Italia, così come in altri importanti territori europei. Per ora invece l’operatore ha esteso le proprie attività solo a Regno Unito, Irlanda e Paesi Scandinavi, con la recentissima aggiunta dell’Olanda. Qual è il motivo per cui l’espansione di Netflix non ha ancora colpito altri territori di primo piano per il consumo cinematografico e televisivo? Variety ha stilato una lista di motivi che riguardano la Francia.

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