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Amazon Prime, al via lo streaming in 4K

Negli Stati Uniti Amazon tha iniziato la distribuzione in streaming, ai propri clienti del servizio Prime Instant Video, di contenuti in Ultra HD. Il nuovo servizio è diponibile senza costi aggiuntivi. I film, i programmi e le serie televisive in 4K sono compatibili con le Smart Tv Ultra HD. Tra i primi titoli disponibili nel nuovo formato La tigre e il dragone, Funny Girl, Hitch e Philadelphia e molte le serie tv, da Transparent a Alpha House. «Vogliamo dare la migliore esperienza d’intrattenimento e offrire film e programmi tv in Ultra HD innalza l’asticella della qualità e dell’innovazione, due fattori che i nostri clienti si aspettano da Amazon» ha dichiarato Michael Paull, Vice President, Amazon Digital Video. «Siamo molto felici che L’Ultra HD sia solo l’ultimo dei vantaggi dei clienti di Amazon Prime, offrendo l’oro l’opportunità di avere istantaneo accesso a grandi film e spettaoli tv in una risoluzione di prima qualità e senza costi aggiuntivi».

Amazon Prime Instant video on demand

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Al via ad aprile il servizio VOD di HBO. E intanto Netflix lancia Marco Polo

Il servizio di video on demand online di HBO, sganciato dall’abbonamento alla pay tv, potrebbe essere lanciato gìà ad aprile del 2015. La mossa, che porterebbe l’emittente americana a pagamento, che fa capo al gruppo Time Warner, in stretta concorrenza con Netflix nel mercato della distribuzione digitale online, avverrebbe quindi, secondo quanto riportato da Fortune, in concomitanza con il lancio, il 6 aprile, della nuova stagione della popolare serie tv Il Trono di spade. Inoltre sembra che HBO abbia rinunciato a sviluppare il nuovo servizio internamente (tale progetto si chiamava Maui ed è stato formalmente cancellato) affidandosi invece alla società MLB Advanced Media, leader nell’offrire servizi di streaming online. Ancora non è chiaro quali effetti questo avrà su HBO Go, il servizio esistente di streaming attivo per i sottoscrittori via cavo che comunque sarà mantenuto.

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La NATO su Netflix: un castello di carte

In un articolo su Pro.Boxoffice.Com  a firma di Patrick Corcoran, Vice President & Chief Communications Officer della NATO, l’associazione americana degli esercenti cinematografici si esprime in merito a Netflix e a alle uscite simultanee rispetto alla sala cinematografica. L’articolo  – intitolato Netflix and the Myth of Innovation: Simultaneous Release Is a House of Cards (Netflix e il mito dell’innovazione: le uscite simultanee sono un “castello di carte”, in riferimento al titolo della serie tv House of Cards) – prende il via dalla decisione di Netflix, operatore leader nelle distribuzione streaming, di distribuire day and date il  sequel de la tigre e il dragone, sia VOD che sugli schermi IMAX. Decisione contestata fortemente dal mondo dell’esercizio, mentre il responsabile dei contenuti di Netflix Ted Sarandos continua a parlare di “vecchi modelli di distribuzione”.

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I consumatori citano Netflix in Francia

Ancora tensione in Francia per Netflix, l’operatore di SVOD (subscription video on demand), sbarcato a settembre Oltralpe. Qualche settimana fa c’erano state polemiche riguardo al rispetto delle finestre theatrical per alcuni film.Oggi la principale associazione dei consumatori francesi, la CLCV, ha citato in giudizio presso la Corte di Parigi la società per clausole dannose e illegali. La CLCV precisa di aver accolto molto positivamente l’ingresso in Francia dell’operatore in quanto Netflix ha contribuito ad aumentare la concorrenza e a introdurre un modello innovativo nell’offerta televisiva. Tuttavia l’associazione ha evidenziato alcune derive nel contratto proposto da Netflix riguardo al rispetto dei diritti dei consumatori e in contrasto con la legge francese.

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OTT, cresce la concorrenza con le pay-tv: 10 miliardi di ricavi entro il 2018

Servizi per il video on demand come Netflix, Amazon e Hulu stanno accrescendo talmente tanto la loro presenza mondiale da spingere l’intero settore degli over the top ad abbonamento, quelli cioè che sfruttano le reti di nuova generazione per distribuire contenuti prima veicolati attraverso canali tradizionali quali cavo, etere e satellite. Secondo le stime elaborate dalla società di ricerca Infonetics Research, i ricavi di questo comparto toccheranno globalmente i 5,8 miliardi di dollari nel 2014 e crescerà fino a 1o miliardi nei prossimi 4 anni, riducendo così il gap rispetto al settore, comunque in crescita, della pay-tv.

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Netflix si mangia la banda larga in Nordamerica

Il servizio di video streaming Netflix è l’applicazione numero 1 nel Nord America in quanto a consumo di banda larga con il 34,9% di tutto il traffico rilevato nel periodo di punta (dalle 19.00 alle 23.00) sulle reti a banda larga del territorio nordamericano: Netflix infatti rappresenta, secondo uno studio di Sandvine, oltre il doppio del consumo di banda da parte di You Tube (14%).

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Netflix sbarca in Australia e Nuova Zelanda. E Nielsen “misura” i suoi dati d’ascolto

Continua il piano d’espansione di Netflix, la piattaforma leader del servizio SVOD (subscription video on demand). Dopo essere sbarcata a settembre in Francia e Germania la società, nata ne 2007, ha rivelato che a marzo 2015 esordirà anche in Nuova Zelanda e Australia, rafforzando così la propria presenza internazionale; ormai mancano solo pochi paesi in cui Netflix non è presente (tra cui Italia, ). Ma la notizia che sembra più interessante è che Nielsen Media, leader nelle misurazioni e nelle ricerche di mercato, ha annunciato, secondo il The Wall Street Journal, che fornirà ai propri clienti una misurazione dei dati d’ascolto dei servizi SVOD proposti da Netflix (e da Amazon Prime).

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The Hateful Eight, a complicare le vendite arriva Netflix

In un American Film Market che quest’anno vede un numero limitato di titoli veramente Appetibili” da parte dei buyer stranieri, uno dei film sicuramente più ricercato è  The Hateful Eight, il nuovo film di Quentin Tarantino (le cui riprese sono previste per il prossimo mese) e che The Weinstein Company ha presentato al mercato americano riservando l’acquisto ai soli distributori indipendenti.

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Netflix: il cinema è “vecchio”

“La distribuzione dei film è incastrata in vecchi modelli, così come lo era quella televisiva qualche anno fa”: a sostenerlo è Ted Sarandos, responsabile dei contenuti di Netflix, leader americano dello streaming ad abbonamento, che torna sul punto  a nemmeno due settimane dall’ultima uscita pubblica sulla questione delle finestre e del loro abbattimento a favore dei nuovi operatori dell’online. Stavolta il Chief content officier del servizio di SVOD (subscription video on demand) ha usato ancora meno mezzi termini del solito, definendo apertamente come “datati” molti dei modelli tenuti in piedi non  tanto dalle major quanto dagli esercenti delle sale. L’occasione è stata l’U.S.-China Film Summit, tenutosi ieri a Los Angeles, mentre l’oggetto del contendere è stato di nuovo l’uscita in contemporanea in IMAX e online de La Tigre e il Dragone 2, distribuito negli Stati Uniti dalla Weinstein Company.

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Dal VOD 6,8 miliardi in arrivo per cinema e tv

L’online nemico dell’industria audiovisiva? Non sembrerebbe dalle ultime stime di RBC Capital Markets, secondo cui gli investimenti che i servizi di streaming ad abbonamento stanno effettuando in contenuti arriveranno a toccare i 6,8 miliardi di dollari nel 2015, assottigliando progressivamente la forbice rispetto alle cifre provenienti dai broadcaster tradizionali. Già alla fine di quest’anno, gli operatori di SVOD (subscription video on demand) pagheranno agli studi cinematografici e televisivi una somma prevista di 5,2 miliardi, ben superiore ai 3,3 miliardi spesi in diritti dai canali via etere.

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