Archivio per il tag ‘esercenti’

apr
13
2010
0

Nasce Lumenor, Consorzio Esercenti Indipendenti

lumenor_logo.PNG

I grandi circuiti spadroneggiano (poi ora ce ne è uno davvero grande), le sale sole faticano (e se sono piccole e di città scompaiono) e alla fine arriva da un gruppo di esercenti indipendenti l’unica risposta possibile: un consorzio!

Almeno sulla carta si tratta della migliore risposta possibile al rischio di eccessiva concentrazione nel settore dell’esercizio cinematografico. Una grande opportunità, anche se di non facile attuazione. Comunque ricevo e volentieri pubblico il comunicato che si trova anche sul sito ufficiale.

Grazie all’impegno di alcuni professionisti del mondo cinematografico è stato costituito il Consorzio Lumenor.
Lumenor è un innovativo consorzio indipendente costituito tra professionisti ed esercenti multiplex per accentrare in un unico ufficio di Roma l’acquisizione di film e la gestione di servizi per multisale e multiplex in tutto il territorio nazionale.

A presiedere il Consorzio e incaricato dell’area programmazione è stato chiamato Carlo Bernaschi.
Lumenor fornirà ai suoi consorziati svariati servizi: dalla programmazione cinematografica a qualificati servizi fiscali, amministrativi, promozionali e di consulenza ed assistenza aziendale.

Il Consorzio Lumenor ha l’obiettivo di garantire ai distributori cinematografici un efficiente ufficio di programmazione, garantendo sia le migliori condizioni per l’espletamento dei film che l’assoluta trasparenza gestionale.
Inoltre creerà e supporterà innovative operazioni promozionali nei multiplex consorziati.

In questi giorni sono in corso i contatti per definire la squadra di esercenti consorziati e, entro fine aprile, con l’apertura dell’ufficio di Roma, si avvierà la prima fase di programmazione cinematografica centralizzata.

feb
03
2009
12

Chi specula sul 3D?

Lo si è scritto in lungo e in largo e lo si è detto anche al 3D Day del Future Film Festival di Bologna: il problema di comunicazione relativo alle sale dove Viaggio al centro della Terra 3D era proiettato in 2D non deve ripetersi.

Per chi non lo sapesse è accaduto che il film con Brendan Fraser sia uscito più che altro in sale 2D dato che le sale tridimensionali in Italia sono 42. Accidentalmente però chi non ha potuto proiettarlo in 3D ha dimenticato di segnalare al proprio pubblico la diversità rispetto a quanto promette il titolo, la pubblicità e tutto il battage di articoli sul film. Il risultato è stato che gran parte del pubblico ha pensato che si trattasse di 3D anche quando non c’era ombra di nuova tecnologia, giudicandolo di conseguenza “Niente di che!”.

Pessima pubblicità insomma. Pessima pubblicità che frutta però perchè intanto le sale hanno fatto cassa e bene, il film è arrivato secondo negli incassi settimanali e ancora questa settimana è quarto. Frutta dunque nel breve termine ma nel lungo?

Gli esercenti si sa vivono un weekend alla volta e non si preoccupano della cattiva pubblicità, non guardano al domani, non fanno comunità e in sostanza non si salvaguardano. In una maniera molto simile alle case editrici musicali quando intravedono una crisi si lamentano perchè qualcun altro non fa nulla per risolverla.

Il 3D non sarà necessariamente la panacea che risolve tutto. Non bloccherà la pirateria e porterà necessariamente incassi favolosi, ma si tratta comunque di una tecnologia nuova e interessante. Cosa succederà con Mostri Contro Alieni?

Le case distributrici hanno parlato e prevedibilmente hanno detto che una cosa simile non si deve più verificare, hanno detto che prenderanno provvedimenti e che istruiranno a dovere le sale. Ma come si istruisce qualcuno per dare un’informazione? Il pubblico è distratto e non dirgli una cosa è molto semplice, basta anche solo scriverlo piccolo. La verità è che si dovrebbe fare una comunicazione migliore a livello pubblicitario.

Dovrebbe essere chiaro per tutti che il 3D sta in pochissime sale e che queste vanno cercate.

In una fase di transizione c’è sempre chi specula su chi non comprende bene tali cambiamenti e questo influisce negativamente sullo sviluppo, nel caso di una tecnologia precaria come il 3D (precaria perchè costa di più allo spettatore e perchè il suo valore aggiunto sul lungo termine è ignoto) potrebbe essere anche fatale.