Distribuzione

IN BREVE 31/08/14 – A Venezia l’Italia incontra il Brasile

Le ultime news su cinema, business, innovazione e tecnologia. In evidenza oggi: Il convegno ANICA a Venezia sulla coproduzione tra Italia e Brasile, il nuovo direttore dell’Apulia Film Commission, Good Films distribuisce Short Skin

ANICA

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71esimi Golden Globes: Sony Pictures, HBO e BIM dominano nelle candidature

Sono state svelate poco fa le nomination per la 71esima edizione dei Golden Globe Awards, i premi assegnati dai giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA (Hollywood Foreign Press Association).

golden globes nomination 2014

 

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Dreamworks lascia Paramount, sarà 20th Century Fox a distribuire le pellicole

 

Dopo mesi di trattative e rumor, ecco arrivare la decisione definitiva. La Paramount Pictures non distribuirà più i titoli DreamWorks Animation a partire dal 2013, come ormai si ipotizzava da diverso tempo.

La comunicazione ufficiale, avvenuta tramite una nota dello studio, annuncia anche quale sarà il nuovo partner di distribuzione. Si tratta di 20th Century Fox, lo studio che distribuisce già i cartoon dei Blue Sky come L’Era Glaciale e Rio. Il contratto firmato è della validità di cinque anni, dal 2013 al 2017, con possibilità di rinnovo alla fine. Fox si occuperà non solo della distribuzione sul territorio del Nord America, ma anche a livello internazionale, compreso anche il mercato italiano, dove era invece la Universal Pictures Italia ad occuparsene (come per tutte le pellicole Paramount).

L’accordo sorprende non poco, considerando che oltre al colosso Disney-Pixar, era proprio Fox a detenere già un’ingente fetta del mercato dei film d’animazione. L’Era Glaciale 4, ancora inedito in Italia, ha già incassato in tutto il mondo quasi 800 milioni di dollari ed è il cartoon più visto del 2012.

Jeffrey Katzenberg ha commentato:

Il nostro nuovo accordo con Fox presenta termini economici più favorevoli” 

DreamWorks pare infatti che verserà a Fox una commissione simile a quella che versa a Paramount (8% per la cinematografica, 6% per la digitale), beneficiando allo stesso tempo di costi di distribuzione digitali più bassi. A Fox spetteranno inoltre alcuni diritti sul digitale, in particolare per quanto riguarda la distribuzione televisiva internazionale, video-on-demand e noleggi.

A questo punto l’ultima pellicola ad essere distribuita da Paramount (Universal in Italia), sarà Le 5 Leggende, in sala dalla fine di novembre.

Fonte: deadline

Indicinema: il rilancio degli indipendenti al Festival del film di Roma.

500-600 mila euro di budget, utilizzo delle tecnologie digitali e di nuove metodologie per la promozione dei film, meno incentrate sul cartaceo e più sul web e sull’ “accompagnamento” fisico dei film nelle sale da parte di realizzatori e cast. Questo è l’identikit del nuovo cinema indipendente tracciato da Indicinema, progetto nato a maggio di quest’anno per trovare un approccio industriale serio per questo settore, caratterizzato da disponibilità economiche limitate e troppo spesso anche da autofinanziamento e varie  forme di sommerso. Se ne è parlato ieri al convegno intitolato “La proposta Indicinema per il rilancio della produzione indipendente”, che ha chiuso un ciclo di tre incontri ospitati dal VI Festival Internazionale del Film di Roma.

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Il sistema francese: il Cinema è la sala

Si terrà domani, sabato 3 settembre, all’Hotel Excelsior a Venezia in occasione della 68esima Mostra del Cinema un convegno organizzato dalle associazioni dell’esercizio cinematografico con tema “Il Cinema E’ la sala“.

Sarà presente in sala Olivier Wotling, direttore cinema del CNC (Centre National du Cinema francese), che ha anticipato alcune dichiarazioni raccolte dal Giornale dello Spettacolo:

“Il film da cento e più anni si vede al cinema. Le altre visioni sono una copia di quella in sala. E’ in sala che inizia la vita del film, lì deve trovare il suo pubblico, il successo che poi gli consentirà di proseguire ad esistere negli altri mezzi di diffusione . Un film che ha avuto poco riscontro in sala non avrà successo nemmeno in video o in televisione. Il valore che un film avrà per l’intera sua carriera si gioca tutto in sala.”

Un’affermazione netta che è espressione perfetta di quello che è il sistema francese, su cui si fonda il sistema degli aiuti al cinema nel paese. Come dargli torto: sono davvero pochi i flop in sala che poi si trasformano in un grande successo in home video o in tv. Viene in mente il caso americano di Donnie Darko o Fight Club, ma anche in quel caso possiamo parlare di piccoli cult che non hanno poi effettivamente sfondato.

Certo la sala è tenuta in grande considerazione in Francia perché consente la diffusione ampia dei film e, insieme, la varietà dell’offerta. La visibilità garantita dalla sala permette una maggiore produzione e distribuzione, quindi, più sale ci sono, più film si possono immettere sul mercato, e più pubblico si può raggiungere. In televisione il pubblico, invece, si concentra su pochi film, e su quelli di maggior successo commerciale. Quelli più difficili, quelli d’autore, trovano spazio solo in sala. Considerato che il successo o l’insuccesso è determinato dall’uscita nei cinema, noi del CNC abbiamo sempre reputato importante sostenere la sala e la distribuzione dei film nelle strutture cinematografiche. Gli aiuti che gestiamo come CNC sono guidati da uno sforzo particolare a sostegno dei distributori per l’uscita nei cinema, soprattutto dei film più difficili, e da altrettanto impegno, ormai perseguito da oltre 60 anni, per aiutare le sale stesse, quelle nuove e quelle da ristrutturare. Complessivamente i 5.500 schermi delle nostre 2.200 sale sono un obiettivo prioritario della nostra attività perché grazie a loro vogliamo mantenere spazio e buone condizioni per un’offerta al pubblico varia e ampia”.

In Francia le sovvenzioni ai cinema gestiti dal CNC sono “sacre” (nel 2011 sono state di 61 milioni di euro). Ogni anno il sistema viene controllato e sottoposto ad una cinquantina di criteri (ad esempio la quota raggiunta dalla produzione nazionale nel paese e all’estero, premi ricevuti) ed in seguito gli aiuti scattano in modo automatico. Più grande è il successo della sala, e il numero di biglietti venduti, maggiori saranno le sovvenzioni da poter utilizzare per la struttura o per costruirne una nuova.

Ci sono inoltre aiuti selettivi (10 milioni di euro), da cui sono esclusi i grandi circuiti nazionali, per portare i cinema ovunque anche in zone senza una grande offerta cinematografica e vengono utilizzati per creare cinema o ristrutturale sale già esistenti. Altre sovvenzioni non mancano per i cinema d’essai (altri 13 milioni). Per ottenerli bisogna dimostrare al CNC di svolgere attività di promozione, mantenere il rapporto con le scuole e una diversità di offerta, proiezioni in lingua originale e dibattiti, incontri con registi e attori.

Da dove arrivano questi soldi? Provengono dalla tassa sui biglietti, da quella sulle televisioni e da quella sul fatturato dei distributori video e internet. Per questo il bilancio del CNC per il 2011 è di 750 milioni, di cui 250 per il cinema, 250 per la produzione di opere tv e 250 per conservazione e restauro del patrimonio cinematografico, compreso un importante piano di digitalizzazione dei film, ed altri interventi. Dal 1948 gli esercenti versano al CNC l’11% del prezzo del biglietto, ma allo stesso tempo pagano un’IVA ridotta (5.5% e non 19.6%).

Il sistema francese è certamente storico, ma secondo Olivier Wotling potrebbe essere importato anche in Italia almeno il principio che lo sostiene, ispirato alla solidarietà tra i vari settori di una stessa industria. Visto che tutti coloro che pagano le tasse vivono grazie ai film, sarebbe giusto contribuire alla crescita del settore stesso in cui lavorano.

Realtà o utopia? Intanto il numero di spettatori francesi è in forte crescita e negli ultimi tre anni ha superato quota 200 milioni (206.4 milioni lo scorso anno). In Italia, a parità di numero di abitanti, sono stati invece circa 120 milioni nel 2010.

Fonte: IlGiornaleDelloSpettacolo

Video On Demand a 60 giorni per Warner Bros, Sony, Universal e Fox!

Il CinemaCon di Las Vegas non ci sta regalando solo scene in anteprima e materiale promozionale, ma anche notizie importanti riguardanti la distribuzione cinematografica.

Proprio alla convention per gli esercenti quattro tra i più grandi studios cinematografici hanno fatto un annuncio “storico”. Infatti Warner, Sony, Universal e Fox con la formula chiamata “Home Premiere” metteranno in distribuzione VOD (video on demand) i propri film solamente dopo 60 giorni dalla loro uscita al cinema.

Il prezzo è proibitivo, si parla di 30 dollari per averli a disposizione per due o tre giorni, ma la scelta congiunta fa capire in che direzione le major vogliono andare. Negli USA sarà DirectTV a lancerà la proposta a livello nazionale (20 milioni di clienti), mentre la rivale Comcast limiterà l’offerta solo ad alcune città. Le pellicole che inaugureranno il servizio saranno Unknown e Mia Moglie per Finta (in uscita oggi in Italia).

Gli studios credono che l’intervallo di 60 giorni sia adeguato per la maggior parte dei film che esauriscono la loro vita in sala al massimo entro tre mesi e assicurano che saranno esclusi dalla Home Premiere i titoli che dimostreranno di avere ancora capacità di incasso in sala. Quindi non è stata istituita una regola applicabile indiscriminatamente a tutto il catalogo, ma sembra che ogni caso verrà vagliato separatamente (e di certo non si scenderà sotto i 60 giorni, o almeno non ora).

La NATO, l’associazione degli esercenti Usa, si è duramente risentita per l’annuncio, non solo perché non è stata minimamente presa in considerazione durante il processo decisionale, ma anche perché è stato dato proprio durante la convention degli esercenti (quasi una presa in giro).

Ha emesso quindi un comunicato in cui solleva preoccupazioni e problematiche riguardo un progressivo accorciamento della window, sottolineando la crescita di incassi degli ultimi anni del settore theatrical e l’inopportunità di travasare problemi dell’home video nel sistema sala. Inoltre si rischia di accelerare e concentrare ulteriormente gli incassi nelle prime settimane dall’uscita e una tendenza sempre più al ribasso dei prezzi nel settore home video.

In questa occasione sembra proprio che i rapporti tra esercizio e distribuzione si siano alterati definitivamente, e questo potrebbe spingere gli esercenti ad una rivalutazione globale del modo di relazionarsi alla distribuzione, come quante copie e a che condizioni programmare un determinato film e altri espedienti. Se gli studios hanno presole decisioni unicamente per i propri interessi, gli esercenti potrebbero fare altrettanto.

La battaglia è appena iniziata.

L'IMDB è il "distributore cinematografico" del futuro?

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Certo, la stessa ambizione la ha avuta, o la dovrebbe aver avuta, ogni sito cinematografico che si rispetti, era il mio sogno ai tempi del mio 35mm.it e anche il nuovo ScreenWEEK.it è pensato più per vedere ed ascoltare che per leggere.

Però quando “scende in campo” l’IMDB, cioè il padre di tutti i siti di cinema (che ha alle spalle il padre di tutti i siti di e-commerce, Amazon.com), la cosa si fa seria assai, tanto da mettere in ombra anche il buon Hulu e tutti gli altri.

Qualche giorno fa Variety si domandava, appunto, se nonostante il nuovo motto del suo fondatore -”A play button on every page.“- Hollywood sia pronta ad ascoltarlo.

Nel frattempo, se ne può accorgere chiunque abbia un accesso alla versione pro dell’IMDB, loro sono sicuramente pronti!

Disney – DreamWorks SKG, accordo raggiunto per 6 film all'anno

Venerdì la notizia sulla rottura delle trattative con Universal ed oggi la conferma dell’accordo con Disney.

La Walt Disney Co. ha quindi raggiunto un accordo con Steven Spielberg e Stacey Snider per la distribuzione dei film live action prodotti dalla DreamWorks SKG.

Il primo film distribuito nell’ambito di questo accordo, che dovrebbe riguardare indicativamente sei film all’anno, arriverà nel 2010.