Archivio per il tag ‘iTunes’

dic
26
2011
0

The Dark Knight Rises: è subito record per il trailer su iTunes

Non era un mistero che Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno fosse uno dei film più attesi del 2012. Questo anche in virtù del relativo riserbo che il regista Christopher Nolan è riuscito a mantenere fino a oggi riguardo alla trama del film, suscitando di riflesso un notevole giro di indiscrezioni più o meno attendibili e di conseguenza un grande buzz su siti e social network. Se ci fossero ancora dubbi in merito, a dimostrarlo è stata l’uscita, lo scorso 19 dicembre, del trailer ufficiale di The Dark Knight Rises, che in un solo giorno ha battuto ogni record  su iTunes, raggiungendo i 12 milioni e mezzo di visualizzazioni e superando di ben due milioni i livelli stabiliti in precedenza da altri titoli.

Leggi il resto »

dic
14
2011
0

Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%

Apple domina il settore delle Internet tv: a rivelarlo è uno studio della società Strategy Analytics sui Connected TV Players, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il 30% del mercato, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione “smart”.

Leggi il resto »

nov
25
2011
0

Anica sulle orme di iTunes. Migliaia di titoli del cinema italiano a breve disponibili in VOD.

L’affermazione anche in Italia del video on demand  non è utopia: presto vedrà la luce un portale interamente dedicato al cinema italiano e sviluppato da Anica, che sarebbe al lavoro sul progetto da mesi. A rivelarcelo, durante la presentazione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento, è stato lo stesso Lamberto Mancini, Segretario Generale dell’Associazione che riunisce le varie categorie dell’industria cinematografica:

“Siamo impegnati da tempo nella creazione di un portale che possa consentire la distribuzione in modalità VOD del cinema italiano. Abbiamo avuto diverse adesioni e ne stiamo raccogliendo altre, abbiamo già la tecnologia e stiamo affinando il modello di business. Immaginatelo come un negozio, un grande negozio italiano”.

 

Leggi il resto »

ott
06
2011
0

Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV

In una giornata come questa, tutto il mondo dell’informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple Steve Jobs. Hollywood Reporter gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all’influenza e all’eredità che il guru dell’informatica e della tecnologia lascerà all’industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la Pixar e con la Disney fino ad arrivare ad Apple TV.

Come noto, nell’86 Jobs comprò dalla Lucasfilm il Graphics Group, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l’uso della CGI e del 3D nei film d’animazione. Dopo che la Pixar venne acquistata nel  2006 dalla Disney, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da Hollywood Reporter non credono che la sua uscita di scena porterà a “un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente“. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla Pixar di John Lasseter, per cui Jobs costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come Cars 2 non danno i risultati sperati. “Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c’è Jobs”, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a Disney prima della tragica notizia.

Un altro campo in cui il colosso dell’animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è UltraViolet, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui Microsoft, Netflix, Comcast, Sony e molti altri Studios. Tranne, per l’appunto, Disney e ovviamente Apple, impegnata a sviluppare la propria piattaforma iCloud. Un servizio che tra l’altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui Jobs pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre Hollywood Reporter, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se Disney continuerà a tenersi fuori da UltraViolet, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di Jobs e sempre più vicina al modello Apple Store.

E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di Apple TV, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul “piccolo schermo” i contenuti scaricati da iTunes, ma anche quelli provenienti da altri canali come Youtube o Netflix. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti Apple, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di Jobs.

Fonte: Hollywood Reporter

mag
27
2011
0

Mercato e Industria del Cinema: record d’incassi per gli italiani ma meno spettatori e meno estero, mentre Rai Cinema sbarca su iTunes

L’ottima performance dei film italiani al botteghino del 2010 non è un mistero. Come ha sottolineato il nuovo presidente dell’Anica, Riccardo Tozzi, alla presentazione del rapporto su Il Mercato e l’Industria del Cinema edito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo: “Finalmente non sono costretto a dire che il nostro cinema va bene, perché ormai è evidente a tutti”. La stagione in corso vede la quota del prodotto italiano aggirarsi intorno al 50%, situazione che secondo il produttore di Cattleya non durerà, a causa della solita anomalia della fascia estiva, ma si attesterà comunque per fine 2011 “su una fetta del 40-45% e su un totale di 40-45 milioni di biglietti venduti”.

Ma qual è il segreto del nostro successo? Secondo i dati del rapporto, esposti dal presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, Dario Edoardo Viganò, “Il 2010 è stato un anno determinante e lusinghiero per l’intera cinematografia nazionale, sia per i risultati ottenuti nelle sale, che per la quota di produzione di film realizzati, cioè 141 di cui 114 con capitali interamente italiani. Una performance positiva che testimonia un aspetto strategico e progettuale delle imprese cinematografiche del nostro Paese”. A fronte del continuo ridimensionamento del FUS, ma grazie al rodaggio degli incentivi fiscali, il capitale privato ha confermato il sorpasso rispetto al finanziamento proveniente dal fondo ministeriale, il cui apporto pari a 35,4 milioni di euro, è stato il più basso in assoluto dalla sua creazione dopo il 2005.

È interessante però notare come l’investimento totale dei privati si sia contratto del 3,21% rispetto al 2009 (388,6 milioni di euro), mentre quello di origine italiana sia salito più di 7 punti percentuali: un effetto dovuto probabilmente alla forte contrazione dei capitali esteri (poco più di 111 milioni, pari a una flessione di circa il 22% rispetto all’anno precedente) parallela al calo delle coproduzioni. I film di origine non interamente italiana sono stati 27, tanto che la loro incidenza rispetto al valore della produzione (18,4%) è praticamente ai suoi minimi storici. I film italiani vincono, ma con commedie come quella di Zalone e Benvenuti al Sud, remake nostrano di un film francese di gran successo: c’è da chiedersi quali saranno dunque i risultati di questi grandi successi sull’esportabilità del nostro made in Italy cinematografico. Senza contare il calo degli spettatori registrato in questo inizio 2011.

Tornando al rapporto, altro punto saliente sono gli sgravi di natura fiscale come il tax credit, che si rinsaldano al centro non solo della realizzazione dei film (50 milioni apportati ai produttori, cioè esattamente il doppio rispetto al FUS), ma anche dell’esercizio, in piena rivoluzione tecnologica, con “841 sale attrezzate per il digitale contro le 428 del 2009, cioè un numero quasi doppio”, spiega Viganò. Un risultato cui il credito di imposta finalmente approvato a livello UE ha contribuito con 15,8 milioni a fronte dei 135 complessivi e dei 5,7 di provenienza ministeriale.

Altri trend rilevanti sono la persistente centralità del product placement, cui secondo il rapporto fa ormai riferimento ben il 48% dei film italiani, e il “consolidamento della popolazione imprenditoriale, anche attraverso una selezione fisiologica di soggetti potenzialmente attivi”.

Dopo aver ottenuto la garanzia triennale per gli incentivi fiscali e aver portato il cinema italiano a vette insperate e insperabili fino a qualche tempo fa, bisogna quindi delineare le nuove linee d’azione, che secondo Tozzi riguardano “la crescita della torta, visto che la nostra fetta non potrà espandersi ulteriormente”. L’obiettivo è competere con la Francia, con le sue 6mila sale e 200 milioni di biglietti, contro i nostri 3200 schermi di certo sempre più digitali, ma anche colpiti dall’inesorabile scomparsa di molti cinema cittadini e strozzati dalla carenza infrastrutturale di tante province italiane. Stando alle stime del presidente dell’Anica, ci sarebbe un buon 40% della popolazione che non riesce a vedere soddisfatta la propria domanda di film perché la sala più vicina si trova “a un’ora di macchina se non di aliscafo”. Inoltre bisogna spingere per rivedere finalmente il cinema anche sul piccolo schermo: “Dobbiamo aiutare i broadcaster a capire che il tipo di film che stiamo facendo potrebbe essere di forte sostegno per la televisione, in particolare quella generalista, che è in piena crisi anche se non se ne accorge”.

Un impulso considerevole al rilancio all’esercizio ma anche di circuiti nuovi e alternativi viene sicuramente dalla digitalizzazione, con cambiamenti repentini e inattesi come la sigla di un accordo presto operativo tra iTunes e Rai Cinema, annunciato proprio dall’AD Paolo del Brocco, insieme alla notizia dello stanziamento di un fondo per la realizzazione di 12 film destinati solo all’on line. Un’apertura non indifferente che trova d’accordo anche Tozzi, secondo cui l’offerta legale di contenuti sul web è uno degli altri fronti su cui lavorare, e l’AD di Cinecittà Luce Luciano Sovena, che spera di vincere le ritrosie di molti autori emergenti ad abbandonare la sala, dove però è difficile garantire uscite con più di 5-6 copie, a favore del virtuale.

apr
24
2010
0

Una specie di società di frutta

Sull’onda del successo (solo mediatico per alcuni) dell’iPad e degli ultimi risultati annunciati la Apple si è lasciata alle spalle i 200$ di quotazione intorno a cui orbitava da molti mesi, ha superato di slancio i 250$ e secondo alcuni potrebbe raggiungere tranquillamente i 300$. Con questi numeri sta per superare/ha superato in capitalizzazione la Microsoft, il che mi offre una buona occasione per pubblicare un po’ di grafici che mi sono tenuto da parte in queste settimane.

Questo qui sotto (fonte), ad esempio, ci dice da dove vengono i ricavi della casa di Steve Jobs. Da notare, ovviamente, il peso dell’iPhone.

sai-chart-apple-revenue-by-segment-march-2010.gif

Da Royal Pingdom ecco poi una serie di grafici molto interessanti che confrontano l’andamento di ricavi e profitti tra Apple, Microsoft e Google nel lungo periodo, cominciamo con i ricavi, dal trend parecchio evidente.

4505468978_5bc43b17f1_o.png

Ancor più interessante, volendo, il grafico dei profitti.

4505469022_f524e4d808_o.png

Mi sembra superfluo commentare quanto sia possibile individuare nei grafici tre fasi: una prima di cui non abbiamo gran memoria in Italia nella quale la Apple era addirittura più grande della Microsoft, la seconda di evidente sofferenza per una Apple priva del suo fondatore Steve Jobs, ed una terza in cui la Apple, di nuovo con Steve al timone, ha contribuito a cambiare il mondo sotto ai piedi del colosso di Redmond e non solo. Intendiamoci, dal 1995 ad oggi il mondo è cambiato non certo grazie alla Apple, che ha continuato a fare il suo mestiere, facendo in realtà molto poco su internet, ma facendo quel poco, alla fine l’iTunes Store, molto bene e integrandolo a meraviglia nell’ecosistema dei suoi prodotti hardware, con Mac che è diventato davvero quell’hub della vita digitale che fece sorridere molti al momento della sua presentazione, ma è oggi nelle abitudini di tutti.

Molto interessante un dato ricavato dai grafici, ovvero che nel 2009 Microsoft e Google erano praticamente allineati in termini di redditività, intorno al 27.6%, mentre la Apple era a solo 17.8%, ma in rapida crescita, vedremo cosa sarà successo alla fine dell’anno. Sempre dalla stessa fonte ecco un altro grafico che ci dice quanto queste società, più altre, hanno sul loro conto in banca.

4441067132_d8c73e81da_o.png

Ma perché parlo così tanto di Apple in questo blog che dovrebbe parlare soprattutto di Cinema e nuove tecnologie? Semplicemente perché Jobs nel suo essere il Ceo del decennio ha capito meglio e prima di altri che se internet avrebbe rivoluzionato i canali di distribuzione dell’audiovisivo ci sarebbe stato bisogno, a monte a e valle di questi canali, di nuovi “negozi” e nuovi “walkman” (e televisori) con cui fruire quegli stessi prodotti.

Ecco quindi prima l’iPod e poi l’iTunes Music Store, che successivamente è diventato l’iTunes Store quando ha cominciato a vendere anche serie tv e film.

La Apple ha sempre prodotto dell’hardware bello e innovativo che tutti vogliono, mosso da software altrettanto innovativo che ha indicato la strada di come avremmo interagito con tutti gli altri hardware (è stato così con l’interfaccia del Mac e il mouse e di nuovo, oggi, con l’intuizione dell’iPhone estesa alla superficie dell’iPad) e in più ha costruito intorno a tutto questo un sistema di distribuzione di contenuti che funziona, nonostante il DRM che, comunque giustamente, i detentori dei diritti delle opere audiovisive impongono.

Qui in Italia percepiamo poco questo aspetto perché siamo al minimo 4 anni indietro rispetto alla realtà americana da questo punto di vista. Scrivendo questo post ho ritrovato su NextScreen, dove originariamente era stato pubblicato, questo post sull’annuncio congiunto Jobs-Iger dello sbarco sull’iTunes Store (che per l’occasione toglieva Music dal suo nome) e mi rendo conto che sono passati quasi quattro anni da quel giorno e qui da noi non è ancora cambiato assolutamente niente!

Questo non è un post sulla pirateria, ma hai voglia a parlare di pirateria quando, dal punto di vista dell’offerta, siamo un paese indietro di quattro anni su temi fodnamentali come il download-to-own e il download-to-rent, mentre la nostra domanda è ovviamente, allineata a quella di tutto il pianeta.

Chiudo tornando alla Apple e alla Microsoft, che ha invece seguito un’altra strada, tentando comunque una sua strategia internet che a giudicare da un altro grafico in cui mi sono imbattuto proprio oggi non è certo stata altrettanto redditizia e strategicamente indovinata.

chart-of-the-day-microsofts-online-income-mar-2010.jpg

Così, mentre mi domando se l’accordo con Facebook per Docs.com non arrivi un po’ troppo tardi e mi rispondo che no, non è troppo tardi perché al mondo ci sono milioni di persone che non sanno dell’esistenza di Google Docs che usano tutti i giorni sia Facebook che Office (anzi, direi che in ufficio usano proprio i due contemporaneamente), vado a vedermi Avatar sull’iPad… ovviamente comprato negli USA perché tristemente, da noi ancora non si può.

apr
24
2009
0

CineGuru.biz Cold News # 20

Cineguru.biz Cold News è una raccolta di link a news che ritengo interessanti per i temi trattati in questo blog e a cui ho potuto dedicare solo un breve commento.

- Cominciamo con una notizia dal Giornale dello Spettacolo: “Circa mezzo milione di euro è l’incasso netto raccolto ieri, giovedì 23 aprile, nelle sale cinematografiche, che sarà devoluto alla Protezione Civile per attività di ricostruzione nelle zone dell’Abruzzo devastate dal terremoto.

L’iniziativa è stata voluta da tutta l’industria cinematografica, esercenti, distributori e produttori, come segno di concreta vicinanza con le popolazioni duramente colpite.

Unanime soddisfazione per il positivo esito della manifestazione di solidarietà, alla quale hanno partecipato quasi duemila sale cinematografiche, e compiacimento per la significativa cifra raccolta, è stato espresso dai presidenti delle associazioni degli esercenti, Paolo Protti (Anec) e Carlo Bernaschi (Anem), e dell’Anica, Paolo Ferrari, Michele Napoli (distributori) e Riccardo Tozzi (produttori)“.

-Il 30% dei file piratati è scaricato dagli uffici pubblici, sarà per questo che le reti degli uffici pubblici sono sempre così lente e i terminali bloccati?

- Dopo gli show televisivi sull’iTunes Store tedesco sono disponibili per il download anche i film. Noi, invece, continuiamo a fare male alla nostra industria e soprattutto alla cultura del download legale puntando su servizi risibili (ne ho appena parlato).

- Questa è super-cold, superata in pieno dagli eventi credo, comunque Sony è in trattativa per usare YouTube per la “distribuzione online” dei film per intero. Ha talmente senso che se YouTube diventa la casa d’elezione per los treming dei film forse finalmente BitTorrent verrà usato per il download (si, legale).

- Il 29 aprile chiude LycosCinema. L’idea del sito era quella di permettere a più persone di vedere contemporaneamente lo stesso video, attraverso il “simulstreaming”, e condividere così un’esperienza simile a quella della visione in compagnia. Non ha funzionato, ma sembra più per mancanza di contenuti che per difetti nell’idea. Ecco, cose analoghe potrebbero minacciare parte dell’esperienza cinematografica (ma una cosa analoga non la farebbe anche il Blu-Ray?).

- Di pirateria online ha deciso di occuparsi con maggiore attenzione anche BadTaste, che ha inaugurato a la fine una nuova rubrica: FilmSharing.

- Ecco i primi 10 social network del mondo più popolari per numero di utenti. Flixter è davvero niente male, non avrei mai pensato di Habbo, certo ne abbiamo di strada da fare.

- Che abbiamo aperto il blog speciale di Amabili Resti l’ho detto? Qui forse no, quindi ecco il link al blog di Amabili Resti, un film tratto da un libro splendido di cui seguiremo tutte le fasi di lavorazione dall’uscita delle prime foto all’arrivo in sala. Come per tutti i nostri blog ci sono vari modi per seguirlo:

- Feed RSS/Atom dei post
- Feed RSS/Atom dei commenti
- Iscrizione alla newsletter dei post powered by FeedBurner
- Twitter
- MyBlogLog

Il blog è ottimizzato per la visione su iPhone e iPod Touch grazie a WPtouch.