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Video online: Facebook batte Twitter nello share, gli utenti mobile più “fedeli” di quelli tradizionali [Infographic]

YouTube mantiene ben saldo il proprio primato nella fruizione di video online. Secondo le ultime stime, rivelate da Reuters, l’ammontare delle sue visualizzazioni mensili avrebbe superato quota 4 miliardi, in crescita del 25% negli ultimi otto mesi. 60 sono invece le ore di upload al minuto, in decisa crescita rispetto alle 48 dichiarate lo scorso maggio. Merito in parte dei contenuti originali che il portale di Google ha cominciato a produrre anche in partnership con personaggi chiave dello showbiz, quali Madonna e Jay-Z, per competere con i grandi network statunitensi. Per ammissione dello stesso sito, gran parte dell’incremento si deve tuttavia allo sforzo sostenuto per diffondersi su varie piattaforme come smartphone e tablet. Quanto influiscono i dispositivi mobili sul consumo di video online? Vi proponiamo un’infografica elaborata a proposito dall’host di web video WISTIA.

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Apple tv: Cupertino in trattative con i grandi media per dare forma alla televisione del futuro

Quando ad ottobre prese il via il servizio cloud UltraViolet per lo storage e la visione online dei film  di major come Warner e Paramount, trapelò la notizia che anche Apple si stava muovendo ai piani alti di Hollywood per riempire la sua nuvola di contenuti in grado di competere con quelli offerti su altre piattaforme rivali. Ora l’indiscrezione assume nuove contorni e arriva a coinvolgere la nuova attesa Apple TV, questo mentre UltraViolet sbarca in Gran Betragna e altri potenti competitor come Google annunciano di voler marcar stretto la compagnia fondata da Steve Jobs.

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Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%

Apple domina il settore delle Internet tv: a rivelarlo è uno studio della società Strategy Analytics sui Connected TV Players, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il 30% del mercato, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione “smart”.

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Apple apre la sua nuvola a Hollywood: rumors su trattative per offrire film in streaming via iCloud

Non ha fatto nemmeno in tempo ad entrare in piena operatività UltraViolet, che subito il sistema cloud per la visione e l’archivio on line della propria library home video rischia di veder nascere un serio competitor. Oggi i media statunitensi hanno infatti rivelato come Apple sia già in trattative con le major hollywoodiane per lanciare il consumo di film via streaming anche attraverso il suo sistema iCloud. Un sistema che pure ha debuttato da pochissimo, ma che sembra già in vena di espansione verso quei contenuti video fino ad ora non contemplati in via prioritaria dalla sua offerta.

Stando a quanto riferito al Los Angeles Times da fonti che preferiscono rimanere anonime, l’intenzione di Apple sarebbe quella di permettere ai consumatori di acquistare i titoli degli Studios via  iTunes per poi fruirli attraverso il suo sistema cloud su ogni dispositivo marchiato dall’inconfondibile mela, a partire ovviamente da iPhone e iPad. Il servizio dovrebbe partire già dalla fine dell’anno o nei primissimi mesi del 2012.

La notizia è tanto più rilevante quanto arriva immediatamente in seguito al lancio definitivo del concorrente UltraViolet, sviluppato da un consorzio di major cinematografiche e imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment (tra cui Microsoft e Intel) da cui mancano praticamente solo Disney, Apple e Amazon. In molti si chiedevano quale sarebbe stata la risposta di questi tre potenti soggetti, e quella della compagnia fondata da Steve Jobs non si è lasciata attendere, anche se per ora in via non ufficiale.

Intanto domani sarà disponibile il secondo film entrato nella “nube” di UltraViolet, Lanterna Verde, distribuito da quella Warner Bros che insieme a Paramount e Sony è stata tra le major più attive nel promuovere il servizio nell’intento di rivitalizzare non solo il settore dell’online ma anche quello del supporto fisico. UltraViolet infatti consente di creare la propria libray accessibile ovunque via Internet, ma solo a chi acquista una copia in DVD o Blu-ray dei film distribuiti in tale modalità “multicanale” dagli Studios.

 

AppStore ecco le statistiche più aggiornate

Sono oltre mezzo milione, 500.000, le applicazioni approvate e messe in vendita sull’AppStore della Apple, anche se “solo” 400.000 di queste sono attualmente live nel negozio americano.

Se da una parte si può dire che Facebook ha creato una sottoinsieme realmente significativo della grande internet, dall’altra i dispositivi Apple basati sull’iOS, iPhone e iPad, occupano a loro volta una posizione di assoluto dominio dei servizi mobile.

Un’opportunità promozionale e di contatto con i propri clienti cui via via si affiancherà per diffusione anche in Italia Adroid e con cui sarà sempre più importante confrontarsi. Ecco quindi via 148Apps un utile riepilogo dei traguardi numerici raggiunti dalle Applicazioni Apple.

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ScreenWeek approda su Android con Film al Cinema

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ScreenWeek.it approda anche su Android! Dopo le applicazioni per iPhone e per iPad arriviamo anche su Android con l’applicazione Film al Cinema by Sw.

Si tratta della versione per il sistema operativo mobile made in Google della nostra prima applicazione per iPhone ScreenWEEK che offre gratuitamente le schede dei film in sala, complete di trailer, e la programmazione in oltre 2000 sale cinematografiche.

Hop e la sua campagna promozionale cross-mediatica

Hop è il nuovo film della Illumination Entertainment di Chris Meledandri, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in questo post visto che ha intenzione di raddoppiare la produzione dello studio dopo il grandissimo successo di Cattivissimo Me. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare sulle sue gambe, e il suo fondatore ha grandi aspettative per i prossimi anni.

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Hop è il primo banco di prova della Illumination dopo i fasti dello scorso anno: si tratta di un film che mescola sapientemente CG e live action e ha come protagonisti in carne ed ossa James MarsdenKaley Cuoco, mentre le voci di personaggi animati in lingua originale sono di Russell BrandHugh Laurie e tanti altri.

Il regista del film è Tim Hill, che ha già una notevole esperienza nel mix CG-live action visto che ha diretto in passato Alvin Superstar (360 milioni di dollari!).

Nonostante la lavorazione di Hop sia durata anni, il trailer con le prime immagini è è stato mostrato solo a febbraio. Prima del Super Bowl si sapeva non molto della pellicola e l’intera promozione è sbocciata proprio con l’evento sportivo e televisivo più seguito d’America.

Dopo il trailer sono iniziati a piovere numerosi materiali ogni settimana, ma il punto forte della campagna è senza dubbio il ricco ventaglio di proposte di interazione e promozione collegate ai social network, ai dispositivi mobili e ad altri tipi di media.

Basta andare sul sito ufficiale del film (http://www.iwantcandy.com/) per capire la portata del fenomeno.

Abbiamo un classico collegamento alla pagina Facebook ufficiale del film, che attualmente vanta già ben 370mila fan, un numero considerevole per un film a due settimane dalla sua uscita che non fa parte di un franchise noto al grande pubblico.

Nella pagina ci sono numerose modalità di interazione e intrattenimento per tutte le fasce d’età, che vanno da giochi a concorsi istantanei, e il numero di fan è già indice del suo successo.

Nel sito sono presente inoltre cinque videogame, molto semplici e coinvolgenti, ma anche il link ad una App per iPhone e iPad. Si tratta di “Hop On Drums” ed è un’applicazione gratuita che permette agli utenti di suonare la batteria proprio come il divertente protagonista del film.

Ma la vera novità consiste in quello che è stato definito come “il primo cross-over in un gioco per un dispositivo mobile”.

Infatti Doodle Jump è un noto game per iPhone e iPod Touch creato da Lima Sky scaricato negli scorsi mesi in diverse milioni di copie. I suoi giocatori da pochi giorni hanno a disposizione un aggiornamento gratuito che gli permette di continuare a giocare al loro videogame però utilizzando nuovi livelli in cui il protagonista diventa appunto E.B., il protagonista di Hop.

Per tutte le persone che scaricheranno il gioco per la prima volta, il livello sarà invece già compreso. Con l’avvicinarsi della Pasqua, non può che incrementare il successo del gioco stesso e della pellicola. Non è la prima volta che un gioco per iPhone si presta ad un film, visto che qualche settimana fa vi avevamo presentato l’esempio di Angry Birds- Rio, ma in quel caso era un videogame creato ad hoc per la promozione della pellicola e non una potenziale integrazione come per Doodle Jump, quindi sono casi simili di promozione ma non identici.

Si può notare come ultimamente si stanno sperimentando sempre di più campagne transmediali cinematografiche, e i risultati di Rio e Hop (se fossero estremamente positivi) potrebbero far optare su questa strada anche le più importanti pellicole in uscita nei prossimi mesi.

Non è tutto: sempre dal sito ufficiale un link indirizza verso un concorso associato a Xfinity Tv, un sistema di intrattenimento on-demand molto popolare che fornisce tramite internet film e serie televisive. La possibilità di vincere un computer al giorno è decisamente allettante e anche in questo caso la promozione reciproca è sicuramente un successo.

Ci si rende sempre più conto di come si stia passando dal promuovere film con i principali brand (alimentari e non) verso prodotti d’intrattenimento virtuali, che sulla carta possono sembrare meno concreti di un gadget per bambini nei cereali, ma che sembrano avere grande appeal sui giovani e sugli adulti. Perché anche se si tratta di un film per bambini, ricordiamo che sono sempre i “grandi” a tirar fuori i soldi per i biglietti.

Hop sarà nelle sale italiane e americane dal 1 aprile 2011. Per tutti i materiali, le news e i video sul film basta cliccare sulla scheda qui sotto.

Fonti: ScreenWeek, The Hollywood Reporter, Facebook

Il parafulmine dell'iPhone 4

Sulle note di Antenna Song, la canzone che prende in giro il problema all’antenna dell’iPhone 4 che la Apple ha simpaticamente trasmesso durante la conferenza stampa dedicata al problema, vorrei condividere il più ovvio dei pensieri sull’argomento, coadiuvato da un grafico trovato qualche giorno fa in rete in un post che titola “Ecco come l’iPhone della Apple ha totalmente umiliato l’industria della telefonia mobile

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Il grafico parla davvero da solo e mostra la botta che la Apple ha dato agli utili di tutti produttori di telefonini, mentre il suo quasi triplicava in tre anni. Se questo non basta a dare una misura dell’umiliazione ricevuta dai giganti della telefonia mobile aggiungete il grafico seguente e il quadro è completo, perché Apple ha fatto tutto questo con solo il 3% di quota di mercato.

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Ecco perché quando Steve Jobs sale sul palco a dirci che il problema è analogo a quelli che hanno tutti gli altri produttori di telefonini, e nel caso dell’iPhone 4 riguarda meno dell’1% degli utenti, io gli credo in pieno e non posso fare a meno di sottoscrivere la considerazione che:

“I telefoni non sono perfetti, è una sfida per l’intera industria.”

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E’ chiaro però che nel caso di Apple la cosa abbia avuto una tale enfasi perché il problema dell’antenna è diventato un parafulmine contro cui tutti i suoi avversari si sono impegnati a lanciare saette sperando che l’hype che circonda il telefono della Apple in positivo funzionasse anche in negativo, creando un danno significativo alla fiducia nel brand Apple. Una cosa che magari fa piacere anche ai molti che hanno preso l’iPhone perché di moda ma poi non lo sanno nemmeno usare e così hanno finalmente una scusa per parlarne male.

In questo Apple ha forse sbagliato a non commentare subito con i dati presentati venerdì scorso il montare della questione antenna, ma se così avesse fatto ci saremmo persi qualche divertente contromisura. Ad esempio Nokia non avrebbe fatto sul suo blog quel bellissimo post in cui dichiara che possiamo prendere in mano i suoi telefonini in ogni modo, a cui sono seguiti decine di commenti di utenti che, video YouTube al seguito, mostravano la caduta di segnale sui suoi telefonini cambiando impugnatura. Senza contare che c’è anche chi gli ha fatto notare che lo scrivono pure nelle istruzioni di non toccare l’area dell’atenna in un certo modo.

Molto rumore per nulla, quindi, anche se di positivo c’è che adesso sappiamo che se cade la linea non è sempre e solo colpa degli operatori, che fino a poco tempo fa erano l’unico capro espiatorio dei problemi di “campo”.

iPad, quotidiani e nuove sfide dell'editoria

Finalmente ci siamo. Oggi l’iPad arriva ufficialmente in Italia, quasi due mesi dopo l’uscita negli USA. Dal mio primo viaggio con l’iPad ho già sperimentato più di un centinaio di applicazioni, ma negli ultimi giorni mi sono concentrato su Magazine e Quotidiani, perché se è vero che l’iPad è rivoluzionario per più di un motivo è certo che rappresenta una grandissima chance di rientrare in gioco, da protagonisti, per quegli editori storici che pur avendo ormai dei “siti” internet di livello, non sono mai stati del tutto in sintonia con la rete, con cui sono solo dovuti venire ai patti.

Proprio in rete, grazie all’iPad, possono adesso distribuire un nuovo tipo di prodotto più in sintonia con la loro cultura e il loro potenziale e i prossimi mesi saranno interessanti proprio per capire cosa funziona più e meglio sui nuovi dispositivi tablet/touch di cui l’iPad è il primo, per ora più importante, ma non unico rappresentante.

Nonostante il titolo di Repubblica, che è sempre stata brava a titolare che era “prima” in qualcosa fatto su internet (ricordo i tempi di Kataweb cinema…) anche se non è appunto vero, il primo quotidiano di cui ho provato una versione (deludente) su iPad è stato Il Messaggero (link App Store), uscito addirittura il 1 aprile.

Immagini per recensione applicazioni iPad

L’applicazione è quanto abbiamo già abbondantemente visto nelle versioni iPhone di molti quotidiani che si limitano ad aggregare e rilanciare i propri feed RSS ma, almeno per quanto posso dire io, la loro è la prima applicazione iPad di un quotidiano nostrano.

Repubblica, che su iPad si chiama Repubblica+ (Link App Store), è uscita nella seconda metà di maggio e devo dire che nei pochi giorni trascorsi dalla sua uscita è già notevolmente migliorata, risolvendo alcuni dei problemi che affliggevano la prima versione.

Immagini per recensione applicazioni iPad

La cosa più interessante dell’applicazione è che si apre con una schermata che lascia intendere un futuro di start page da cui scaricare, vedremo se gratuitamente o meno, più prodotti del suo gruppo editoriale. La versione iPad del quotidiano, che si apprezza anche per la possibilità di leggere alcuni articoli in versione testo ottimizzata per il device Apple, sarà quindi probabilmente un cavallo di troia con cui piazzare nei dispositivi dei lettori un ottimo nuovo canale di vendita di tutta l’offerta editoriale del gruppo.

Immagini per recensione applicazioni iPad

La cosa più fastidiosa dell’applicazione è invece la pubblicità a tutto schermo che si intromette nella navigazione con quello che su web chiameremmo un “interstitial”, che oltre a consumare banda (che in mobilità pagheremo) si aggiunge alla pubblicità già contenuta nelle pagine del quotidiano che, essendo molto frequente e ingombrante, dovrebbe già essere più che sufficiente a soddisfare gli appetiti economici dell’editore.

iPad

La sensazione è che aggiungendo questo tipo di presenza pubblicitaria si stia pensando di usare su questo tipo di applicazione sia il modello pubblicitario del giornale, quello della “pagina” pubblicitaria che quello del web, ovvero i banner, i video, i minisiti interattivi, cosa che va nella direzione di quanto proposto da Apple, ma è forse eccessivo quando si va ad innestare su un contenuto che già di suo contiene molta pubblicità, il cui valore per l’editore dovrebbe comunque ricominciare a crescere se queste applicazioni faranno nuovamente crescere il numero di copie “tirate” dei quotidiani.

Immagini per recensione applicazioni iPad

Se questa doppia pubblicità sia effettivamente troppo potremmo dirlo solo quando sapremo a quanto gli editori decideranno di vendere le loro versioni iPad. Potrei tollerare la pubblicità doppia su una versione gratuita del quotidiano, mai e poi mai l’accetterei su una versione a pagamento e, peggio ancora, nel caso di abbonamento.

E’ più semplice, ma è al momento la mia preferita, la versione iPad del Corriere della Sera (link App Store), che si apre direttamente sull’ultima edizione del giornale, si sfoglia con grande semplicità, potendo ovviamente zoommare sulle pagine, e non ha pubblicità aggiuntiva oltre a quella presente sulle pagine del quotidiano (che però venderà molte più pubblicità a tutta pagina).

Immagini per recensione applicazioni iPad

Qualche giorno fa il quotidiano ha pubblicato un articolo di presentazione dell’applicazione che ne descrive velocemente le funzionalità, che sono poi semplicemente la possibilità di sfogliarlo, di ingrandire porzioni della pagina per una migliore lettura, di saltare direttamente da una pagina all’altra con un apposito menù, e di leggere le vecchie edizioni in archivio.

Fwd:

Un’altra importante testata del gruppo RCS è stata portata su iPad con la stessa identica tecnologia. Si tratta della Gazzetta dello Sport che colora così di rosa anche il nuovo gioiello di casa Apple.

Gazzetta dello Sport Recensione iPad

In generale io ho trovato la fruizione di questi quotidiani su iPad assolutamente eccezionale. Se gli editori sapranno trovare formule commerciali adatte a tutti i diversi possibili segmenti di consumo (io ad esempio potrei abbonarmi ad un quotidiano, leggerne occasionalmente un altro anche pagando la singola copia e sfogliare gratis, quando capita, una Gazzetta) sono convinto che queste applicazioni faranno guadagnare nuovi lettori ai quotidiani, ne recupereranno di persi per strada e offriranno davvero una chance agli editori di rientrare “nella storia”, abbandonando modelli e canali distributivi ormai in via di estinzione.

Certo è che la modalità di navigazione sequenziale, quel gusto di sfogliare il giornale che con l’iPad si recupera davvero, è un qualcosa che può soddisfare le generazioni cresciute con la arta, ma non è detto eserciti lo stesso fascino sulle nuove generazioni, digitali per definizione, abituate ad una modalità di collegamento tra contenuti più ipertestuale e assolutamente interattiva.

L’iPad offre agli editori cartacei una grande occasione per innovare e lancia una nuova sfida agli editori del web, che si troveranno a dover competere su questi nuovi device proprio ora che sulla vecchia internet avevano cominciato ad ottenere quanto meritavano. Abbiamo la fortuna, di nuovo, di vivere in tempi interessanti.

L'economia dell'App Store

Sempre in casa Apple penso possa essere interessante questo infographic che riassume l’economia dello store della Applicazioni per iPhone e iPod Touch. Il grafico è precedente l’uscita dell’iPad, che sicuramente ha cambiato un po’ di cose. Fonte.

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