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	<title>CineGuru &#187; iPad</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Al via il CES 2012, tra nuovi contenuti Xbox Live, ultrabook, Google TV e schermi sempre più ultrasottili.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra nel vivo a Las Vegas il Consumer Electronics Show. Molte le novità, tra cui televisori di ultima generazione, schermi 3D da vedere senza occhialini e Google TV. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comincerà oggi a entrare nel vivo a <strong>Las Vegas</strong> l&#8217;edizione 2012 del <strong>CES</strong>, il <strong>Consumer Electronics Show</strong>, uno degli appuntamenti più importanti per il mondo dell&#8217;<strong>hi-tech</strong>. Molte sono state le anticipazioni  sulle novità che saranno presentate nel corso dell&#8217;evento, tra cui <strong>televisori di ultima generazione</strong>, altri partner per la<strong> Google TV</strong>, gadget ad alto contenuto tecnologico e forse anche nuove politiche sui contenuti dei colossi dell&#8217;infotainment. È vero che ormai le notizie e le release di nuovi prodotti si susseguono costantemente nel corso dell&#8217;anno, ma vediamo comunque quali saranno i temi principali di questa edizione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3184" title="ces_logo2" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/01/ces_logo2.jpg" alt="" width="598" height="379" /></p>
<p><span id="more-3183"></span></p>
<p><strong>MICROSOFT APRE (E CHIUDE) CON XBOX</strong></p>
<p>Sebbene la compagnia abbia annunciato che questa sarà l&#8217;ultima volta che parteciperà all&#8217;evento, nel suo kenyote speech di apertura il CEO <strong>Steve Ballmer</strong> non ha lesinato rivelazioni di una certo rilievo. Come vi abbiamo già fatto presente all&#8217;epoca del <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/microsoft-integra-xbox-con-windows-phone-e-si-allea-in-italia-con-mediaset-3013" target="_blank">lancio della nuova dashboard dell&#8217;Xbox</a>, è ormai chiaro come Microsoft punti a trasformare la sua console per videogame in una piattaforma con molte più funzionalità in grado di competere nel nascente mercato delle smart tv. Un passo in tal senso era stato già compiuto con  l&#8217;<strong>update dell&#8217;interfaccia </strong>e del servizio<strong> </strong><strong>Xbox Live</strong>, con la conclusione di accordi in tutto il mondo (compresa l&#8217;Italia, dove il partner scelto è stato<strong> Mediaset</strong>) per rendere il dispositivo un<strong> hub di programmi televisivi, film e sport.</strong> Il trend è stato però confermato al CES da <strong>Ballmer</strong>, che ha annunciato una <strong>partnership con News Corp.</strong> per l&#8217;offerta di contenuti provenienti da <strong>20th Century Fox, Fox Television, Fox News e The Wall Street Journal</strong>. L&#8217;intesa partirà entro l&#8217;anno, così come quella con <strong>Comcast</strong>, che renderà fruibile attraverso Xbox il suo <strong>Xfinity video streaming</strong>, e quella con lo show educativo per i più piccoli <em>Sesame Street</em>, che promette di coinvolgere i bambini in modo sempre più interattivo. La nuova <strong>Xbox</strong> sarà perciò <strong><em>&#8220;un device tutto-in-uno per l&#8217;intrattenimento nel salotto di casa&#8221;</em></strong>, stando alla definizione data da Ballmer, specificando come gli abbonamenti al suo servizio <strong>Live</strong> siano già <strong>40 milioni</strong>, e come i nuovi programmi  cambieranno il concetto di <strong>tv</strong> rendendola un <strong>medium bidirezionale</strong>. Intanto, a più stretto giro, si attende la release di<strong> Windows 8</strong>, prevista per febbraio.</p>
<p><strong>TABLETS</strong></p>
<p>Dopo essere saliti anche <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/a-natale-sara-boom-dei-tablet-e-amazon-e-pronta-alla-competizione-2981" target="_blank">in vetta alla classifica Nielsen</a> dei regali più ambiti tra bambini e adolescenti, questi dispositivi sono al centro dell&#8217;industria dell&#8217;hi-tech e probabilmente lo saranno anche al CES. Ci si aspetta che continui la<strong> sfida di Amazon ad Apple</strong> (come al solito non presente alla fiera), per quanto per ora il piatto della bilancia sia ancora a favore della seconda. Secondo gli analisti, nel <strong>2011</strong> sarebbero stati venduti <strong>più di 35 milioni di iPad</strong>, che potrebbero diventare<strong> 50 nel 2012</strong>. Da parte sua <strong>Kindle Fire</strong>, lanciato a novembre, nell&#8217;ultimo mese dello scorso anno ha venduto <strong>più di 4 milioni di dispositivi</strong>, cioè più di un milione a settimana. Un terzo incomodo potrebbe però rubare la scena ad entrambi: si tratta dell&#8217;<strong>ultrabook</strong>,  che non è un tablet ma un <strong>computer portatile estremamente sottile</strong> (una tendenza che come vedremo caratterizzerà anche le TV di quest&#8217;anno), oggetto di design ovviamente molto leggero  e veloce. Secondo il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-01-10/samsung-lanciano-schermo-oled-085343.shtml?uuid=AaeJSNcE" target="_blank"><em>Sole24Ore</em></a>, ne saranno annunciati oltre settanta modelli, e il prodotto potrebbe presto uscire dalla nicchia sfidando il primato dei <strong>MacBook Air</strong>. Questo tanto per ricordare anche come nel <strong>primo CES senza Steve Jobs</strong>, <strong>Apple</strong> rimanga onnipresente nonostante l&#8217;assenza formale.</p>
<p><strong>COME CAMBIA LA TV</strong></p>
<p>Quando<strong> Google</strong> ha perso<strong> Logitech </strong>nello sviluppo del suo &#8220;piccolo schermo&#8221;, si è subito parlato di nuovi partner pronti a sostenere il colosso di Internet nella<strong> corsa alla smart tv</strong>. E così è stato: in occasione del CES è stato infatti rivelato come <strong>Lg e Lenovo</strong> abbiano preso il posto della società svizzera aggiungendosi a <strong>Sony</strong> nel tentativo di dare corpo alla <strong>Google TV</strong>, progetto che però sembra non abbia ancora trovato la marcia giusta per ingranare. Intanto, alla fiera terrà banco un <strong>nuovo televisore ultrapiatto</strong> già denominato modello <strong>&#8220;carta da parati&#8221;</strong>. <strong>Lg</strong> intende battere il record per quanto riguarda gli schermi Oled (organic light emitting diode), presentandone uno da 55 pollici, dal peso di 7 chili e mezzo e dallo <strong>spessore di soli 4 millimetri</strong>. L&#8217;unica misura non ancora rivelata è quella del prezzo. Ci saranno inoltre gli <strong>schermi 4K</strong> con quattro mila pixel di risoluzione in orizzontale e soprattutto le<strong> tv 3D da vedere senza occhialini</strong>. Le presenterà <strong>Toshiba</strong>, forse nella speranza che eliminando &#8220;l&#8217;ingombro&#8221; si riesca a lanciare meglio il prodotto a livello di massa.</p>
<p><strong>E I CONTENUTI?</strong></p>
<p>Il CES è una fiera di tecnologia, ma come sta dimostrando soprattutto la corsa alla smart tv, il medium non sempre basta a fare il messaggio. Avranno forse meno eco degli ultimi ritrovati hi-tech, ma tra i protagonisti dell&#8217;evento ci saranno anche i fornitori dei prodotti audiovisivi, da i network tradizionali e dalle major, che giocano un ruolo fondamentale in quanto detentori dei diritti sulla maggior parte dei contenuti originali, ai nuovi grandi protagonisti del &#8220;video&#8221;  come YouTube. E le novità potrebbero essere interessanti se, come annunciato da indiscrezioni, alcuni Studios come <strong>Warner Bros</strong> ne approfitteranno per definire ulteriormente la propria politica in merito alle licenze, in particolare nel campo del VOD.<strong></strong></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.thewrap.com/media/column-post/ces-2012-microsoft-new-tablets-and-future-television-34185?page=0,2" target="_blank"><em>The Wrap</em></a>, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-01-10/samsung-lanciano-schermo-oled-085343.shtml?uuid=AaeJSNcE" target="_blank"><em>Sole24Ore</em></a>, <a href="http://vitadigitale.corriere.it/2012/01/08/la-tv-carta-da-parati-protagonista-a-las-vegas/" target="_blank"><em>Corriere della Sera</em></a>.</p>
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		<title>Uno sguardo alla &#8220;Generazione Z&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 11:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un grafico per riassumere le caratteristiche dei nativi digitali, ossia di quella generazione che non ha conosciuto il mondo prima della diffusione capillare del web, e quasi neppure dell'iPad.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla spesso dei <strong>nativi digitali</strong>, ossia di quella schiera di ragazzi che non ha conosciuto il mondo prima della diffusione capillare del web, e di tutti i dispositivi hi-tech che ne derivano. Ma quali sono le peculiarità  di questa <em><strong>Generation Z</strong></em>? Quali saranno le conseguenze pratiche di avere a portata di mano un serbatoio potenzialmente infinto di conoscenze e una pluralità vastissima di mezzi di espressione, ma anche un rapporto quasi viscerale con le apparecchiature tecniche e l’obbligo di vivere in un mondo che va alla velocità della <em>broadband</em>? Ha provato a riassumerle visivamente e numericamente il sito <strong><a href="http://infographiclabs.com/"><em>Infographiclabs</em></a></strong>, dividendo la sua ricerca  per temi, vale a dire <strong>caratteristiche</strong>, <strong>comportamento</strong>, <strong>impiego</strong>, <strong>educazione</strong> e qualche <strong>previsione</strong> per il futuro.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3124" title="Gen-Z_1" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Gen-Z_1.jpg" alt="" width="595" height="737" /></p>
<p><span id="more-3123"></span></p>
<p>Intanto, un premessa: i grafici sono stilati prendendo in considerazione i <strong>nati tra il 1992 e il 2010</strong>, che andrebbero a costituire circa <strong>il 18% della popolazione mondiale</strong>. Per quanto riguarda le <strong>caratteristiche</strong>, è ovvio come la maggioranza di loro si sia formata in ampia parte su e attraverso la Rete, e ciò implica un cambiamento nei modi della comunicazione, che sul web si svolge tipicamente in maniera non verbale. Essendo così spesso a contatto con <strong>prodotti ad alto contenuto tecnologico</strong>, i nativi digitali sono inoltre abituati all’istantaneità, ad avere una risposta immediata alle proprie azioni e a soddisfare le proprie esigenze in maniera estemporanea. Risultato? Secondo <em><strong>Infographiclabs</strong></em> la <strong>Generazione Z</strong> è <strong>individualista</strong>, fortemente c<strong>oncentrata sul sé</strong> e <strong>per nulla interessata alla socializzazione face-to-face</strong>, a cui vengono preferite le comunità online, <strong>Google</strong> e i <strong>social network</strong>, in particolare <strong>Facebook</strong>. Ne consegue anche una minore predisposizione ad accettare le norme sociali e scomodarsi a uscire dall’ambiente domestico per qualsivoglia motivo.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>comportamento</strong>, l’infografica sottolinea come la <strong>metà dei teenager</strong> che navigano su Internet siano anche dei <strong>consumatori</strong> che svolgono acquisti sul web; più di quattro su cinque userà il social network nel prossimo anno mentre è  il<strong> 96% dei ragazzi tra i 12 e 17 anni</strong>, almeno negli Stati Uniti, a connettersi<strong> in Rete una volta al mese o più</strong>. L’accessorio tecnologico preferito è l’<strong>iPad</strong>, grazie alla sua intuitività, sono predisposti alla condivisione e piuttosto vaccinati rispetto al marketing tradizionale. Non a caso, è il <strong>viral</strong> la strategia per superare le barriere immunitarie che hanno sviluppato nei confronti della pubblicità.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3125" title="Gen-Z_3" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Gen-Z_3.jpg" alt="" width="595" height="663" /></p>
<p>I riflessi forse meno esplorati di queste nuove consuetudini di vita sono però quelli sull&#8217;<strong>impiego</strong>: data la centralità dell’io all’interno della galassia digitale, per la <strong>Generazione Z</strong> gli<strong> ambienti di lavoro tradizionali</strong> risultano <strong>frustranti e improduttivi</strong>, e non riescono a generare il giusto <em>commitment</em>. Ecco anche perché molti nativi digitali possono aspettarsi di passare molto più tempo dei loro predecessori nella ricerca di un impiego, o magari di uno nuovo e più interessante, di non riuscire a raggiungere lo stesso livello di reddito dei propri genitori e di avere <strong>più difficoltà a mantenersi</strong>. Ovviamente, l’<strong>accesso a Internet e social network</strong> sul posto di lavoro è considerato <strong>diritto inalienabile</strong>. Per quanto riguarda l’<strong>educazione</strong>, vengono consigliate <strong>nuove forme di insegnamento e di apprendimento</strong>, come testi interattivi, <em>visual learning</em>, blog, podcast e altre forme di lavori di gruppo online, con un focus maggiore sullo sviluppo del pensiero critico e dell’abilità nel problem-solving piuttosto che sulla semplice memorizzazione dei programmi di studio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3126" title="Gen-Z_4" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/Gen-Z_4.jpg" alt="" width="595" height="819" /></p>
<p>Le <strong>previsioni</strong> per il futuro di questa generazione sono in fin dei conti <strong>ottimistiche</strong>: secondo <em><strong>Infographiclabs</strong></em>, sarà ben organizzata e abile stratega,  ben disposta al <strong>dialogo</strong> e “<strong>la più leale</strong>” che si sia vista, almeno dagli anni ’70. Le industrie sono perciò avvertite: non basterà solo l’impegno, con i clienti del futuro ci vorrà una vera propria interazione, e <strong>brand</strong> capaci di comunicare molto più che in precedenza.</p>
<p>Il grafico intero sul <a href="http://infographiclabs.com/infographic/born-into-tech-generation-z/">sito</a> di <em><strong>Infographiclabs.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Apple tv: Cupertino in trattative con i grandi media per dare forma alla televisione del futuro</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/12/apple-tv-cupertino-in-trattative-con-l-grandi-media-per-dare-forma-alla-televisione-del-futuro-3077</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuove indiscrezioni per uno dei progetti più attesi della compagnia fondata da Steve Jobs. Una tv che risponderà ai comandi vocali e al movimento, e che consentirà agli utenti di vedere i programmi in maniera intermodale, passando con facilità dallo streaming in tv a quello su iPhone o iPad.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ad ottobre prese il via il<strong> servizio cloud UltraViolet</strong> per lo storage e la visione online dei film  di major come Warner e Paramount, trapelò la <a href="http://cineguru.screenweek.it/?p=2690">notizia</a> che anche Apple si stava muovendo ai piani alti di Hollywood per riempire la sua nuvola di contenuti in grado di competere con quelli offerti su altre piattaforme rivali. Ora l&#8217;indiscrezione assume nuove contorni e arriva a coinvolgere la nuova attesa <strong>Apple TV</strong>, questo mentre <strong>UltraViolet</strong> sbarca in Gran Betragna e altri potenti competitor come <strong>Google</strong> annunciano di voler marcar stretto la compagnia fondata da <strong>Steve Jobs.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3047" title="apple-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/apple-tv.jpg" alt="" width="474" height="328" /></p>
<p><span id="more-3077"></span>Stando a quanto riportato dal <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204791104577106531093742246.html"><em>Wall Street Journal</em></a>, nelle ultime settimane <strong>Apple</strong>  sarebbe stata infatti impegnata in trattative con diversi colossi mediatici per scagliare il proprio <strong>attacco definitivo alla vecchia tv</strong>. Se l&#8217;iPhone è stato e rimane tutt&#8217;oggi uno dei prodotti hi-tech su cui si concentra il maggior numero di rumors, anche l&#8217;attesa per la nuova<strong> Apple TV</strong> si fa sempre più impaziente e secondo questo ultimo giro di indiscrezioni, sarebbe stato lo stesso vice presidente della compagnia, <strong>Eddy Cue</strong>, ad illustrare ai possibili  nuovi partner dell&#8217;industria dell&#8217;informazione e dell&#8217;intrattenimento le specifiche del nuovo dispositivo, che dovrebbe permettere di<strong> vedere film, serie tv e altri contenuti audiovisivi in wireless streaming</strong> e anche di integrarsi con gli altri apparecchi del marchio come <strong>cellulari e tablet</strong>. La<strong> televisione del futur</strong>o dovrebbe inoltre <strong>rispondere ai comandi vocali e al movimento</strong>, e per quanto le fonti del <em>WSJ</em> definiscano &#8220;vaghi&#8221; gli aggiornamenti forniti dalla compagnia, sembra che l&#8217;idea sia quella di consentire agli utenti di vedere i programmi in maniera intermodale, passando cioè con facilità <strong>dallo streaming in tv a quello su iPhone o iPad e vicevers</strong>a. Gli altri device potrebbero diventare uno strumento per<strong> telecomandare la tv</strong> o per riprodurvi contenuti attraverso la tecnologia <strong>AirPlay</strong>. L&#8217;intenzione sembrerebbe inoltre quella di includere nel sistema <strong>iCloud</strong>, ma su questo punto e sulla riproducibilità in wireless su più apparecchi la compagnia di Cupertino potrebbe incontrare le preoccupazioni di alcune emittenti, come HBO, riguardo alla <strong>pirateria</strong>.</p>
<p>Nonostante tutto, secondo il <em>WSJ</em>, rimane &#8220;poco chiaro&#8221; cosa Apple stia cercando di ottenere dell&#8217;industria dei media. Sembra infatti che non siano ancora stati chiesti i diritti per alcun contenuto, mentre altre fonti della testata statunitense parlano di un possibile accordo con le compagnie televisive per <strong>avviare in partnership un nuovo service video</strong> o una sorta di nuova <strong>tv ad abbonamento</strong> simile a quella offerta oggi dagli operatori USA via cavo.  Tuttavia si sarebbe trattato solo di incontri &#8220;esplorativi&#8221;, per cui sembra che ci sarà bisogno ancora di tempo per diradare la nebbia sulla nuova <strong>smart tv della Apple</strong>, su come trasmetterà, su come interagirà con gli impianti a marchio Mela già esistenti sul mercato (che secondo alcuni <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/12/raddoppia-il-mercato-dei-televisori-connessi-alla-rete-e-apple-lo-guida-con-una-fetta-di-oltre-il-30-3046">studi</a> avrebbero già venduto 4 milioni di esemplari in tutto il mondo) e su quali contenuti intenda offrire per rispondere alle mosse già compiute in tal senso da competitor come <strong>Microsoft</strong> e <strong>Sony</strong>.</p>
<p>Intanto, nientemeno che dall&#8217;Italia, <strong>Google</strong> raccoglie e rilancia la sfida. <em>&#8220;<strong>Google tv</strong> arriverà in Europa nella prima metà del 2012&#8243;</em>, ha ricordato in un&#8217;intervista al <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_19/il-capo-di-google-e-i-piani-segreti-brutale-concorrenza-con-apple-massimo-gaggi_72dc3402-2a09-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a> il chairman <strong>Eric Schmidt</strong>, ammettendo che la competizione, su questo e sul fronte iPhone vs. Android, sarà brutale. &#8220;Sono le regole del mercato&#8221;, sottolinea Schmidt, per cui nonr esta che attendere la prossima mossa nella consapevolezza che &#8220;va tutto a vantaggio del consumatore&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Raddoppia il mercato dei televisori connessi alla Rete, e Apple lo guida con una fetta di oltre il 30%</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 19:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell'hi-tech avrebbe già venduto circa 4 milioni di Apple TV in tutto il mondo, mentre il totale delle connected tv si aggirerebbe intorno ai 12 milioni secondo lo studio diffuso da Strategy Analytics.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apple</strong> domina il settore delle<strong> Internet tv</strong>: a rivelarlo è uno studio della società<strong> </strong><a href="http://www.strategyanalytics.com/default.aspx?mod=pressreleaseviewer&amp;a0=5147"><strong>Strategy Analytics</strong></a> sui <strong>Connected TV Players</strong>, secondo cui il media center marchiato dalla Mela nel 2011 raggiungerà una quota pari a circa il <strong>30% del mercato</strong>, segnando un importante punto a proprio favore nella competizione per accaparrarsi il predominio sulla nascente televisione &#8220;smart&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3047" title="apple-tv" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/12/apple-tv.jpg" alt="" width="474" height="328" /><span id="more-3046"></span>In attesa del rumoreggiato lancio di un dispositivo di terza generazione, il colosso dell&#8217;hi-tech avrebbe già venduto circa <strong>4 milioni di Apple TV</strong> in tutto il mondo, mentre il totale delle<strong> connected tv</strong> si aggirerebbe intorno ai <strong>12 milioni</strong> ed entro l&#8217;anno dovrebbe approssimarsi al raddoppio rispetto alle cifre registrate nel 2010. Merito della stessa compagnia di <strong>Cupertino</strong> e di pochi altri apparecchi rivali come <strong>Roku</strong>, che con i loro<strong> prezzi competitivi</strong> e la <strong>facilità di utilizzo</strong> hanno vinto lo scetticismo dei consumatori e cominciato ad insidiare il mercato dei set-top box tradizionali. Negli <strong>USA</strong>, secondo <strong>Strategy Analytics</strong>, sarebbero l&#8217;<strong>8%</strong> i<strong> nuclei familiari in possesso di tv connessa alla Rete</strong>, mentre in Europa le cifre sarebbero più basse di un punto percentuale.  Interessante inoltre l&#8217;analisi dei <strong>contenuti</strong> veicolati attraverso questi device in odore di smart tv: dallo studio emerge infatti come gli <strong>utenti del player di Apple</strong>  siano <strong>maggiormente inclini a noleggiare prodotti audiovisivi</strong> rispetto a chi possiede una tv normale, con uno scarto che va dal 30% dei primi al 20% dei secondi.</p>
<p>Oltre alla<strong> dotazione tecnologica</strong> delle famiglie, sembra perciò che ad essere pronti per il salto siano anche i <strong>consumatori</strong>, sempre meno disposti a sottoscrivere gli abbonamenti ai canali via cavo e, al contrario,<strong> sempre più abituati al consumo dei programmi via web</strong>. Stando a una ricerca riportata da <a href="http://allthingsd.com/20111209/time-to-say-goodbye-to-the-cable-guy-why-youll-buy-tv-on-the-web-in-2012/"><em>All Things D/The Wall Street Journal</em></a>, il mercato della TV connessa dovrebbe raggiungere la piena maturità già nel 2012, anno in cui gli spettatori potrebbero avere cioè a loro disposizione una <strong>vera emittente operativa esclusivamente online</strong>, con un mix di prodotti originali e di una massa critica di contenuti acquistati dai maggiori player del settore dell&#8217;intrattenimento. Ciò potrebbe incoraggiare una decisa accelerazione nel passaggio alla<strong> smart tv</strong>, che non richiede solo tecnologia ma anche una programmazione in grado di competere con i network tradizionali. L&#8217;unica domanda è: chi darà ufficialmente avvio al cambiamento? Molti sono gli analisti che si aspettano una mossa dai provider che già opernao nel mondo della telefonia e della tv connessa, come <strong>Verizon</strong>, ma secondo lo studio citato da <em>All Things D</em>, lo scenario più probabile sembrerebbe quello di<strong> un operatore esterno</strong> alla realtà del piccolo schermo. E anche senza che vengano rivelati nomi, è difficile non pensare alla sfida lanciata a tal proposito dalla nuova, vasta, <strong>offerta di canali da parte di YouTube</strong>.</p>
<p>Intanto <strong>Apple</strong> non rimane ferma neanche sul fronte dei contenuti e continua ad espandere il modello vincente dei suoi <strong>store online</strong>. Come riportato ieri sul <a href="http://www.washingtonpost.com/business/summary-box-apple-launches-itunes-store-in-16-latam-countries-including-brazil-argentina/2011/12/13/gIQAHy3NsO_story.html"><em>Washington Pos</em>t</a> e altre testate internazionali, <strong>iTunes</strong> è infatti sbarcato ufficialmente in <strong>Brasile</strong> e altri <strong>15 Paesi dell&#8217;America Latina</strong>, portando a 51 il numero totale degli Stati in cui si può accedere al negozio virtuale della Mela.Il catalogo che la compagnia si propone di offrire a un pubblico piuttosto a suo agio con la <strong>pirateria</strong>, consta di più di <strong>20 milioni di brani musicali</strong> e di di<strong> un milgiaio di film</strong>: l&#8217;intenzione sembrerebbe infatti quella di <strong>combattere la circolazione di contenuti illegali in Rete</strong> con un&#8217;offerta ad ampio raggio, anche in vista della probabile prossima commercializzazione in Brasile di<strong> iPod, iPad e iPhone</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Apple apre la sua nuvola a Hollywood: rumors su trattative per offrire film in streaming via iCloud</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/10/apple-apre-la-sua-nuvola-a-hollywood-rumors-su-trattative-per-offrire-film-in-streaming-via-icloud-2690</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[UltraViolet]]></category>

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		<description><![CDATA[A stretto giro dalla partenza di UltraViolet, il cinema vola sempre più tra le nuvole. Dagli Usa,  indiscrezioni sulle trattative che vedrebbero impegnata Apple a proccacciarsi i film da fruire via iCloud.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha fatto nemmeno in tempo ad entrare in piena operatività <strong>UltraViolet,</strong> che subito il sistema cloud per la visione e l’archivio on line della propria library home video rischia di veder nascere un serio competitor. Oggi i media statunitensi hanno infatti rivelato come <strong>Apple</strong> sia già <strong>in trattative con le major hollywoodiane</strong> per lanciare il consumo di film via streaming anche attraverso il suo sistema <strong>iCloud</strong>. Un sistema che pure ha debuttato da pochissimo, ma che sembra già in vena di espansione verso quei contenuti video fino ad ora non contemplati in via prioritaria dalla sua offerta.</p>
<p>Stando a quanto riferito al <a href="http://latimesblogs.latimes.com/entertainmentnewsbuzz/2011/10/apple-prepping-movie-cloud-service-devices-may-work-with-ultraviolet.html"><em>Los Angeles Times</em> </a>da fonti che preferiscono rimanere anonime, l’intenzione di <strong>Apple</strong> sarebbe quella di permettere ai consumatori di acquistare i titoli degli Studios via <strong> iTunes</strong> per poi fruirli attraverso il suo sistema cloud su ogni dispositivo marchiato dall’inconfondibile mela, a partire ovviamente da<strong> iPhone e iPad</strong>. Il servizio dovrebbe partire già dalla fine dell’anno o nei primissimi mesi del 2012.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2691" title="iCloud-08062011" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/10/iCloud-08062011.jpg" alt="" width="550" height="250" />La notizia è tanto più rilevante quanto arriva immediatamente in seguito al lancio definitivo del concorrente <strong>UltraViolet</strong>, sviluppato da un consorzio di major cinematografiche e imprese leader nel settore della tecnologia e dell’entertainment (tra cui <strong>Microsoft e Intel</strong>) da cui mancano praticamente solo <strong>Disney, Apple e Amazon</strong>. In molti si chiedevano quale sarebbe stata la risposta di questi tre potenti soggetti, e quella della compagnia fondata da Steve Jobs non si è lasciata attendere, anche se per ora in via non ufficiale.</p>
<p>Intanto domani sarà disponibile il secondo film entrato nella “nube” di <strong>UltraViolet</strong>, <a href="http://www.screenweek.it/film/17575-Lanterna-Verde"><em>Lanterna Verde</em></a>, distribuito da quella <strong>Warner Bros</strong> che insieme a <strong>Paramount</strong> e <strong>Sony</strong> è stata tra le major più attive nel promuovere il servizio nell’intento di rivitalizzare non solo il settore dell’online ma anche quello del supporto fisico. <strong>UltraViolet</strong> infatti consente di creare la propria libray accessibile ovunque via Internet, ma solo<strong> a chi acquista una copia in DVD o Blu-ray</strong> dei film distribuiti in tale modalità “multicanale” dagli Studios.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AppStore ecco le statistiche più aggiornate</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/05/appstore-ecco-le-statistiche-piu-aggiornate-2257</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 18:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono oltre mezzo milione, 500.000, le applicazioni approvate e messe in vendita sull&#8217;AppStore della Apple, anche se &#8220;solo&#8221; 400.000 di queste sono attualmente live nel negozio americano. Se da una parte si può dire che Facebook ha creato una sottoinsieme realmente significativo della grande internet, dall&#8217;altra i dispositivi Apple basati sull&#8217;iOS, iPhone e iPad, occupano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono oltre mezzo milione, 500.000, le applicazioni approvate e messe in vendita sull&#8217;<strong>AppStore</strong> della <strong>Apple</strong>, anche se &#8220;solo&#8221; 400.000 di queste sono attualmente live nel negozio americano.</p>
<p>Se da una parte si può dire che <strong>Facebook</strong> ha creato una sottoinsieme realmente significativo della grande internet, dall&#8217;altra i dispositivi Apple basati sull&#8217;iOS, <strong>iPhone</strong> e <strong>iPad</strong>, occupano a loro volta una posizione di assoluto dominio dei servizi mobile.</p>
<p>Un&#8217;opportunità promozionale e di contatto con i propri clienti cui via via si affiancherà per diffusione anche in Italia <strong>Adroid</strong> e con cui sarà sempre più importante confrontarsi. Ecco quindi via <a href="http://www.148apps.com/news/app-store-milestone-500000-applications-approved/">148Apps</a> un utile riepilogo dei traguardi numerici raggiunti dalle Applicazioni Apple.</p>
<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/05/500kAppsInfographic.png" alt="500kAppsInfographic" border="0" width="650" height="4712" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hop e la sua campagna promozionale cross-mediatica</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/03/hop-e-la-sua-campagna-promozionale-cross-mediatica-1912</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 23:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Webmarketing]]></category>
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		<category><![CDATA[illumation enterteinment]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Universal]]></category>

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		<description><![CDATA[Hop è il nuovo film della Illumination Entertainment di Chris Meledandri, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in questo post visto che ha intenzione di raddoppiare la produzione dello studio dopo il grandissimo successo di Cattivissimo Me. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Hop </strong></em>è il nuovo film della <strong>Illumination Entertainment </strong>di <strong>Chris Meledandr</strong>i, di cui abbiamo proprio parlato nei giorni scorsi in <a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/03/chris-meledandri-raddoppia-la-produzione-della-illumination-entertainment-1907">questo post</a> visto che ha intenzione di <strong>raddoppiare la produzione </strong>dello studio dopo il grandissimo successo di<em><strong> Cattivissimo Me</strong></em>. Il piccolo studio che collabora con la Universal Pictures ha intenzione di crescere e di camminare sulle sue gambe, e il suo fondatore ha grandi aspettative per i prossimi anni.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="embed-screenweek" href="http://www.screenweek.it/film/23964-Hop/poster/121171"><img class="aligncenter" src="http://static.screenweek.it/2011/3/5/hop-poster-italia-2_mid.jpg" alt="Hop Poster Italia 2" width="346" height="512" /></a></p>
<p>Hop è <strong>il primo banco di prova</strong> della Illumination dopo i fasti dello scorso anno: si tratta di un film che <strong>mescola sapientemente CG e live action</strong> e ha come protagonisti in carne ed ossa <a href="http://www.screenweek.it/star/1513-James-Marsden">James Marsden</a> e <a href="http://www.screenweek.it/star/1633-Kaley-Cuoco">Kaley Cuoco</a>, mentre le voci di personaggi animati in lingua originale sono di <a href="http://www.screenweek.it/star/4350-Russell-Brand">Russell Brand</a>, <a href="http://www.screenweek.it/star/153-Hugh-Laurie">Hugh Laurie</a> e tanti altri.</p>
<p>Il regista del film è <a href="http://www.screenweek.it/star/7938-Tim-Hill">Tim Hill</a>, che ha già una notevole esperienza nel mix CG-live action visto che ha diretto in passato <strong>Alvin Superstar</strong> (360 milioni di dollari!).</p>
<p>Nonostante la lavorazione di Hop sia durata anni, il trailer con le prime immagini è è stato mostrato solo a febbraio. Prima del <strong>Super Bowl </strong>si sapeva non molto della pellicola e l&#8217;intera promozione è sbocciata proprio con l&#8217;evento sportivo e televisivo più seguito d&#8217;America.</p>
<p>Dopo il trailer sono iniziati a piovere numerosi materiali ogni settimana, ma il punto forte della campagna è senza dubbio<strong> il ricco ventaglio di proposte di interazione e promozione</strong> collegate ai social network, ai dispositivi mobili e ad altri tipi di media.</p>
<p>Basta andare sul <strong>sito ufficiale del film </strong>(http://www.iwantcandy.com/) per capire la portata del fenomeno.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Schermata-2011-03-22-a-23.53.30.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1920" title="Schermata 2011-03-22 a 23.53.30" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Schermata-2011-03-22-a-23.53.30.png" alt="" width="673" height="479" /></a></p>
<p>Abbiamo un classico collegamento alla <strong><a href="http://www.facebook.com/hop?sk=app_143596525704755">pagina Facebook</a> </strong>ufficiale del film, che attualmente vanta già ben <strong>370mila fan</strong>, un numero considerevole per un film a due settimane dalla sua uscita che non fa parte di un franchise noto al grande pubblico.</p>
<p>Nella pagina ci sono <strong>numerose modalità di interazione e intrattenimento </strong>per tutte le fasce d&#8217;età, che vanno da giochi a concorsi istantanei, e il numero di fan è già indice del suo successo.</p>
<p>Nel sito sono presente inoltre <strong>cinque videogame,</strong> molto semplici e coinvolgenti, ma anche il link ad una <a href="http://itunes.apple.com/us/app/hop-on-drums/id423942765?mt=8"><strong>App</strong> per iPhone</a> e iPad. Si tratta di &#8220;<strong>Hop On Drums&#8221;</strong> ed è un&#8217;applicazione gratuita che permette agli utenti di suonare la batteria proprio come il divertente protagonista del film.</p>
<p>Ma la vera novità consiste in quello che è stato definito come &#8220;<strong>il primo cross-over in un gioco per un dispositivo mobile&#8221;</strong>.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1919" title="Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/03/Doodle-Jump-HOP-the-Movie-screenshot-001.jpg" alt="" width="320" height="480" /></a></p>
<p>Infatti <strong><a href="http://itunes.apple.com/us/app/doodle-jump-hop-the-movie/id424660922?mt=8&amp;ign-mpt=uo%3D4">Doodle Jump</a> </strong>è un noto game per iPhone e iPod Touch creato da <strong>Lima Sky</strong> scaricato negli scorsi mesi in diverse milioni di copie. I suoi giocatori da pochi giorni hanno a disposizione <strong>un aggiornamento gratuito</strong> che gli permette di continuare a giocare al loro videogame però utilizzando nuovi livelli in cui il protagonista diventa appunto E.B., il protagonista di Hop.</p>
<p>Per tutte le persone che scaricheranno il gioco per la prima volta, il livello sarà invece già compreso. Con l&#8217;avvicinarsi della Pasqua, non può che incrementare il successo del gioco stesso e della pellicola. Non è la prima volta che un gioco per iPhone si presta ad un film, visto che qualche settimana fa vi avevamo presentato l&#8217;esempio di <strong><a href="http://cineguru.screenweek.it/2011/02/rio-e-la-sua-campagna-crossmediale-1741">Angry Birds- Rio</a></strong>, ma in quel caso<strong> era un videogame creato ad hoc </strong>per la promozione della pellicola e non una potenziale integrazione come per Doodle Jump, quindi sono casi simili di promozione ma non identici.</p>
<p>Si può notare come ultimamente si stanno sperimentando sempre di più <strong>campagne transmediali cinematografiche</strong>, e i risultati di Rio e Hop (se fossero estremamente positivi) potrebbero far optare su questa strada anche le più importanti pellicole in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Non è tutto: sempre dal sito ufficiale un link indirizza verso un concorso associato a<strong> Xfinity Tv,</strong> un sistema di intrattenimento on-demand molto popolare che fornisce tramite internet film e serie televisive. La possibilità di vincere un computer al giorno è decisamente allettante e anche in questo caso la promozione reciproca è sicuramente un successo.</p>
<p>Ci si rende sempre più conto di come si stia passando dal promuovere film con <strong>i principali brand (alimentari e non) </strong>verso <strong>prodotti d&#8217;intrattenimento virtuali</strong>, che sulla carta possono sembrare meno concreti di un gadget per bambini nei cereali, ma che sembrano avere <strong>grande appeal sui giovani e sugli adulti</strong>. Perché anche se si tratta di un film per bambini, ricordiamo che sono sempre i &#8220;grandi&#8221; a tirar fuori i soldi per i biglietti.</p>
<p><strong>Hop</strong> sarà nelle sale italiane e americane dal <strong>1 aprile 2011</strong>. Per tutti i materiali, le news e i video sul film basta cliccare sulla scheda qui sotto.</p>
<p><script src="http://www.screenweek.it/j/embed.js" type="text/javascript"></script><script type="text/javascript">swEmbed('movie', 23964, { 'width':640, 'theme':'blue' });</script></p>
<p>Fonti: <em>ScreenWeek, The Hollywood Reporter, Facebook</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>iXtreamer oltre la Apple TV</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/11/ixtreamer-oltre-la-apple-tv-1483</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 18:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Online]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho atteso così a lungo la possibilità di acquistare i film sull&#8217;iTunes Store che, quando finalmente è arrivata, non ho nemmeno dato la notizia, limitandomi a commentare un post di Gabriele Niola che diceva più di una cosa giusta sull&#8217;argomento e soprattutto sull&#8217;assenza dei titoli italiani in catalogo. Si nota, come dicevo sopra, l&#8217;assenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2010/11/multimediaixstreamer-11-17-2010-1290013493-e1290068247942.jpg" alt="ixstreamer-11-17-2010-1290013493-e1290068247942.jpg" border="0" width="530" height="349" /></p>
<p>Ho atteso così a lungo la possibilità di <strong>acquistare i film sull&#8217;iTunes Store</strong> che, quando finalmente è arrivata, non ho nemmeno dato la notizia, limitandomi a <a href="http://punto-informatico.it/3033027/PI/News/itunes-noleggiare-film-si-puo.aspx">commentare un post di Gabriele Niola</a> che diceva più di una cosa giusta sull&#8217;argomento e soprattutto sull&#8217;assenza dei titoli italiani in catalogo. </p>
<p>Si nota, come dicevo sopra, l&#8217;assenza di film italiani, cosa che mi lascia il sospetto che invece di usare la via più semplice si tenterà di perseguire una qualche strada che porti il nostro cinema in contenitori costruiti in Italia, quindi male, al solo scopo di creare delle rendite di posizione che non faranno altro che danneggiare il nostro cinema, privandolo di una delle principali fonti di ricavo future.</p>
<p>Più che dei film italiani si nota però l&#8217;assenza dei titoli Disney, cosa ancor più strana visto che la Disney è di Steve Jobs&#8230;</p>
<p>Comunque oramai ero consumato dall&#8217;attesa e mi sentivo così fuori dal mondo che mi sono subito precipitato ad acquistare qualche titolo e ha ritrovato vigore in me l&#8217;interesse per i collegamenti alla televisione, tanto che ho accolto con grande gioia l&#8217;arrivo della nuova <strong>AppleTV</strong> anche in Italia e ora sono enormemente tentato dall&#8217;aggeggio con cui ho intitolato il post e che si presenta da solo nel video qui sotto.</p>
<p><object width="499" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kby8gcexPDI?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kby8gcexPDI?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="499" height="306"></embed></object></p>
<p>A questo punto, con almeno un player interessante sul mercato, il collegamento TV-devices-PC diventa interessante anche da noi. Nel frattempo, nel mondo reale, anche <a href="http://www.ilpost.it/2010/11/18/amazon-apre-in-italia/">Amazon arriva in Italia</a>. Incredibile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La concorrenza dell&#8217;IPad</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2010/11/la-concorrenza-dellipad-1473</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 16:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa bellissima infografica di SectionDesign confronta tutti i competitor dell&#8217;iPad partendo dalle sue diverse funzioni d&#8217;uso: e-reader, PC, console da gioco, etc..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa bellissima infografica di <a href="http://sectiondesign.co.uk/meet-ipads-competition">SectionDesign</a> confronta tutti i competitor dell&#8217;iPad partendo dalle sue diverse funzioni d&#8217;uso: e-reader, PC, console da gioco, etc..<span id="more-1473"></span><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2010/11/multimediaipadmockup.jpg" alt="ipadmockup.jpg" border="0" width="500" height="723" /></p>
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		<title>L&#8217;iPad fa guardare meno TV?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 18:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Online]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli USA c&#8217;è chi attribuisce il calo dei rating televisivi anche ai device mobili Apple, sia l&#8217;iPhone che l&#8217;iPad. In base alla mia esperienza personale posso dire che l&#8217;iPad, più che l&#8217;iPhone, ha ridotto ancora di più il tempo passato davanti alla televisione, non solo per me, ma per tutti i membri della famiglia. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block; margin-left:auto; margin-right:auto;" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2010/10/multimediasony_internet_tv_hdtv-thumb-640xauto-17186.jpg" alt="sony_internet_tv_hdtv-thumb-640xauto-17186.jpg" border="0" width="500" height="497" /></p>
<p>Negli USA c&#8217;è <a href="http://www.crunchgear.com/2010/10/13/major-decline-in-tv-ratings-linked-to-apple-ios-app-use-nonsense-or-part-of-a-larger-problem-for-the-tv-biz/">chi attribuisce</a> il calo dei rating televisivi anche ai device mobili <strong>Apple</strong>, sia l&#8217;<strong>iPhone</strong> che l&#8217;<strong>iPad</strong>. </p>
<p>In base alla mia esperienza personale posso dire che l&#8217;<strong>iPad</strong>, più che l&#8217;<strong>iPhone</strong>, ha ridotto ancora di più il tempo passato davanti alla televisione, non solo per me, ma per tutti i membri della famiglia. Questo non vuol dire che si guardino meno film, serie tv, o che si dedichi meno tempo al comparto videoludico, anzi, ma vuol dire che l&#8217;iPad è talmente comodo, funzionale e versatile che si sostituisce al televisore, al computer, ai giornali e ai libri. Uno però continua a guardare, giocare, informarsi e leggere. Anzi, leggere forse anche più di prima.</p>
<p>Quindi si l&#8217;<strong>iPad</strong>, come decine di altri <strong>device</strong> che stanno arrivando con i loro ecosistemi di distribuzione media, sottrae attenzione alle emittenti televisive, a chi ci propina il suo palinsesto, e aggiunge un nuovo modo per crearsi un palinsesto personale che non è più solo fatto di video &#8220;on demand&#8221;, ma anche di tutti gli altri contenuti che siamo abituati a fruire attraverso altri media.</p>
<p>La televisione continueremo a guardarla, ma concettualmente sarà un <strong>iPad</strong> abbastanza grande da essere condiviso, visto a cosa assomiglia la <strong>Internet Google TV della Sony</strong> dell&#8217;immagine qui sopra?</p>
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