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Digitalizzazione delle sale, presto la convenzione tra BNL – Paribas e AGIS

Buone notizie per gli esercenti sul fronte della digitalizzazione delle sale. Presto si concretizzerà la convenzione tra BNL – Paribas e AGIS sulla cessione del tax credit per la digitalizzazione delle sale cinematografiche. La convenzione, che vede la collaborazione della Direzione Cinema del MiBACT, è destinata agli esercenti aderenti alle associazioni di settore dell’AGIS: ANEC e ACEC. Lo hanno annunciato ieri a Venezia, presso la Casa dello Spettacolo, Lionello Cerri (nella foto), presidente ANEC e vicepresidente AGIS, Alberto Baldini, responsabile Settore Cinema BNL – Gruppo BNP Paribas, e Mariella Troccoli, dirigente Direzione Generale Cinema del MiBACT.

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Paramount dice addio alla pellicola: è la prima major a sposare completamente il digitale negli Stati Uniti

Il 2014 è arrivato e, con esso, l’annunciato processo che porterà al definitivo abbandono della pellicola nella distribuzione cinematografica. A dare ufficialmente avvio alla transizione è stata Paramount, con un avviso recentemente inviato a tutti gli esercenti USA in cui si notifica che la commedia Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy sarà l’ultimo film della major a essere fornito alle sale anche in 35mm. Ciò significa allo stesso tempo che l’atteso film di Martin Scorsese The Wolf of Wall Street uscito in patria a Natale, è stato il primo grande titolo dello studio cinematografico a raggiungere  il grande schermo esclusivamente attraverso canali digitali.

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Sorrento 2013: è giugno il termine per il completamento della digitalizzazione

Era fissato per la fine del 2013, ma con poco più della metà delle sale attrezzate, il termine previsto per switch off del cinema verso il digitale costituiva un varco preoccupante per l’esercizio italiano, ancora indietro nel processo di conversione rispetto ad altri mercati europei e occidentali. La 36ma edizione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento è stata perciò l’occasione per ridefinire questa scadenza, che non sarà perentoria ma vedrà per qualche mese la convivenza di pellicola e della nuova tecnologia.

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Cinema e digitale: all’appello manca ancora il 25% degli schermi su scala mondiale

Il processo di digitalizzazione delle sale cinematografiche ha fatto registrare un buon avanzamento a livello mondiale, raggiungendo il 75% degli schermi complessivi (cioè circa 90mila), lasciando tuttavia scoperto un 25% la cui conversione si preannuncia molto più ardua. Ecco il quadro del mercato globale dell’esercizio presentato da Michael Karagosian, analista della MKPE Consulting, in occasione del NAB, summit di riferimento su tecnologia e cinema in corso in questi giorni a Las Vegas.

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Cinema: le presenze calano anche in Europa, del 2%, mentre il digitale avanza e raggiunge il 70% degli schermi

La crisi del cinema, che nel 2012 ha fatto sentire con discreta forza i suoi effetti sul mercato italiano, ha interessato a vari livelli l’intera Europa, portando a una flessione complessiva di spettatori. A rivelarlo i dati presentati al Festival di Berlino da MEDIA Salles, che monitorando l’andamento degli esercizi cinematografici di 35 Paesi europei, ha evidenziato un totale di 1,19 miliardi di biglietti staccati nel corso dell’anno passato, in calo del 2% rispetto agli 1,21 miliardi del 2011.

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All digital: al Festival di Roma, le associazioni a confronto sulla digitalizzazione delle sale.

Gli operatori del settore cinema tornano a parlare di digitale, e in particolare della digitalizzazione delle sale, tema reso sempre più urgente dall’avvicinarsi della scadenza per lo “switchoff”, fissata dalle distribuzioni all’inizio del 2014. L’occasione è stata il convegno “All digital”, organizzato presso lo spazio Lazio Film Fund all’interno del VII Festival Internazionale del Film di Roma, dove sono state ribadite prima di tutto le cifre relative alla conversione del parco sale nazionale. Come ha sottolineato il presidente dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Lionello Cerri, le strutture che hanno già adottato la nuova tecnologia contano per “circa 1.950 schermi, su un totale di 3.800 schermi industriali, pari al 51,4%”. Rimane perciò una buona metà di sale che si avvicinano ancora impreparate alla fine dell’era della pellicola.

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Digitale: l’Anec “prende atto” dell’abbandono della pellicola.

Se nell’ambito televisivo l’imposizione e le modalità dello switch-off hanno suscitato più di una perplessità, anche nel settore del cinema l’avvicinarsi del passaggio obbligato al digitale è accompagnato da diverse criticità. Negli ultimi anni il successo del 3D ha fatto sì che fosse abbracciato relativamente in fretta dai grandi circuiti e dalle grandi strutture come i multiplex, ma la sfida si sta rivelando ardua in tutta Europa per i cinema monosala e per gli esercizi più piccoli, che non riescono ad affrontare l’investimento iniziale necessario per la transizione. L’appuntamento col digitale però si avvicina: come hanno messo in luce anche i dati MEDIA Salles, ormai è stato superato anche il tipping point, il punto di non ritorno che vede più della metà degli schermi europei dotati della nuova tecnologia. A giovarne, soprattutto nell’immediato, saranno i distributori, cui il digitale permette di abbattere significativamente i costi eliminando la fase della stampa su pellicola. E ora compare anche la data a partire dalla quale le sale italiane non vedranno più copie in 35 mm…

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MEDIA Salles: meno presenze nel 2011 ma crescono gli schermi digitali, ora più del 50% di quelli europei.

Dopo l’Osservatorio Audiovisivo Europeo, anche MEDIA Salles rende noti i dati sull’andamento del consumo di cinema negli Stati membri ed extra UE, per un totale di 31 Paesi monitorati. I dati non sono ancora definitivi, ma anche in questo caso viene confermata una tendenza al ribasso che si concretizza in una lieve flessione delle presenze, pari allo 0,6%, per un totale di 1 miliardo e 188 milioni di spettatori a fronte del miliardo e 195 milioni dell’anno precedente. Tendenza che trova conferma anche tra i 17 Paesi della parte occidentale del continente, con 894,6 milioni di biglietti staccati, in calo dello 0,4% rispetto agli oltre 898 del 2010. Ancora più critica la situazione nei 14 territori dell’Europa centro-orientale e del Mediterraneo, dove si registra un -1,2% per un totale di 294 milioni di ingressi.

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Digitale: esercizio e distribuzione si accordano per rendere più accessibile il sistema Vpf.

L’avvertimento era già stato rilanciato da MEDIA Salles all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma: in Europa si avvicina sempre di più il tipping point, cioè il momento in cui più del 50% delle sale europee saranno digitalizzate, ma nella corsa alla nuova tecnologia, rischiano di rimanere indietro le strutture più piccole. Sarebbero infatti circa 7mila i cinema monosala in Europa, pari al 20% degli schermi totali ma solo al 7% di quelli già riconvertiti a fine 2011. La situazione si presenta ancora più critica in Italia, dove solo l’anno scorso si è superata la soglia dei 1000 schermi digitali, con una crescita rispetto al 2010 pari al 18,4%, decisamente inferiore al picco registrato in Germania (+61,4%), ma anche alle percentuali di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Russia, tutte vicine o oltre il 30% già nel primo semestre 2011.

Ed è proprio a tale sfida che rispondono le linee guida 2012 per la digitalizzazione delle sale cinematografiche italiane, approvate ieri dalle associazioni dell’esercizio (Anec, Anem, Fice, Acec) e dalla sezione distributori dell’Anica. Punto centrale dell’intesa sono le nuove condizioni per la Vpf, acronimo di virtual print fee, vale a dire il meccanismo tramite cui la distribuzione dà il proprio contributo affinché gli esercenti possano recuperare l’oneroso investimento necessario per la conversione al digitale. Conversione che ovviamente va a vantaggio di entrambe le categorie poiché non permette solo flessibilità di programmazione ma anche, e soprattutto, l’abbattimento dei costi per la diffusione dei film, che ovviamente con la nuova tecnologia non passa più per la stampa e il trasporto di copie in pellicola.

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UE: cresce la quota dei film nazionali degli Stati membri, ma calano le presenze e l’effetto traino del 3D.

Il 2011 non ha segnato un anno brillante per il cinema neppure nella UE, che presenta valori complessivamente stabili ma in lieve calo. Lo ha reso noto l’Osservatorio Audiovisivo Europeo, che in occasione del 62° Festival di Berlino ha pubblicato i dati relativi a presenze e incassi nelle sale di 22 Stati monitorati. Ne risulta una leggera flessione nel numero di biglietti staccati, passato da 964 a 960 milioni, pari a un decremento dello 0,4%. Il trend, tuttavia, non è uguale in tutti i Paesi: 12 sono i mercati risultati in crescita, con in testa quello francese, cui è attribuito addirittura il merito di aver attenuato le perdite registrate su altri fronti.

 

Osservatorio Audiovisivo Europeo - Presenze Europa 2002-2012

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