Archivio per il tag ‘Disney’

nov
28
2011
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YouTube fa concorrenza alla tv con Disney e 3,5 miliardi di spettatori al giorno.

Dopo aver lanciato ufficialmente la sua sfida alla TV tradizionale, YouTube continua l’espansione acquisendo nuovi contenuti di grande richiamo e allargando sempre di più il proprio bacino di utenti. Questa settimana il portale video ha infatti ottenuto un doppio successo, arrivando a toccare i tre miliardi e mezzo di visualizzazioni al giorno e aggiungendo Disney alla lista dei fornitori di film da noleggiare online, che poteva già vantare Studios del calibro di Sony, Universal, Warner Bros e Lionsgate.

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ott
27
2011
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Crollo Netflix: questione di prezzi o di diritti?

Com’era prevedibile, non è bastata la notizia dei progetti di espansione verso Gran Bretagna e Irlanda a salvare Netflix dalla scure degli analisti. A inizio settimana, la compagnia californiana che si occupa di video on demand via streaming e di noleggio DVD e Blu-ray per corrispondenza, ha presentato ai mercati una trimestrale in cui emergono tutti gli errori di gestione dell’ultimo periodo. I cali sono stati ingenti, sia in termini di valore finanziario che di utenza: sono 800 mila gli iscritti persi tra luglio e settembre nei soli Stati Uniti (il servizio è operativo anche in Canada e America Latina), più di 210 mila rispetto alle aspettative del board.

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ott
17
2011
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Hulu: la competizione con Netflix e il futuro dopo lo stop alla vendita

Nonostante il ritiro dal mercato, sembra ancora incerto il futuro di Hulu, il sito web che offre in streaming programmi TV e altri contenuti video, attualmente posseduto da diversi colossi del settore media quali News Corp, o gruppo Murdoch, Disney e Fox, oltre al fondo Providence Equity Partners e Comcast (che però non partecipa alle decisioni operative della joint venture). Giovedì è arrivata la notizia ufficiale dello stop alla vendita della compagnia, fermata dai proprietari perché, come hanno fatto sapere in una nota congiunta, Hulu “costituisce per tutti un irrinunciabile valore strategico“. Una mossa che molti hanno ricondotto alla difficoltà di stabilire un adeguato prezzo di vendita e al fatto che l’offerta maggiore, si stima intorno ai 2 miliardi di dollari, fosse arrivata proprio da Google: un concorrente temibile per tutte le società cui fa capo il portale video. Lo scenario, tuttavia, non appare ancora  così cristallino e le valutazioni degli analisti continuano a fornire ricostruzioni molto diverse tra loro.

The Wrap ad esempio, ha escluso che il punto di svolta sia stata l’entità delle offerte ricevute dai vari contendenti (oltre al gigante del web, Amazon, DirecTV e DISH Network, più Yahoo! che però si è ritirata a seguito di scosse interne), ma sottolinea la centralità dei rapporti di forza interni alla compagine dei proprietari. Fondamentale sarebbe stato il cambiamento di rotta di Disney e di News Corp: come riferito a The Wrap da fonti vicine alle trattative, la prima avrebbe fatto marcia indietro di fronte alla richiesta aggiuntiva di Google di prolungare i contratti di fornitura dei contenuti video. Per quanto riguarda l’impero News Corp, la decisione di conservare un piede nel business vincente della distribuzione on line sarebbe invece da ricondurre alla vittoria delle posizioni del chief digital officer Jonathan Miller rispetto a quelle dello stesso Murdoch, indebolite non tanto dagli scandali quanto dal declino di iniziative come MySpace e The Daily.

Sarebbe maturata così tra gli azionisti la decisione di fare dietrofront rispetto a una vendita fortemente spinta dal CEO di Hulu, Jason Kilar, per aumentare le disponibilità finanziare dell’azienda e permetterle di intraprendere una strategia competitiva sul fronte dei contenuti sfidando altri grandi portali quali Netflix e la stessa Amazon. Un’esigenza che secondo Bloomberg non passerà facilmente in secondo piano: stando a un lancio di venerdì, il sito di finanza dà infatti come probabile l’apertura di un’altra IPO (Offerta Pubblica Iniziale) per l’acquisto del portale video, considerata l’unica soluzione in grado di non provocare una seria rottura tra gli azionisti e tutto il senior management di Hulu.

 

Fonti: The Wrap, Bloomberg

ott
14
2011
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VI Festival di Roma: una kermesse a tre dimensioni

Le avvisaglie c’erano già sin dall’annuncio che il VI Festival Internazionale del Film di Roma avrebbe avuto tra i suoi appuntamenti più attesi  il film di Steven Spielberg, prodotto da Peter Jackson, Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno. Alla presentazione di ieri, però, la kermesse capitolina ha confermato definitivamente di voler vivere l’edizione del 2011 in tre dimensioni, sia che si tratti di puro entertainment che di esperimenti d’autore.

Cominciamo dall’animazione: oltre alla versione in CGI del noto eroe del fumetto franco-belga, un altro evento che farà gola ad appassionati degli occhialetti e non, sarà la riproposizione in 3D del classico Disney Il Re Leone. L’iniziativa ha già avuto un enorme successo negli USA dove il lungometraggio, già campione di incassi alla sua uscita nelle sale nel 1994, ha ora  superato gli 80 milioni di dollari al box office, suscitando le attenzioni dell’industria e degli osservatori. Non più tardi di una settimana fa, ad esempio, Hollywood Reporter riferiva un’analisi secondo cui rilanciare “vecchi” capolavori rieditandoli in tre dimensioni potrebbe essere una soluzione per rivitalizzare i periodi dell’anno cinematograficamente meno proficui, facendo recuperare al botteghino addirittura tra i 200 e i 300 milioni di dollari. Cifre ovviamente improbabili per il mercato italiano, che comunque continua ad annoverare la pausa estiva come una delle sue criticità strutturali più difficili da superae. L’esperimento de Il Re Leone in 3D potrebbe dunque rivelarsi anche qui significativo, tanto più che la multinazionale dei sogni ha da poco annunciato l’intenzione di far uscire tra il 2012 e 2013 altri quattro classici rieditati in tre dimensioni, vale a dire La Bella e la Bestia, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co. e La Sirenetta.

Ma la Disney non è l’unica a sondare il terreno: il Festival del Film di Roma ospiterà infatti anche Totò in 3D – Il più grande spettacolo del mondo, il nuovo cavallo di battaglia di Filmauro. Altri grandi titoli stereoscopici in rassegna sono poi il documentario di Wim Wenders, Pina, dedicato alla grande danzatrice tedesca Pina Bausch e un’altra prova d’autore su cui si concentrano molte aspettative, cioè l’ Hugo Cabret di Martin Scorsese, di cui però verranno mostrati solo dei frammenti. Un film che, tanto per dare un’idea delle sue possibili implicazioni, The Wrap ha definito come la possibile salvezza del 3D, per la maestria con cui il sempre meticoloso regista newyorkese è riuscito a sfruttare il mezzo ponendolo a servizio della storia.

Parlando di innovazione, infine, si può ricordare D-Cinema: viaggio nel digitale, la tavola rotonda organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo  che si svolgerà il 1 novembre. Altri incontri che potrebbero interessare gli addetti ai lavori sono inoltre Cinema ed economia: una fotografia in movimento, presentazione in forma di dibattito del nuovo numero della rivista “Economia della Cultura” edita da Il Mulino ( 3 novembre), l’incontro organizzato da FERPI La comunicazione per il cinema. quali scenari? (28 ottobre), e ovviamente il programma del Mercato del Cinema – Business Street, che tornerà sulla questione Banche, Imprese & Cinema (28 ottobre)  e soprattutto sullo stretto legame tra produzione cinematografica ed editoria.

ott
11
2011
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Nuovo canale Youtube per Disney con il trailer di The Avengers

Web in totale fermento oggi con la pubblicazione del teaser trailer di The Avengers, il cinecomic Marvel diretto da Joss Whedon in arrivo ad aprile 2012.

Cast eccezionale, che Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Chris Evans, Jeremy Renner, Mark Ruffalo, Clark Gregg, Stellan Skarsgård, Tom Hiddleston e Gwyneth Paltrow, per uno dei più importanti cross-over che sia mai stato prodotto.

The Avengers Teaser Poster USA

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Scritto da Leotruman in Distribuzione,News
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ott
06
2011
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Addio a Steve Jobs: il futuro di Pixar, iCloud e AppleTV

In una giornata come questa, tutto il mondo dell’informazione non può che essere concentrato sulla scomparsa, a soli 56 anni, del creatore di Apple Steve Jobs. Hollywood Reporter gli ha voluto rendere omaggio con un approfondimento riguardo all’influenza e all’eredità che il guru dell’informatica e della tecnologia lascerà all’industria del cinema, partendo dalla sua esperienza con la Pixar e con la Disney fino ad arrivare ad Apple TV.

Come noto, nell’86 Jobs comprò dalla Lucasfilm il Graphics Group, destinato a diventare di lì a poco la casa di produzione che sdoganò l’uso della CGI e del 3D nei film d’animazione. Dopo che la Pixar venne acquistata nel  2006 dalla Disney, Jobs riuscì a ottenere una partecipazione del 7,3% nella grande multinazionale cinematografica, e nonostante le difficoltà e le assenze causate dalla sua malattia continuò a sedere nel CDA fino alla sua dipartita. Questo è il motivo per cui fonti vicine alla major citate da Hollywood Reporter non credono che la sua uscita di scena porterà a “un vero cambiamento in ciò che la Disney fa quotidianamente“. La differenza potrebbe invece essere maggiormente accusata dalla Pixar di John Lasseter, per cui Jobs costituiva un sicuro alleato nei rapporti con la compagnia, soprattutto in un momento in cui grandi uscite come Cars 2 non danno i risultati sperati. “Ai burocrati non piacciono le cifre che la Pixar spende per realizzare i suoi film, ma nessuno oserà toccarla finché c’è Jobs”, riporta il magazine riferendosi a dichiarazioni rilasciate da una fonte vicina a Disney prima della tragica notizia.

Un altro campo in cui il colosso dell’animazione potrebbe rivedere le proprie posizioni è UltraViolet, il nuovo sistema cloud per lo storage dei cataloghi home video personali, che sta per partire con il sostegno di ben 70 compagnie, tra cui Microsoft, Netflix, Comcast, Sony e molti altri Studios. Tranne, per l’appunto, Disney e ovviamente Apple, impegnata a sviluppare la propria piattaforma iCloud. Un servizio che tra l’altro per ora prevede di gestire musica e altri tipi di contenuti, ma non film e show televisivi, fronte su cui Jobs pare si stesse muovendo con trattative di cui però, spiega sempre Hollywood Reporter, non sono noti i dettagli. Con la sua scomparsa, appare dunque lecito chiedersi se Disney continuerà a tenersi fuori da UltraViolet, oltre che a puntare sulla sua catena di negozi sparsi in tutto il mondo, riacquistata proprio sotto spinta di Jobs e sempre più vicina al modello Apple Store.

E parlando della compagnia legata più di tutte al nome di Jobs, qualche incertezza potrebbe aprirsi anche sul futuro di Apple TV, un sistema ancora poco diffuso per trasportare sul “piccolo schermo” i contenuti scaricati da iTunes, ma anche quelli provenienti da altri canali come Youtube o Netflix. Un apparecchio che potrebbe avere tutte le caratteristiche per affermarsi sul mercato più o meno al pari di altri prodotti Apple, ma che come tutte le altre attività dello storico marchio non potrà più avvalersi del genio tecnologico, ma anche promozionale, di Jobs.

Fonte: Hollywood Reporter

giu
01
2011
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Christopher Nolan e Jon Favreau contro il Vod Premium, i sette punti chiave

Si allunga la lista degli importanti registi di Hollywood che si sono schierati contro il servizio Home Premiere di Video On Demand lanciato da poco negli Stati Uniti, che ricordo riduce la finestra tra l’uscita in sala di una pellicola e la sua distribuzione in home-video a soli 60 giorni. Infatti la Warner Bros, Sony, Universal e 20th Century Fox hanno stipulato accordi con alcuni provider come DirecTV per permettere un particolare servizio di VOD in anteprima a 29.95 dollari.

Erano 23 gli illustri nomi, tra cui James CameronMichael Bay, Guillermo del Toro, Roland Emmerich, Michael Mann, Todd Phillips, Brett Ratner, Gore Verbinski, Robert Zemeckis, Quentin Tarantino M. Night Shyamalan ad aver firmato un documento ufficiale (preparato dalla National Association of Theater Owners) in cui si dichiaravano totalmente contrari al servizio. Oggi l’Hollywood Reporter ha annunciato la dura opposizione di altri due importanti registi.

Si tratta di Christopher Nolan (Il Cavaliere Oscuro, Inception) e Jon Favreau (Iron Man, Cowboys and Aliens) e a questo punto sono davvero pochi quelli che non hanno aderito alla campagna.

Inception Christopher Nolan Foto Dal Film 84

Il servizio continua a funzionare e ad esempio la Warner Bros negli ultimi giorni ha rilasciato Sucker Punch, la Fox Diary of a Wimpy Kid: Rodrick Rules e la Sony World Invasion: Battle Los Angeles. Sembra tuttavia che tra i consumatori l’interesse nei confronti del VOD Home Premiere si sia già appiattito dopo poche settimane.

Per capire meglio la questione e la posta in gioco, vi proponiamo le 7 domande e risposta che sempre l’Hollywood Reporter ha realizzato sull’argomento:

1) Qual’è la posta realmente in gioco?

Gli esercenti ritengono che la riduzione della finestra a 60 giorni sia solo la punta di un iceberg e che gli Studios hanno in mente un periodo ancora più breve. Ritengono infatti che non avrebbe senso per un consumatore pagare 30 dollari per vedere un film che sarà disponibile sul VOD regolare o in DVD entro un mese o due, ma probabilmente un consumatore potrebbe essere disposto a sborsare 30 dollari o anche più per un film che è uscito nelle sale pochi giorni prima. Gli Studios affermano che non è una paura legittima, e che il VOD Premium è stato progettato per attrarre le persone che normalmente non vanno al cinema e hanno bisogno di un modo per compensare la scomparsa del business DVD. Essi contestano inoltre agli esercenti di aver causato un danno al loro business con le innumerevoli pubblicità e l’aumento del costo dei biglietti.

2) Come funziona l’Home Premiere?

Gli utenti di DirecTV che hanno l’HD-DVR (circa 6 milioni) possono noleggiare il film per 48 ore durante un periodo di due settimane dal lancio. I film saranno disponibili sull’Home Page di Cinema DirecTV o nella guida DirecTV, dalla mezzanotte del giorno del lancio. Mia Moglie per Finta ad esempio è stato reso disponibile di giovedi, ma i giorni di rilascio possono variare a discrezione di DirecTV.

3) Cosa succede se un titolo Home Premiere è ancora in circolazione nei cinema al momento del lancio?

Non bisogna stupirsi se in concomitanza con il lancio su Home Premiere gli esercenti possano ritirare dalle sale le pellicole in discussione, anche se a 60 giorni il titolo probabilmente non sta incassando molto. Mia Moglie per Finta, ad esempio, era proiettato ancora in 326 sale nel momento in cui è stato messo a disposizione per il VOD Premium (molti delle quali lo proiettavano a prezzo ridotto) con un incasso settimanale di appena 270.000 dollari, mentre il totale della pellicola era a quel momento di ben 102.3 milioni dollari sul mercato interno.

Gli Studios non hanno annunciato quanto sperano di ricavare dall’Home Premiere, ma Disney non era troppo felice dei risultati di un test di VOD condotto in Portogallo nel mese di gennaio, quando ha messo a disposizione Rapunzel sei settimane dopo l’uscita in sala a € 24,99 (circa $ 35). E’ stato infatti noleggiato da meno di 1000 utenti.

4) Perché DirecTV e i quattro Studios hanno effettuato una promozione a basso profilo per il servizio di Home Premiere?

In origine DirecTV aveva intenzione di fare una grande campagna promozionale ed annunciare l’Home Premiere il 14 aprile. Ma quei piani sono stati abbandonati quando la voce si è diffusa all’incontro degli esercenti di Las Vegas di fine marzo, che si sono dimostrati a dir poco furiosi per non essere stati ufficialmente informati. Non ha contribuito nemmeno la schieramento di illustri nomi, tra cui James Cameron e Todd Phillips, a favore degli esercenti.

5) Perché Disney e Paramount non hanno aderito all’Home Premiere, nonostante Bob Iger (Disney) è stato molto chiaro sulla volontà di ridurre le finestre?

Paramount è preoccupata per la pirateria, mentre la Disney ha detto agli espositori che vuole fare alcuni test e tenerli nel ciclo. Ma gli studios rivali considerano Disney come “l’elefante nella stanza”, viste le dichiarazioni di Iger riguardo la possibile distribuzione di nuove release su piattaforme multiple in contemporanea.

6) DirecTV è l’unica azienda che offre VOD Premium?

Comcast e la società di streaming Vudu hanno intenzione di testare il VOD Premium in alcuni mercati selezionati nei prossimi mesi, sebbene prossimamente il servizio potrebbe anche cambiare radicalmente. Infatti ci sono anche voci secondo cui l’Home Premiere verrebbe considerato come un test della durata limitata di sei mesi.

7) Avrà realmente successo?

Indipendentemente dal fatto che possa funzionare a livello economico, gli studios affermano che ci vogliono provare. Inoltre Home Premiere è anche un modo per introdurre il concetto di ”Premium” e di sperimentare tempi e prezzi. In ogni caso è difficile trovare un dirigente che pensi realmente che il servizio possa rendere fruttuosamente. Gli esercenti affermano che 30 dollari è un prezzo troppo elevato, soprattutto se si considera che molti DVD sono disponibili 90-120 giorni dopo l’uscita in sala di un film.

Fonte: THR

mag
20
2011
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Copyright: continua la battaglia delle major contro Zediva, mentre in UK non passa il “fair use” sostenuto da Google

In un momento in cui l’offerta legale di film in streaming prende sempre più piede attraverso l’ascesa di Netflix ed altri sistemi di noleggio on line come YouTube Movies, continua ad essere controversa e sfumata la linea tra pirateria e VOD nella causa che vede contrapposti gli Studios americani al sito internet Zediva.

Lo scorso mese, le major Warner Bros, Disney, 20th Century Fox, Paramount e Universal hanno portato in tribunale la società californiana, reclamando il risarcimento danni e la chiusura del sito che chiede ai suoi utenti un contributo di 1.99 dollari per affittare film in primissima visione, cioè non ancora disponibili sulle principali piattaforme di vendita e noleggio sul web.

Un comportamento che assicura a Zediva un notevole vantaggio competitivo su Amazon, iTunes e la stessa Netflix, che ha già affrontato con molti degli Studios in causa la questione della “window” tra uscita in homevideo e uscita sul proprio catalogo, specialmente on line, stabilita per lo più a 28 giorni dalla release nei videostore.

Ora però Zediva - secondo quanto riferito da Wired - starebbe passando al contrattacco, negando l’accusa mossa dalla Motion Picture Association of America di aver infranto le regole sul copyright e richiedendo l’approvazione da parte del giudice della sua nuova tipologia di servizio.

La difesa sostiene infatti che l’offerta di Zediva consiste semplicemente nel rendere disponibili su richiesta i DVD acquistati all’ingrosso, vale a dire né più né meno di quello che fanno normalmente i videonoleggi, solo in versione digitale.

Un’ipotesi che se approvata dal punto di vista giudiziario, metterebbe con tutta probabilità a serio rischio il delicato equilibrio raggiunto tra l’industria cinematografica e il nascente business del video on demand via streaming. E che infatti viene scongiurata dalle major secondo cui il servizio messo in atto dal sito internet incriminato non può essere assimilabile all’home video in quanto costituirebbe proiezione pubblica dei film, seppure via web, e richiederebbe perciò una specifica licenza.

Intanto, sempre sul fronte del copyright, si registra in Gran Bretagna lo stop imposto dalla commissione indipendente appuntata dal Primo Ministro David Cameron, e presieduta da Ian Hargreaves, sul cosiddetto “fair use” della proprietà intellettuale su Internet, vale a dire un regime meno stringente di norme già previsto dal sistema giuridico americano e fortemente appoggiato da Google.

La notizia è apparsa su Hollywood Reporter, che sottolinea come la commissione, pur apportando una serie di proposte per la modifica delle attuali leggi inglesi sul copyright (tra cui la semplificazione, o “one-stop shop”, per l’ottenimento dei diritti sui contenuti digitali, e la rimozione delle restrizioni per le opere di natura parodistica), abbia dato parere negativo riguardo all’ipotesi di togliere ogni paletto all’utilizzo su Internet del materiale coperto da diritto d’autore, incassando ovviamente l’appoggio dell’associazione Directors U.K. e dell’intera industria culturale.

La palla passa ora al Governo britannico, ma il tema è di sicuro destinato a rimanere caldo, e non solo a Westminster.

ott
04
2010
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La mappa interattiva del potere su Web

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Sarebbe molto divertente ambientarci un racconto Fantasy in questa mappa dei punti di controllo su web. Da notare la centralità di Disney tra gli Old Media barons.

Scritto da Davide Dellacasa in Infographic,Internet
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ago
26
2010
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Una domanda a Paul Zonderland

Toy Story 3 The Great Escape Poster Internazionale sz Tagline

Disney è stata praticamente l’unica protagonista dell’estate cinematografica italiana, correndo grandi (e da alcuni contestati) rischi con Toy Story 3 (più grande incasso nella storia dei cartoni animati) e uscendo praticamente a Ferragosto con L’Apprendista Stregone, che dopo settimane di vuoto ha sorpreso con un ottimo risultato.

Ho domandato a Paul Zonderland: “Dopo la coraggiosa uscita di Toy Story 3 a luglio un ottimo esordio per Un apprendista Stregone che arriva nelle nostre sale praticamente a Ferragosto! Quanto siete soddisfatti dell’estate Disney?

Ecco la risposta, in inglese, ma tanto chiara che non penso siano necessarie traduzioni.

We’re very pleased that the 3 films Disney placed in the summer period (Prince of Persia,Toy Story 3 and Sorcerer Apprentice) have brought a combined €30m box office to the traditional slow summer season.

We believe that the italian theatrical market should have 12 and not 9 strong month comparable to other leading territories in europe and that this development is essential in sustaining growth and prolongs the screen life of titles that is now the shortest in europe.

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Intanto è arrivato nelle nostre sale il quarto capitolo di Shrek, quale migliore occasione per provare la nostra nuova Box Office Cup?

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Scritto da Davide Dellacasa in Box Office,Cinema,Film,Una domanda
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