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Sugar Man: il doc da Oscar in contemporanea in sala e su iTunes

Il VOD day and date si conferma una via sempre più appetibile per il cinema indipendente e in generale per quello con più difficoltà di accesso ai canali distributivi tradizionali. A scegliere la formula dell’uscita in contemporanea nelle sale e on demand stavolta è stato il documentario Sugar Man, vincitore quest’anno dell’Oscar come miglior lungometraggio di non-fiction  e dedicato al  cantautore folk americano Sixto Rodriguez, compositore di alcuni dei brani-simbolo della lotta sudafricana contro l’Apartheid.

Sugar Man disponibile su iTunes

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Fox: il Digital HD arriva anche in Italia, su iTunes.

Il 18 settembre la Fox ha inaugurato negli Stati Uniti la sua offerta denominata Digital HD, vale a dire le nuove uscite della major rese disponibili in video on demand online ben tre settimane prima del loro arrivo in DVD e Blu-ray (il nostro articolo QUI). Un’iniziativa con cui lo studio hollywoodiano spera di sostenere il sofferente mercato dell’home entertainment, battendo sul tempo altre piattaforme concorrenti come Netflix. In occasione del lancio del servizio e di una nuova partnership con Google Play, la major aveva però annunciato anche l’imminente ampliamento del servizio a 50 Paesi. Ora arriva la conferma che tra i mercati inclusi rientra quello italiano, dove le new release in HD della Fox saranno commercializzate su iTunes, andando ad aggiungersi a un catalogo già cospicuo di circa 200 film in formato standard.

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Il sorpasso: Netflix supera iTunes nel business dei film online.

Il 2012 si era già aperto con i migliori auspici per il video on demand. Come hanno rivelato non molto tempo fa i dati del DEG The Digital Entertainment Group, il noleggio di film e contenuti audiovisivi via streaming, o perlomeno quello disponibile sotto abbonamento, nel primo trimestre è infatti cresciuto negli USA del 545,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un giro di affari pari a 548 milioni e mezzo di dollari. L’espansione del VOD,  in particolare quello a sottoscrizione o SVOD, sembra tuttavia destinata ad aumentare ancora, a tutto vantaggio di uno dei maggiori precursori di questa linea evolutiva del mercato, vale a dire Netflix. Nonostante gli alti e bassi in Borsa, la compagnia guidata da Reed Hastings, secondo i ricercatori di IHS - Screen Digest, ha ottenuto un traguardo fondamentale, superando addirittura la quotatissima Apple nel business del noleggio ad abbonamento di film online. Un settore in piena ascesa, che è esploso nel 2011 e non sembra destinato ad arrestare la propria crescita.

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Apple: via libera anche ai film su iCloud.

Il lancio del nuovo modello di iPad e del nuovo set-top box per Apple TV (l’articolo QUI) non ha portato con sé solo aggiornamenti tecnologici di alto livello, soprattutto in relazione alla qualità dell’esperienza di visione di foto e video sul nuovo display Retina, ma anche un’importante novità sul fronte sempre più competitivo dei contenuti. Insieme ai nuovi device, la compagnia di Cupertino ha aperto difatti la propria “nuvola” ai film degli Studios hollywoodiani, colmando così il gap che la divideva dal progetto UltraViolet, sostenuto invece da Microsoft quale partner del consorzio DECE che negli ultimi anni ha sviluppato il nuovo sistema per lo storage online della propria library home video. Consorzio che, ricordiamo, è formato da diverse major cinematografiche e da imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment, da cui mancano praticamente solo Disney e, per l’appunto, Apple.

 

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Arriva Google Play: musica, film, libri e app Android tutti riuniti in un grande supermarket online.

Un unico contenitore per file musicali, video, ebook e per applicazioni destinate ai cellulari: è questa la nuova tattica di Google per uniformare i propri servizi e creare un ecosistema flessibile capace di corrispondere a tutte le esigenze degli utenti online, sul modello del suo principale competitor marchiato dalla Mela. Il nuovo one-stop shop multimediale di Big G si chiama Google Play, e andrà a sostituire, riunendoli in un unico sito e sotto un unico logo, Google Books, Google Music, Google Movies e soprattutto l’Android Market, tanto che tutti i dispositivi con Android 2.2 e versioni successive riceveranno a breve un aggiornamento automatico.

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Il web? Non ha bisogno di cani da guardia ma di cani da caccia: al via MediaHound.

Tra i protagonisti della pirateria, attualmente, ci sono gli aggregatori di link alle pagine in cui poter vedere in streaming o comunque fruire di contenuti lesivi della proprietà intellettuale. Al successo e alla diffusione di queste pratiche, come abbiamo già avuto modo di sostenere (l’articolo qui) contribuiscono fattori non solo culturali ma anche strettamente pratici, come le difficoltà dell’offerta legale a incontrare le esigenze dei consumatori, vuoi per un gap informativo, vuoi per la rigidità dei modelli distributivi ancora perseguiti da molti detentori del copyright. Vi abbiamo fatto l’esempio di un utente medio (statunitense, ovviamente) che voglia vedere Game of Thrones online, destinato a scontrarsi contro il muro di HBO che dà la possibilità di noleggiare la serie ai soli abbonati della tv via cavo e che allo stesso tempo non sembra aver concesso i diritti a nessuno dei portali più gettonati dello streaming e del download, come iTunes, Netflix e Hulu. La pirateria, dunque, a volte vince per velocità e semplicità, erodendo utenti all’offerta legale. Ed è proprio in questo spazio che intende inserirsi un nuovo servizio: si chiama MediaHound, ed è un portale volto ad aggregare tutte le informazioni su come è possibile vedere legalmente un film o una serie tv online e in DVD.

 

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The Dark Knight Rises: è subito record per il trailer su iTunes

Non era un mistero che Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno fosse uno dei film più attesi del 2012. Questo anche in virtù del relativo riserbo che il regista Christopher Nolan è riuscito a mantenere fino a oggi riguardo alla trama del film, suscitando di riflesso un notevole giro di indiscrezioni più o meno attendibili e di conseguenza un grande buzz su siti e social network. Se ci fossero ancora dubbi in merito, a dimostrarlo è stata l’uscita, lo scorso 19 dicembre, del trailer ufficiale di The Dark Knight Rises, che in un solo giorno ha battuto ogni record  su iTunes, raggiungendo i 12 milioni e mezzo di visualizzazioni e superando di ben due milioni i livelli stabiliti in precedenza da altri titoli.

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Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%

Apple domina il settore delle Internet tv: a rivelarlo è uno studio della società Strategy Analytics sui Connected TV Players, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il 30% del mercato, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione “smart”.

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Anica sulle orme di iTunes. Migliaia di titoli del cinema italiano a breve disponibili in VOD.

L’affermazione anche in Italia del video on demand  non è utopia: presto vedrà la luce un portale interamente dedicato al cinema italiano e sviluppato da Anica, che sarebbe al lavoro sul progetto da mesi. A rivelarcelo, durante la presentazione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, è stato lo stesso Lamberto Mancini, Segretario Generale dell’Associazione che riunisce le varie categorie dell’industria cinematografica:

“Siamo impegnati da tempo nella creazione di un portale che possa consentire la distribuzione in modalità VOD del cinema italiano. Abbiamo avuto diverse adesioni e ne stiamo raccogliendo altre, abbiamo già la tecnologia e stiamo affinando il modello di business. Immaginatelo come un negozio, un grande negozio italiano”.

 

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Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV

In una giornata come questa, tutto il mondo dell’informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple Steve Jobs. Hollywood Reporter gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all’influenza e all’eredità che il guru dell’informatica e della tecnologia lascerà all’industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la Pixar e con la Disney fino ad arrivare ad Apple TV.

Come noto, nell’86 Jobs comprò dalla Lucasfilm il Graphics Group, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l’uso della CGI e del 3D nei film d’animazione. Dopo che la Pixar venne acquistata nel  2006 dalla Disney, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da Hollywood Reporter non credono che la sua uscita di scena porterà a “un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente“. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla Pixar di John Lasseter, per cui Jobs costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come Cars 2 non danno i risultati sperati. “Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c’è Jobs”, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a Disney prima della tragica notizia.

Un altro campo in cui il colosso dell’animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è UltraViolet, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui Microsoft, Netflix, Comcast, Sony e molti altri Studios. Tranne, per l’appunto, Disney e ovviamente Apple, impegnata a sviluppare la propria piattaforma iCloud. Un servizio che tra l’altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui Jobs pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre Hollywood Reporter, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se Disney continuerà a tenersi fuori da UltraViolet, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di Jobs e sempre più vicina al modello Apple Store.

E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di Apple TV, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul “piccolo schermo” i contenuti scaricati da iTunes, ma anche quelli provenienti da altri canali come Youtube o Netflix. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti Apple, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di Jobs.

Fonte: Hollywood Reporter