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	<title>CineGuru &#187; Esercizio</title>
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	<description>Cinema 2.0, innovazione e business</description>
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		<title>Il sistema francese: il Cinema è la sala</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/09/il-sistema-francese-il-cinema-e-la-sala-2510</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 14:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Francese]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà domani, sabato 3 settembre, all&#8217;Hotel Excelsior a Venezia in occasione della 68esima Mostra del Cinema un convegno organizzato dalle associazioni dell’esercizio cinematografico con tema &#8220;Il Cinema E&#8217; la sala&#8220;. Sarà presente in sala Olivier Wotling, direttore cinema del CNC (Centre National du Cinema francese), che ha anticipato alcune dichiarazioni raccolte dal Giornale dello Spettacolo: “Il film da cento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà domani,<strong> sabato 3 settembre</strong>, all&#8217;Hotel Excelsior a Venezia in occasione della 68esima <strong>Mostra del Cinema</strong> un convegno organizzato dalle associazioni dell’esercizio cinematografico con tema &#8220;<em><strong>Il Cinema E&#8217; la sala</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Sarà presente in sala <strong><strong>Olivier Wotling,</strong> </strong>direttore cinema del <strong>CNC (Centre National du Cinema</strong> francese), che ha anticipato alcune dichiarazioni raccolte dal <em>Giornale dello Spettacolo</em>:</p>
<blockquote><p><em>“Il film da cento e più anni si vede al cinema. Le altre visioni sono una copia di quella in sala.<strong> E’ in sala che inizia la vita del film</strong>, lì deve trovare il suo pubblico, il successo che poi gli consentirà di proseguire ad esistere negli altri mezzi di diffusione . Un film che ha avuto poco riscontro in sala non avrà successo nemmeno in video o in televisione. Il valore che un film avrà per l’intera sua carriera si gioca tutto in sala.”</em></p></blockquote>
<p>Un&#8217;affermazione netta che è espressione perfetta di quello che è il <strong>sistema francese</strong>, su cui si fonda il sistema degli aiuti al cinema nel paese. Come dargli torto: sono davvero pochi i flop in sala che poi si trasformano in un grande successo in home video o in tv. Viene in mente il caso americano di <em>Donnie Darko </em>o <em>Fight Club</em>, ma anche in quel caso possiamo parlare di piccoli cult che non hanno poi effettivamente sfondato.</p>
<blockquote><p>“<em> Certo la sala è tenuta in grande considerazione in Francia perché consente la diffusione ampia dei film e, insieme, la varietà dell’offerta. La <strong>visibilità garantita dalla sala</strong> permette una maggiore produzione e distribuzione, quindi, più sale ci sono, più film si possono immettere sul mercato, e più pubblico si può raggiungere. <strong>In televisione</strong> il pubblico, invece, si concentra su pochi film, e <strong>su quelli di maggior successo commerciale</strong>. Quelli più difficili, quelli d’autore, trovano spazio solo in sala. Considerato che il successo o l’insuccesso è determinato dall’uscita nei cinema, noi del CNC abbiamo sempre reputato <strong>importante sostenere la sala</strong> e la distribuzione dei film nelle strutture cinematografiche. Gli aiuti che gestiamo come CNC sono guidati da uno sforzo particolare a sostegno dei distributori per l’uscita nei cinema, soprattutto dei film più difficili, e da altrettanto impegno, ormai perseguito da oltre 60 anni, per aiutare le sale stesse, quelle nuove e quelle da ristrutturare. Complessivamente i 5.500 schermi delle nostre 2.200 sale sono un obiettivo prioritario della nostra attività perché grazie a loro vogliamo mantenere spazio e buone condizioni per un’offerta al pubblico varia e ampia”.</em></p></blockquote>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/09/Wotling_DSC_0036.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2512" title="Wotling_DSC_0036" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/09/Wotling_DSC_0036.jpg" alt="" width="149" height="224" /></a>In Francia le sovvenzioni ai cinema gestiti dal CNC sono &#8220;sacre&#8221; (nel 2011 sono state di <strong>61 milioni di euro</strong>). Ogni anno il sistema viene controllato e sottoposto ad una cinquantina di criteri (ad esempio la quota raggiunta dalla produzione nazionale nel paese e all&#8217;estero, premi ricevuti) ed in seguito gli aiuti scattano in <strong>modo automatico</strong>. Più grande è il successo della sala, e il numero di biglietti venduti, maggiori saranno le sovvenzioni da poter utilizzare per la struttura o per costruirne una nuova.</p>
<p>Ci sono inoltre<strong> aiuti selettivi </strong>(10 milioni di euro), da cui sono esclusi i grandi circuiti nazionali, per portare i cinema ovunque anche in zone senza una grande offerta cinematografica e vengono utilizzati per creare cinema o ristrutturale sale già esistenti. Altre sovvenzioni non mancano per i cinema d&#8217;essai (altri 13 milioni). Per ottenerli bisogna dimostrare al CNC di svolgere attività di promozione, mantenere il rapporto con le scuole e una diversità di offerta, proiezioni in lingua originale e dibattiti, incontri con registi e attori.</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"><strong>Da dove arrivano questi soldi?</strong> Provengono dalla tassa sui biglietti, da quella sulle televisioni e da quella sul fatturato dei distributori video e internet. Per questo il</span><strong><span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"> bilancio del CNC per il 2011 è di 750 milioni, di cui 250 per il cinema, 250 per la produzione di opere tv e 250 per conservazione e restauro del patrimonio cinematografico, compreso un importante piano di digitalizzazione dei film, ed altri interventi. Dal 1948 gli esercenti versano al CNC l&#8217;11% del prezzo del biglietto, ma allo stesso tempo pagano un&#8217;IVA ridotta (5.5% e non 19.6%).</span></strong></p>
<p>Il sistema francese è certamente storico, ma secondo <strong><strong>Olivier Wotling </strong></strong>potrebbe essere importato anche in Italia almeno il principio che lo sostiene, ispirato alla solidarietà tra i vari settori di una stessa industria. Visto che tutti coloro che pagano le tasse vivono grazie ai film, sarebbe giusto contribuire alla crescita del settore stesso in cui lavorano.</p>
<p>Realtà o utopia? Intanto il numero di spettatori francesi è <strong>in forte crescita</strong> e negli ultimi tre anni ha superato quota 200 milioni (206.4 milioni lo scorso anno). In Italia, a parità di numero di abitanti, sono stati invece circa 120 milioni nel 2010.</p>
<p>Fonte: <em><a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php/attualit%C3%A0/7943-wotling-cnc-la-sala-al-centro-del-sistema-francese.html">IlGiornaleDelloSpettacolo</a></em></p>
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		<title>The Space e UCI Cinemas monopolizzano il mercato italiano</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2011/06/the-space-e-uci-cinemas-monopolizzano-il-mercato-italiano-2321</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 21:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leotruman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Dove prima vi erano multisala indipendenti, ora solo due grandi circuiti si dividono la maggior parte degli schermi italiani. Infatti lo scenario italiano dell&#8217;esercizio cinematografico è cambiato radicalmente nel giro di un anno. I due colossi in causa sono il fondo americano Terra Firma, che controlla i multiplex Uci-Odeon, e The Space, di proprietà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove prima vi erano multisala indipendenti, ora solo <strong>due grandi circuiti</strong> si dividono la maggior parte degli schermi italiani. Infatti lo scenario italiano dell&#8217;esercizio cinematografico è <strong>cambiato radicalmente </strong>nel giro di un anno.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/the-space.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2328" title="the-space" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/the-space.jpg" alt="" width="249" height="223" /></a></p>
<p>I due colossi in causa sono il fondo americano <em><strong>Terra Firma</strong></em>, che controlla i multiplex <strong>Uci-Odeon</strong>, e <em><strong>The Space</strong></em>, di proprietà di <strong>21 Investimenti</strong> (Benetton) e<strong> Mediaset</strong>. L&#8217;ultimo colpo è stato messo a segno da Terra Firma, che ha acquisito i multiplex del gruppo italiano <strong>Giometti </strong>e quelli del francese <strong>Ugc</strong>. Ma Benetton e Mediaset hanno contrattaccato comprando <strong>Cinecity</strong>, il più rilevante circuito di cinema nel nord-est e sono in trattative per altre tre multisala.</p>
<p>Terra Firma a questo punto possiede<strong> 420 schermi</strong> in 39 località e The Space ne ha<strong> 347 sale </strong>in 34 località. Una fetta corrispondente al <strong>41% del mercato</strong> italiano è in mano a questo duopolio del multiplex e il terzo competitor ha poco più dell&#8217;1 %.</p>
<p>La capacità di generare un flusso di denaro immediato grazie alle biglietterie e le previsioni di crescita stabile, visto che si parla del 6% entro il 2013, rende le multisala <strong>un investimento appetibile</strong> per molti fondi di private equity. Uci-Odeon è un gruppo internazionale che controlla più di 2mila schermi in tutta Europa e sta passando proprio in questi giorni a Bc Partner e a Omers Private Equity, il fondo pensione dell&#8217;Ontario, per 1,3 miliardi di euro.</p>
<p><a href="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/uci_cinemas_logo-300x198.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2329" title="uci_cinemas_logo-300x198" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2011/06/uci_cinemas_logo-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Nel nostro paese grazie ai nuovi acquisti i due colossi hanno raddoppiato il fatturato a 200 milioni circa, e sono in programma altri investimenti in tecnologia, marketing, allestimenti, palinsesti e nuove aperture. Uci ad esempio ha appena aperto la <strong>prima sala Imax di Italia</strong> nel suo multiplex di Pioltello, in provincia di Milano (che vi abbiamo mostrato in questo post), e sta convertendo in digitale tutti i suoi schermi. Entrambe si contendono un bacino di spettatori di 100-120 milioni di persone l&#8217;anno. Gli introiti derivano mediamente per il <strong>65% dalle proiezioni</strong> (non solo film ma anche concerti, eventi sportivi e altro), per il 25% dal servizio bar ed infine per il 10% dalla pubblicità.</p>
<p>Su un punto si trovano tuttavia <strong>in comune</strong>: la lotta per far rispettare la finestra di 15 settimane prima del passaggio di una pellicola in dvd o premium tv</p>
<p>Ecco un elenco di <strong>alcune dichiarazioni </strong>di vari esponenti del settore sull&#8217;argomento, che sono state raccolte e pubblicate dal<em> Giornale dello Spettacolo</em>:<br />
<span id="more-2321"></span></p>
<ul>
<li><strong>Giuseppe Corrado</strong>, amministratore delegato di<strong> The Space:</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>«Il mercato si è mosso molto nell&#8217;ultimo anno e mezzo. Prima c&#8217;era solo Uci, poi è nata The Space dall&#8217;unione di Medusa Multicinema e Warner Village e ci siamo avvicinati agli standard europei dove la quota in mano ai grandi gruppi è del 60%. Con Cinecity abbiamo acquisito in un colpo solo il 4,5% del mercato, 3 sale nelle prime 10 in termini di affluenza. Ora per crescere ci sono due possibilità: fare tante piccole acquisizioni tra le sale da 300mila spettatori, oppure nuove aperture. Nel Sud e nelle isole ci sono ancora zone che vogliamo coprire. E Giometti ha ancora da vendere due sale a Rimini e Prato»</em></p>
<ul>
<li><strong>Alfonso D’Amelio</strong>, esercente di Lioni (Avellino)</li>
</ul>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 9.4px Helvetica} span.s1 {font: 9.4px Georgia} span.s2 {font: 9.4px Times} span.Apple-tab-span {white-space:pre} --></p>
<p style="text-align: center;"><em>“Lo scontro fra i due gruppi dominanti, Uci e The Space, rischia di condannare all’estinzione tutto il resto. Proprio come nel Risiko, le realtà più piccole e isolate sono destinate a diventare inevitabilmente terra di conquista” La crisi che stiamo affrontando è la peggiore in assoluto; siamo sopravvissuti alla concorrenza delle tv private, dell’home video, della pirateria, ma adesso ci stanno letteralmente espellendo dal mercato”</em></p>
<ul>
<li><strong>Lionello Cerri</strong>, esercente e produttore</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em> “La presenza di gruppi predominanti crea problemi ed evidenti difficoltà agli indipendenti; fra due sale di una stessa città di eguale valore le distribuzioni saranno, infatti, inevitabilmente portate a privilegiare quella che appartiene ad un circuito, che può far valere la propria forza anche in altre piazze”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Gianluca Pignataro</strong>, direttore commerciale di Fandango</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Più un circuito si allarga, più diventa forte, più condiziona, non solo gli accordi di noleggio, ma anche le strategie di marketing e il posizionamento di un film. E’ inutile negarlo: se un mio film è destinato ai multiplex, oggi sono costretto prioritariamente a concordarne l’uscita con Uci e The Space”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Riccardo Tozzi</strong>, produttore e presidente dell’<strong>Anica:</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Personalmente sono molto più preoccupato dal fatto che il 40% della popolazione è praticamente impossibilita ad andare al cinema per mancanza di strutture a portata di mano e di automobile, e dalla progressiva sparizione delle sale di città che sono il segmento più importante per il consumo di cinema italiano di qualità”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Osvaldo De Santis</strong>, presidente della <strong>20th Century Fox Italia:</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Le concentrazioni non mi infastidiscono più di tanto e i rapporti fra esercizio e distribuzione sono sempre stati caratterizzati da alti e bassi”. Lancia però un appello “affinché tutti gli esercenti che incontrano difficoltà a ottenere i nostri film ed anche il relativo materiale promozionale si rivolgano direttamente a noi: saremo lieti di accontentarli”.</em></p>
<ul>
<li><strong>Paolo Signorelli</strong>, presidente dell’<strong>Anec Sicilia</strong>:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Sembra quasi che da parte delle distribuzioni ci sia una precisa volontà per eliminare il piccolo esercizio; non si spiegherebbero in altro modo certe assurde richieste di minimi garantiti, del tutto esagerati rispetto al fatturato della sala”.</em></p>
<ul>
<li style="text-align: left;"><strong>Luigi	Grispello</strong>,	vicepresidente	nazionale	<strong>Anec</strong>:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>“Oggi il	sistema esercizio Italia è nettamente duale: da una parte il circuito dei multiplex, che ora sembra far capo praticamente a due soli soggetti; dall’altro una realtà di tante piccole/medie aziende. Sono due mondi completamente diversi per logiche aziendali e capacità di investimenti ma accomunati da un’estrema fragilità economica e da una scarsissima redditività. Mi ha colpito verificare, attraverso il Rapporto 2010 sul mercato e l’industria, realizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, che buona parte delle 46 principali aziende d’esercizio italiano siano in realtà in perdita, comprese quelle che stanno facendo incetta di altre aziende. C’è evidentemente qualcosa di strano e ci sono molti aspetti su cui intervenire: sul rapporto con le distribuzioni, che pretendono dalle piccole aziende quote di noleggio troppo elevate; sul mercato della pubblicità, che si sta sfaldando; sulla scomparsa delle sale di città, che renderà impraticabile la rinascita della produzione nazionale. Di fronte a tutto questo, mi pare che il nuovo ministro dei Beni Culturali, Galan, non dedichi sufficiente attenzione al settore&#8221;.</em></p>
<ul>
<li><strong>Francesco Santalucia</strong>, presidente dell’<strong>Anec Puglia</strong>:</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><em>Santalucia che non vede né rischi di un’eccessiva omologazione dell’offerta, con la progressiva concentrazione della proprietà degli schermi, (“anzi, se i maggiori circuiti puntassero su un numero limitato di proposte si aprirebbero nuove opportunità per gli indipendenti”) né un atteggiamento punitivo da parte della distribuzione verso i più piccoli (“anche perché per queste aziende sarebbe illusorio pensare di recuperare con gli indipendenti qualche punto percentuale di noleggio perso con i grandi gruppi”). Le preoccupazioni di Santalucia nascono invece “dalla perdita delle risorse provenienti dalla pubblicità, perché le concessionarie si stanno indirizzando esclusivamente sui circuiti ed hanno disdetto molti contratti con l’esercizio indipendente”.</em></p>
<p>Fonte:<em> Corriere.it, Giornale dello Spettacolo</em></p>
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		<title>Oltre 100 schermi per Mostri contro Alieni in 3D</title>
		<link>http://cineguru.screenweek.it/2009/03/oltre-100-schermi-per-mostri-contro-alieni-285</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 14:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Dellacasa</dc:creator>
				<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[DreamWorks Animation]]></category>
		<category><![CDATA[Esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[mostri contro alieni]]></category>
		<category><![CDATA[Universal]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre gli alieni attaccavano il &#8220;nostro&#8221; blog dedicato a Mostri contro Alieni, distraendo la mia attenzione, il film riusciva nell&#8217;impresa di contribuire in modo determinante all&#8217;invasione del 3D nei cinema italiani. Stiamo infatti passando dai poco più di 40 schermi 3D che hanno programmato Viaggio al centro della terra 3D agli oltre 100 che, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli alieni <a href="http://www.mostricontroalieni.com/2009/03/il-blog-di-mostri-contro-alieni-attaccato-dagli-alieni-20.php">attaccavano</a> il &#8220;nostro&#8221; blog dedicato a <a href="http://www.mostricontroalieni.com/">Mostri contro Alieni</a>, distraendo la mia attenzione, il <a href="http://www.screenweek.it/film/2360-Mostri-contro-Alieni">film</a> riusciva nell&#8217;impresa di contribuire in modo determinante all&#8217;invasione del <a href="http://www.screenweek.it/3d">3D nei cinema italiani</a>.</p>
<p>Stiamo infatti passando dai poco più di 40 schermi 3D che hanno <a href="http://www.cineguru.biz/2009/01/comunicato-stampa-straordinario-debutto-per-il-primo-lungometraggio-live-action-nella-storia-del-cinema-interamente-realizzato-in-3d-111">programmato</a> <a href="http://www.screenweek.it/film/7102-Viaggio-al-centro-della-Terra-3D">Viaggio al centro della terra 3D</a> agli oltre 100 che, in base a quanto dichiarato da <a href="http://www.giornaledellospettacolo.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=2059&amp;Itemid=1">Marco d&#8217;Andrea al Giornale dello Spettacolo</a>, programmeranno il nuovo film <strong>DreamWorks Animation</strong>.</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
<p><span id="more-285"></span><br />
Nel frattempo, grazie anche alle segnalazioni di un utente, abbiamo aggiornato le <a href="http://blog.screenweek.it/3d">nostre pagine relative ai film in 3D</a>. Sembra che <strong>Medusa</strong> abbia acquisito <a href="http://www.screenweek.it/film/18318-My-Bloody-Valentine-3-D">My Bloody Valentine 3D</a>, e <strong>Eagle</strong> <a href="http://www.screenweek.it/film/19800-Oceans-3D-Voyage-of-a-Turtle">Oceans 3D: Voyage of a Turtle</a> e <a href="http://www.screenweek.it/film/21157-Step-Up-3-D">Step Up 3D</a>, entrambe attesi per il 2010.</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
<p>swMovieEmbed();</p>
]]></content:encoded>
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